03/07/2026
L’assessora del Comune di Bologna Madrid si scaglia
contro i sindacati di base
mentre la CGIL fa da cornice alla Giunta
A leggere le accuse rivolte dall’assessora Madrid al sindacalismo di base, durante la festa della CGIL, verrebbe quasi da ridere e da chiedersi se non si tratti di un colpo di sole dovuto al
climate-change.
Il problema è che, forse senza rendersene conto, l’assessora tira in ballo migliaia di lavoratrici e lavoratori che si riconoscono nelle nostre lotte e che si sentono evidentemente meglio tutelati
dal sindacalismo di base che da quello concertativo.
Diciamo subito una cosa: siamo pronti a un confronto pubblico con l’assessora Madrid. Scelga Lei dove e quando.
Ci auguriamo che, almeno questa volta, dimostri quel coraggio del confronto che è sempre mancato da quando la Giunta ha completamente disatteso il protocollo sulle relazioni sindacali
sottoscritto con noi a inizio mandato insieme al sindaco Lepore.
L’assessora, evidentemente in difficoltà davanti alla crescente impopolarità delle scelte portate avanti dall’Amministrazione comunale tra lavoratori e settori popolari, avanza una tesi iperbolica : noi rappresenteremmo “piccoli interessi” e le nostre proteste sarebbero “caricaturali”.
Dunque, portare in piazza e in sciopero decine di migliaia di persone contro la guerra e il geďżľnocidio del popolo palestinese sarebbe un piccolo interesse?
Sarebbero piccoli interessi le battaglie contro la privatizzazione dei servizi educativi? L’oppo￾sizione all’ingiustificato aumento delle tariffe del trasporto pubblico locale? Lo storico sciopero
dei dipendenti comunali, sostenuto dall’80% delle lavoratrici e dei lavoratori contro le politiche contrattuali della sua Giunta?
Organizzare il conflitto sindacale, mobilitare i lavoratori, costruire piattaforme rivendicative e difendere diritti concreti sarebbe addirittura “caricaturale”?
La verità è che tanta supponenza rivela il fastidio profondo di questa classe dirigente verso tutto ciò che è indipendente dalle proprie politiche. Si vuole scomunicare ogni conflitto sinda￾cale e sociale che non sia eterodiretto dai partiti e dai sindacati che sostengono l’Amministrazione.
Chi sta fuori da quel recinto viene immediatamente accusato di essere violento. Così si crea il clima politico utile per restringere gli spazi di agibilità democratica e applicare, anche a livello
locale, quelle logiche securitarie che a parole si dice di voler contrastare.
Con l’evocazione del movimento del 1977, poi, voliamo direttamente nell’iperspazio surreale.
In realtà si vuole stigmatizzare chi, rimanendo indipendente, non ha accettato il “recupero”
attraverso posti, incarichi, prebende o spazi nelle istituzioni e nel sindacato
Un metodo che, del resto, continua ancora oggi anche con alcune organizzazioni e associazioni nate da movimenti piĂą recenti: si pensi ai progetti di intervento sociale di prossimitĂ alla
Bolognina o all’attribuzione di contratti per l’utilizzo di luoghi pubblici.
Ma ci rifletta, assessora: questa illusione di controllo produce l’effetto opposto. Genera ulteriore distanza, sfiducia e persino repulsione proprio nei settori sociali che a parole si dice di voler rappresentare.
Ribadiamo quindi la necessità di un gesto di coraggio politico: l’assessora Madrid accetti un confronto pubblico con SGB su questi temi e sugli effetti concreti delle politiche di chi governa
il territorio sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori.
Noi siamo pronti.
Madrid scelga luogo e data