Piazza Grande - Giornale di strada

Piazza Grande - Giornale di strada La Onlus fondata nel 1993 dalle persone senza dimora di Bologna. http://www.piazzagrande.it/il-giornale/ Da quando siamo nate non siamo state ferme un attimo.

Dal 1993 a Bologna Piazza Grande lavora nell’ambito dell’esclusione sociale, per dare assistenza alle persone senza dimora, per difenderne i diritti, per favorirne il reinserimento all’interno della società da cui sono state emarginate. Piazza Grande a Bologna è quel posto dove non ci sono i poveri, e se ci sono vengono visti e insieme ai cittadini “con dimora” si inventano qualcosa da fare per st

are tutti meglio. Piazza Grande è anche una cooperativa che crede che non c’è elemosina o legge che può sconfiggere la povertà senza la relazione tra persone, che ciascuno a modo suo ha bisogno di carezze ed è la vicinanza che ci permette di non sentirci soli, di credere in noi, stare al sicuro o divertirci. Abbiamo inventato il primo giornale di strada in Italia e il servizio mobile. Oggi abbiamo un grande progetto di Housing First, gestiamo laboratori di comunità, accoglienza per richiedenti asilo, mediazione di vicinato, inserimenti lavorativi e pratichiamo molto problem solving creativo.

26/03/2026
Editoriale di Massimiliano Salvatori ​​🙌Da qualche anno Piazza Grande ospita ragazzi e ragazze che hanno voglia di mette...
09/02/2026

Editoriale di Massimiliano Salvatori ​​🙌

Da qualche anno Piazza Grande ospita ragazzi e ragazze che hanno voglia di mettersi in gioco nei servizi della cooperativa. A Bologna c’è un’associazione che raggruppa molti degli enti ospitanti per il Servizio Civile, facilitando il lavoro
di ricerca e le procedure di selezione attraverso la sua piattaforma online (scubo.it): si chiama SCUBO (Servizio Civile Universale Bologna) e anche Piazza Grande ne fa parte.
L’anno 2024-2025 è stato davvero speciale per le volontarie che hanno collaborato a questa esperienza, dalla quale è nato un fumetto che ha cercato di riportare l’unicità dell’esperienza di ognuna. L’autore è Marco Paci, operatore del centro Rostom. ​​​​​​​🌆

Studiare stanca: l’abbandono scolastico in ItaliaDati Istat, cause e pratiche per contrastare la dispersione scolastica,...
09/02/2026

Studiare stanca: l’abbandono scolastico in Italia
Dati Istat, cause e pratiche per contrastare la dispersione scolastica, un fenomeno consistente nel nostro Paese

di Martina Avarello ​📖​
l’Italia è un paese a bassa mobilità sociale, dove i capitali economici e culturali si tramandano di generazione in generazione, come una tradizione (o una maledizione); in altre parole, se si nasce in una famiglia povera e/o poco istruita si avranno meno possibilità di raggiungere gradi più alti di istruzione e aspirare a una situazione lavorativa più redditizia, fattori che alimentano il circolo vizioso della povertà. In questi casi, la scuola può diventare un luogo nel quale i divari sociali si replicano e si consolidano.
Un altro elemento che contribuisce all’abbandono precoce dell’istruzione è la problematicità del rapporto tra sistema educativo e studenti: mancano progetti di orientamento e attenzione alla transizione tra i diversi cicli scolastici, questione che alimenta fenomeni di ansia sociale e fobia scolastica. Classi troppo affollate che impediscono una personalizzazione dell’offerta formativa, o difficoltà nella comunicazione delle modalità di iscrizione sono elementi che contribuiscono a generare disaffezione verso le scuole [...]
Continua a leggere l’articolo nei commenti, info in bio per richiesta singoli numeri o abbonamenti 💬

🗞 "Quo vadis rider: la lotta umana e sindacale dei ciclofattorini in Italia"✍️ "Sono piattaforme di lavoro quelle del fo...
13/10/2025

🗞 "Quo vadis rider: la lotta umana e sindacale dei ciclofattorini in Italia"

✍️ "Sono piattaforme di lavoro quelle del food delivery, dove l’intermediazione della piattaforma digitale permette di impiegare le tecnologie algoritmiche per organizzare, coordinare e controllare il lavoro. Questa apparente funzione neutrale delle piattaforme digitali, che sembra escludere ogni loro responsabilità nei confronti di ciò che accade al loro interno, è stata smentita dalle lotte dei ciclofattorini: questi lavoratori hanno svelato le condizioni di sfruttamento che le piattaforme digitali tendono ad opacizzare. Le loro mobilitazioni hanno mostrato che le piattaforme digitali non sono il mero frutto dell’innovazione tecnologica; piuttosto propongono un’accelerazione dei meccanismi di sfruttamento e di estrazione di valore che già caratterizzavano i precedenti assetti capitalisti"

Nelle piattaforme di food delivery, questa retorica del lavoretto, alleggerito e flessibilizzato dall’impiego delle tecnologie, ha velato tre forme di sfruttamento: la prima è la qualificazione del ciclofattorino come autonomo e l’impiego del cottimo, ovvero il pagamento a consegna. La seconda è l’applicazione degli algoritmi nell’organizzazione del processo produttivo. La terza forma di sfruttamento passa per la caratteristica precipua di tutte le piattaforme digitali: la raccolta occulta e sistematica dei dati.

Grazie alle lotte che i rider hanno portato avanti non solo in Italia ma in molte città europee, la loro condizione ha osservato e sta osservando cambiamenti. L’ultimo riconoscimento in ordine di tempo alle istanze dei ciclofattorini e di tutti i lavoratori della gig economy è avvenuto il 14 ottobre 2024, quando il Consiglio dell’UE ha dato il via libera alla Direttiva 2024/2831, la Direttiva sui rider, dopo una gestazione di quasi tre anni. Pubblicata ufficialmente l’11 novembre 2024 e operativa dal 1° dicembre 2024, entro il 2 dicembre 2026 i Paesi membri devono recepirla nelle rispettive legislazioni nazionali".

👩‍💻 Articolo di

🆕️ Nell'ultimo numero di Piazza Grande Giornale dedicato al tema del lavoro

📧 Info al link in bio per singoli numeri o abbonamenti

🗞 Il lavoro non basta: vecchie storie con nuovi personaggi✍️ “Voi giovani non avete voglia di lavorare...” Ho perso il c...
19/09/2025

🗞 Il lavoro non basta: vecchie storie con nuovi personaggi

✍️ “Voi giovani non avete voglia di lavorare...” Ho perso il conto delle volte in cui me lo sono sentita dire. L’ageismo nei discorsi che riguardano il lavoro non è certo una novità, ma la questione non è generazionale: il vero nodo è la precarietà, che attraversa età, classi sociali e professioni diverse. Nessuno ha voglia di fare un lavoro mal pagato – eppure ci si ritrova ad accettarlo, sempre più spesso. A differenza del resto d’Europa, dal 1990 al 2020 in Italia i salari non sono mai cresciuti. Anzi, sono diminuiti del -2,9%, al contrario del costo della vita, che invece sale senza pietà. Lo vediamo nei prezzi degli alimenti, degli affitti, della benzina, dei mezzi di trasporto pubblici, della cultura. Tante delle persone incontrate nel nostro percorso, pur avendo un reddito più o meno stabile, si appoggiano a dormitori, edilizia pubblica o strutture di housing sociale, perché lo stipendio non basta a coprire tutte le spese necessarie per ottenere una autonomia completa. Siamo tutte schiacciate dal peso dell’inflazione, che nel frattempo se ne infischia di quanto guadagniamo – ammesso che guadagniamo. Niente di nuovo, verrebbe da dire. Ma il discorso non può esaurirsi in un nulla di fatto. Proviamo, intanto, a raccontarlo in questo spazio, con gli strumenti e le voci che possediamo.

Il numero di Piazza Grande che state per leggere cerca di far luce sul tema del lavoro povero e non tutelato.

Eppure, tanto di non scritto in queste pagine emerge dalle storie di chi frequenta e anima la redazione di Piazza Grande: tirocini a tempo determinato che non si sa se verranno rinnovati, lavoratori del sociale sempre più sottopagati e svalutati, lavori a nero e contratti “a chiamata”, studenti stanchi di accettare collaborazioni gratuite per farsi un nome. Le storie dei redattori di Piazza Grande offrono uno spaccato abbastanza rappresentativo dello stato del lavoro, dei diritti sociali e del processo di impoverimento in Italia. La nostra autorevolezza proviene da ciò che viviamo".

🆕️ È uscito il nuovo numero di Piazza Grande Giornale

👩‍💻 Editoriale di

🗞 Cronache di una città in trasformazione✍️ "Bologna è diventata la città con il biglietto più caro in Italia per il tra...
22/07/2025

🗞 Cronache di una città in trasformazione

✍️ "Bologna è diventata la città con il biglietto più caro in Italia per il trasporto pubblico locale, superando anche Torino e Milano. La scelta di Palazzo d'Accursio si inserisce nel più ampio contesto dello scontro sul taglio dei fondi destinati alle amministrazioni locali da parte del governo. Di conseguenza, a partire dal 2026, i Comuni e le città metropolitane coinvolte in piani di investimento che derivano dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), in gran parte erogati dalla Commissione Europea, si troveranno a corto di risorse per coprire questi progetti avviati e, in alcuni casi, realizzati per metà. Il tram è uno di questi.

Secondo l'amministrazione la responsabilità sarebbe dunque dell'esecutivo di Roma. L'aumento delle tariffe del trasporto locale era previsto dal contratto di servizio con Tper, prorogato l'anno scorso fino al 2028, anno in cui verrà scelto un nuovo gestore dei trasporti (che potrebbe essere nuovamente Tper). La crescita dei prezzi era stata rinviata fino a questo momento, e arriva in un periodo complesso per la comunità cittadina. Difatti cantieri, scioperi e traffico sono ostacoli importanti per chi utilizza i mezzi pubblici nell'area urbana.

ll costo del trasporto locale potrebbe diventare un ulteriore aggravante delle disuguaglianze economiche e geografiche che si impongono sulle persone che vivono a Bologna".

👨‍💻 Articolo di

📰 Nell'ultimo numero di Piazza Grande Giornale

🗞 Dalla precarietà alla mobilità: chi resta indietro nella città che cambia?✍️ "Dal 2011 i prezzi dei biglietti del tras...
18/07/2025

🗞 Dalla precarietà alla mobilità: chi resta indietro nella città che cambia?

✍️ "Dal 2011 i prezzi dei biglietti del trasporto pubblico a Bologna erano rimasti invariati, ma recentemente il Comune ha introdotto una manovra tariffaria che ha portato l'importo del biglietto singolo a 2,30 euro, rispetto ai 1,50 euro precedenti, diventando così la città più cara in Italia per corsa singola. Questo aumento ha avuto un impatto significativo sulle persone che fanno affidamento sui mezzi pubblici per gli spostamenti quotidiani; è vero che il nuovo tariffario di TPER agevola gli abbonamenti rispetto alla corsa singola, ma non sempre è una scelta percorribile: chi vive in condizioni di precarietà, come lavoratori con contratti a termine, a chiamata, studenti fuori sede o famiglie con redditi bassi, fatica ad investire in un abbonamento annuale, che potrebbe non servire più dopo un determinato periodo e quindi potrebbe essere costretto a ridurre l’uso dei mezzi pubblici, con il conseguente rischio di isolamento sociale e maggiori difficoltà negli spostamenti per lavoro o servizi essenziali.

La convergenza fra gli aumenti e l'enorme impatto dei cantieri cittadini per la realizzazione del tram ha generato comunque un malcontento palpabile in città[..]La qualità del servizio terrà il passo dei rincari? Avremo una città più vivibile per tutti oppure ci troveremo sempre più spinti ai confini di una città presepe orientata al turismo e all'immagine? Noi cercheremo di tenere occhi e orecchie aperti".

🆕️ È uscito il nuovo numero di Piazza Grande Giornale!
🗓 Tema del mese è la mobilità 🚎

👨‍💻L'editoriale è di caporedattore del giornale

🧑‍🎨 La copertina è stata ideata e realizzata appositamente da .tarallo

Puoi trovare il nuovo numero di Piazza Grande Giornale nei seguenti punti di distribuzione:
📍La Leonarda
Via San Vitale, 36 EF
📍Il Mercato di Piazza Grande
Via Stalingrado, 97/2
📍SCALO Condominio Lab di Comunità
Via dello Scalo 23
📍Ancora-Centro del Riuso
Via Emilia 297/A, San Lazzaro di Savena (Bo)

💻 Per abbonamenti o il giornale in formato PDF trovi tutte le info al link in bio

Indirizzo

Via Dello Scalo 23
Bologna
40131

Orario di apertura

Lunedì 17:30 - 19:30

Telefono

+39051372223

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