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Poste Emilia-Romagna, negato lo sciopero generale del 30 ottobre: la denuncia di USBIl 30 ottobre è stato proclamato da ...
21/10/2026

Poste Emilia-Romagna, negato lo sciopero generale del 30 ottobre: la denuncia di USB

Il 30 ottobre è stato proclamato da USB lo Sciopero Generale di tutte le categorie del lavoro pubblico e privato: una giornata fondamentale contro l'aumento dei prezzi per rivendicare aumenti salariali reali, contrastare la precarietà, difendere i servizi pubblici essenziali e dire basta alle politiche di guerra e austerity.

La Commissione di Garanzia per lo sciopero, però, ha stabilito che i lavoratori e le lavoratrici di Poste Italiane dell’Emilia-Romagna non potranno aderire allo sciopero generale.
Il motivo? Una presunta violazione delle regole di intervallo dovuta allo sciopero, indetto per il 2 novembre, delle prestazioni straordinarie, di trasferta, reperibilità e flessibilità.

Vogliamo precisare che in Poste l'utilizzo degli straordinari è diventato la normalità: mentre i vertici aziendali sbandierano utili e dividendi da distribuire agli azionisti, lavoratrici e lavoratori subiscono il ricatto dello straordinario. Vengono imposti ai dipendenti orari di lavoro che vanno ben oltre quello ordinario, aumentando i carichi di lavoro per sopperire alla cronica carenza di organico.
Durante lo sciopero degli straordinari, però, ogni lavoratore e lavoratrice si reca regolarmente in servizio e svolge per intero il proprio turno di lavoro.

Riteniamo, pertanto, quella della Commissione di Garanzia una decisione strumentale che impedisce alle lavoratrici e ai lavoratori di poter esercitare il diritto di sciopero.

In un Paese in cui l'inflazione ha divorato il potere d'acquisto e dove i salari reali sono fermi al palo o arretrano, milioni di dipendenti – e i postali non fanno eccezione – si ritrovano a dover lavorare 9 o 10 ore al giorno per racimolare a fine mese una cifra che permetta a stento di arrivare alla quarta settimana. Questa non è flessibilità: è sfruttamento.

Venerdì 30 ottobre non potremo aderire allo sciopero generale, ma questo non ci fermerà dal denunciare le condizioni di lavoro e salariali che vivono le lavoratrici e i lavoratori di Poste.
(Segue)

30 ottobre è sciopero generaleore 9.30 P.zza Maggiore BolognaVenerdì 30 ottobre sciopero generale di tutte le categorie ...
21/10/2026

30 ottobre è sciopero generale
ore 9.30 P.zza Maggiore Bologna

Venerdì 30 ottobre sciopero generale di tutte le categorie del lavoro pubblico e privato con iniziative e proteste in tutte le città del Paese.
In gioco c’è l’impennata dei prezzi, a partire dai carburanti, che pesa fortemente sui magri salari di milioni di lavoratori e lavoratrici che ormai non recuperano neanche più l'inflazione; di contro, l’inconsistenza dei provvedimenti assunti dal governo Meloni, schierato apertamente dalla parte delle compagnie petrolifere e delle banche.

Per USB è necessario tornare a rivendicare aumenti salariali veri, il ripristino della scala mobile, il blocco dei prezzi dei beni essenziali, la riduzione dell'IVA sui consumi fondamentali.

Significa scegliere di intervenire sulla distribuzione della ricchezza, restituendo al lavoro il valore economico e sociale che gli spetta.

Il 30 ottobre scioperiamo per questo. Il 30 ottobre sarà anche una mobilitazione internazionale contro la complicità dei governi con la guerra e le politiche di riarmo, promossa dai portuali di tutta Europa e da USB.

Per rimettere al centro i salari, la dignità del lavoro e il diritto a una vita libera dal ricatto della povertà. Per affermare che le risorse pubbliche devono servire a migliorare le condizioni di vita delle persone, anziché alimentare la corsa al riarmo.

Scendiamo in piazza anche a Bologna, dove il carovita dal carburante agli affitti fino ai biglietti dell’autobus e alle bollette è sempre più alto e i salari sempre più bassi.

In una città che privilegia la cementificazione e la speculazione edilizia piuttosto che il verde urbano e la riqualificazione degli immobili. In una città dove la multiutility a partecipazione pubblica Hera S.p.A. macina profitti sulle spalle delle bollette dei cittadini con il pieno consenso politico dei Comuni e della Regione.

30 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE! ABBASSATE LE ARMI, ALZATE I SALARI!

USB Comune di Bologna: perché scioperare il 30 ottobre.Il riarmo ha un costo, e il conto lo stanno pagando i servizi pub...
21/10/2026

USB Comune di Bologna: perché scioperare il 30 ottobre.

Il riarmo ha un costo, e il conto lo stanno pagando i servizi pubblici, assieme a chi li fa funzionare.
Il Comune di Bologna non fa eccezione e le conseguenze dell'economia di guerra, delle risorse sottratte al welfare, dei salari fermi al palo mentre i costi aumentano vertiginosamente, le viviamo quotidianamente dentro e fuori i posti di lavoro.

Lavorare nei servizi pubblici del Comune di Bologna si è trasformato in un'emergenza quotidiana e mentre il Governo taglia le risorse ai territori, l'Amministrazione locale non ha il coraggio di mettere in campo misure reali per far fronte alla grave carenza di organico e migliorare le condizioni salariali delle lavoratrici e dei lavoratori. Il risultato di queste scelte è sotto gli occhi di tutti e lo viviamo direttamente come lavoratori e come cittadini. Dai Servizi Educativi ai servizi sociali fino a quelli demografici, la carenza cronica di organico impone ritmi e carichi di lavoro pesanti che non possono essere più affrontati con riorganizzazioni fallimentari e soluzioni tampone, come l'uso del lavoro straordinario per far fronte al lavoro ordinario, che mettono a rischio la sicurezza e la salute psicofisica delle lavoratrici e dei lavoratori e il funzionamento dei servizi stessi.

Serve un piano di assunzioni straordinario e massiccio per rilanciare i servizi pubblici e migliorare le condizioni di lavoro di chi quei servizi, ogni giorno, li fa funzionare.
Serve aumentare i salari: l’Italia è ultima in Europa per retribuzioni nel pubblico impiego e solo con gli ultimi due contratti i salari hanno perso circa il 12% del proprio valore per via del logoramento del potere d’acquisto e sono inadeguati a far fronte al costo della vita. Una condizione che chi lavora a Bologna conosce bene, una città dove viverci diventa sempre più difficile, dall'aumento del costo del trasporto pubblico a quello dell'affitto che a Bologna erode oltre il 50% dello stipendio.
(continua nei commenti)

Violenza digitale a scuola: tutela delle studentesse, cultura della legalità, procedure certeCome riportato dal Corriere...
21/10/2026

Violenza digitale a scuola: tutela delle studentesse, cultura della legalità, procedure certe

Come riportato dal Corriere di Bologna del 20 ottobre, in un liceo bolognese alcune studentesse sarebbero state vittime di una grave forma di violenza digitale. Dei fatti e delle persone coinvolte non intendiamo parlare. Intendiamo parlare del modo in cui le istituzioni rispondono a episodi di questa natura.

La prima priorità è la tutela delle ragazze: dignità, apprezzamento della denuncia, riservatezza, ascolto e sostegno educativo e psicologico. Su questo non ci sono margini di discussione.

La seconda riguarda le procedure. Secondo quanto riportato dalla stampa, un procedimento disciplinare sarebbe stato interrotto e un consiglio di classe annullato in seguito al trasferimento dello studente, per poi essere nuovamente fissato dopo le segnalazioni delle famiglie agli uffici competenti. Al di là del caso, ribadiamo un principio: le decisioni disciplinari spettano agli organi collegiali, e un procedimento avviato per fatti di questa gravità va portato tempestivamente a conclusione, affinché la giustizia (e non la lentezza o l'incertezza burocratica) rafforzi la fiducia nelle istituzioni. Il cambio di istituto non può diventare una via d'uscita, né un messaggio sbagliato per chi ha avuto il coraggio di denunciare.

La scuola deve essere uno spazio sicuro, in cui studentesse, studenti e genitori possano sentirsi tranquilli di fidarsi e affidarsi agli adulti che la abitano (dal dirigente scolastico allo staff, dai docenti al personale ATA), sapendo che a ogni segnalazione corrisponde una risposta chiara e responsabile. Serve una vera cultura della legalità: chi denuncia deve potersi sentire sicuro, sapendo che il torto sarà riparato, senza vittimizzazione secondaria e senza che la burocrazia diventi uno schermo dietro cui nascondere la correttezza delle sanzioni.

Sanzioni certe, senza incertezze, sono anche la miglior prevenzione perché non ci siano vittime successive.

La sanzione scolastica ha infatti una funzione rieducativa: è l'occasione perché chi ha sbagliato comprenda la gravità di ciò che ha fatto. Eluderla non aiuta nessuno, nemmeno chi l'ha meritata.

(Segue)

Violenza digitale a scuola: tutela delle studentesse, cultura della legalità, procedure certe
21/10/2026

Violenza digitale a scuola: tutela delle studentesse, cultura della legalità, procedure certe

Come riportato dal Corriere di Bologna del 20 ottobre, in un liceo bolognese alcune studentesse sarebbero state vittime di una grave forma di violenza digitale. Dei fatti e delle…

21/10/2026
20/10/2026

🔴 DOPPIO APPUNTAMENTO - MOBILITAZIONE COMPLEMENTARE

🪖 L'attuale situazione di guerra mondiale a pezzi in cui il nostro paese è coinvolto sta producendo il carovita che affligge la nostra vita quotidiana, che non riesce a pareggiare l'innalzamento dei prezzi a causa del basso potere d'acquisto, stagnante a causa dei bassi salari.

📣 I due scioperi non sono sconnessi, ma complementari, perché le rivendicazioni sull'innalzamento degli stipendi vanno di pari passo con la nostra proposta di rinnovo contrattuale e la scelta di dirottare denaro pubblico, da parte del governo, va a discapito della sanità, scuola e welfare generale nel quale noi siamo tutte e tutti coinvolti come lavoratrici e lavoratori attivi.

⛑️ Sono due mobilitazioni importanti che ci devono vedere coinvolti in prima linea, perché ci stanno letteralmente affamando e appiedando, nonché nel mentre ammalando, quindi bisogna sovvertire questi rapporti e scendere in strada in massa.

🦺Dai porti alle scuole, dalle fabbriche agli ospedali, dai magazzini alle case di cura. Tutte le lavoratrici e i lavoratori devono marciare compattamente per andare a strappare ciò che gli spetta, ossia un futuro migliore fatto di progresso economico e scientifico finalizzato al benessere generale.

AVANTI 🚩 UNITI

Bologna risponde all'appello per la costruzione dello sciopero generale del 30 ottobre! Appuntamento alle 9.30 in Piazza...
20/10/2026

Bologna risponde all'appello per la costruzione dello sciopero generale del 30 ottobre!
Appuntamento alle 9.30 in Piazza Maggiore.

Ieri sera si è svolta una partecipatissima assemblea cittadina verso lo sciopero generale del 30 ottobre e lo sciopero internazionale dei portuali contro guerra, riarmo e carovita.

L’assemblea pubblica ha visto la partecipazione di lavoratrici e lavoratori, delegate e delegati USB, realtà cittadine attive sul territorio, dagli studenti alle realtà ambientali, uniti in un percorso comune verso lo sciopero generale.

Il caro vita, il caro benzina e lo stop al riarmo sono stati i temi centrali dell’assemblea nelle diverse declinazioni.

È emersa con determinazione la necessità di costruire una grande mobilitazione che dica chiaramente che non siamo disposti a lavorare per la guerra, che non vogliamo pagare i costi della guerra, che servono interventi immediati per abbassare i prezzi, alzare i salari e dirottare le risorse per lo stato sociale e non per lo stato di guerra e per supportare lo stato di Israele nelle sue azioni di genocidio.

L’assemblea si è conclusa con un corteo sui viali verso una p***a di benzina simbolo della speculazione che la guerra e il profitto fanno quotidianamente sulle nostre vite.

USB invita e supporta le iniziative promosse dalle realtà cittadina nei prossimi giorni in avvicinamento allo sciopero generale per darà forza ad un movimento sociale e politico contro carovita e guerra.

Venerdì 30 ottobre ore 9.30 p.zza maggiore.

Le segnalazioni dei genitori confermano l'allarme che ormai da tempo il personale dei nidi denuncia e per cui, nonostant...
19/10/2026

Le segnalazioni dei genitori confermano l'allarme che ormai da tempo il personale dei nidi denuncia e per cui, nonostante i tavoli sindacali, non è stata trovata una soluzione reale: il sovraccarico di lavoro e la scelta di abbassare l'età di accesso senza adeguare il numero del personale minano le condizioni di lavoro e la qualità del servizio.

È significativo ed allarmante che oggi siano le stesse famiglie a evidenziare i disagi organizzativi che denunciamo da tempo raccogliendo le voci del personale educativo. Quanto segnalato finora dai lavoratori e dalle lavoratrici trova infatti pieno riscontro nelle preoccupazioni dei genitori, che percepiscono concretamente le ricadute negative di scelte politiche e organizzative sulle quali più volte è stata richiamata l'attenzione del Comune di Bologna.
​Alla luce di questa presa di posizione da parte delle famiglie, USB ritiene imprescindibile e non più rimandabile l'apertura di un confronto serio con l'Amministrazione. Al centro del tavolo dovranno esserci il miglioramento delle condizioni di lavoro del personale educativo e la garanzia della qualità del servizio pubblico offerto ai bambini e alle famiglie.
È il momento che questa Giunta si assuma le responsabilità delle scelte e che si confronti con lavoratrici e famiglie sul futuro dei servizi educativi.
In assenza di riscontro, USB confrontandosi con il personale e le famiglie si riserva di mettere in campo tutte le iniziative necessarie a tutelare i servizi.
USB Comune di Bologna

Al Consiglio di Stato la vittoria della trasparenza sulle armi nel porto di Ravenna. USB: adesso basta traffici, il 30 o...
16/10/2026

Al Consiglio di Stato la vittoria della trasparenza sulle armi nel porto di Ravenna. USB: adesso basta traffici, il 30 ottobre è sciopero

Un importante vittoria per gli attivisti contro la guerra di Ravenna: il Consiglio di Stato ha dato ragione giornalista Linda Maggiori e al suo avvocato Andrea Maestri, respingendo l'appello dell’Agenzia delle Dogane riguardo il segreto sul traffico …

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Via Aurelio Saffi 69
Bologna
40131

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Martedì 09:00 - 18:00
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