06/02/2026
Nei giorni 4 e 5 si è svolto uno sciopero di solidarietà dei lavoratori degli appalti GLS a sostegno degli autisti di linea dell’azienda Protopapa, colpiti da una vicenda gravissima che ancora una volta dimostra come il sistema degli appalti scarichi i costi sulle spalle dei lavoratori.
Circa 80 autisti di linea (camionisti) dipendenti della Protopapa, in gran parte impiegati negli appalti GLS, hanno ricevuto all’inizio dell’anno la notizia improvvisa del fallimento dell’azienda per cui lavoravano. Una notizia volutamente tenuta nascosta fino all’ultimo momento, non preceduta da alcun segnale di crisi, con il solo obiettivo di massimizzare i profitti fino all’ultimo giorno, continuando a sfruttare il lavoro degli autisti.
Il risultato è stato devastante: lavoratori lasciati da un giorno all’altro senza stipendio, senza alcuna possibilità di accedere ad ammortizzatori sociali, senza tutele e senza futuro.
È inoltre necessario denunciare come, nella stragrande maggioranza dei casi, operazioni di questo tipo non rappresentino veri e propri fallimenti dovuti a crisi economiche imprevedibili, ma siano parte integrante di un modello strutturale ormai ampiamente diffuso nel sistema degli appalti: il modello dell’“apri e chiudi”. Aziende che cessano formalmente l’attività vengono utilizzate come strumenti usa e getta per scaricare i lavoratori, abbattere il costo del lavoro, eludere il pagamento di contributi, tasse e salari arretrati, per poi riaprire sotto altra forma giuridica o con un nuovo nome, continuando a operare negli stessi appalti e con le stesse committenze. Un meccanismo che consente di azzerare diritti, anzianità e tutele, trasferendo interamente sui lavoratori il peso di operazioni speculative costruite a monte e perfettamente funzionali agli interessi delle grandi aziende committenti. Un sistema che non solo impoverisce chi lavora, ma altera profondamente il mercato, favorendo concorrenza al ribasso, dumping contrattuale e una sistematica evasione dell’erario.
È doveroso sottolineare che la mansione dell’autista di linea è di per sé un lavoro gravoso, altamente usurante e scarsamente tutelato dal punto di vista della sicurezza. Il lavoro su strada espone quotidianamente i camionisti a ritmi elevatissimi, turni prolungati, pressioni sui tempi di consegna e condizioni di lavoro che richiedono un livello costante e massimo di attenzione, con evidenti rischi per la salute e per l’incolumità propria e degli altri.
A tutto questo si aggiungono la mancata o parziale tutela degli orari di lavoro, il frequente mancato riconoscimento degli straordinari, l’assenza di un pieno riconoscimento del lavoro usurante e, più in generale, un sistema di appalti che continua a scaricare sui lavoratori i costi dell’organizzazione della logistica.
Nel caso specifico di Protopapa, le linee di trasporto non sono state soppresse, ma semplicemente redistribuite ad altri terzisti da parte di GLS. Tuttavia, la committenza ha scelto di non reimpiegare gli autisti, pur avendone la piena possibilità.
Una scelta politica precisa, che GLS tenta di giustificare nascondendosi dietro una presunta assenza di responsabilità solidale nel contratto dei trasporti. Una narrazione che dal punto di vista legale non è affatto così granitica come la committenza vorrebbe far credere.
Questa vicenda mette ancora una volta in luce le gravi lacune del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione, che per anni non ha garantito alcuna clausola sociale a una parte fondamentale della categoria.
Quando il Si Cobas iniziò le proprie lotte, la clausola sociale non esisteva nemmeno per gli operatori di magazzino: solo grazie a scioperi e mobilitazioni è stata poi introdotta. Anche per i drivers la clausola sociale è rimasta assente fino all’ultimo rinnovo contrattuale, recepita ancora una volta solo grazie alla lotta dei lavoratori.
Resta però totalmente scoperto uno dei settori più importanti e redditizi degli appalti dei trasporti: quello dei camionisti.
L’importanza del loro lavoro è stata invece ben compresa da tutte le lavoratrici e i lavoratori impiegati negli appalti GLS, magazzinieri e drivers, che hanno dato vita a uno sciopero riuscitissimo su due giornate, bloccando il flusso delle merci GLS da nord a sud.
Sono stati bloccati hub e filiali GLS a San Giuliano Milanese, Sordio (MI), Piacenza, Bologna, Campi Bisenzio (FI), Roma, Verona, Ascoli, Bergamo, Napoli, Pesaro e Cesena, con il coinvolgimento di quasi tutte le province.
L’adesione allo sciopero è stata piena e compatta, coinvolgendo tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori del Si Cobas impiegati negli appalti GLS, insieme a delegati di altri magazzini presenti ai presidi.
Una mobilitazione consapevole della necessità di lottare per una causa giustissima.
Si Cobas