SI Cobas Bologna

SI Cobas Bologna https://instagram.com/sicobas_nationale?igshid=Mzc1MmZhNjY= BOLOGNA: Via Saffi 30. Email: [email protected]

MODENA:
Via Santi Venceslao 16.

Orari di apertura al pubblico:
lunedì dalle ore 10 alle ore 14
giovedì dalle 15 alle 17
sabato dalle 10 alle 14. Orari di apertura al pubblico
Mercoledì dalle 15 alle 17
Sabato dalle 9 alle 13
Email: [email protected]

Ciao Serri...
09/04/2026

Ciao Serri...

Ciao Serri!
Nella notte tra il 6 e il 7 aprile ci ha lasciato Daniele, Serri, compagno e oste della nostra Bologna.
Venerdì 10 aprile, dalle ore 9 alle ore 10 alla Certosa ci sarà la camera ardente, mentre il funerale si terrà a Civitavecchia, alla Chiesa della morte, alle ore 16.30.
Domenica 12 aprile faremo un momento di ricordo collettivo. Ci troviamo a Ex Centrale, da mezzogiorno a mezzanotte, per una giornata insieme con cibo e consolle aperta invitando a portare musica, parole e pensieri.

Ci uniamo in solidarietà alla lotta dei compagni e delle compagne del Pilastro che lottano per la libertà del loro quart...
03/03/2026

Ci uniamo in solidarietà alla lotta dei compagni e delle compagne del Pilastro che lottano per la libertà del loro quartiere dalla gentrificazione e dalla militarizzazione

LIBERI TUTTE E LIBERE TUTTE!

SICOBAS BOLOGNA

25/02/2026

SCIOPERO FEDEX: PER LA TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA, PER LA DIFESA DEL POSTO DI LAVORO E DEL SALARIO.

Spett.le FedEx Express
e p.c. alle Società in appalto operanti lungo la filiera FedEx,

la scrivente Organizzazione Sindacale, con la presente, dichiara lo stato di agitazione nazionale a tutela di tutti i lavoratori e le lavoratrici operanti all’interno della filiera FedEx Express, sia dipendenti diretti sia lavoratori impiegati presso le aziende in appalto.

Lo stato di agitazione è da intendersi aperto per tutti i lavoratori diretti Fedex e per quelli degli appalti , in continuità con i precedenti stati di agitazione già proclamati:

sul sito di Bologna per i lavoratori diretti FedEx (facchini);

sul sito di Modena per i lavoratori in appalto Moving S.r.l. (autisti).

Fatte salve le specificità delle singole vertenze territoriali, emerge con assoluta chiarezza un comune denominatore, che costituisce il tema centrale e rivendicato del presente stato di agitazione nazionale:
l’allontanamento, la sospensione o l’espulsione dal ciclo produttivo di lavoratori che hanno ricevuto un giudizio di idoneità parziale, con indicazione di limitazioni alla mansione.

In particolare:

nel caso di Modena, la risposta dell’azienda in appalto è stata il licenziamento del lavoratore;

nel caso di Bologna, i lavoratori interessati sono stati immediatamente sospesi dall’attività lavorativa.

Tali condotte delineano un quadro estremamente grave e inaccettabile, che evidenzia una assoluta mancanza di tutela da parte di FedEx Express nei confronti di lavoratori che, a seguito di sopravvenute limitazioni fisiche, vengono di fatto considerati non più proficui per le esigenze produttive.

Si sottolinea come tali limitazioni non siano casuali, ma derivino in larga misura dalla gravosità del lavoro svolto per anni all’interno delle realtà lavorative FedEx, caratterizzate da ritmi intensi, carichi fisici elevati e condizioni operative usuranti.

A Bologna, peraltro, i manager aziendali arrivano ad affermare che i casi di lavoratori con limitazioni sarebbero “troppi”, quasi si trattasse di una responsabilità individuale da imputare ai lavoratori stessi.
Al contrario, FedEx dovrebbe interrogarsi seriamente su come mai proprio all’interno dei propri magazzini e delle proprie attività si accumulino nel tempo patologie analoghe e ricorrenti.

In tutti questi anni FedEx ha davvero messo al primo posto la salute dei lavoratori?
Ha realmente fatto tutto il possibile, sotto il profilo della prevenzione, della sicurezza e della tutela della salute, per evitare che tali situazioni si determinassero?

La scrivente Organizzazione Sindacale ritiene di no.

Riteniamo che i lavoratori siano stati trattati come meri strumenti da spremere e che, una volta non più funzionali alle esigenze produttive siano stati allontanati, peraltro in assenza di un serio confronto sindacale, in un contesto di sostanziale impunità che appare propria di una grande multinazionale.

La salute delle lavoratrici e dei lavoratori è un diritto primario e indisponibile, non un fastidio o un ostacolo alla produttività.
Per queste ragioni, lo stato di agitazione è dichiarato su tutta la filiera FedEx, a tutela della salute, della dignità e del salario dei lavoratori e delle lavoratrici.

Si richiede pertanto l’apertura immediata di un confronto nazionale con FedEx Express, volto ad affrontare in maniera strutturale le tematiche sopra esposte e a interrompere pratiche che colpiscono lavoratori già duramente segnati dalle condizioni di lavoro.

In assenza di risposte adeguate, lo stato di agitazione proseguirà con ogni conseguente iniziativa di mobilitazione.

Si Cobas

Nei giorni 4 e 5 si è svolto uno sciopero di solidarietà dei lavoratori degli appalti GLS a sostegno degli autisti di li...
06/02/2026

Nei giorni 4 e 5 si è svolto uno sciopero di solidarietà dei lavoratori degli appalti GLS a sostegno degli autisti di linea dell’azienda Protopapa, colpiti da una vicenda gravissima che ancora una volta dimostra come il sistema degli appalti scarichi i costi sulle spalle dei lavoratori.

Circa 80 autisti di linea (camionisti) dipendenti della Protopapa, in gran parte impiegati negli appalti GLS, hanno ricevuto all’inizio dell’anno la notizia improvvisa del fallimento dell’azienda per cui lavoravano. Una notizia volutamente tenuta nascosta fino all’ultimo momento, non preceduta da alcun segnale di crisi, con il solo obiettivo di massimizzare i profitti fino all’ultimo giorno, continuando a sfruttare il lavoro degli autisti.

Il risultato è stato devastante: lavoratori lasciati da un giorno all’altro senza stipendio, senza alcuna possibilità di accedere ad ammortizzatori sociali, senza tutele e senza futuro.

È inoltre necessario denunciare come, nella stragrande maggioranza dei casi, operazioni di questo tipo non rappresentino veri e propri fallimenti dovuti a crisi economiche imprevedibili, ma siano parte integrante di un modello strutturale ormai ampiamente diffuso nel sistema degli appalti: il modello dell’“apri e chiudi”. Aziende che cessano formalmente l’attività vengono utilizzate come strumenti usa e getta per scaricare i lavoratori, abbattere il costo del lavoro, eludere il pagamento di contributi, tasse e salari arretrati, per poi riaprire sotto altra forma giuridica o con un nuovo nome, continuando a operare negli stessi appalti e con le stesse committenze. Un meccanismo che consente di azzerare diritti, anzianità e tutele, trasferendo interamente sui lavoratori il peso di operazioni speculative costruite a monte e perfettamente funzionali agli interessi delle grandi aziende committenti. Un sistema che non solo impoverisce chi lavora, ma altera profondamente il mercato, favorendo concorrenza al ribasso, dumping contrattuale e una sistematica evasione dell’erario.

È doveroso sottolineare che la mansione dell’autista di linea è di per sé un lavoro gravoso, altamente usurante e scarsamente tutelato dal punto di vista della sicurezza. Il lavoro su strada espone quotidianamente i camionisti a ritmi elevatissimi, turni prolungati, pressioni sui tempi di consegna e condizioni di lavoro che richiedono un livello costante e massimo di attenzione, con evidenti rischi per la salute e per l’incolumità propria e degli altri.

A tutto questo si aggiungono la mancata o parziale tutela degli orari di lavoro, il frequente mancato riconoscimento degli straordinari, l’assenza di un pieno riconoscimento del lavoro usurante e, più in generale, un sistema di appalti che continua a scaricare sui lavoratori i costi dell’organizzazione della logistica.

Nel caso specifico di Protopapa, le linee di trasporto non sono state soppresse, ma semplicemente redistribuite ad altri terzisti da parte di GLS. Tuttavia, la committenza ha scelto di non reimpiegare gli autisti, pur avendone la piena possibilità.

Una scelta politica precisa, che GLS tenta di giustificare nascondendosi dietro una presunta assenza di responsabilità solidale nel contratto dei trasporti. Una narrazione che dal punto di vista legale non è affatto così granitica come la committenza vorrebbe far credere.

Questa vicenda mette ancora una volta in luce le gravi lacune del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione, che per anni non ha garantito alcuna clausola sociale a una parte fondamentale della categoria.

Quando il Si Cobas iniziò le proprie lotte, la clausola sociale non esisteva nemmeno per gli operatori di magazzino: solo grazie a scioperi e mobilitazioni è stata poi introdotta. Anche per i drivers la clausola sociale è rimasta assente fino all’ultimo rinnovo contrattuale, recepita ancora una volta solo grazie alla lotta dei lavoratori.

Resta però totalmente scoperto uno dei settori più importanti e redditizi degli appalti dei trasporti: quello dei camionisti.

L’importanza del loro lavoro è stata invece ben compresa da tutte le lavoratrici e i lavoratori impiegati negli appalti GLS, magazzinieri e drivers, che hanno dato vita a uno sciopero riuscitissimo su due giornate, bloccando il flusso delle merci GLS da nord a sud.

Sono stati bloccati hub e filiali GLS a San Giuliano Milanese, Sordio (MI), Piacenza, Bologna, Campi Bisenzio (FI), Roma, Verona, Ascoli, Bergamo, Napoli, Pesaro e Cesena, con il coinvolgimento di quasi tutte le province.

L’adesione allo sciopero è stata piena e compatta, coinvolgendo tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori del Si Cobas impiegati negli appalti GLS, insieme a delegati di altri magazzini presenti ai presidi.

Una mobilitazione consapevole della necessità di lottare per una causa giustissima.

Si Cobas

Un altro passo avanti per le lavoratrici e i lavoratori in appalto alla Number 1 di San Giorgio di Piano. Dalle prime lu...
29/01/2026

Un altro passo avanti per le lavoratrici e i lavoratori in appalto alla Number 1 di San Giorgio di Piano.

Dalle prime luci dell’alba fino a tarda serata, sciopero e lotta hanno portato all’ottenimento delle rivendicazioni avanzate. Un risultato reso possibile solo grazie all’unità, all’organizzazione e alla determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori.

Mentre inflazione e carovita erodono i salari, la risposta resta una sola: alzare la testa e lottare.

Il Si Cobas sarà sempre al fianco di chi alza la testa e di chi lotta per rivendicare i propri diritti.

Solo la lotta paga.

🔥 Viva la lotta!

CONDANNATI A 2 ANNI E 2 MESI DI RECLUSIONE:SOLIDARIETA' AL MOVIMENTO DISOCCUPATI 7 NOVEMBRE, COLPITO DALLA REPRESSIONE M...
05/12/2025

CONDANNATI A 2 ANNI E 2 MESI DI RECLUSIONE:
SOLIDARIETA' AL MOVIMENTO DISOCCUPATI 7 NOVEMBRE, COLPITO DALLA REPRESSIONE MENTRE INIZIANO I TIROCINI DI AVVIAMENTO AL LAVORO

Riportiamo il comunicato del Movimento di lotta - Disoccupati 7 Novembre, di cui diverse compagne/i, tra cui anche compagne/i del Si Cobas, sono stati colpiti da condanne, proprio nel momento in cui il movimento fa passi avanti da gigante nella conquista di un lavoro per centinaia di disoccupati.

Si tratta del classico caso di giustizia ad orologeria, poiché proprio domani le istituzioni e il viceministro Duringon saranno a Napoli per ufficializzare la partenza del progetto per più di 1200 disoccupati dopo 11 anni di lotta.

Le condanne sono assurde e abnormi per le accuse formulate e richiedono la nostra piena solidarietà alle compagne/i. La lotta dei disoccupati è intrecciata a doppio filo con la lotta di lavoratori e lavoratrici per migliori condizioni di lavoro, salari più alti e orari di lavoro più umani. Proprio la possibilità di attingere a un bacino di lavoratori senza lavoro e fortemente ricattabili, permette infatti di aumentare lo sfruttamento e l'oppressione nei confronti di tutti. 👇

IL PREZZO DA PAGARE PER IL LAVORO: CONDANNATI A 2 ANNI E 2 MESI DI RECLUSIONE

CONFERENZA STAMPA
SAB 6 DICEMBRE, ORE 10:30
TEATRO SAN CARLO

Siamo alla vigilia della conferenza stampa istituzionale che dovrebbe ufficializzare l'avvio del cronoprogramma del tirocinio-lavoro.

Nel primo pomeriggio di venerdì 5 dicembre Maria, Eddy, Dario, Vincenzo, Enrico, Marco, Luigi, Davide, tutte/i compagne/i del nostro movimento dei disoccupati organizzati sono state/i condannate/i in primo grado a due anni e due mesi di reclusione per un'iniziativa di lotta nel 2019 al Teatro Sannazzaro, dove chiedemmo di intervenire in occasione dell’inaugurazione della campagna elettorale delle europee del PD e dove era prevista la presenza di Nicola Zingaretti, del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e di altri esponenti al convegno “Prima il Lavoro in Europa”.

La lotta per il salario, per la giustizia sociale, per il lavoro socialmente utile contro precarietà, contro lo sfruttamento, i salari da fame, i ricatti, il lavoro povero viene criminalizzata e condannata da un lato (dove prosegue il maxiprocesso e continuano ad arrivare gli avvisi orali, le condanne e le denunce) mentre dall'altra compie concreti passi in avanti per il futuro di oltre mille disoccupati/e in città.

INVITIAMO TUTTI/E DOMANI, SABATO 6 DICEMBRE, ALLA CONFERENZA STAMPA CHE SI TERRÀ ALLE ORE 10:30 PRESSO IL TEATRO SAN CARLO DI NAPOLI

SI Cobas

28/11/2025

CONTRO GENOCIDIO, GUERRA, PRECARIETÀ E REPRESSIONE, LA NOSTRA UNITÀ È LA NOSTRA FORZA. GIÙ LE MANI DAL SINDACATO. GIÙ LE MANI DA CHI LOTTA.

Nel pieno dello sciopero generale del 28 novembre, proclamato dal sindacalismo di base, tra cui il SI Cobas, la Corte d’Appello si è pronunciata oggi sul ricorso presentato dalla Procura nel processo contro Aldo Milani, Coordinatore Nazionale del Si Cobas.

In continuità con le mobilitazioni precedenti a meno di due mesi dal 3 ottobre, lo sciopero di oggi respinge una finanziaria che spinge l’Italia verso un’economia di guerra, decisa da un governo che aumenta le spese militari, sostiene il riarmo drammaticamente complice degli scenari di guerra, mentre taglia scuola, sanità, welfare e salari, acuendo diseguaglianze e povertà.

Scioperiamo contro il genocidio del popolo Palestinese e per la sua autodeterminazione, denunciamo la complicità politica, economica e militare del governo italiano nell’aggressione israeliana contro Gaza. Scioperiamo contro il sistema degli appalti e dei subappalti, contro la precarizzazione del lavoro nei trasporti, nella logistica, nei servizi e nella grande distribuzione. Scioperiamo contro salari e diritti sempre più compressi mentre profitti milionari continuano ad essere garantiti a chi sfrutta la classe lavoratrice.

In questo contesto sociale e politico, mentre migliaia di lavoratori oggi scioperano contro le guerre e per la giustizia sociale, la Procura insiste in aula chiedendo tre anni di condanna per Aldo Milani, tentando nuovamente di sostenere un impianto accusatorio già franato nel primo grado. Ed ancora una volta viene stabilità la verità poiché “il fatto non sussiste”. Aldo Milani è totalmente innocente. La Corte d’Appello respinge il ricorso della Procura e conferma l’assoluzione piena già stabilita a Modena.

Un clima repressivo crescente è quello che caratterizza questo tempo buio in cui si colpisce chi sciopera, chi picchetta, nel quale si criminalizza il dissenso, si militarizzano le piazze e si intende delegittimare il conflitto sociale, intimidire i settori più combattivi della classe lavoratrice e trasformare le lotte sindacali in problemi di ordine pubblico.

La vittoria di oggi conferma quello che per noi era già evidente: le lotte dei lavoratori e delle lavoratrici non si condannano! La solidarietà operaia non si piega! La lotta contro guerra, genocidio e sfruttamento è un’unica lotta.

In questa lunga battaglia politica e giudiziaria esprimiamo un plauso sincero e convinto ai nostri avvocati, Marina Prosperi e Alessandro Gamberini, che con capacità, tenacia e rigore ancora una volta hanno dimostrano cosa significhi stare dalla parte giusta della storia: nella difesa del diritto dei lavoratori a organizzarsi e lottare senza essere criminalizzati.

SI COBAS NAZIONALE

IL 28 NOVEMBRE SCIOPERIAMO, CONTRO ECONOMIA DI GUERRA, RIARMO E FINANZIARIA 2026. IL 29 NOVEMBRE, SCENDIAMO IN PIAZZA A ...
25/11/2025

IL 28 NOVEMBRE SCIOPERIAMO, CONTRO ECONOMIA DI GUERRA, RIARMO E FINANZIARIA 2026. IL 29 NOVEMBRE, SCENDIAMO IN PIAZZA A MILANO!

Secondo giorno di sciopero per i lavoratori della logistica in appalto alla multinazionale Champion che ha un suo sito p...
13/11/2025

Secondo giorno di sciopero per i lavoratori della logistica in appalto alla multinazionale Champion che ha un suo sito proprio all'Interporto di Bentivoglio a Bologna.
Lo sciopero coinvolge il personale impiegato nel magazzino alle dipendenze di due diverse società in regime di appalto e subappalto, e che vede lavoratori pur impiegati all'interno dello stesso luogo di lavoro a condizioni economiche diversificate e peggiorative nel caso del subappalto.

La mobilitazione si inserisce in un contesto economico sempre più difficile per chi lavora nella logistica e, più in generale, per il mondo del lavoro. Mentre il costo della vita continua a crescere, i salari restano fermi e le condizioni nei magazzini peggiorano, schiacciate dalla ricerca costante di riduzione dei costi da parte delle committenze e delle aziende appaltatrici.
In questo scenario, i lavoratori hanno deciso di dire basta alla precarietà e alla frammentazione che da anni caratterizzano il settore, superando così il misero meccanismo dell'appalto e il subappalto.

Le principali rivendicazioni sono chiare e condivise:

Condizioni salariali eguali e non peggiorative per una parte dei lavoratori che a causa del meccanismo del subappalto nella filiera logistica alimenta un vero e proprio dumping contrattuale e salariale;

Corretto inquadramento contrattuale per tutti gli addetti di entrambe le società che utilizzano i carrelli elevatori, oggi penalizzati da livelli inferiori e da una vera e propria “gabbia salariale”;

Pieno riconoscimento del sindacato liberamente scelto dai lavoratori e del diritto di riunirsi in assemblea, strumenti fondamentali di democrazia e partecipazione nei luoghi di lavoro.

Lo sciopero di oggi rappresenta non solo una vertenza locale, ma un segnale politico più ampio: in un momento di crisi, in cui tutto viene scaricato sulle spalle di chi lavora, i lavoratori della logistica riaffermano il diritto a salari dignitosi, stabilità e rispetto.

SI COBAS Bologna

TUTTI ASSOLTI FARE SCIOPERO NON È "REATO"LA LOTTA SINDACALE NON È "ESTORSIONE"I LAVORATORI IN LOTTA NON SONO "CRIMINALI'...
04/11/2025

TUTTI ASSOLTI
FARE SCIOPERO NON È "REATO"
LA LOTTA SINDACALE NON È "ESTORSIONE"
I LAVORATORI IN LOTTA NON SONO "CRIMINALI'

Stamattina sono stati assolti dal tribunale di Brescia i coordinato sindacali Laura e Alessandro e sette lavoratori licenziati dal magazzino Penny Market a Desenzano del Garda (DS),

Ad aprile 2024, al termine del processo in primo grado nello stesso tribunale, Laura e Alessandro avevano dovuto affrontare una condanna di 2 anni e 6 mesi di carcere per "tentata estorsione" mentre gli operai eran stati colpiti da una condanna dai 4 ai 6 anni mesi di carcere per "boicottaggio".

Le gravi e inaccettabili accuse di "estorsione" e "boicottaggio" avevano la reazionaria funzione di colpire il diritto di sciopero e attaccare i lavoratori protagonisti della lotta di classe.

Infatti, all’epoca la cooperativa Servizi associati mise in piedi una condotta antisindacale di rappresaglia padronale quale spesso succede contro chi si organizza efficacemente sul luogo di lavoro: licenziando in tronco gli iscritti al sindacato conflittuale, peraltro adducendo un generico "calo produttivo".

Ma secondo quell'nnesima grave montatura giudiziaria, quegli scioperi sarebbero "serviti a favorire un altro padrone in un cambio appalto": quando invece la nostra organizzazione sindacale richiedeva apertamente e semplicemente il legittimo reintegro degli operai per garantire un salario alle loro famiglie, avvalendosi di ogni iniziativa sindacale inclusa l'azione di protesta come lo sciopero.

Paradossalmente, la lotta contro lo sfruttamento (in questo caso iper-sfruttamento) e le discriminazioni sul lavoro (rappresaglie e licenziamenti) viene dai pm addirittura definita un "tentativo di estorsione": ecco la realtà classista dei rapporti giuridici nello stato di polizia dei decreti sicurezza, del ddl 1627, della repressione antioperaia e antimmigrati nei tempi dell'economia di guerra.

Come organizzazione del movimento operaio non abbiamo accettato queste accuse false e pesanti, essenzialmente volte a criminalizzare le lotte e mettere al bando l'attività sindacale.

Perciò, stamane in concomitanza con l'udienza di appello, il sindacato ha riunito in presidio lavoratori, lavoratrici e solidali davanti al palazzo di giustizia a Brescia.

Giù le mani dai lavoratori, giù le mani da Alessandro e Laura.

CHI TOCCA UNO TOCCA TUTTI

SOLIDARIETÀ CON GLI OPERAI PENNY MARKET E I SINDACALISTI LAURA E ALESSANDRO

PER LA LIBERTÀ SINDACALE DI ORGANIZZAZIONE E MANIFESTAZIONE SUL LUOGO DI LAVORO ANCHE

SI Cobas

𝗡𝗲𝗹𝗹'𝗔𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟰, il Tribunale di Brescia condanna in primo grado due coordinatori del SI Cobas, Laura e Alessandro, e s...
01/11/2025

𝗡𝗲𝗹𝗹'𝗔𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟰, il Tribunale di Brescia condanna in primo grado due coordinatori del SI Cobas, Laura e Alessandro, e sette lavoratori licenziati in Penny Market a Desenzano del Garda.
𝗣𝗲𝗿 𝗟𝗮𝘂𝗿𝗮 𝗲 𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮𝗻𝗻𝗮 𝗲̀ 𝗱𝗶 𝟮 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗲 𝟲 𝗺𝗲𝘀𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗲𝘀𝘁𝗼𝗿𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗮𝗶 𝟰 𝗮𝗶 𝟲 𝗺𝗲𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝗿𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗯𝗼𝗶𝗰𝗼𝘁𝘁𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼.

Perchè le accuse di estorsione e boicottaggio hanno la funzione di colpire il diritto di sciopero e la determinazione dei lavoratori in lotta:

All’epoca la cooperativa Servizi associati mise in piedi una condotta anti-sindacale licenziando in tronco i nostri iscritti per un generico calo produttivo. Ma secondo le montature giudiziarie, i nostri scioperi sarebbero serviti a favorire un altro padrone in un cambio appalto, e non a chiedere il reintegro degli operai per garantire un salario alle loro famiglie. 𝗟𝗮 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗹’𝗶𝗽𝗲𝗿 𝘀𝗳𝗿𝘂𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲 𝗻𝘁𝗼 𝗲 𝗹𝗲 𝗱𝗶𝘀𝗰𝗿𝗶𝗺𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝘀𝘂𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼, 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗮𝗶 𝗣𝗠 𝘂𝗻 𝘁𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘁𝗼𝗿𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲.

Non possiamo accettare queste accuse pesantissime volte a criminalizzare le lotte e mettere al bando la nostra attività sindacale. Per questo, in concomitanza con l'udienza di appello, chiamiamo lavoratori, lavoratrici e solidali a presidiale il palazzo di Giustizia a Brescia, martedì 4 novembre dalle ore 11:30.

𝗚𝗶𝘂̀ 𝗹𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗶 𝗱𝗮𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶, 𝗴𝗶𝘂̀ 𝗹𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗶 𝗱𝗮 𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼 𝗲 𝗟𝗮𝘂𝗿𝗮.

Indirizzo

Corso Aurelio Saffi 30
Bologna
40131

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 14:00
Giovedì 10:00 - 17:00
Sabato 10:00 - 14:00

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