DIS rivendica un approccio intersezionale che abbia quindi una capacità di analisi della complessità dell’individuo e delle oppressioni che esso vive. L’impoteramento diventa quindi uno strumento politico per la rivendicazione del proprio sé all'interno di un sistema che approva sempre di più politiche razziste e sessiste. Razzializzazione, classe, genere, età, orientamento sessuale, livello di is
truzione e abilismo sono tutti elementi che possono essere discriminatori e che sono legati in modo indissolubile tra di loro e il transfemminismo ci ha insegnato a leggerli e a trasformarli. Lavorare con le persone che, a causa dell’intersezione di questi elementi, vivono in situazioni di oppressione e di violenza istituzionale, significa per noi far emergere tutte le violazioni dei diritti e operare affinché questi vengano garantiti. Non crediamo che queste oppressioni che anche noi viviamo quotidianamente in quanto donne, lesbiche, bisessuali, q***r, poliamorose, migranti, mamme, povere e precarie, rendano le persone inermi. Un nostro obiettivo è anche infatti quello di rivendicare le forme di resistenza che vengono attuate più o meno consapevolmente nella quotidianità e trasformarle in coscienza politica. L’autodeterminazione di sé resta per noi il punto di partenza e allo stesso tempo il punto di arrivo di ogni relazione instaurata. Siamo Donne IN Strada perché crediamo che sia dalle strade che bisogna partire. La strada è intesa sia come quella fisica, fatta d’asfalto, dove molte donne e trans tutti i giorni lavorano, sia come la strada migratoria percorsa e ancora in divenire. La strada diventa anche luogo di incontro e di scambio in cui le persone non solo transitano, ma anche dove si fermano per trovare il proprio spazio. Siamo Donne IN Strada perché crediamo che sia nelle strade e nelle piazze che bisogna andare per protestare e far sentire la propria voce e infatti sono state molte le battaglie per i diritti vinte in Italia e nel mondo da donne che sono scese in strada. Allo stesso tempo siamo anche solo DIS, perché siamo DISsonanti, a volte DISoccupate, spesso DIS-integrate e DIS-sociate ma soprattutto, come ci scrivono delle nostre amiche nigeriane in pidgin, siamo “DIS association”.