01/05/2026
Oggi il 1° Maggio a Biella e Vercelli non deve essere solo una ricorrenza celebrativa, ma un’attenzione che nasce dai numeri e dalle storie di chi, ogni giorno, varca la soglia di un luogo di lavoro. In un territorio che ha fatto la sua storia sul lavoro e sul diritto del lavoro con il Patto della Montagna e la lotta delle mondine, celebrare la Festa dei Lavoratori significa oggi rimettere al centro la dignità e, soprattutto, la vita.
In Italia si contano ancora 1.500 incidenti sul lavoro al giorno, con una media tragica di due morti quotidiane.
Il tema della sicurezza si intreccia indissolubilmente con la precarietà del lavoro giovanile e femminile.
Oggi molte donne e molti giovani si scontrano con la realtà del "lavoro povero": occupazioni caratterizzate da salari bassi, contratti intermittenti e tutele ridotte. Fragilità contrattuale che spesso si traduce in una minore formazione sulla sicurezza e in una maggiore esposizione al rischio. Una persona che lavora in condizioni di necessità è un lavoratore più vulnerabile, meno propenso a segnalare mancanze nei presidi di sicurezza per timore di perdere l’impiego.
Continueremo a lottare affinché il lavoro torni a essere sicuro e giustamente retribuito, a pretendere che la crescita delle denunce di infortunio si arresti e che la sicurezza non sia vista come un costo, ma come il primo, imprescindibile investimento.
Viva il 1 maggio e Viva la Repubblica!
#2026