07/09/2026
🏥 OPS! in Pronto Soccorso: la fragilità che non si vede
Uscirà domani sulla stampa una anteprima dei risultati del progetto e OPS!, il progetto di ricerca -azione che interessa le sale di attesa dei Pronto Soccorso dell’area di Bologna e Imola con la presenza di tirocinanti universitari di area non medica che si occupano di cura dell’attesa , di umanizzazione della medicina di emergenza e di osservazione.
📔Le prime evidenze ci raccontano qualcosa di importante: la fragilità che si incontra in Pronto Soccorso non coincide sempre con la gravità clinica e, spesso, inizia molto prima dell’accesso. Sono anzi spesso le fragilità sociali a generare bisogni sanitari.
Una prima analisi di 16 diari osservativi evidenzia una fragilità costante, spesso silenziosa:
📌 In 15 diari su 16 emergono ansia, paura, solitudine o disagio psichico già presenti prima dell’ingresso in PS.
📌 In 13 diari su 16 compaiono disorientamento e difficoltà nel comprendere percorsi, monitor e informazioni.
📌 In 9 diari emergono barriere linguistiche o culturali.
Accanto ai bisogni clinici, ci sono persone anziane, persone con disabilità o difficoltà cognitive e sensoriali, caregiver spesso soli e persone che, semplicemente, hanno bisogno di essere ascoltate e orientate.
👂Umanizzare l’attesa non significa solo renderla più confortevole. Significa riconoscere che dietro ogni codice colore c’è una persona, con una storia e una fragilità che spesso non compare in nessuna cartella clinica.
Il Pronto Soccorso raccoglie bisogni sanitari, ma anche sociali e relazionali. Per questo è sempre più urgente rafforzare la sinergia tra servizi sanitari e sociali, dentro e fuori dall’emergenza, per costruire una vera salute di comunità.
Perché alcune fragilità, prima di essere affrontate, devono prima di tutto essere viste.
OPS è un progetto ideato e coordinato dal Centro Antartide, in rete con
Azienda USL di Bologna Azienda Usl di Imola Policlinico di Sant'Orsola IRCCS IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli Alma Mater Studiorum - Università di Bologna e con il finanziamento della Regione Emilia-Romagna