Pro Vita & Famiglia Bisceglie

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Promuoviamo la famiglia, il matrimonio, il diritto dei bambini di avere una mamma e un papà e la libertà educativa.

Protagonisti del "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio". Carta Costituzionale (articolo 29)

Il nostro stato riconosce quale principio pienamente laico cosa sia "la famiglia" (e dunque cosa NON lo sia), operando un ragionevole discrimine alla luce degli assiomi più evidenti della natura antropologica e sociale dell'essere umano. N

on è una questione di fedi o convinzioni, ma di ragione! Secondo queste esperienze pratiche di antropologia, che si sono costantemente manifestate in ogni epoca umana, e che anzi hanno permesso ad ogni epoca di porre i germi della successiva, esiste una particolare forma di associazione spontanea tra le persone da riconoscere e tutelare in forma preminente: questa è la FAMIGLIA NATURALE! Perché si dice che è una società naturale? Perché risponde all'esigenza naturale dell'uomo all'autoconservazione di sé e della propria discendenza, in tal modo contribuendo al progresso dell'intero genere umano. Perciò la tutela della famiglia naturale è il principio di ogni speranza, perché essa è l'incubatrice stessa del nostro futuro. L'eterosessualità dei coniugi si palesa quale elemento imprescindibile perché sia pienamente espresso quest'elemento di naturalità. La famiglia è fondata sul matrimonio ovvero quella forma solenne in cui ogni civiltà e società ha sempre riconosciuto la presenza, in quest'unione, di una società naturale, cioè coessenziale alla prosecuzione stessa della vicenda umana. Il matrimonio è la veste pubblica della famiglia naturale, l'atto con cui la società afferma che in quell'unità di intenti c'è un soggetto cui riconoscere diritti particolari, in virtù della sua natura specifica. Modificare l'impianto del matrimonio significa semplicemente negarlo, distruggerlo. Non si può "allargare" il matrimonio; si può solo eliminare il matrimonio e decidere che non esistono più "società naturali" degne di riconoscimento, perché tutte le società umane vengono parificate. Provita e Famiglia afferma che quest'impianto antropologico non può esser dilaniato in modo ideologico, come sta accadendo in questi nostri tempi, sulla base di concetti para-filosofici e para-giuridici irragionevoli e mistificati; sulla base di un individualismo relativista che sottomette alle proprie, sfrenate richieste persino gli elementi più oggettivi dell'antropologia sociale, travolgendo secoli di comprovato equilibrio sociale, che ora vuole sacrificare anche al prezzo dei diritti dei bambini. Questo impianto che noi difendiamo è un patrimonio dell'umanità che si è svelato non per via religiosa ma per via naturale, dunque per via razionale. E' conforme a Ragione fare la differenza tra ciò che è famiglia, in quanto società naturale e ciò che non lo è, in quanto diversa comunione di vita ed affetti tra persone, pur legittima e dignitosa! Non è una questione di minore o maggiore "dignità umana" delle persone che formano un'unione, né una questione di minore o maggiore "amore" tra queste persone: è una questione di diverso collocamento nella natura antropologica dell'umanità; natura che vede la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna un soggetto degno di tutela specifica e differenziata. Difendiamo la realtà delle cose semplici. Costituzione alla mano. PIU' DIGNITA' UMANA!

14/05/2026

Dopo la notizia, confermata, dell’affidamento come legale della famiglia Trevallion all’avvocato Simone Pillon , lo stesso ex senatore leghista ha rilasciato

10/02/2026

Lollobrigida, super mamma e super campionessa🥇

Francesca Lollobrigida ha vinto l’oro olimpico nei 3000 metri di pattinaggio di velocità a Milano Cortina 2026. Accanto a lei suo figlio Tommaso, quasi tre anni, che l’ha seguita nei raduni e nelle trasferte della Nazionale.

Dopo la vittoria, la campionessa ha raccontato in diverse interviste le difficoltà di conciliare sport ad altissimo livello e maternità: una vita passata negli hotel, spostamenti continui, strutture sportive spesso non attrezzate per accogliere bambini.
Una condizione comune a molte atlete-madri - e più in generale a tante madri che lavorano - soprattutto in Italia.

Negli ultimi mesi, la Federazione Italiana Sport del Ghiaccio ha avviato un progetto di supporto logistico ed economico per le atlete con figli, contribuendo alle spese di accudimento durante gli allenamenti e i raduni ufficiali.
Un intervento concreto che ha permesso a Lollobrigida di proseguire il proprio percorso sportivo senza rinunciare alla maternità.

«Non c’è emozione più bella che essere mamma, atleta e avere tuo figlio sugli spalti», ha dichiarato, ringraziando la Federazione per il sostegno ricevuto. Questa storia racconta una verità che spesso si fa fatica ad ammettere: la maternità non toglie. Aggiunge. Aggiunge qualcosa che nient’altro può dare.

E se una donna può vincere un oro olimpico con un figlio accanto, allora il problema non sono i figli. Il vero nodo è una società - e una politica - che dovrebbero avere come priorità il sostegno concreto alla maternità e alla famiglia, invece di trattarle come un ostacolo alla realizzazione personale delle donne.

18/12/2025

A SCUOLA DI CONFUSIONE

Termina oggi - per fortuna - la terza stagione della fiction Rai “Un Professore”.

L’azienda tenuta in piedi con le tasse di tutti noi non è si fatta scrupoli nel mandare in onda in prima serata un concentrato di paccottiglia ideologica in salsa gender fluid, compresa la scena di un approccio tra tre adolescenti in chiave bisessuale e “poliamorosa”.

Il cosiddetto “Professore” (Alessandro Gassman) svolge il ruolo del normalizzatore progressista che incoraggia queste "esplorazioni" con lezioni di filosofia sul cosiddetto amore “libero”, che è in realtà una ses-ualità schiava degli istinti più disordinati.

Tutto questo in prima serata, davanti a famiglie e minori, coi soldi degli italiani.

Almeno, è sempre più chiaro che cosa intenda una certa area politica per “educazione ses-uale” degli adolescenti, anche nelle scuole.

Ed è sempre più chiaro perché debba essere rispedita al mittente dalle famiglie.

16/12/2025

«Sono un uomo, non un errore».

A 16 anni, in Repubblica Ceca, a Daniel Black bastano 30 minuti di colloquio perché una “specialista” gli dica: «sei nato nel corpo sbagliato». Da lì ormoni, cambio di sesso legale, interventi chirurgici irreversibili. Oggi, a 25 anni, Daniel porta sul corpo e nell’anima cicatrici che non guariranno più e racconta: «Ho distrutto il mio corpo per una bugia».

Nei giorni scorsi abbiamo portato la sua voce nel cuore delle istituzioni europee: conferenza stampa al Parlamento Europeo di Bruxelles, organizzata dall’on. Roberto Vannacci (Patriots for Europe), con il nostro presidente Antonio Brandi e Ludovine de La Rochère. Insieme abbiamo denunciato la vera emergenza: l’epidemia di transizioni di genere su minori in Europa e il silenzio su chi, come Daniel, prova a tornare indietro.

L’ideologia gender ripete ai ragazzi: «se non ti senti a casa nel tuo corpo, sei trans; se cambi sesso, sarai felice». È una menzogna che spinge bambini e adolescenti a odiarsi, a sentirsi sbagliati, a vedere il proprio corpo sano come un errore da correggere con bisturi e ormoni. Ma nessun bambino nasce nel corpo sbagliato. Non è il corpo a essere un errore: è l’ideologia che tradisce i più fragili.

La testimonianza di Daniel, come quella di Luka Hein che lo scorso autunno abbiamo portato in Italia, è il motore che ci fa continuare a lottare.

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04/12/2025

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Con il Ddl sul Consenso Informato a scuola succede finalmente una cosa semplice ma decisiva: sui temi legati alla sessualità, i genitori tornano al centro.

Da ora in poi, se una scuola vuole proporre a bambini e ragazzi lezioni o progetti che riguardano la sessualità, non può più farlo “a sorpresa”. Prima deve informare in modo trasparente le famiglie e ottenere il loro permesso.

Concretamente, questo significa che la scuola deve:
👉 chiedere il consenso informato preventivo dei genitori;
👉 mettere a disposizione dei genitori tutto il materiale didattico che verrà usato;
👉 comunicare in anticipo l’eventuale presenza di esperti esterni o rappresentanti di enti e associazioni coinvolti nelle attività.

Se i genitori scelgono di non far partecipare i propri figli a queste attività, la scuola dovrà garantire attività formative alternative. Per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria sono escluse, in ogni caso, attività e progetti che abbiano come oggetto temi legati alla sessualità. Inoltre, non entra “chi vuole, come vuole”: il coinvolgimento di associazioni, enti ed esperti esterni nelle attività formative, sia curricolari che extracurricolari, è possibile solo se deliberato dal collegio dei docenti e approvato dal consiglio di istituto.

Questa legge tutela, semplicemente, il diritto dei genitori di sapere e decidere cosa viene proposto ai propri figli a scuola. E ci sembra più che normale! Tu che ne pensi? Parliamone nei commenti 💬

Ecco tutte le novità sul consenso informato dopo l'approvazoine del Ddl Valditara
04/12/2025

Ecco tutte le novità sul consenso informato dopo l'approvazoine del Ddl Valditara

Ieri la Camera dei deputati ha approvato il Disegno di legge Valditara n. 2423 , recante “Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico”

APPROVATO IL DDL SUL CONSENSO INFORMATO DEI GENITORI: vittoria storica per la libertà educativa.
03/12/2025

APPROVATO IL DDL SUL CONSENSO INFORMATO DEI GENITORI: vittoria storica per la libertà educativa.

APPROVATO IL DDL SUL CONSENSO INFORMATO DEI GENITORI: vittoria storica per la libertà educativa.

Pro Vita & Famiglia onlus esulta per l’approvazione alla Camera dei Deputati del Ddl Valditara, che obbliga le scuole a chiedere il consenso informato preventivo dei genitori per svolgere in classe attività extracurriculari in ambito sessuale, vietandone lo svolgimento alle materne e alle elementari.

«È una giornata storica per la libertà educativa delle famiglie e ringraziamo il ministro Giuseppe Valditara per essersi fatto promotore di questo provvedimento in Consiglio dei Ministri», dichiara Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia.

«Sono 13 anni che ci battiamo per introdurre nell’ordinamento scolastico il principio del consenso informato su temi intimi e sensibili - continua Coghe - uno strumento liberale che aiuterà i genitori a conoscere, individuare e respingere in anticipo progetti inappropriati che promuovono tra i minori il genere fluido, l’aborto, l’utero in affitto e una visione ideologica della sessualità.

Questo è solo il primo passo: il nostro obiettivo è impedire del tutto che attivisti politici travestiti da esperti del nulla entrino nelle scuole per trasformare le classi in sezioni di partito, circoli trans-femministi o sedi LGBT. Auspichiamo ora che il Senato proceda speditamente all’approvazione definitiva del disegno di legge».

Lo scorso febbraio Pro Vita & Famiglia aveva lanciato la campagna nazionale “Mio Figlio No - Stop Gender nelle Scuole” per chiedere al Governo di agire a tutela della libertà educativa dei genitori, organizzando convegni e affissioni stradali in tutta Italia e lanciando una petizione popolare che ha superato le 51.000 firme, già consegnate ai capigruppo della Camera e al Presidente Lorenzo Fontana.

29/11/2025

Famiglia nel bosco, educazione sessuale nelle scuole e matrimoni gay!!!Firma ora per far tornare a casa i bambini della famiglia nel bosco: https://www.provi...

Ricordate la "bambina trans" della copertina del National Geographic? La sua storia della sua devastata adolescenza👇👇👇
28/11/2025

Ricordate la "bambina trans" della copertina del National Geographic? La sua storia della sua devastata adolescenza👇👇👇

Forse ricorderete Avery Jackson , il volto simbolo dell’ideologia gender infantile. E ricorderete quando, a nove anni, finì sulla copertina del National G

06/11/2025

COMUNICATO STAMPA +++ Eutanasia. Pro Vita Famiglia: uccisione Siska per depressione è scenario verso cui procede l'Italia +++

Siamo al totale tracollo morale e civile dell'Europa: uno Stato, il Belgio, ha consentito che una ragazza 26enne depressa di nome Siska fosse ammazzata con l'eutanasia dopo che la stessa aveva denunciato di essere il “prodotto di un sistema fallimentare” per le carenze, i limiti e le colpe del servizio sanitario nazionale da cui è stata maltrattata e abbandonata.

Lo scenario in cui malati, fragili e disabili vengono fatti letteralmente fuori da un sistema che trova più facile e conveniente ucciderli che curarli non è più un pericolo futuro, ma una criminale realtà del presente. Una deriva, quella belga, giunta dopo che, negli anni, sono caduti sempre più i fantomatici “paletti” inizialmente previsti: la stessa tragica situazione in cui l'Italia è stata gettata dalle scellerate sentenze con cui la Corte Costituzionale, scavalcando il Parlamento, ha sdoganato il suicidio assistito in presenza di fragili e arbitrarie condizioni e che non potrebbe che peggiorare se il Parlamento stesso, invece che ripristinare la tutela piena della vita fragile, dovesse approvare una qualsiasi legge sul fine vita, che non sarebbe mai il “male minore”.

Ogni legge, infatti, ha un valore pedagogico: ciò che viene legalizzato finisce inevitabilmente per essere percepito come giusto e auspicabile. E come ha avvertito la stessa Corte Costituzionale, l’apertura a queste pratiche aumenterebbe il rischio di abusi e di una pressione sociale sui malati e sui fragili, spingendoli a “farla finita” per non sentirsi un peso.

Non possiamo e non vogliamo permetterlo e per questo chiediamo alla maggioranza in Senato di cestinare la PdL in discussione e rispondere alla deriva moltiplicando gli investimenti in cure, specialmente palliative, e nell’accompagnamento dei fragili, dei disabili e delle loro famiglie, affinché non si arrivi presto anche in Italia all'uccisione di giovani depressi emarginati dal sistema come accaduto a Siska in Belgio.

Così Toni Brandi presidente di Pro Vita & Famiglia Onlus, commenta la notizia - resa nota dalla stampa ieri - del decesso di Siska De Ruysscher, giovane belga di 26 anni, morta domenica 2 novembre per eutanasia, alla quale ha avuto accesso per depressione, nella quale era caduta dalla preadolescenza.

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