21/04/2026
📌25 aprile, ore 17, Centro Sociale della Pace, via del Pratello 53
Con il progressivo irrigidirsi del blocco economico imposto dagli Stati Uniti, Cuba si trova oggi ad affrontare una fase di estrema difficoltà, tra le più complesse dalla fine del cosiddetto Periodo Especial. Non si tratta semplicemente di una crisi congiunturale, ma di un vero e proprio tentativo sistematico di strangolamento economico e politico, che assume sempre più i tratti di un assedio prolungato, volto a isolare l’isola e a piegarne la capacità di autodeterminazione. A questo quadro già critico si affiancano, con crescente frequenza, dichiarazioni e segnali che evocano la possibilità di un intervento militare, contribuendo ad alimentare un clima di tensione internazionale che non può essere sottovalutato.
In questo contesto, il popolo cubano continua a resistere in condizioni materiali difficili, segnate da carenze, restrizioni e sacrifici quotidiani. Tuttavia, questa resistenza non si esaurisce nella sopravvivenza: essa si configura come una scelta politica consapevole, radicata nella difesa delle conquiste sociali ottenute nel corso del processo rivoluzionario. La dirigenza del paese mantiene una linea ferma nel rifiuto delle pressioni esterne e nella volontà di proseguire lungo un percorso di trasformazione socialista che, nonostante le sanzioni, continua a garantire diritti fondamentali come l’accesso universale all’istruzione, alla sanità, allo sport e all’abitazione.
Allo stesso tempo, Cuba continua a rappresentare un punto di riferimento per una pratica concreta di solidarietà internazionalista. L’invio di brigate mediche in diversi paesi del mondo, anche in contesti di emergenza, costituisce un esempio emblematico di un modello alternativo alle logiche di dominio e competizione. In questo senso, resta attuale e significativa la celebre espressione di Fidel Castro, “medici, non bombe”, che sintetizza una visione dei rapporti internazionali fondata sulla cooperazione e non sulla coercizione.
Nonostante il tentativo di isolamento, Cuba non è sola. In diversi paesi, e anche nel nostro contesto, si sta rafforzando una rete diffusa di solidarietà che si traduce sia in iniziative politiche sia in forme concrete di sostegno materiale. Questa rete svolge anche un ruolo centrale nella controinformazione, cercando di contrastare la narrazione dominante e di restituire complessità alla realtà cubana.
A partire da queste dinamiche, l’incontro si propone come un momento di approfondimento e confronto collettivo. Ne discuteremo insieme a due compagni e compagne che sono stati recentemente a Cuba e che partecipano attivamente alle campagne di solidarietà e controinformazione, portando testimonianze dirette e strumenti utili per comprendere meglio la fase attuale e le prospettive future.