22/05/2026
INSIEME CONTRO LE MAFIE
La Rete dei Diritti
Bisceglie, la città di Sergio Cosmai, il direttore del carcere di Cosenza barbaramente ucciso dalla ‘ndrangheta il 13 marzo 1985, non può tacere! Di fronte agli ultimi avvenimenti violenti che hanno coinvolto il nostro territorio e la nostra comunità, la Rete dei Diritti, realtà composta da diverse associazioni per promuovere inclusione e diritti, ha organizzato la manifestazione svolta ieri, 20 maggio. La gente, la comunità, le scuole, i sindaci, le associazioni, sono scesi in piazza. In tanti, grandi e piccoli. Un corteo colorato e variegato ha attraversato le vie della città, passando da alcuni luoghi simbolo e teatro di spaccio.
Ringraziamo le scuole – in particolare, l’Istituto Dell’Olio-Cosmai e il Liceo Da Vinci per aver contribuito alla buona riuscita del corteo, e il I Circolo De Amicis per aver aderito e camminato con noi. Grazie ai bambini presenti e alle loro insegnanti, alle parrocchie che hanno aderito e che ci hanno aiutato, ai giovani di Libera-associazioni, nomi e numeri contro le mafie, alle 64 associazioni locali - e non solo - che hanno aderito, all’Anci Puglia, alla Lega delle Autonomie locali e ad Avviso Pubblico che hanno risposto al nostro appello. Grazie ai rappresentanti delle istituzioni locali: 20 sindaci, dal primo cittadino di Bisceglie ad altri di città limitrofe, hanno camminato con noi.
Perché un corteo? Perché il silenzio non è mai la risposta giusta. Perché Bisceglie è della comunità, non delle mafie. Perché la sicurezza è una necessità, garantita se ciascuna persona, realtà associativa o educativa, ciascuna istituzione e comunità parrocchiale, fa la propria parte, nel prendersi cura del territorio e del bene comune, nel garantire e chiedere i diritti di ciascuno, nel denunciare, nel parlare quando occorre, nel dire sempre che l’educazione e la cultura hanno posto in prima fila nelle nostre priorità collettive. Non il denaro e ancor meno il denaro facile. La mafia non ha posto.
Abbiamo indetto questo corteo come “manifesto pubblico” di intenti condivisi. Una strada di riflessione e voce collettiva, di proposte e di azioni di giustizia, di antimafia sociale e costruzione del bene comune che continueremo a percorrere insieme.
La strada della giustizia, che non sempre coincide con quella della “legalità”: si pensi, ad esempio, ai decreti sicurezza e alla legislazione sui migranti!
La strada della cura, della responsabilità collettiva, dell’antimafia sociale da portare avanti giorno dopo giorno, sinergicamente. Come una “sinfonia”, richiamava ieri don Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi Italia: “non un coro, perché questo ha voci simili, ma una sinfonia perché composta da sensibilità diverse e agita ciascuno secondo il proprio ruolo”.
Le mafie non vengono sempre da fuori città, ci ha ricordato don Angelo Cassano, referente Libera Puglia. Trovano facile approdo nei giovani – e nei meno giovani – che non si pongono domande e che perseguono l’obiettivo del guadagno immediato. Le mafie trovano terreno fertile nel lavoro negato o sfruttato, nella poca cultura, nelle carenti politiche giovanili ed economiche.
Don Angelo, Raffaele Diomede, educatore antimafia, la professoressa Tiziana Palazzo, vedova Cosmai, mons. Ricchiuti, hanno accompagnato il corteo con i loro appassionati interventi. Presenti anche i parenti di Angelo Pizzi, attorno ai quali i manifestanti si sono stretti nella condivisione del dolore per la sua morte violenta.
Tra gli altri messaggi di adesione giunti, riportiamo quello di Pietro Grasso, già presidente del Senato e Procuratore nazionale antimafia: “Di fronte ai segnali sempre più evidenti della presenza mafiosa nei territori, il silenzio non è mai una scelta neutrale. Per questo la Fondazione Scintille di Futuro [Grasso è presidente, ndr] aderisce con convinzione al corteo promosso dalla Rete dei Diritti di Bisceglie: un’iniziativa che richiama tutti alla responsabilità collettiva e alla partecipazione civile. Le mafie prosperano dove prevalgono paura, rassegnazione e isolamento. Al contrario, ogni comunità che si ritrova insieme nelle piazze, che rompe il silenzio, che sceglie di esporsi e di prendere posizione, costruisce un argine democratico fondamentale. Il contrasto alle mafie passa dall’educazione, dalla cultura, dalla capacità di trasformare l’indignazione in impegno quotidiano. È questo il senso più profondo del “coraggio collettivo”: non lasciare sole le persone che denunciano, non abituarsi alla violenza, non considerare inevitabile ciò che inevitabile non è”.
Questo è il tempo del “coraggio collettivo”. Questo è il tempo di camminare insieme.