25/08/2026
Anna Rosa é morta e ne siamo addolorati, ma non per “colpa” dei suoi genitori che, siamo certi, erano convinti di fare bene. Anna Rosa è morta per ignoranza e per mancanza di fermezza e di univocità sull’importanza vaccinale.
In oncologia pediatrica si combatte per la vita di bambini e ragazzi, ogni giorno. Non si possono insinuare dubbi sull'obbligo vaccinale.
La profilassi contro malattie come morbillo, rosolia, difterite,parotite e varicella non può essere soltanto “raccomandata” e non obbligatoria
🔺La decisione non può essere lasciata all’arbitrio dei genitori, porterebbe ad abbassare la guardia e a non controllare in maniera seria l'effettuazione dei vaccini per l'iscrizione ai nidi o a scuola..
𝐈 𝐯𝐚𝐜𝐜𝐢𝐧𝐢 𝐬𝐚𝐥𝐯𝐚𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐞𝐩𝐢𝐝𝐞𝐦𝐢𝐞, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐦𝐚𝐥𝐚𝐭𝐭𝐢𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐟𝐚𝐭𝐚𝐥𝐢; 𝐞𝐯𝐨𝐜𝐚𝐧𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐢𝐦𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐬𝐢𝐦𝐢𝐥𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐦𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐜𝐮𝐫𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢; 𝐬𝐞 𝐬𝐢 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐬𝐬𝐞𝐫𝐨 𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐢 𝐯𝐚𝐜𝐜𝐢𝐧𝐚𝐥𝐢, 𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐞 𝐦𝐚𝐥𝐚𝐭𝐭𝐢𝐞 𝐢𝐧𝐟𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐫𝐢𝐞𝐦𝐞𝐫𝐠𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐨.
𝐈𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐯𝐚𝐜𝐜𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐨𝐭𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐛𝐚𝐬𝐬𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐚 𝐢𝐧𝐜𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐚𝐥 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐫𝐬𝐚, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐃𝐢𝐟𝐭𝐞𝐫𝐢𝐭𝐞, 𝐓𝐞𝐭𝐚𝐧𝐨, 𝐄𝐩𝐚𝐭𝐢𝐭𝐞 𝐁, 𝐇𝐚𝐞𝐦𝐨𝐩𝐡𝐢𝐥𝐮𝐬 𝐢𝐧𝐟𝐥𝐮𝐞𝐧𝐳𝐚𝐞 𝐭𝐢𝐩𝐨 𝐛 (𝐦𝐞𝐧𝐢𝐧𝐠𝐢𝐭𝐞); 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐦𝐚𝐥𝐚𝐭𝐭𝐢𝐞, 𝐭𝐢𝐩𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚, 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐢 𝐚𝐝 𝐮𝐧𝐚 𝐧𝐞𝐭𝐭𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐢𝐦𝐢𝐧𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞: 𝐏𝐞𝐫𝐭𝐨𝐬𝐬𝐞, 𝐌𝐨𝐫𝐛𝐢𝐥𝐥𝐨, 𝐑𝐨𝐬𝐨𝐥𝐢𝐚 𝐞 𝐏𝐚𝐫𝐨𝐭𝐢𝐭𝐞.
Tornare indietro, in un mondo sempre più sanitariamente povero e globalizzato, rappresenterebbe un rischio per la salute collettiva
Desideriamo chiarire fortemente che la posizione di AGEOP sulla questione vaccini non è di natura politica. Abbiamo sempre lottato e sempre lotteremo contro qualsiasi posizione antiscientifica e antivaccinista. Nessuno dovrebbe assumere posizioni ideologiche o politiche sulla pelle dei cittadini. Quello che preoccupa è la vaghezza delle istituzione e il senso civico degli italiani. La storia lo dimostra. Cintura di sicurezza, casco sono alcuni esempi di come presidi di prevenzione in uso in tutti i paesi del nord siano stati “utilizzati” dagli italiani SOLO dopo introduzione dell’obbligo e di pene severe. Ancora oggi in zone del paese dove il controllo dello stato è assente non vengono rispettate queste prescrizioni.
La salute pubblica non deve lottare contro teorie complottiste e oscurantiste di ciarlatani che alimentano paura e ignoranza di una parte della popolazione, o contro persone desiderose
di seguire le mode del momento di guru della salute improvvisati. Se si vive in una comunità si devono rispettare le regole e si deve rispettare l’interesse comune, altrimenti, se si vuole essere liberi e fare come pare e piace si va a vivere da eremiti in un maso in alta montagna o su un’isola deserta dov’è non si interferisce con il diritto alla salute e il diritto all’istruzione di qualcun altro. Lo stato deve garantire la salute pubblica, il benessere della comunità.Il ministero della salute deve essere il primo a credere nella scienza, nel parere di illustri epidemiologi, ricercatori, medici e nell’OMS.
Se tutti coloro che rappresentano lo stato non assumono una posizione chiara e univoca danno adito ad ambiguità e fraintendimenti, pronunciando esternazioni irresponsabili, si inventa va libertà per la disubbidienza. Nessuna carica dello stato deve e può dare adito a dubbi dando credito a chi mina la salute collettiva, a chi toglie il diritto sacrosanto di avere un vita sociale ai cittadini più fragili per età o condizione, a chi può permettersi di alzarsi un mattino e decidere che “moda” della salute seguire come fosse una dieta...c’è chi rischia la vita, e non un puntino sulla pelle… non si può.
Ricordiamo che:
1) i vaccini sono sicuri ed efficaci;
2) prevengono malattie potenzialmentef fatali;
3) evocano una risposta immune simile all’infezione naturale ma con rischi trascurabili;
4) i vaccini combinati sono sicuri ed efficaci;
5) fermando i programmi vaccinali, si corre il rischio che le malattie infettive riemergano e che bambini innocenti e incapaci di scegliere muoiano.
Fiagop ETS FAVO - Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia GIMBE