03/02/2024
“In una stagione in cui emergono spinte estreme all’individualismo, all’egoismo più esasperato, alle tante paure che frenano la vocazione solidale dell’uomo, la cultura della cura assume un forte significato.
I volontari si muovono con altruismo negli interstizi delle nostre difficoltà.
Sovente riescono a ridurre i danni, ad alleviare i problemi; aprono speranze, con un ruolo importante per assicurare diritti laddove altrimenti diventerebbero inesigibili, per sperimentare innovazioni sociali, per rendere effettivo l’accesso ai servizi, offrendo anche vicinanza e calore umano.
La cultura della cura - di cui i volontari si fanno portatori - è sempre più complessa. Ma è così che si costruiscono i beni comuni, perché cura è attenzione al bene comune.
Cura significa passione educativa, capacità di includere chi è ai margini, trasmissione generazionale, sostenibilità ambientale; significa dare una mano a chi non ce la fa perché possa riprendere il cammino.
Vuol dire essere cittadini attivi, confrontarsi con le istituzioni, fare il proprio dovere, usare il patrimonio pubblico per il bene di tutti” (Sergio Mattarella a Trento, capitale europea del volontariato, il 3 febbraio 2024)