05/06/2026
Da giorni attivistə del Global Sumud Flotilla Land Convoy sono detenutə in Libia privatə della loro libertà: le informazioni arrivano con il contagocce, i contatti con l’esterno sono limitati e frammentari, mentre familiari, amicə e solidali continuano a non avere notizie certe sul loro stato di salute e sulle loro condizioni di detenzione. Tra loro ci sono anche Domenico e Dina, due attivistə italianə fermatə mentre partecipavano alla missione del convoglio via terra della
È inaccettabile che chi prova a portare aiuti umanitari, solidarietà a una popolazione sottoposta a fame, bombardamenti, assedio e distruzione venga perseguitə, fermatə e incarceratə; è inaccettabile che la solidarietà venga trattata come una minaccia mentre chi rende possibile il genocidio e l’annientamento dell’ecosistema in Palestina continua a godere di impunità politica e diplomatica. Ancora una volta assistiamo al vergognoso silenzio dei nostri governi, compreso quello italiano, incapaci o non disposti a spendere una parola chiara e questo silenzio pesa come una complicità che conferma da che parte scelgono di stare.
Pretendiamo la libertà immediata per Domenico, Dina, per tuttə lə detenutə del Global Sumud Flotilla Land Convoy!
Se loro scelgono la complicità, noi scegliamo la libertà e continueremo a mobilitarci fino a quando la Palestina non sarà libera