CEMI Bologna

CEMI Bologna 🎶Neuroeducazione~Filosofia Suzuki~Orchestra Junior~Alternativa alla scuola d’infanzia~Centri estivi

Quali sono i momenti vissuti con i tuoi genitori che porti ancora nel cuore? Quale ricordo vorresti regalare oggi al tuo...
04/09/2026

Quali sono i momenti vissuti con i tuoi genitori che porti ancora nel cuore?
Quale ricordo vorresti regalare oggi al tuo bambino o alla tua bambina?
E se il prossimo ricordo speciale nascesse proprio dalla musica?

Giovedì 17 settembre ti aspettiamo al CEMI con il tuo bimbo o la tua bimba dai 18 ai 30 mesi di età, per scoprire “Benvenuta musica”: un’esperienza da vivere insieme, in un ambiente affettuoso, accogliente e stimolante.

L’Open Day comprende:

☞ una lezione di prova gratuita di circa 30 minuti
☞ un breve incontro con le insegnanti per conoscere il progetto e fare tutte le tue domande

Puoi scegliere tra due gruppi:
ore 17:15
ore 18:00

Durante la lezione il genitore partecipa insieme al bambino: indossate abiti comodi e preparatevi a stare senza scarpe!

Giovedì 17 settembre 2026
CEMI, via San Donnino 4, Bologna
Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria al link
https://www.cemi.bologna.it/informazioni-evento/openday1830

Prenota un solo biglietto per il bambino o la bambina: sarà valido anche per il genitore accompagnatore. I gruppi sono ristretti e i posti limitati.

☞ Scegli il tuo orario e prenota tramite il link in bio.

Vi aspettiamo per giocare, emozionarci e creare insieme nuovi ricordi attraverso la musica! 🌈

04/09/2026

Quali momenti vissuti con i tuoi genitori porti ancora nel cuore?
Quale ricordo vorresti regalare oggi al tuo bambino o alla tua bambina?
E se il prossimo ricordo speciale nascesse proprio dalla musica?

Sabato 12 settembre aspettiamo genitori e bambini/e dai 3 ai 5 anni per scoprire il corso Children Music Lab:
un’esperienza musicale pensata a misura di bambino e genitore, dove musica, movimento, ascolto e gioco diventano occasioni per imparare, creare ricordi e rafforzare il legame tra grandi e piccoli.

Durante l’incontro potrete:

☞ partecipare a una lezione di gruppo del metodo CML
☞ conoscere e provare gli strumenti musicali
☞ incontrare le insegnanti

La partecipazione è gratuita: basta prenotare un solo biglietto per bambino/a, valido anche per il genitore accompagnatore.

Prenota il tuo posto tramite questo link:
https://www.cemi.bologna.it/informazioni-evento/openday2026

Vi aspettiamo!

Quali momenti vissuti con i tuoi genitori porti ancora nel cuore?Quale ricordo vorresti regalare oggi al tuo bambino o a...
04/09/2026

Quali momenti vissuti con i tuoi genitori porti ancora nel cuore?
Quale ricordo vorresti regalare oggi al tuo bambino o alla tua bambina?
E se il prossimo ricordo speciale nascesse proprio dalla musica?

Sabato 12 settembre aspettiamo genitori e bambini/e dai 3 ai 5 anni per scoprire il corso Children Music Lab:
un’esperienza musicale pensata a misura di bambino e genitore, dove musica, movimento, ascolto e gioco diventano occasioni per imparare, creare ricordi e rafforzare il legame tra grandi e piccoli.

Durante l’incontro potrete:

☞ partecipare a una lezione di gruppo del metodo CML
☞ conoscere e provare gli strumenti musicali
☞ incontrare le insegnanti

La partecipazione è gratuita: basta prenotare un solo biglietto per bambino/a, valido anche per il genitore accompagnatore.

Prenota il tuo posto tramite questo link:
https://www.cemi.bologna.it/informazioni-evento/openday2026

Vi aspettiamo!

Vieni a giocare con noi? 🎶Sabato 12 settembre la CEMI apre le porte a bambini e bambine dai 3 ai 5 anni e ai loro genito...
02/09/2026

Vieni a giocare con noi? 🎶

Sabato 12 settembre la CEMI apre le porte a bambini e bambine dai 3 ai 5 anni e ai loro genitori per un Open Day gratuito dedicato alla scoperta della musica.

Insieme potrete:

🎵 partecipare a una lezione di prova del Children Music Lab

🎻 esplorare e provare tanti strumenti musicali

💬 conoscere le insegnanti e scoprire il nostro progetto educativo

Solo su prenotazione qui:
https://www.cemi.bologna.it/informazioni-evento/openday2026

Ti aspettiamo per suonare, esplorare e divertirci insieme nella nostra sede di via San Donnino 4 a Bologna! 🌈

Tutte le info utili

02/09/2026
Sembra che stiamo giocando a carte ma….
31/08/2026

Sembra che stiamo giocando a carte ma….

Nel Metodo Suzuki l’apprendimento musicale comincia prima ancora di prendere in mano lo strumento: comincia dall’ascolto...
25/08/2026

Nel Metodo Suzuki l’apprendimento musicale comincia prima ancora di prendere in mano lo strumento: comincia dall’ascolto.

Suzuki partì da un’osservazione semplice: i bambini imparano a parlare vivendo immersi nel linguaggio.

Prima di conoscere regole e grammatica, ascoltano, riconoscono suoni e ricorrenze, costruiscono familiarità con la propria lingua e, progressivamente, iniziano a usarla.

Da questa intuizione nasce il Mother Tongue Approach: creare anche intorno alla musica un ambiente ricco di ascolto, imitazione e ripetizione.

Oggi la ricerca sull’auditory statistical learning ci permette di osservare qualcosa di particolarmente interessante: attraverso l’esposizione, il sistema percettivo è in grado di cogliere progressivamente regolarità e strutture presenti nelle sequenze sonore, anche senza che queste vengano spiegate esplicitamente.

Così, quando arriva il momento di suonare un brano, quella musica non è del tutto nuova. Il bambino l’ha già ascoltata molte volte, ne riconosce il profilo sonoro, ne ricorda alcuni passaggi e può iniziare ad anticipare ciò che verrà dopo.

Questo non significa che imparare una lingua e imparare la musica siano la stessa cosa. L’analogia di Suzuki è pedagogica, non una perfetta equivalenza neuroscientifica. Ma la sua intuizione rimane molto interessante: prima ancora di chiedere al corpo di produrre un suono, dobbiamo permettere all’orecchio di conoscerlo.

Per questo, nel Metodo Suzuki, l’ascolto non è musica di sottofondo e non è un’attività accessoria alla lezione: è parte fondante dell’apprendimento.

~ Neuroeducazione musicale a puntate~Parte 3: la relazione non è la parte gentile della lezione.Nella precedente puntata...
20/08/2026

~ Neuroeducazione musicale a puntate~

Parte 3: la relazione non è la parte gentile della lezione.

Nella precedente puntata ci siamo lasciate con un interrogativo:
“creo un buon ambiente, una bella relazione con bimbi e bimbe, e poi insegno loro a suonare?”

Ora ti spiego perché la risposta è no.

Quel “poi” presuppone che esistano due momenti separati: prima costruisco la relazione, poi comincio a insegnare.

Le relazione, invece, non viene prima dell’insegnamento: è parte dell’insegnamento stesso.

Prima di tutto perché davanti a noi c’è una persona.
La relazione non è una strategia per ottenere più attenzione, meno opposizione o un rendimento migliore.

È l’incontro tra due persone, una delle quali ha una responsabilità educativa nei confronti dell’altra.

Ma c’è anche un’altra ragione: non insegniamo soltanto quello che spieghiamo.
Bambini e bambine apprendono soprattutto osservandoci.

Mentre insegniamo una scala, un’equazione o una poesia, mostriamo contemporaneamente che cosa facciamo davanti ad un errore, come reagiamo ad un rifiuto, come esercitiamo autorevolezza, come gestiamo il potere, come sappiamo ascoltare, come attraversiamo una frustrazione.

In altre parole, mentre insegniamo qualcosa, stiamo inevitabilmente mostrando un modo di stare con gli altri e nel mondo.

Per questo osservare, ascoltare, interessarsi autenticamente alla persona che abbiamo davanti e interrogare anche il nostro comportamento non sono la parte “gentile” della lezione.
Sono la lezione stessa.

Ciò che siamo, molto più di ciò che diciamo, è la prima cosa che insegniamo.

Nella prossima puntata vi racconto di uno studio che ci permette di guardare questa stessa idea, ma da un’altra prospettiva.


18/08/2026

No, no e no Giantizio.

La conclusione del signore del commento, comune a tutti i Giantizi nostalgici degli schiaffi educativi non è sostenuta dalla letteratura scientifica. Anzi, quando si guardano gli studi longitudinali e le meta-analisi, emerge sostanzialmente il contrario.

Una meta-analisi molto ampia di Gershoff e Grogan-Kaylor, che ha aggregato 111 effect size relativi a 160.927 bambini, ha trovato che le associazioni con le sculacciate andavano tutte nella direzione di maggiori rischi di esiti negativi. non emergeva un beneficio generale della pratica.

Ancora più interessante rispetto alla tesi del commento è uno studio longitudinale recente su un campione rappresentativo di oltre 12.000 bambini: dopo aver utilizzato un metodo di matching per ridurre il problema della selezione, la sculacciata a 5 anni risultava associata a minore controllo inibitorio e minore flessibilità cognitiva a 6 anni, anche quando la sculacciata era poco frequente.

E un altro studio longitudinale, su oltre 17.000 bambini, ha trovato che l'esperienza della sculacciata entro i 5 anni era associata successivamente a minore autocontrollo e minori competenze interpersonali, oltre che a maggiori comportamenti esternalizzanti.

Questo è particolarmente rilevante perché l'autocontrollo è molto vicino a ciò che nel commento viene definito capacità di "reggere la frustrazione". Se l'ipotesi fosse “la punizione fisica insegna l'autoregolazione”, ci aspetteremmo di trovare una maggiore capacità di autocontrollo nei bambini esposti a essa. I risultati longitudinali disponibili vanno invece nella direzione opposta.

Anche la letteratura sulla regolazione emotiva è coerente con questo quadro. Le meta-analisi sul maltrattamento infantile mostrano associazioni con maggiore disregolazione emotiva e minori capacità di regolazione, oltre a maggiore evitamento e soppressione emotiva. Non significa che ogni sculacciata produca automaticamente un disturbo della regolazione emotiva, ma certamente non abbiamo basi scientifiche per sostenere che picchiare un bambino gli insegni a regolare meglio le emozioni.

C'è poi un'altra distinzione fondamentale: obbedienza immediata e autoregolazione non sono la stessa cosa. Una meta-analisi classica ha trovato che le punizioni corporali possono produrre maggiore compliance immediata, ma anche maggiori livelli di aggressività e minore interiorizzazione morale.

Ed è probabilmente qui che nasce una parte della confusione. Un bambino che smette immediatamente di fare qualcosa perché teme uno schiaffo può apparire "educato", ma questo non dimostra che abbia imparato a regolare la frustrazione, a comprendere il motivo del limite o a interiorizzare autonomamente una regola.
Anzi, una revisione narrativa di 69 studi longitudinali prospettici conclude che la punizione fisica predice nel tempo un aumento dei problemi comportamentali e non risulta associata a esiti positivi nel tempo.

l'errore fondamentale del commento è confondere il fatto che un metodo fosse culturalmente normale con il fatto che fosse psicologicamente efficace. Il fatto che per decenni si siano dati schiaffi non costituisce una prova della loro utilità educativa, ma solo di una quantità non indifferente di errori di ragionamento di chi lo pensa.

Fonti:
Gershoff, E. T., & Grogan-Kaylor, A. (2016). Spanking and child outcomes: Old controversies and new meta-analyses. Journal of Family Psychology, 30(4), 453–469.

Kang, J., & Rodriguez, C. M. (2023). Spanking and executive functioning in US children: A longitudinal analysis on a matched sample. Child Abuse & Neglect, 146, 106474.

Kang, J., & Rodriguez, C. M. (2022). Spanking and children's social competence: Evidence from a US kindergarten cohort study. Child Abuse & Neglect, 129, 105817.

Gershoff, E. T., & Grogan-Kaylor, A. (2013). Spanking and child development: We know enough now to stop hitting our children. Child Development Perspectives, 7(3), 133–137.

Gershoff, E. T. (2002). Corporal punishment by parents and associated child behaviors and experiences: A meta-analytic and theoretical review. Psychological Bulletin, 128(4), 539–579.

Gershoff, E. T., & Font, S. A. (2016). Corporal punishment in U.S. public schools: Prevalence, disparities in use, and status in state and federal policy. Social Policy Report, 30(1), 1–26.

Gershoff, E. T. (2010). More harm than good: A summary of scientific research on the intended and unintended effects of corporal punishment on children. Law and Contemporary Problems, 73(2), 31–56.

Durrant, J. E., & Ensom, R. (2012). Physical punishment of children: Lessons from 20 years of research. Canadian Medical Association Journal, 184(12), 1373–1377.

Heilmann, A., Mehay, A., Watt, R. G., Kelly, Y., Durrant, J. E., van Turnhout, J., & Gershoff, E. T. (2021). Physical punishment and child outcomes: A narrative review of prospective studies. The Lancet, 398(10297), 355–364.

Saper suonare e saper insegnare non sono la stessa cosa.Per insegnare musica serve, naturalmente, conoscere molto bene l...
16/08/2026

Saper suonare e saper insegnare non sono la stessa cosa.

Per insegnare musica serve, naturalmente, conoscere molto bene la musica.

Ma dall’altra parte dello strumento c’è una persona che sta imparando: con la sua età, i suoi tempi, le sue emozioni, le sue motivazioni e il suo modo di comprendere ciò che le proponiamo.

Lee Shulman, già negli anni Ottanta, ha descritto questa differenza attraverso il concetto di "Pedagogical Content Knowledge":

accanto alla conoscenza della propria disciplina esiste una conoscenza specificamente pedagogica,
necessaria per trasformare ciò che sappiamo in qualcosa che qualcun altro possa imparare.

É una competenza che, come tutte le altre, si studia, si esercita e continua a crescere nel tempo.

Insegnanti non si nasce, si diventa.
E non si finisce mai di diventarlo.

Scegliamo con attenzione chi accompagna la crescita di bambini e bambine.





Indirizzo

Via San Donnino 4
Bologna
40128

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