14/10/2026
🌈 Una buona notizia dall’Ungheria, in mezzo a tante notizie che ci preoccupano per il futuro dei diritti delle persone LGBTQ+.
Mentre in Turchia il governo intensifica la repressione contro le associazioni LGBTQ+, con retate, arresti di attivisti e limitazioni alla libertà di espressione, e mentre in diversi Paesi Europei avanzano forze politiche che fanno della restrizione dei diritti il proprio cavallo di battaglia, dall’Ungheria arriva un segnale importante.
Il Parlamento ungherese ha appena approvato la revoca di alcune delle restrizioni più significative introdotte nel 2021 dal governo di Viktor Orbán, che aveva fatto del contrasto ai diritti delle persone LGBTQ+ uno dei simboli della propria politica.
Viene così cancellato il divieto di presentare contenuti relativi all’omosessualità e alla diversità di genere nei materiali accessibili alle persone minorenni: un’inversione di rotta significativa rispetto alla stagione politica precedente.
Naturalmente, la strada verso la piena uguaglianza è ancora lunga e in Ungheria restano in vigore altre norme discriminatorie. Ma questa decisione rappresenta un passo avanti concreto e un segnale di speranza.
L’Ungheria ci ricorda che nessuna conquista democratica è irreversibile, nemmeno in senso negativo. Un governo che costruisce il proprio consenso sulla discriminazione può essere sconfitto. Le politiche che alimentano paura e divisione possono essere superate, e i diritti possono tornare al centro dell’agenda politica.
Per chi si batte ogni giorno per la libertà, l’uguaglianza e la dignità delle persone LGBTQ+, questa è una lezione importante: non bisogna mai dare per scontato né il progresso né il regresso. E soprattutto, non bisogna mai smettere di lottare.
🏳️🌈 I diritti si conquistano, si difendono e, quando vengono negati, si riconquistano.