29/11/2023
Liste di attesa no grazie
Liste di attesa per le visite specialistiche, tempi biblici per esami diagnostici, sempre maggior ricorso alle strutture di sanità privata, ricorso a polizze sanitarie aziendali, tagli negli ultimi 10 anni alla sanità per un ammontare di 37 miliardi di euro: questo il contesto di smantellamento del Servizio Sanitario Pubblico.
Al di là delle chiacchere, per tutti i governi ed anche per quest'ultimo la sanità pubblica non rappresenta una priorità. Mancano personale infermieristico, medici generici, attualmente circa il 30 % dei medici di base è sopra il massimale degli assistiti (1500 pazienti). Nel 2022 il 13 % delle visite specialistiche ed il 27 % degli esami diagnostici in regione viene erogato da strutture private accreditate in regime di Servizio sanitario pubblico, prenotate al Cup ma svolte presso ambulatori privati, oppure direttamente dal Cup solidale centro di prenotazioni sanitarie private.
In questo processo, di lento e continuo smantellamento del sistema sanitario pubblico, l'attuale fenomeno delle liste di attesa è destinato ad aggravarsi, anche se sono previsti e codificati sulle ricette dei tempi in cui le prestazioni devono essere garantite (U urgente entro 72 ore – B breve entro 10 giorni – D differibile entro 30 giorni – P programmata entro 120 giorni) .
Se queste tempistiche, non vengono rispettate, la Legge 124/1998 all'art. 13 prevede qualora l'attesa della prestazione richiesta si prolunghi oltre il termine fissato l'assistito puo' chiedere che la prestazione venga resa nell'ambito dell'attivita' libero-professionale intramuraria, ponendo a carico dell'azienda unita' sanitaria locale di appartenenza e dell'azienda unita' sanitaria locale nel cui ambito e' richiesta la prestazione, in misura eguale, la differenza tra la somma versata a titolo di partecipazione al costo della prestazione e l'effettivo costo di quest'ultima, sulla scorta delle tariffe vigenti. o, in misura eguale, l'intero costo della prestazione.
Contro questo state di cose di mancato rispetto del diritto alla cura è necessario organizzare ed affermare che il diritto alla salute non può essere “differito” per questo l'associazione SOS Diritti mette a disposizioni i suoi volontari ed i suoi legali. PER UNA SANITÀ PUBBLICA GRATUITA ED UNIVERSALE E CONTRO LA PRECARIZZAZIONE E LO SFRUTTAMENTO DEL PERSONALE SANITARIO.
SOS DIRITTI BOLOGNA
Fip. Via Sant'Isaia 71/a Bologna
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