Federazione del sociale Emilia Romagna

Federazione del sociale Emilia Romagna Organizzazione sociale dei disoccupati, precari, migranti, studenti, pensionati, abitanti delle periferie

CONTRO LO SFRUTTAMENTO NELLE PIATTAFORME: I LAVORATORI E LE LAVORATRICI CHIEDONO LA SUBORDINAZIONE DA GLOVO, DELIVEROO F...
18/03/2026

CONTRO LO SFRUTTAMENTO NELLE PIATTAFORME: I LAVORATORI E LE LAVORATRICI CHIEDONO LA SUBORDINAZIONE DA GLOVO, DELIVEROO FINO AD EVERLI

L'attuale crisi di Everli, piattaforma di spesa a domicilio, mette a n**o il fallimento di un modello di business basato esclusivamente sul precariato selvaggio e la finta autonomia.
Shopper e rider di Glovo, Deliveroo e Everli sono accomunati dalla medesima condizione di sfruttamento: lavoratori formalmente "autonomi" ma nei fatti totalmente subordinati a un algoritmo che impone ritmi e direttive senza garantire alcun diritto.
Denunciamo con forza come i costi e i rischi vengano scaricati interamente sulle spalle dei lavoratori, costretti a utilizzare i propri mezzi personali — auto, biciclette e telefoni — senza alcun rimborso spese o manutenzione a carico delle aziende.
I recenti blocchi tecnici di Everli e le incertezze sui pagamenti confermano che, quando il sistema va in crisi, a pagare il conto sono sempre i lavoratori lasciati senza tutele.
USB ribadisce che la finta autonomia è solo un espediente per evadere il versamento dei contributi e negare ferie, malattia, tredicesima e quattordicesima. La nostra lotta è per il riconoscimento della piena subordinazione e per l'applicazione immediata del CCNL Logistica, l'unico strumento capace di garantire una paga oraria dignitosa e la sicurezza sul lavoro.
Non accetteremo più che il profitto delle multinazionali si regga sulla proprietà e la manutenzione dei mezzi a carico dei lavoratori. Chiediamo che i mezzi di lavoro siano a totale carico aziendale e che cessi immediatamente ogni forma di ricatto algoritmico.
Dalla spesa alle consegne food, l'unità dei lavoratori è la nostra forza per rompere la gabbia della Gig Economy e riprenderci la dignità che ci spetta.

REAL JOBS - REAL CONTRACT

FDS EMILIA-ROMAGNA

Anche a Bologna, i riders hanno fatto sentire la loro voce nella giornata di agitazione nazionale dei lavoratori del foo...
28/02/2026

Anche a Bologna, i riders hanno fatto sentire la loro voce nella giornata di agitazione nazionale dei lavoratori del food delivery! Continuiamo a lottare insieme fino all'ottenimento di contratti veri e dignitosi per tutti i lavoratori del settore!

26/02/2026
RIDER: IL CONTROLLO GIUDIZIARIO SI ESTENDE ANCHE A DELIVEROOHA FALLITO UN MODELLO PREDATORIO, FONDATO SU FALSE PARTITE I...
25/02/2026

RIDER: IL CONTROLLO GIUDIZIARIO SI ESTENDE ANCHE A DELIVEROO
HA FALLITO UN MODELLO PREDATORIO, FONDATO SU FALSE PARTITE IVA E CAPORALATO DIGITALE

L’estensione del controllo giudiziario anche a Deliveroo, dopo il provvedimento disposto nei confronti di Foodinho (Glovo), certifica un fatto politico e sociale che non può più essere eluso: non siamo davanti a irregolarità isolate, ma al fallimento strutturale di un intero modello industriale.

Per anni le piattaforme hanno costruito la propria crescita su un impianto predatorio: esternalizzazione totale del rischio, compressione del costo del lavoro, elusione contrattuale, deresponsabilizzazione sistematica. Un modello che ha potuto espandersi solo grazie a paghe da fame e alla classificazione fraudolenta dei rider come lavoratori autonomi, quando nei fatti sono subordinati.
L’indagine della Procura di Milano mette nero su bianco ciò che USB denuncia da tempo: compensi sotto la soglia della dignità, controllo algoritmico di tempi e prestazioni, penalizzazioni e disconnessioni che equivalgono a veri provvedimenti disciplinari. Non è autonomia: è subordinazione esercitata attraverso un’app.

Il coinvolgimento di più piattaforme dimostra che non si tratta di comportamenti devianti di singole aziende. È l’architettura stessa del food delivery ad essere fondata su un meccanismo di sfruttamento sistemico. Un modello che, dietro la retorica dell’innovazione e della flessibilità, ha riprodotto forme di organizzazione del lavoro che richiamano il caporalato.

Parliamo di vero e proprio caporalato digitale: intermediazione opaca, gestione unilaterale della forza lavoro, ricattabilità permanente, sostituibilità immediata, frammentazione estrema dei lavoratori, isolamento contrattuale. Il potere non è esercitato da un caporale in carne e ossa, ma da un algoritmo che assegna, valuta, punisce ed esclude. La tecnologia non ha superato lo sfruttamento: lo ha reso più sofisticato. Questo sistema colpisce in modo ancora più violento i lavoratori migranti, per i quali il lavoro è spesso legato al permesso di soggiorno. La precarietà diventa così strumento di controllo sociale, leva di ricatto, meccanismo di disciplinamento collettivo.

USB lo afferma con chiarezza da anni: il food delivery, così come è stato strutturato finora, è incompatibile con il rispetto delle norme sul lavoro. Il controllo giudiziario disposto su più piattaforme dimostra che non bastano correttivi marginali o accordi al ribasso. È il modello ad aver fallito, perché si fonda su una riduzione sistematica dei diritti.

Per questo ribadiamo che l’unica soluzione è l’assunzione diretta di tutti i rider con il CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione. I rider sono parte integrante della filiera logistica e devono avere piena subordinazione, salario dignitoso, orari certi, contributi, ferie, malattia e sicurezza sul lavoro. Mezzo, manutenzione e assicurazione devono essere a carico delle aziende.

Se oggi il modello viene messo sotto accusa è grazie alle lotte dei rider e alle vertenze sostenute da USB nei tribunali di tutta Italia. È nelle piazze e nelle aule giudiziarie che si è incrinata la narrazione tossica dell’“imprenditore di sé stesso”.

La mobilitazione continua. Il 28 febbraio sarà giornata di agitazione nazionale dei rider, per rivendicare la fine delle false partite IVA, del caporalato digitale e l’assunzione di tutti i rider con il CCNL Logistica. Il 2 marzo promuoveremo un convegno nazionale, per discutere pubblicamente del fallimento del modello delle piattaforme e costruire un’alternativa fondata su diritti, salario e tutele.
Ora basta ipocrisie.

Chiediamo che:
• venga riconosciuta la subordinazione dei rider;
• si proceda alla piena regolarizzazione dei rapporti di lavoro;
• si applichi integralmente il CCNL Logistica a tutte le piattaforme, senza deroghe;
- vengano dotati i rider di mezzo di lavoro;
• venga spezzato il meccanismo di caporalato digitale che ha retto finora il settore.

Il controllo giudiziario non è un incidente di percorso. È la certificazione che un modello predatorio ha esaurito la propria legittimità. I rider non sono autonomi. Non sono imprenditori. Sono lavoratori.
E questo sistema di sfruttamento deve finire.

Federazione del Sociale USB
Unione Sindacale di Base

ASSEMBLEA SPOSTATA IN PIAZZA XX SETTEMBRE, ORE 15🟥REAL JOB, REAL CONTRACT: ORA ASSUMETECI TUTTI CON IL CCNL LOGISTICA🚩28...
25/02/2026

ASSEMBLEA SPOSTATA IN PIAZZA XX SETTEMBRE, ORE 15

🟥REAL JOB, REAL CONTRACT: ORA ASSUMETECI TUTTI CON IL CCNL LOGISTICA

🚩28 FEBBRAIO - GIORNATA DI AGITAZIONE DEI RIDER DI GLOVO. PIAZZA XX SETTEMBRE, BOLOGNA ORE 15, ASSEMBLEA PUBBLICA.

L’inchiesta della Procura di Milano e il controllo giudiziario su Foodinho (Glovo) dicono con chiarezza ciò che viviamo ogni giorno sulla nostra pelle: non siamo lavoratori autonomi, non facciamo un “lavoretto”, non siamo imprenditori di noi stessi che guadagnano milioni. Siamo lavoratori organizzati dall’azienda, controllati dall’algoritmo, sottoposti a penalizzazioni e disconnessioni, e pagati a cottimo.

Dietro la retorica delle partite IVA si è costruito un modello che scarica su di noi costi, rischi e responsabilità, mentre le piattaforme decidono turni, priorità, tempi e modalità di lavoro. L’inchiesta lo conferma: l’autonomia è una finzione, il potere è tutto nelle mani dell’azienda.

Per questo lanciamo per sabato 28 febbraio una giornata di agitazione dei rider di Glovo. Per trasformare questa inchiesta giudiziaria in una conquista concreta. Per fare pressione insieme, collettivamente, affinché venga riconosciuta la natura subordinata del nostro lavoro e si proceda all’assunzione diretta di tutti con l’applicazione integrale del CCNL Logistica.

Pretendiamo ciò che ci spetta come lavoratori subordinati: salario pieno, contributi, ferie, malattia, copertura Inail, sicurezza sul lavoro e mezzi a carico dell’azienda. E vogliamo che Glovo restituisca fino all’ultimo euro quanto risparmiato in questi anni sulla nostra pelle: contributi non versati, differenze salariali, costi e rischi scaricati sui rider.

La falsa partita IVA non è stata solo precarietà: è stata un modo per fare più profitti togliendo soldi a chi lavorava.

Real job, real contract significa questo: lavoro vero, contratto vero, per poter avere un contratto d’affitto, per un permesso di soggiorno di lunga durata, per il ricongiungimento familiare, per poter accedere al credito. Per non essere più lavoratori di serie B.

Sabato 28 febbraio tutti in piazza per farlo valere!

Il grave episodio avvenuto venerdì sera in via Albani, a Bologna, dove un rider ventenne è stato aggredito e derubato de...
24/02/2026

Il grave episodio avvenuto venerdì sera in via Albani, a Bologna, dove un rider ventenne è stato aggredito e derubato della propria bicicletta elettrica mentre lavorava, insieme al furto di uno scooter ai danni di un rider in servizio il 22 febbraio a Torino, confermano una situazione ormai insostenibile per chi opera nel settore delle consegne.

I rider percepiscono compensi insufficienti e sono costretti a sostenere personalmente i costi dei mezzi di produzione – biciclette, scooter, manutenzione, assicurazioni, indispensabili per lavorare. Quando questi strumenti vengono danneggiati o rubati, il rischio economico ricade interamente su di loro. È un meccanismo ingiusto che scarica sui lavoratori costi e rischi che dovrebbero essere a carico dell’azienda.

La recente sentenza della Procura di Milano contro Glovo ha ribadito un principio fondamentale: i rider non sono lavoratori autonomi, ma lavoratori subordinati e, come tali, devono essere correttamente equipaggiati dall’azienda. Spetta all’azienda fornire i mezzi di lavoro e farsi carico dei danni ai mezzi e alle attrezzature utilizzate per l’attività lavorativa.

Non è più accettabile che imprese multinazionali continuino a eludere le proprie responsabilità, lasciando i rider senza tutele reali in termini di sicurezza, diritti e protezione economica.

È proprio per far valere tutti i diritti dei rider, sia economici che lavorativi, che l’Unione Sindacale di Base lancia una campagna di agitazione dei rider di Glovo in tutta Italia per sabato 28 febbraio.

A Bologna l’appuntamento è in Piazza Maggiore alle ore 15 per un’assemblea pubblica: un momento di confronto e mobilitazione per rivendicare dignità, sicurezza e diritti per tutti i rider.

BLOCCHIAMO TUTTO PER CAMBIARE TUTTO - DALLE 100 PIAZZE ALLE 100 ASSEMBLEE OPERATIVE PER GAZA!🇵🇸Piazza del Popolo | Raven...
22/10/2025

BLOCCHIAMO TUTTO PER CAMBIARE TUTTO - DALLE 100 PIAZZE ALLE 100 ASSEMBLEE OPERATIVE PER GAZA!🇵🇸

Piazza del Popolo | Ravenna Martedì 28 | 18:00

Anche a Ravenna, i mesi di Settembre e Ottobre hanno visto il crescere delle mobilitazioni per Gaza, contro il genocidio e contro Israele stato terrorista. Siamo scesi in piazza a migliaia (organizzazioni politiche, sindacati, collettivi e cittadini) per denunciare la complicità del nostro governo con le politiche genocide e per sostenere la Global Sumud Flottiglia. Il cessate il fuoco e la proposta di pace Trump-Netanyahu non sono la fine: il popolo palestinese resta sotto occupazione, assedio, e le uccisioni continuano. Il piano di pace è una manovra vergognosa per negare ai palestinesi il diritto all’esistenza.

È sempre più evidente la ragione della complicità del governo Meloni con Israele: Tel Aviv agisce per conto dei paesi occidentali, Stati Uniti in testa. Per questo, mentre l'Europa sostiene Netanyahu, contemporaneamente approva un gigantesco piano di riarmo da 800 miliardi, aumentando i fondi alla NATO e promuovendo l'economia di guerra.
A Ravenna, il porto è ancora usato come hub logistico per il trasporto di armi e il commercio con Israele. Le amministrazioni comunale e regionale, al di là dei proclami, non agiscono realmente per boicottare i rapporti con Israele e per bloccare le aziende produttrici di armi e morte sul nostro territorio. Complicità con Israele e riarmo sono due facce della stessa medaglia, il cui prezzo si riversa su salari e condizioni di vita e di lavoro.

Dobbiamo usare la forza che abbiamo costruito, continuando la solidarietà con la Palestina e la lotta contro l'economia del genocidio. Rilanciamo l'appello per cui le lavoratrici e i lavoratori non lavorano per la guerra, collegando l'indignazione per il genocidio alla lotta per salari, salute e servizi pubblici.

A Ravenna, trasformiamo le 100 piazze per Gaza in 100 assemblee operative.

Per bloccare tutto, per cambiare tutto.

14/10/2025

Appropriazione con indennizzo, le spiagge pubbliche sono moneta di scambio elettorale. Slang USB: serve legge nazionale su libero accesso

Al TTG di Rimini abbiamo assistito all'ennesimo atto di servilismo "bipartisan" di Lega Nord e Partito Democratico rispetto alla lobby dei balneari. Il tema è quello delle concessioni demaniali, in decadenza dal 31/12/23.

Le sentenze del Consiglio di Stato dispongono, tempestivamente, di aprire i bandi di gara per le future assegnazioni. Di fronte a questa urgenza assistiamo, invece, alla proposta del ministro Salvini di modificare l'articolo 49 del Codice della Navigazione sul tema degli indennizzi ai concessionari uscenti. De Pascale, attuale governatore della regione Emilia - Romagna, gli fa eco, salvo poi aggiustare il tiro dicendo, cosa altrettanto grave, che gli indennizzi dovranno essere pagati dai concessionari subentranti e non dallo stato.

La normativa attuale prevede che, alla scadenza della concessione, tutto quanto realizzato venga demolito o in caso di non facile rimozione ritorni allo Stato. La proposta di Salvini-De Pascale fa gola alle imprese di settore che sperano ardentemente di vedersi riconosciuto un indennizzo. Imprese, ed è bene ricordarlo, che hanno pagato canoni irrisori allo stato, goduto di rinnovi "automatici" delle concessioni, dichiarato poche migliaia di euro l'anno e prodotto una media bassissima di posti di lavoro annui, rispetto ad altri sotto comparti del settore turistico (precisamente 21.860 addetti/e negli stabilimenti balneari, secondo il report annuale dell'Osservatorio del mercato turistico del 2024).

La piccola impresa balneare italiana tiene in ostaggio un bene pubblico e demaniale, quello delle spiagge. Per SLANG - USB esse debbono tornare ad essere a libero accesso, tramite la promulgazione di una legge nazionale, in quanto bene pubblico. Al momento, infatti, solo in alcune regioni esiste un quadro normativo, tramite leggi regionali, spesso disattese nella realtà. Questa situazione impone un ripensamento del lavoro nel settore che deve essere pubblico e di qualità, come del resto chiedono i lavoratori e lavoratrici del comparto, a partire dai marinai di salvataggio che da anni si battono per la re-internalizzazione.



Slang USB – campagna cercasi schiavo/a

PRESIDIO DI SLANG-USB CON I LAVORATORI DELLA RISTORAZIONE.Al fianco dei lavoratori denunciamo l'ennesimo caso di sfrutta...
28/07/2025

PRESIDIO DI SLANG-USB CON I LAVORATORI DELLA RISTORAZIONE.

Al fianco dei lavoratori denunciamo l'ennesimo caso di sfruttamento nel settore della ristorazione.

Prosegue la campagna nazionale “Cercasi Schiavo” con un presidio presso il “Bar Marconi 47” di Bologna: anche in questo caso siamo di fronte ad una vertenza dove i lavoratori richiedono che vengano rispettati i diritti contrattuali minimi come il pagamento delle maggiorazioni previste per le ore di lavoro domenicale, festivo, supplementare.

Nel caso in questione, oltre alla richiesta della retribuzione dovuta, ci sono stati segnalati comportamenti gravemente lesivi della dignità dei lavoratori da parte padronale: condizione che chiaramente ha portato diversi dipendenti alle dimissioni.

Una situazione tutt’altro che isolata in un contesto più ampio di abusi e sfruttamento che caratterizza il settore della ristorazione e del turismo in tutto il Paese, dove stipendi da fame, orari infiniti, mancanza di tutele e contratti indecenti, continuano a impoverire e umiliare i lavoratori nel nome del profitto.

È inaccettabile che nonostante siano proprio il lavoro e il sudore dei lavoratori a far andare avanti il settore e a portare ricchezza nelle casse degli imprenditori, i loro diritti vengano sistematicamente negati.

L'Unione Sindacale di Base rilancia anche quest'anno la campagna nazionale "Cercasi Schiavo" che, tramite la sua piattaforma programmatica, si pone come obiettivo quello di scardinare questo sistema di sfruttamento e far riottenere alle lavoratrici e lavoratori i diritti dei quali sono stati privati fino ad oggi.

Questa iniziativa non è solo una tappa della compagna sindacale “Cercasi Schiavo”.
Ma anche il grido di rabbia di quei lavoratori che dimostrano, con la loro determinazione, la precisa intenzione di rivendicare quello che gli spetta, e continueranno la lotta con l'USB finché non riotterranno tutto ciò che gli è stato negato fino ad ora.

Federazione del sociale Emilia Romagna
USB Slang Bologna

Oggi siamo stati in presidio a Rimini, tappa della campagna nazionale CERCASI SCHIAVO, al fianco dei lavoratori e delle ...
27/07/2025

Oggi siamo stati in presidio a Rimini, tappa della campagna nazionale CERCASI SCHIAVO, al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici stagionali del turismo e della ristorazione.
Campagna che rilanceremo domani a Bologna, in via Marconi 47 alle ore 11, con una conferenza stampa per denunciare pubblicamente l'ennesimo episodio di sfruttamento nel settore. Nel caso in questione, oltre alla richiesta della retribuzione dovuta, ci sono stati segnalati comportamenti lesivi della dignità dei lavoratori da parte padronale: condizione che ha portato diversi dipendenti alle dimissioni e, in seguito, a rivolgersi al sindacato.
È il momento di pretendere quello che ci spetta.
VOGLIAMO SALARIO, DIRITTI E DIGNITÀ, per tutti i lavoratori e le lavoratrici del comparto!
SLANG-USB
Federazione del sociale Emilia Romagna

“Cercasi Schiavo” – 27 luglio a Rimini: mobilitazione regionale delle lavoratrici e dei lavoratori del turismoAnnunciamo...
17/07/2025

“Cercasi Schiavo” – 27 luglio a Rimini: mobilitazione regionale delle lavoratrici e dei lavoratori del turismo

Annunciamo la mobilitazione indetta dall’Unione sindacale di base per domenica 27 luglio a Rimini, Piazzale Kennedy, ore 17.

Salari da fame, turni massacranti da 10-12 ore senza riposi, contratti precari o inesistenti, discriminazioni, insicurezza nei luoghi di lavoro e sfruttamento sistematico. Questa è la quotidianità di migliaia di lavoratrici e lavoratori che tengono in piedi bar, ristoranti, stabilimenti balneari, hotel. Senza voce, senza tutele, con pochi padroni del turismo che fanno profitti a molti zeri sulla pelle di chi lavora.

In tutta Italia, e in particolare a Rimini, il “modello turismo” ha portato alla precarizzazione di massa, allo sfruttamento intensivo dei lavoratori e privatizzazione e cementificazione selvaggia del territorio.

Rimini è oggi la provincia col reddito medio più basso dell’Emilia-Romagna. Il 40% dei riminesi dichiara meno di 15.000 euro l’anno. Un lavoratore stagionale del turismo, in media, guadagna appena 8.000 euro l’anno (meno di Bulgaria e Romania), contro i 27.000 di chi lavora nel manifatturiero.

Migliaia di persone lavorano senza contratto, o con contratti falsi, a chiamata, part-time fasulli, ore non pagate, straordinari non riconosciuti.

E se tutto questo non bastasse, c’è un’altra crisi che si intreccia col lavoro stagionale: l’emergenza abitativa. Oggi a Rimini ci sono più appartamenti dedicati agli affitti brevi (1.185) che richieste di sfratto (1.009). In 5 anni, il costo medio degli affitti è più che raddoppiato: da 10 a oltre 25 euro al metro quadro. Un terzo del reddito viene inghiottito dal canone di locazione, quando una casa si trova.

La cementificazione, intanto, non si ferma: continua la svendita della costa pubblica ai concessionari, che ne fanno un uso commerciale ed escludente. Oggi solo il 5-6% della costa riminese è ancora davvero pubblica.

Altro che “volano dell’economia”: questo è un modello di sviluppo che arricchisce pochi e precarizza tutti. È ora di alzare la testa.

Le nostre rivendicazioni sono chiare e urgenti:

- Introduzione immediata di un salario minimo legale di almeno 10 euro l’ora

- Rispetto pieno del CCNL, delle mansioni e degli inquadramenti contrattuali

- Fine del ricatto padronale sui permessi di soggiorno

- Controlli, ispezioni e sanzioni reali e sistematiche contro chi sfrutta

- Sicurezza sul lavoro anche a fronte delle ondate di caldo estreme

- Rivisitazione della Naspi, garantita indipendentemente dalla risoluzione del rapporto lavorativo

Contro il lavoro servile, contro il turismo fondato sullo sfruttamento, per un altro modello di città.

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Bologna

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