10/09/2026
ESSERE COACH, ESSERE PRESENTI
Un’esperienza per ritrovare spazio, ascolto e consapevolezza
Siamo abituatə ad accompagnare. Ad ascoltare, fare domande, lasciare spazio, sostenere il processo dell’altra persona.
Ma siamo anche noi professionistə che attraversano momenti in cui motivazione, energia e capacità di essere pienamente presenti possono cambiare.
Il 23 settembre, nel giorno dell’Equinozio d’Autunno, il Club AICP Emilia-Romagna dedica un pomeriggio proprio a noi coach.
Non per aggiungere una nuova metodologia, ma per vivere un’esperienza in prima persona e riportarla dentro una riflessione sulla nostra presenza professionale.
Con Giulia Carlini e Silvia Negri attraverseremo un percorso sensoriale ed esperienziale che coinvolgerà olfatto, ascolto, tatto, vista e gusto, seguendo un filo:
Percepisco → Osservo → Riconosco → Scelgo
Silenzio e ascolto, odori e memoria, creazione manuale senza il supporto della vista, gusto e possibilità di rallentare.
L’esperienza sarà accompagnata da momenti di osservazione, condivisione e da un debriefing professionale:
Cosa ho osservato di me come coach?
Cosa questo dice della mia presenza?
Cosa posso portare nella relazione con il coachee?
Quali confini è importante rispettare?
Uno spazio per osservare la propria qualità di presenza e ascolto, aumentare la consapevolezza di ciò che accade nella relazione di coaching e riflettere su possibilità e confini della pratica professionale.
Chi ci accompagnerà
Giulia Carlini, Life Coach Ragazzi +11, si occupa di educazione e crescita personale ed è ideatrice e conduttrice di percorsi esperienziali.
Silvia Negri, Life & Career Coach, Orientatrice ASNOR e Formatrice certificata SICA. Dopo 18 anni in ruoli manageriali tra HR, organizzazione e Operations, ha ideato Choose Your Life e sviluppato il Metodo AID.
23 settembre 2026 | 16:00–19:00
In presenza a Bologna presso The Social Hub, Via Aristotile Fioravanti, 27
I posti saranno limitati per preservare la dimensione esperienziale.
Un pomeriggio da vivere su di sé e rileggere con lo sguardo professionale del coach, mantenendo al centro la relazione con il coachee e i confini propri del coaching.