Asia-Usb Bologna

Asia-Usb Bologna A Bologna ci sono troppe case vuote, bisogna utilizzarle per garantire un tetto a chi non ce l'ha, con un affitto adeguato al reddito di ognuno!

12/02/2025

📣TRASPORTO PUBBLICO PER TUTTE E TUTTI
NO AL RINCARO BIGLIETTI
ASSEMBLEA CITTADINA SOTTO IL COMUNE!
venerdì 14/2 ore 18, Piazza Maggiore sotto Palazzo D'Accursio

🖋️Primi firmatari (in aggiornamento):
Comitato Besta, Rete RECA, Ecoresistenze, Cambiare Rotta, Potere al Popolo Bologna, USB, SGB, OSA - Opposizione Studentesca d'Alternativa, Rete dei Comunisti Bologna

Biglietti Tper più cari del 53%, da 1,50€ a 2,30€, così il trasporto pubblico di Bologna diventerà il più caro d’Italia, sempre più al servizio dei turisti e non di chi in questa città ci vive, lavora, studia.
Nell’annuncio di questa nuova mazzata sulle classi popolari, Lepore da una parte cerca di dare la colpa al Governo, dall’altra però elogia la misura per “rafforzare il Trasporto pubblico locale, visti anche i tagli e i mancati finanziamenti del Governo; creare il fondo per la riparazione e l’adattamento climatico; ridurre il numero delle auto dei non residenti in centro storico; aumentare il numero di abbonati al trasporto pubblico”.

In primis, Tper è una società per azioni, partecipata pubblica dalla Regione Emilia-Romagna (46,13%), Comune di Bologna (30,11%) e Città Metropolitana di Bologna (18,79%), a cui la convenzione è stata prorogata fino al 2028 senza nessuna gara d’appalto, e che nell’ultimo bilancio del 2023 dichiarava ricavi per 228 milioni e utili per 3,3 milioni: un’azienda più che in salute, mentre i lavoratori di Tper faticano ad arrivare a fine mese con salari bassi e turni massacranti.

L’aumento del biglietto è un modo del Comune di fare cassa, ma è chiara la malafede che questi fondi servano per “rafforzare il trasporto pubblico” o per incentivare gli abbonamenti, mentre bisognerebbe invece ridurne i prezzi per incentivarne l’uso, come stanno facendo tante città europee. Così come è paradossale che il fondo riparazione per l’emergenza climatica venga pagato da chi già usa il trasporto pubblico!

(continua nei commenti)

10/01/2025

Occupazione del tetto del Comune di Bologna: il processo è finito ma rimane il problema abitativo.

È giunto al termine il lungo iter giudiziario che ha portato alla prescrizione dei reati per i nostri attivisti e delegati che assieme alle famiglie delle Case Occupate Nelson Mandela, nel 2016 erano saliti sul tetto del Comune di Bologna per portare all'attenzione dei cittadini e della giunta comunale la questione abitativa.

Il processo si conclude, ma le questioni poste in quel periodo con le tante occupazione abitative in città e la lotta per la casa rimangono.

Negli ultimi dieci anni la giunta comunale non ha messo in capo nessuna soluzione strutturale alla questione abitativa. La mancanza di Edilizia Residenziale Pubblica e il fenomeno della turistificazione della città, incentivato e favorito dal governo locale, ha inasprito la crisi abitativa tramite l'esplosione incontrollata degli affitti brevi.

Continua invece ad essere sostenuta dall'amministrazione comunale un continuo e inutile consumo di suolo volto esclusivamente a costruire edilizia privata o edilizia privata sociale entrambe utili al profitto privato che nulla ha a che fare con una politica abitativa in favore della cittadinanza.

La fotografia di Bologna è quella oggi di una città che ha trasformato il diritto alla casa per tutti in un lusso per pochi e un dramma per molti: la difficoltà a trovare alloggi e gli affitti che coprono ormai quasi la totalità dello stipendio rendono la città inaccessibile per i lavoratori e le lavoratrici.

La soluzione alla crisi abitativa rimane la definizione di una piano casa a tutele di tutti: requisizione dello sfitto privato in mano ai grandi palazzinari, costruzione, senza ulteriore consumo di suolo, di edilizia residenziale pubblica per i lavoratori e lavoratrici, un tetto agli affitti privati e alle piattaforme di affitto brevi.

Queste sono per USB soluzioni necessarie per rimettere al centro dell’agenda politica le priorità di chi questa città la vive.

USB megafono di un grande disagio tra i lavoratori. È ora di ascoltare le loro ragioniÈ proprio nei trasporti che si son...
14/12/2024

USB megafono di un grande disagio tra i lavoratori. È ora di ascoltare le loro ragioni

È proprio nei trasporti che si sono registrate le adesioni più alte allo sciopero generale di venerdì 13 dicembre. Del resto era stato proprio Salvini a pronosticare questo esito quando, nella sua ordinanza successivamente annullata dal TAR, aveva affermato che “si prevede che la partecipazione allo sciopero generale sarà particolarmente consistente”, inserendo questa tra le motivazioni che secondo lui avrebbero giustificato la precettazione.

Il traffico ferroviario è risultato praticamente paralizzato in tutta la pen*sola con significative adesioni allo sciopero anche in Sicilia. Il trasporto locale ha visto fermarsi metropolitane e autobus di linea in tutte le principali città, con adesioni in alcuni casi quasi bulgare. E poi c’è stata una partecipazione diffusa, anche se certamente con percentuali minori in molti settori, a cominciare dalla grande industria (ILVA, Piaggio, Sevel, GD, Caterpillar, Marcegaglia, Toyota, ecc.), dalla logistica (in particolare nelle filiere nazionali di GLS, SDA e BRT), dai porti, per arrivare ai settori tradizionalmente più deboli come il commercio o le cooperative sociali.

In piazza, sia a Milano che a Roma, c’erano poi i lavoratori del settore pubblico assieme agli studenti e a una folta rappresentanza del mondo migrante, che sta soffrendo un surplus di politiche discriminatorie da parte di questo governo, che si va a sommare all’impoverimento generale che stiamo soffrendo tutti. E poi c’era il movimento di lotta per la casa che denuncia non solo l’attacco al diritto all’abitare ma anche gli effetti che si produrranno con il ddl 1660, che mira a criminalizzare i movimenti e introduce aggravi di pena per chi protesta.

Se c’è un dato che emerge dalla giornata di oggi è che USB è riuscita a materializzare un disagio diffuso che si vive nel paese e che si concentra soprattutto attorno al tema dei bassi salari. Rinnovi contrattuali sotto il tasso di inflazione significano un abbassamento del livello di vita, c’è poco da fare. E questa verità oggi è venuta fuori con forza. Migliaia di lavoratori, decine di migliaia di lavoratori, sono riusciti ad affermare questa verità attraverso l’USB che si è fatta megafono di questa esigenza.

Lo slogan “alzare i salari” si è poi accompagnato, come ormai da quasi due anni, con la richiesta di abbassare le armi: il nesso tra impoverimento del paese e corsa agli armamenti comincia a trapelare nella coscienza di tanta gente.

Qualcuno ha voluto utilizzare questo come pretesto per sostenere l’inverosimile e cioè che le manifestazioni e lo sciopero fossero macchiate di antisemitismo. Una sciocchezza priva di fondamento pari a quanto dichiarato da Netanyahu quando ha definito antisemita l’assemblea delle Nazioni Unite.

Ora, dopo questo segnale inequivocabile che nel Paese c’è un diffuso disagio sociale e che c’è un’organizzazione sindacale che pone questioni serie e concrete, ci aspettiamo che dal governo vengano segnali di disponibilità a tenere conto delle ragioni dei lavoratori. A meno di non voler far allargare ulteriormente la protesta.

🏠❌ LI HAI TROVATI PURE TE NELLA TUA CASA? ❌🏠➡ Bologna in vendita su AirBnB, con pochi palazzinari che sfruttano più dell...
12/12/2024

🏠❌ LI HAI TROVATI PURE TE NELLA TUA CASA? ❌🏠

➡ Bologna in vendita su AirBnB, con pochi palazzinari che sfruttano più della metà degli appartamenti in città sulla piattaforma per alimentare l'economia della città vetrina e del turismo mordi e fuggi che da anni sta trasformando la vivibilità della città per chi la abita vedendo un aumento dei prezzi, l’assenza di appartamenti disponibili e una conseguente espulsione dal centro urbano delle fasce popolari più fragili che non possono permettersi di competere con gli affitti proibitivi che il mercato privato offre!

📢 TASSAZIONE MAGGIORE SUGLI AFFITTI BREVI - TASSA DI SOGGIORNO PER FINANZIARE L'EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA - NUOVA LEGGE POPOLARE DI ASIA USB SULLA REGOLAMENTAZIONE DEGLI AFFITTI

🔺🔺🔺 13.12 - SCIOPERO GENERALE E GENERALIZZATO🔺🔺🔺

LIVE LIKE A LOCAL: AFFITTI SEMPRE PIU' ALTI, CAROVITA E STIPENDI BASSIVivi come gli abitanti del posto, è questo uno deg...
03/12/2024

LIVE LIKE A LOCAL: AFFITTI SEMPRE PIU' ALTI, CAROVITA E STIPENDI BASSI

Vivi come gli abitanti del posto, è questo uno degli slogan del colosso AirBnB, sempre più presente nelle città italiane e sempre più ostaggio dei grandi host.
Questo fenomeno si basa sulla messa a valore di migliaia di appartamenti da parte di grandi multriproprietà tramite l'utilizzo di affitti brevi o brevissimi, andando a rendere ancora più inaccessibile il mercato privato degli alloggi e producendo per gli abitanti del posto l’acuirsi della crisi abitativa.

Quante persone si sono viste concludersi i propri contratti di affitto senza rinnovo o con rinnovi altissimi, dovendo perdere la casa e vederla trasformarsi in AirBnb?

Studenti, lavoratori, famiglie con un reddito, nessuno viene risparmiato dagli effetti prodotti da AirBnB, che inserito in una più generale e strutturale crisi abitativa, toglie migliaia di appartamenti sul mercato privato destinandoli al cosiddetto turismo mordi e fuggi.
Sul sito InsideAirbnb si può trovare la mappa di tutti gli appartamenti disponibili sulla piattaforma, mostrando l'enorme quantità di alloggi (soprattutto nel centro storico) destinati a questo uso.
Dopo il crollo dovuto alla pandemia di Covid19, gli annunci sono tornati a crescere arrivando a contare per Bologna a gennaio 2024 più di 4000 abitazioni disponibili sulla piattaforma AirBnB (+300% tra il 2016 e il 2023).
Se per alcuni host mettere uno/due appartamenti garantisce una cospicua entrata mensile, sono però le grandi compagnie che detengono multiproprietà di centinaia di appartamenti a farla da padroni, detenendo più del 50% delle locazioni brevi e generando guadagni da milioni di euro all’anno.

Come detto prima, la messa a valore di migliaia di immobili tramite gli affitti brevi provoca a chi veramente la città la abita, l’innalzamento dei canoni d’affitto, la sempre minore disponibilità di alloggi sul mercato privato e l’espulsione da intere zone della città: se ormai il centro storico è già stato mangiato da questo fenomeno, la stessa cosa sta avvenendo nei quartieri della prima periferia bolognese (come la Bolognina per la vicinanza con la stazione, o la zona San Donato/Cirenaica soprattutto intorno al polo fieristico).

AirBnB cresce e continuerà a crescere sull’impulso della turistificazione e al modello di città vetrina/city of food che da anni sta cambiando l’anima viva di tante città italiane come Bologna.
Il fenomeno del turismo di massa, acuendo tramite gli affitti brevi la già presente crisi abitativa, va a colpire anche il mondo del lavoro: precarietà, sfruttamento e salari da fame all’interno dell’indotto turistico (dalla ristorazione ai servizi dedicati ai turisti) sono un ulteriore tassello che va a colpire chi appunto la città la vive e abita.
Da una parte quindi introiti milionari in mano a pochi palazzinari (grandi host) e turismo di massa che porta ricchezza a pochi, mentre dall’altra precarietà, sfruttamento ed espulsione di chi invece la città la abita e vive, impossibilità di affittare a prezzi adeguati un’abitazione sul mercato privato e la carenza cronica di alloggi popolari.

Un modello di città che da anni viene perseguito ed incentivato dalle varie amministrazioni, a cui nulla possono fare interventi di facciata o comunque di minimo impatto, mentre la necessità reale impone un cambio radicale delle politiche abitative e lavorative a favore della stragrande maggioranza della popolazione.

Le nostre rivendicazioni sono chiare:
- una maggiore tassazione su chi utilizza i contratti brevi d'affitto
- l'utilizzo della tassa di soggiorno per finanziare la ristrutturazione e l'ampliamento dell'edilizia residenziale pubblica
- la nostra proposta di legge popolare per un canone sostenibile che si pone come obbiettivo un importante intervento generale per introdurre un controllo e una regolamentazione sugli affitti

Nei commenti potete trovare la nostra legge di iniziativa popolare completa e gli spunti sull'argomento pubblicati su Radio Città Fujiko 103.1 fm e Bolognatoday

05/11/2024

Sgabuzzini spacciati per alloggi e locati a 600 euro, stanze singole affittate a 1.000 euro, canoni concordati più alti del libero mercato ma oggetto comunque di sgravi fiscali, affitti solo a turisti per brevissimi periodi, milioni di sfratti eseguiti. La legge n. 431 del 1998 non è riformabile e...

Siamo quasi a settembre, inizia una nuova stagione di lotte politiche e sociali e non può mancare quindi il solito artic...
29/08/2024

Siamo quasi a settembre, inizia una nuova stagione di lotte politiche e sociali e non può mancare quindi il solito articolo del Bologna - Il Resto del Carlino che punta il dito sui problemi della sicurezza e sul degrado in città.
Questo perché come ogni anno sono ben lontani dalla risoluzione i soliti problemi atavici di questa città, cioè quello abitativo legato al caro affitti di un mercato sempre più drogato, in cui sempre meno persone riescono a trovare abitazioni decenti con prezzi decenti, per periodi di tempo che guardino un minimo oltre ad un fine settimana in un air bnb.
Più comodo quindi come in un articolo di pochi giorni fa portare avanti le solite istanze del quotidiano in questione, attaccando musica troppo alta, soluzioni dal basso a problemi irrisolti, presunto degrado e tutto ciò che non è conforme ad una socialità sempre più repressa.
Non sentiamo il bisogno di rispondere alle singole questioni, chiunque ci conosca, sia venuto a una delle tante iniziative o abbia semplicemente osservato da lontano, sa bene quanto noi che si tratta di montature. Sappiamo con certezza che nel corso dei mesi sono stati centinaia gli abitanti del quartiere, anziani, famiglie e ragazzi che hanno partecipato e si sono mostrati solidali sin dal primo momento.
Non sentiremmo nemmeno il bisogno di rispondere a queste accuse ormai quasi noiose, se non per riportare l’attenzione su quello che è il tema generale: una città sempre più escludente, sfratti per morosità e finte locazioni, impossibilità di trovare appartamenti in affitto, prezzi esagerati, salari troppo bassi, airbnb e affitti brevi che fanno da padrone.
Troppo semplice puntare il dito su chi tenta di mettere le pezze a politiche sociali sempre più per pochi e su famiglie in difficoltà che tentano di sopravvivere in questa giungla piuttosto che aggredire tutti quei fenomeni che hanno portato sempre più persone alla perdita di un diritto fondamentale come la casa.

SFRATTO RINVIATO!Celere a fine luglio per sfrattare una donna con un bimbo in attesa di assegnazione.Stamattina abbiamo ...
18/07/2024

SFRATTO RINVIATO!
Celere a fine luglio per sfrattare una donna con un bimbo in attesa di assegnazione.

Stamattina abbiamo assistito all'ennesimo tentativo di sfratto condotto solamente con la forza pubblica, andando con la celere a spingere via i delegati sindacali presenti per tutelare gli inquilini, senza neanche aspettare la presenza dell’ufficiale giudiziario. Prassi ormai consolidata, che dimostra per l'ennesima volta, come le istituzioni intandono affrontare questioni sociali come fossero problemi di ordine pubblico.

Tutto ciò, avallato dalla volontà della proprietaria di tornare il più rapidamente possibile in possesso di uno dei tanti appartamenti che possiede, nonostante sia stato più volte ripetuto che le tempistiche per il passaggio da quella casa ad un alloggio popolare erano ormai mature entro fine agosto.

Solo grazie alla determinazione degli inquilini e dei delegati di Asia-usb, si è riusciti ad ottenere un rinvio fino al 1 ottobre, nonostante l’improvvisato attacco della celere senza attendere la prassi di interloquire con l’ufficiale giudiziario.
Ci chiediamo se tutto questo impegno di forza pubblica e spesa da parte del Comune per eseguire lo sfratto oggi non poteva essere evitato mettendo invdce in campo soluzioni pubbliche vere e degne!

11/07/2024

G7 di Bologna: inaccettabile comportamento della Questura nei confronti di delegato sindacale USB.

A Bologna soffia forte il vento della repressione e delle intimidazioni del governo Meloni che martedì sera si è abbattuto contro un giovane lavoratore precario.

Nella tarda serata di martedì 9 luglio, mentre la cena dei ministri del G7, dedicato a Scienza e Tecnologia, era già terminata, quattro lavoratori, addetti allo smontaggio dell’allestimento logistico dell’evento, vengono fermati per un controllo a pochi passi dal cantiere.

Le operazioni di controllo si svolgono in maniera spettacolare impegnando sia agenti della guardia di finanza, sia agenti di polizia di stato che agenti della Digos. Fanno seguito: perquisizione del mezzo, identificazione e perquisizione dei quattro lavoratori.

Due di questi vengono rilasciati dopo poco e possono iniziare il turno di lavoro, gli altri due vengono portati in Questura per ulteriori accertamenti.

Uno dei due, un nostro compagno lavoratore di appena vent'anni viene condotto con motivazioni del tutto pretestuose in Questura per ulteriori accertamenti. La necessità di questi “accertamenti” sarebbe da ricondurre alla sua partecipazione a iniziative sindacali come i presidi antisfratto.

In questa sede gli viene prontamente impedito di avvisare una persona di fiducia della sua situazione e sequestrato il telefono, allo stesso modo gli viene negato di contattare un avvocato.

Una volta in Questura viene sottoposto a ulteriore perquisizione corporale, senza fornire alcuna motivazione viene tenuto ore in attesa di ulteriori accertamenti non meglio specificati. La sua permanenza in Questura diviene occasione per scattargli foto segnaletiche e per raccogliere le impronte digitali e “repertare” i suoi tatuaggi.

Dopo diverse ore, approfittando della sua presenza in Questura gli viene notificato un avviso di inizio indagine riferito a una mobilitazione sindacale di diversi mesi fa, solo a questo punto gli viene concesso di avvisare almeno la famiglia del fatto che non sarebbe rientrato a casa. Passeranno altre ore senza nulla sapere del perché venga trattenuto.





(Segue nel primo commento)

OGGI NON SI SFRATTA!Stamattina insieme a inquilini e solidali abbiamo difeso Alice e la sua famiglia dal rischio di perd...
25/06/2024

OGGI NON SI SFRATTA!

Stamattina insieme a inquilini e solidali abbiamo difeso Alice e la sua famiglia dal rischio di perdere la loro casa senza soluzioni alternative adeguate.

Nonostante la presenza di forze dell’ordine e operai incaricati a cambiare la serratura, siamo riusciti grazie alla determinazione del picchetto solidale e la tenacia di Alice e la sua famiglia, a evitare l’esecuzione forzata ottenendo un rinvio fino a fine luglio.

Stop sfratti! No alla gestione del sempre più frequente dramma abitativo come problema di ordine pubblico!

📣📣DALL’ART. 5 AL DL 1660 10 ANNI DI REPRESSIONE DELLE LOTTE E DI TAGLI DELLA SPESA SOCIALE: FERMIAMOLI ORA❗❗💥24.06.2024 ...
19/06/2024

📣📣DALL’ART. 5 AL DL 1660 10 ANNI DI REPRESSIONE DELLE LOTTE E DI TAGLI DELLA SPESA SOCIALE: FERMIAMOLI ORA❗❗

💥24.06.2024 MOBILITAZIONE NAZIONALE ----- H.18 PREFETTURA DI BOLOGNA 💥

👉🏽 Il disegno di legge n. 1660 a firma dei ministri Piantedosi, Nordio e Crosetto (e più noto come nuovo D.L. Sicurezza) inizierà tra pochi giorni il suo iter parlamentare (non casualmente a urne chiuse). Il provvedimento nasce con l’intento, dichiarato dal Governo Meloni, di colmare un vuoto normativo nella efficace prevenzione di atti, sabotaggi e forme di conflitto percepite come eversive. Parole importanti vengono spese per indicare fattispecie di reato che vanno dal neologismo del “terrorismo della parola” al delitto contro l’incolumità pubblica (rappresentato dall’occupazione di edifici vuoti e inutilizzati). Praticamente il dispositivo che a breve inizierà il vaglio dell’aula parlamentare con una pena che va da due a sei anni chiunque detenga, o faccia circolare, in forma sia scritta che orale, testi ritenuti capaci di sobillare il compimento di atti o resistenze che coinvolgano uffici, istituzioni, servizi pubblici o di pubblica necessità. Il tutto basato su dinamiche preventive di un eventuale reato che potrebbe essere compiuto.
Continuando a scorrere la bozza del disegno di legge governativo, dopo l’articolo 6 (che ha la funzione di riscrivere le regole sul mercato di articoli pirotecnici, ascrivendoli tra gli strumenti di possibile utilizzo con finalità eversive), troviamo l’articolo 7. Quest’ultimo dispone nuove norme sulla revoca della cittadinanza, aprendo la strada all’articolo 8 che, con riferimento alla sicurezza urbana, dispone modifiche sostanziali al codice penale nel contrasto dell’occupazione “arbitraria” di immobili. Viene introdotta una nuova fattispecie di reato volta a punire con la reclusione dai due ai sette anni quei soggetti che occupano o detengono senza titolo un immobile impedendo il rientro in possesso del legittimo proprietario, e con loro tutte le persone che si intromettono o cooperano nell’atto stesso. Vale la pena evidenziare che tale nuovo reato, sulla base del testo, potrebbe dunque essere applicato in maniera estensiva anche alle persone sfrattate che si oppongano al rilascio immediato dell’alloggio in cui vivono e ai picchetti di solidarietà che le supportano. Per converso, l’occupante che collabora all’accertamento dei fatti, invece, non è punibile. Inoltre, viene data legittimità a modalità di ordine pubblico sempre più aggressive, laddove le forze dell’ordine possono procedere all’arresto in flagranza (sia immediata che differita) nei confronti di chi resiste o si rifiuta di lasciare l’immobile pur di garantire quello che viene individuato come interesse primario da tutelare, ossia il rientro in possesso della proprietà privata da parte di chi la detiene.
Gli articoli successivi si concentrano poi su come impedire l’opposizione a grandi opere e infrastrutture ritenute “strategiche” (ovviamente a insindacabile giudizio di chi governa). L’articolo 10 sanziona con la reclusione da sei mesi a un anno coloro che non ottemperano al divieto di avvicinamento o accesso alle pertinenze del trasporto ferroviario, mentre l’impedimento della circolazione su strada viene inquadrato con un’aggravante speciale che prevede la reclusione da sei mesi a due anni se più persone bloccano in maniera coordinata la circolazione su qualsiasi arteria stradale.
Gli articoli 12 e 13 che seguono realizzano una vera e propria razzializzazione selettiva di certe fattispecie di reato. Ad esempio, l’articolo 12 entra interviene sull’obbligatorietà del rinvio della pena per donne incinte e madri di prole rendendolo facoltativo, e in sequenza con l’articolo 13 affronta l’accattonaggio inasprendo le pene sia per l’induzione al reato che per l’impiego dei minori.
I migranti, d’altro canto, sono pesantemente attenzionati da questo disegno di legge. All’articolo 19 si definisce il rafforzamento della sicurezza delle strutture di trattenimento e accoglienza, senza nessuna distinzione tra le due categorie. La novità giudiziaria consiste nell’inasprimento della pena per chi partecipa a proteste all’interno dei centri arrivando a proporre una pena da uno a 4 anni e fino a 8 anni se si riscontro un uso di armi (sia proprie che improprie) e fino venti anni se durante l’ipotetica rivolta ci siano lesioni personali o mortali dei coinvolti. Questi articoli individuano chiaramente il target da colpire senza celare un punto di vista prevenuto e razzista né intaccare minimamente le condizioni materiali che determinano il fenomeno, che si tratti di accattonaggio o rivolte contro le disumane (e disumanizzanti) condizioni di detenzione nelle carceri e nei CIE.
Quando si arriva al capo 3 del dispositivo e si affronta la tutela del personale di polizia e delle forze armate, nonché dei vigili del fuoco, si dispone un aumento di pena di un terzo da quello finora in vigore in caso di violenza, o minaccia, nei confronti di un pubblico ufficiale. Questa nuova visione repressiva non prevede il meccanismo di bilanciamento delle circostanze previsto dall’articolo 69 del codice penale. L’aggravante vale anche in riferimento alle accuse di resistenza. Così all’articolo 15 anche lesioni lievi o lievissime, magari uno sguardo troppo minaccioso, compiute ai danni di un cosiddetto “operatore della sicurezza” vengono sanzionate allo stesso modo delle lesioni gravi e gravissime.
Nelle parti finali del provvedimento non poteva certo mancare il consueto panico morale sui reati di deturpamento e imbrattamento contro beni immobili e mezzi di trasporto (sia pubblici che privati), la cui sanzione è più grave se è colpita una sede istituzionale, per cui si configura la lesione dell’onore del prestigio della sede stessa. Come nel caso degli articoli profilati razzialmente, anche qui la controparte governativa è individuabile in modo pressoché cristallino; in questo caso, nelle organizzazioni ambientaliste che sanzionano con vernice e altri materiali i palazzi della politica inerte sulla crisi climatica. Non a caso, infatti, viene inasprita la pena in caso di recidiva, con aumento delle pene fino a tre anni e multa fino a dodicimila euro. Infine, nell’articolo 23 si presta particolare attenzione al potenziamento degli strumenti di controllo sociale giustificato dalla necessità di prevenire il rischio di eversione dell’ordine democratico. Questione decisamente all’ordine del giorno nel nostro Paese.
Di fronte a un provvedimento securitario che cerca di soffocare in maniera definitiva qualsivoglia forma di opposizione sociale attraverso prevenzione e manette scegliamo di mobilitarci sotto i palazzi in cui l’iter parlamentare sta prendendo forma. Non basta qualche emendamento per mitigare un disegno di legge così irricevibile e autoritario, il D.L. sicurezza deve essere fermato con ogni mezzo necessario!

ASIA USB - Associazione Inquilini e Abitanti, Cambiare Rotta - organizzazione giovanile comunista, Ecoresistenze per Cambiare Rotta, PLAT - Piattaforma di Intervento Sociale, Comitato Bologna Aeroporto Incompatibile, USB Unione Sindacale di Base, Comitato Grosso, La Comune, Comitato Besta, OSA- Opposizione Studentesca Alternativa, Rete Dei Comunisti Bologna, Potere al Popolo Bologna e provincia

Indirizzo

Via Saffi 69
Bologna
40126

Orario di apertura

15:00 - 17:30

Telefono

0510065997

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