19/08/2026
📢 **25 ANNI FERMI. E CI CHIEDONO ANCORA "MODERAZIONE SALARIALE"**
I dati sono impietosi: mentre nei Paesi OCSE le retribuzioni reali sono cresciute del 35%, in Italia sono ferme da un quarto di secolo. Francia +33%, Germania +33%. Noi: sostanzialmente zero, con una vera e propria caduta negli ultimi cinque anni.
Non è sfortuna, è una scelta di sistema:
⚠️ Cuneo fiscale tra i più alti d'Europa: quasi il 46% del costo del lavoro finisce in tasse e contributi
⚠️ Produttività ferma da vent'anni perché le imprese non investono in innovazione
⚠️ Rinnovi contrattuali che, anche quando arrivano, rincorrono un'inflazione già scappata via
Il risultato lo vediamo ogni giorno negli scatoloni delle buste paga che controlliamo in sede: lavoratori che nel 2026 guadagnano, in termini reali, meno di trent'anni fa. Non è una sensazione. È un dato certificato da OCSE, Istat e Banca d'Italia.
Come FIOM lo diciamo chiaro: la produttività non si recupera scaricandola sui salari, ma investendo in tecnologia, competenze e contrattazione vera. Il contratto nazionale deve tornare a essere motore di crescita salariale, non semplice argine alla perdita di potere d'acquisto. Ed è per questo che ogni rinnovo va portato al voto dei lavoratori in assemblea, senza sconti.
Chi lavora ha diritto a un salario che cresce come cresce il Paese. Da 25 anni aspettiamo. Non aspettiamo più.
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Il gelo dei salari: in Italia gli stipendi reali fermi da 25 anni. Nei Paesi Ocse crescono del 35% | Corriere.it https://share.google/UC44AAkJsR73S2oR2