07/06/2026
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Fondi, fondini, fondute... È un florilegio di sigle e di proposte di assistenza ai lavoratori, da parte delle aziende italiane, i quali così restituiscono una parte del magro stipendio ricevuto, proprio aderendo ai vari fondi, per affrontare il futuro con "più serenità"...
Il punto, però, è che se Poste Italiane, l'azienda, da due miliardi di utili, pagasse uno stipendio ben adeguato al costo della vita, rispettando in modo coerente il valore umano e professionale dei lavoratori, non ci sarebbe bisogno di proporre sistemi "alternativi", per "affrontare il futuro".
Ora, è il caso di "Poste Mondo Welfare", per il benessere, dei lavoratori, a cui si aderisce convertendo il "Premio di Risultato" (cioè soldi) in servizi welfare. Praticamente, i soldi ricevuti con una mano, per il super lavoro svolto in condizioni di pressione e di stress, si restituiscono con l'altra. Un colpo di genio.
Non solo. Per aderire, c'era pure una scadenza da rispettare, tassativa, ed era quella del 7 giugno. Chi non l'avrebbe rispettata sarebbe rimasto tagliato fuori e non avrebbe potuto convertire il Premio di risultato in welfare. Adesso, si scopre, che quella scadenza è stata spostata alla, altrettanto, tassativa data del 9 giugno prossimo.
Ma, forse, Poste Italiane e sindacati aderenti al progetto, dovrebbero valutare che le condizioni economiche dei dipendenti non sono tanto floride da potersi permettere di restituire il "Premio di risultato", ottenuto con sacrifici lavorativi e di salute. Quindi, spostare una data tassativa di adesione, a un'altra data tassativa, servirà a poco.
Per SLG-CUB Poste, invece di proporre ai lavoratori sistemi per dare indietro i loro soldi, Poste Italiane e i sindacati aderenti a questi progetti, farebbero bene ad aumentare lo stipendio dei dipendenti, riconoscendo un aumento salariale di, almeno, 500 euro mensili, sulla busta paga, lasciandoli liberi di spenderli come credono.