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UIL Biella - Vercelli Pagina Ufficiale della Camera Sindacale UIL di Biella e Vercelli

21/10/2026

❗️ 𝗕𝗼𝗻𝘂𝘀 𝗠𝗮𝗺𝗺𝗲 𝗟𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗶 𝟮𝟬𝟮𝟲, 𝗼𝗿𝗮 𝘀𝗶 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮 🙋🏻‍♀️

L’INPS ha finalmente aperto la procedura per richiedere il 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘪𝘣𝘶𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘴𝘵𝘪𝘯𝘢𝘵𝘰 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘮𝘢𝘥𝘳𝘪 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘢𝘵𝘳𝘪𝘤𝘪 𝘤𝘰𝘯 𝘢𝘭𝘮𝘦𝘯𝘰 𝘥𝘶𝘦 𝘧𝘪𝘨𝘭𝘪 𝘦 𝘶𝘯 𝘳𝘦𝘥𝘥𝘪𝘵𝘰 𝘥𝘢 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘶𝘱𝘦𝘳𝘪𝘰𝘳𝘦 𝘢 40.000€ 𝘢𝘯𝘯𝘶𝘪.

Il Bonus riconosce 𝟲𝟬€ 𝗽𝗲𝗿 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗺𝗲𝘀𝗲 𝗼 𝗳𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗺𝗲𝘀𝗲 𝗱𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟲, fino a un massimo di 720€.

⏰ 𝗔𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗮𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮
La domanda deve essere presentata 𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑖𝑙 31 𝑑𝑖𝑐𝑒𝑚𝑏𝑟𝑒 2026.
C’è una sola eccezione.
Se i 𝘳𝘦𝘲𝘶𝘪𝘴𝘪𝘵𝘪 per accedere al Bonus 𝘴𝘪 𝘱𝘦𝘳𝘧𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘯𝘰 𝘯𝘦𝘭 𝘮𝘦𝘴𝘦 𝘥𝘪 𝘥𝘪𝘤𝘦𝘮𝘣𝘳𝘦 2026, sarà possibile presentare la domanda 𝘧𝘪𝘯𝘰 𝘢𝘭 31 𝘨𝘦𝘯𝘯𝘢𝘪𝘰 2027.
‼️ L'agevolazione viene erogata 𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗮 𝗲𝘀𝗮𝘂𝗿𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝘁𝗶 dallo Stato.

🆘 𝗔𝗳𝗳𝗿𝗲𝘁𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗲 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗶 𝗮 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝗿𝗰𝗶 per procedere con la domanda.
👉 Trova qui la 𝘀𝗲𝗱𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘃𝗶𝗰𝗶𝗻𝗮 www.italuil.it/sedi-ital

🔵 CURE RIMANDATE, FAMIGLIE SEMPRE PIÙ SOLE.Una visita che arriva troppo tardi. Un esame da pagare privatamente. Una pers...
20/10/2026

🔵 CURE RIMANDATE, FAMIGLIE SEMPRE PIÙ SOLE.

Una visita che arriva troppo tardi. Un esame da pagare privatamente. Una persona anziana assistita a casa, con la famiglia che deve coprire quasi tutta la giornata.

La nota sulla Relazione CNEL 2026 richiama problemi che toccano la vita quotidiana.

📌 Nel 2024 il 9,9% della popolazione ha rinunciato a visite o esami specialistici, rispetto al 7,6% del 2023. Tra le donne la quota raggiunge l’11,4%, contro l’8,3% degli uomini.

📌 L’assistenza domiciliare raggiunge più persone anziane, ma le ore medie annue per persona sono scese da 15 nel 2019 a 13,3 nel 2024.

Dietro questi numeri ci sono bisogni che restano senza risposta. Quando l’assistenza pubblica non basta, il peso ricade sulle famiglie: denaro da trovare, permessi da chiedere, orari di lavoro da ridurre, responsabilità di cura da sostenere.

Un peso che troppo spesso ricade sulle donne, con conseguenze sulla loro autonomia economica, sul lavoro e sulla salute.

Servono personale, servizi territoriali accessibili, assistenza domiciliare adeguata ai bisogni e percorsi che uniscano davvero sanità e servizi sociali.

Gli investimenti devono tradursi in risposte concrete: visite nei tempi necessari, continuità dell’assistenza e sostegno alle persone non autosufficienti e a chi se ne prende cura.

La salute è un diritto. Deve esserlo anche quando si prenota una visita e quando si ha bisogno di assistenza ogni giorno.

📊 IL CAROVITA NON AUMENTA SOLTANTO LE SPESE DELLE FAMIGLIE, RIDUCE ANCHE IL VALORE DEI LORO DIRITTI SOCIALI.📰 Un'interes...
19/10/2026

📊 IL CAROVITA NON AUMENTA SOLTANTO LE SPESE DELLE FAMIGLIE, RIDUCE ANCHE IL VALORE DEI LORO DIRITTI SOCIALI.

📰 Un'interessante analisi pubblicata oggi, 19 ottobre, dal Sole 24 Ore mette in evidenza una contraddizione che dovrebbe essere al centro della discussione sulla prossima legge di Bilancio.

Sono state esaminate 50 agevolazioni fiscali e sostegni economici alle famiglie. Per 28 benefici fiscali, i limiti di spesa sono rimasti invariati mediamente per 16 anni, mentre il costo della vita ha continuato a crescere.

📌 Alcuni esempi aiutano a comprendere cosa significa concretamente:

🔹 La detrazione per le attività sportive dei figli è calcolata su un massimo di 210 euro, fermo dal 2007, mentre oggi, considerando l'inflazione, dovrebbe essere di circa 310 euro.

🔹 I 500 euro della Carta Dedicata a te, per conservare il potere d'acquisto del 2023, dovrebbero essere diventati 555 euro.

🔹 Il limite di spesa detraibile per l'assistenza di una badante è fermo a 2.100 euro dal 2007, nonostante l'aumento dei costi dell'assistenza.

🔹 Anche il bonus asilo nido, pur essendo stato aumentato, non ha recuperato interamente la crescita dei costi dei servizi per l'infanzia.

💶 Ma c'è un altro dato che merita attenzione.

Nei primi otto mesi del 2026 il gettito IVA è aumentato di 4,5 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2025. Una crescita dovuta anche all'aumento dei prezzi, oltre che all'andamento dei consumi e ad altri fattori.

Questo significa che mentre le famiglie devono affrontare spese sempre più elevate, lo Stato incassa anche maggiori entrate fiscali generate dall'inflazione.

⚖️ E allora dobbiamo porci una domanda: come vengono redistribuite queste risorse?

Non possiamo continuare a misurare le politiche sociali soltanto attraverso il numero dei bonus introdotti o confermati.

Dobbiamo chiederci quanto valgono realmente, quante persone riescono a raggiungere e se permettono alle famiglie di sostenere le spese per la casa, i figli, la salute e l'assistenza alle persone non autosufficienti.

🏘️ Questo riguarda anche la contrattazione sociale nei nostri Comuni, dove soglie ISEE, tariffe e agevolazioni devono essere valutate rispetto al costo effettivo della vita.

La giustizia fiscale non riguarda soltanto quanto ciascuno contribuisce, ma anche come le risorse pubbliche vengono utilizzate per ridurre le disuguaglianze.

Per la UIL Biella-Vercelli, difendere il potere d'acquisto significa anche chiedere che i sostegni sociali mantengano nel tempo il loro valore e che le politiche pubbliche garantiscano servizi accessibili e diritti effettivi.

📚 Fonte: Il Sole 24 Ore, 19 ottobre 2026.

🏥 LE DONNE FANNO FUNZIONARE LA SANITÀ. MA QUANTO CONTANO NELLE DECISIONI?Le donne rappresentano la maggioranza di chi la...
18/10/2026

🏥 LE DONNE FANNO FUNZIONARE LA SANITÀ. MA QUANTO CONTANO NELLE DECISIONI?

Le donne rappresentano la maggioranza di chi lavora nella sanità, soprattutto nelle professioni infermieristiche e nelle attività di assistenza e cura. Eppure, la loro presenza diminuisce quando si sale verso i ruoli decisionali.

Una contraddizione che Linda Laura Sabbadini ha richiamato al Festival della Salute 2026 e che dovrebbe farci riflettere.

Perché non basta riconoscere il valore del lavoro delle donne, bisogna riconoscerne anche le competenze, l'autorevolezza e il diritto di partecipare alle decisioni.

C'è poi un'altra disuguaglianza, meno visibile ma altrettanto importante: per molto tempo la ricerca medica ha considerato il corpo maschile come riferimento, trascurando differenze che possono incidere sulle diagnosi, sulle terapie e sulla prevenzione.

⚕️ La medicina di genere non è una medicina per sole donne, è una medicina più appropriata per tutte e tutti.

E c'è una domanda che dovremmo porci: chi si prende cura della salute delle donne che curano?

Molte lavoratrici, dopo una giornata trascorsa ad assistere pazienti e persone fragili, continuano a sostenere gran parte del lavoro di cura familiare, spesso invisibile e non retribuito.

📢 Come UIL Biella Vercelli pensiamo che la parità debba entrare concretamente nell'organizzazione della sanità, nella valorizzazione professionale, nella prevenzione, nella contrattazione e nell'accesso ai ruoli di responsabilità, perché una sanità più giusta per le donne è una sanità migliore per tutta la società.

⚡ CRISI ENERGETICA: CHI PAGA IL PREZZO DELLE SCELTE POLITICHE?🌍 Il costo dell'energia torna a pesare sull'economia europ...
17/10/2026

⚡ CRISI ENERGETICA: CHI PAGA IL PREZZO DELLE SCELTE POLITICHE?

🌍 Il costo dell'energia torna a pesare sull'economia europea. Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore del 16 ottobre, dall'inizio del conflitto con l'Iran la fattura europea per petrolio e gas è aumentata di 100 miliardi di euro.

Un dato che deve farci riflettere.

🏭 A Biella e Vercelli cosa significa?

Significa maggiori difficoltà per le imprese del tessile, del metalmeccanico, dell'agricoltura, dell'alimentare, della logistica e dei trasporti, significa costi di produzione più elevati, rischi per la competitività e possibili conseguenze sull'occupazione.

🚛 L'aumento dei carburanti incide sul trasporto delle materie prime e delle merci, sui costi di distribuzione e sull'intera filiera produttiva, con il rischio che questi rincari si trasferiscano sui prezzi finali dei prodotti, a partire dai generi alimentari e dai beni di prima necessità.

🏠 Ma significa anche famiglie che devono fare i conti con bollette, carburanti e prezzi dei beni essenziali, mentre salari e pensioni faticano a difendere il loro potere d'acquisto.

🌱 In Europa si discute se rallentare la transizione energetica, eppure proprio questa crisi dimostra quanto sia rischioso continuare a dipendere da petrolio e gas importati, esposti alle tensioni internazionali.

La transizione energetica non può essere un lusso, ma nemmeno un costo scaricato su lavoratrici, lavoratori e famiglie.

Servono investimenti nelle rinnovabili, reti efficienti, sostegni alle imprese legati alla tutela dell'occupazione e interventi concreti contro la povertà energetica.

📢 Come UIL Biella-Vercelli pensiamo che la questione energetica debba essere affrontata anche attraverso il confronto territoriale tra istituzioni, imprese e organizzazioni sindacali, perché non basta chiedersi quanto costa l'energia oggi, dobbiamo chiederci quale modello industriale, quale lavoro e quale futuro vogliamo costruire per le prossime generazioni.

🔵 UIL Biella-Vercelli

Fonte: Il Sole 24 Ore, 16 ottobre 2026.

BIELLA: MENO ABITANTI, PIÙ ANZIANI, PIÙ FAMIGLIE CHE CHIEDONO AIUTO. QUALE FUTURO STIAMO COSTRUENDO?I dati del Rapporto ...
17/10/2026

BIELLA: MENO ABITANTI, PIÙ ANZIANI, PIÙ FAMIGLIE CHE CHIEDONO AIUTO. QUALE FUTURO STIAMO COSTRUENDO?

I dati del Rapporto 2026 di OsservaBiella, ripresi da La Stampa, raccontano un territorio che sta cambiando profondamente.

📉 Dal 2019 al 2026 la provincia ha perso oltre 7.100 abitanti.

👵 L'età media ha raggiunto i 50,5 anni e ogni 100 giovani sotto i 15 anni ci sono 324 persone con almeno 65 anni.

🏠 Le famiglie assistite dai servizi sociali sono passate da 5.683 nel 2021 a 7.136 nel 2025: un aumento del 25,6%.

🏭 In cinque anni abbiamo perso 1.503 imprese registrate, pari all'8,7%.

Questi numeri non descrivono soltanto un problema demografico. Ci parlano di un territorio nel quale aumentano i bisogni sociali mentre si riduce la popolazione che lavora, produce reddito e contribuisce a sostenere il sistema di welfare.

C'è però un dato positivo che merita attenzione: il tasso di occupazione femminile a Biella ha raggiunto il 67,1%, superiore alla media piemontese e nazionale.

È un risultato importante, ma dobbiamo domandarci quale sia la qualità di questa occupazione, quali siano le retribuzioni, quante donne lavorino a tempo parziale involontario e quante debbano conciliare il lavoro con la cura di figli, genitori anziani e familiari non autosufficienti.

Perché una provincia che invecchia rischia di scaricare sulle famiglie, e soprattutto sulle donne, un carico di cura sempre maggiore.

E dobbiamo chiederci anche quali opportunità stiamo offrendo alle giovani generazioni, perché senza lavoro dignitoso, salari adeguati, servizi e prospettive di autonomia diventa sempre più difficile scegliere di restare e costruire il proprio futuro nel Biellese.

Il welfare non può essere considerato soltanto una voce di bilancio da contenere. È un investimento nella qualità della vita, nella coesione sociale e nel futuro del territorio.

Penso che questi dati debbano diventare il punto di partenza per una vera contrattazione sociale territoriale, capace di coinvolgere Comuni, consorzi socioassistenziali, ASL, organizzazioni sindacali e associazioni.

Perché il problema non è soltanto che Biella perde abitanti.

Il problema è capire quali condizioni stiamo creando perché le persone possano scegliere di restare, lavorare, costruire una famiglia, invecchiare dignitosamente e vivere senza essere lasciate sole davanti alle difficoltà.

È da qui che dobbiamo partire.

Fonte: Rapporto OsservaBiella 2026 – La Stampa, 16 ottobre 2026.

🔵 LA POVERTÀ NON È SOLO NON AVERE UN LAVORO. È ANCHE LAVORARE E NON RIUSCIRE A VIVERE DIGNITOSAMENTE.📊 In Italia oltre 5...
16/10/2026

🔵 LA POVERTÀ NON È SOLO NON AVERE UN LAVORO. È ANCHE LAVORARE E NON RIUSCIRE A VIVERE DIGNITOSAMENTE.

📊 In Italia oltre 5,4 milioni di persone vivono in povertà assoluta. Tra queste, più di 1,1 milioni sono bambini e adolescenti.

Secondo i dati ISTAT relativi al 2025, il 14,3% delle famiglie con una persona di riferimento operaia o assimilata vive in povertà assoluta.

Sono numeri che raccontano una realtà preoccupante: avere un lavoro non sempre basta a garantire sicurezza economica, autonomia e futuro.

Ma la povertà non è soltanto quella che misuriamo attraverso il reddito.

È anche rinunciare a una visita medica perché non si può aspettare e non si può pagare. È dover scegliere tra le bollette e altre necessità. È una pensione che non basta per sostenere le spese di assistenza. È una donna che riduce l'orario di lavoro per occuparsi dei figli o di un familiare non autosufficiente. È un giovane che lavora, ma non riesce a permettersi una casa.

Anche a Biella e Vercelli dobbiamo interrogarci su queste condizioni.

Siamo territori con una lunga storia industriale e produttiva, ma anche con una popolazione che invecchia, bisogni di cura crescenti e famiglie che devono fare i conti con il costo della vita.

Quando mancano servizi pubblici accessibili, i costi ricadono sulle famiglie, aumentando le disuguaglianze.

Come UIL Biella-Vercelli pensiamo che contrastare la povertà significhi innanzitutto restituire valore al lavoro, difendere il potere d'acquisto di salari e pensioni, garantire una fiscalità più equa e investire nella sanità pubblica, nell'assistenza, nella scuola e nei servizi territoriali.

Perché un territorio non è davvero ricco soltanto quando produce ricchezza, ma quando quella ricchezza migliora la vita delle persone.

La stabilità della povertà non può rassicurarci. Non possiamo abituarci all'idea che milioni di persone continuino a vivere senza le risorse necessarie per una vita dignitosa.

🔵 La povertà non è una fatalità. È anche il risultato delle scelte economiche e sociali. E con scelte diverse possiamo contrastarla.

UIL BIELLA-VERCELLI

Fonte: ISTAT, La povertà in Italia – Anno 2025.

UN DIRITTO È DAVVERO UGUALE SE NON TUTTE E TUTTI POSSONO PERMETTERSELO?In questi giorni il confronto sul lavoro delle ma...
03/10/2026

UN DIRITTO È DAVVERO UGUALE SE NON TUTTE E TUTTI POSSONO PERMETTERSELO?

In questi giorni il confronto sul lavoro delle madri e sui congedi parentali ci riporta a una questione che penso non possiamo più affrontare guardando soltanto alle norme.
Sulla carta, estendere e rendere più equilibrati i congedi tra madri e padri è fondamentale, ma dobbiamo guardare anche dentro la vita reale delle famiglie.
Se una madre guadagna meno del padre, quando arriva il momento di decidere chi si assenta dal lavoro, chi riduce l'orario, chi utilizza più a lungo il congedo, la scelta non avviene tra due persone economicamente uguali.
Molto spesso diventa una scelta obbligata dal reddito e i numeri ci raccontano quanto la cura continui a pesare soprattutto sulle donne: nel 2024 le giornate di congedo parentale utilizzate dalle donne sono state circa 15,4 milioni, contro 2,8 milioni utilizzate dagli uomini.
C'è un altro dato che dovrebbe farci riflettere ancora di più: la nascita di un figlio non produce soltanto una difficoltà temporanea; il divario tra la retribuzione delle madri e quella dei padri può continuare ad ampliarsi negli anni successivi alla nascita.
È un meccanismo che rischia di alimentare se stesso: la madre guadagna meno → economicamente conviene che sia lei a utilizzare più congedi → resta più a lungo fuori dal lavoro → rallenta la carriera → aumenta il rischio di part-time e minori opportunità → diminuisce ulteriormente il reddito → e domani sarà più bassa anche la pensione.
Per questo penso che parlare soltanto di "libera scelta" sia insufficiente.
Una scelta è davvero libera quando esistono le condizioni economiche e sociali per poter scegliere.
Servono congedi realmente accessibili anche ai padri, servizi per l'infanzia diffusi e sostenibili, salari dignitosi, contrattazione che accompagni maternità e paternità, organizzazioni del lavoro che non penalizzino chi si prende cura e soprattutto dobbiamo smettere di considerare la cura un problema privato delle donne, perché la maternità non può continuare a trasformarsi in una penalizzazione salariale, professionale e previdenziale.
La parità non si misura soltanto nei diritti scritti nelle leggi, si misura nella possibilità concreta, per una donna e per un uomo, di esercitarli senza dover scegliere tra il proprio reddito, il proprio lavoro e la propria famiglia.

QUANTO COSTA POTER LAVORARE?491 euro al mese.È quanto può arrivare a costare a Biella nido comunale e mensa per una fami...
02/10/2026

QUANTO COSTA POTER LAVORARE?

491 euro al mese.

È quanto può arrivare a costare a Biella nido comunale e mensa per una famiglia con un ISEE di 15.000 euro, secondo il nuovo studio della UIL sui servizi educativi per la prima infanzia.

Un dato che colpisce: tra le città analizzate dalla UIL, Biella è la terza più cara d’Italia per questa fascia ISEE.

La media nazionale è di 296 euro al mese.

A Vercelli, nelle stesse condizioni, la spesa rilevata è di 228 euro, mensa compresa.

Due città vicine. Due costi profondamente diversi.

Dietro questi numeri c’è una questione molto più grande: quando parliamo di occupazione femminile, conciliazione, natalità e parità di genere dobbiamo parlare anche del costo concreto della cura.

Avere un posto al nido non basta se quel posto pesa troppo sul bilancio familiare e non basta nemmeno costruire nuovi nidi: occorre che quei posti siano realmente disponibili, con il personale necessario e risorse stabili per far funzionare i servizi nel tempo.

E allora la domanda diventa inevitabile:

Quanto deve guadagnare una madre perché, dopo aver pagato nido, trasporti e tutti i costi necessari per andare a lavorare, continuare a lavorare sia davvero sostenibile?
E cosa succede quando non lo è?

Troppo spesso sono ancora le donne a ridurre l’orario, scegliere il part-time o lasciare il lavoro.
Il nido non è soltanto un servizio per l’infanzia, è una politica educativa, una politica per il lavoro, una politica per la parità, una politica per la natalità.

Per questo servono più posti, servizi pubblici accessibili, personale sufficiente e tariffe eque.

Il luogo in cui nasce una bambina o un bambino non dovrebbe determinare né le sue opportunità né quelle della sua famiglia.

UIL BIELLA VERCELLI

30/09/2026

Pensavo di essere preparata. Questa sera, persino un po’ più del solito.

Avevo appena concluso due giornate molto intense e positive, trascorse con tante colleghe e tanti colleghi — militanti, delegate, delegati e dirigenti della UIL — in un corso di formazione realizzato insieme alla Fondazione Giulia Cecchettin sui temi della violenza e, più in generale, sulla parità di genere.

Poi, sulla strada di casa, sono passata in lavanderia a ritirare quattro camicie che, per mancanza di tempo, avevo deciso di far lavare e stirare lì.

Ed ecco la sorpresa: il conto era più alto rispetto a quello previsto dal listino. La ragione? Erano camicie da donna.

Non camicie di seta, con ricami, volant, ruches o lavorazioni particolari. Quattro normalissime camicie di taglio classico, del tutto simili a quelle che milioni di uomini indossano ogni giorno. Eppure, in quanto “da donna”, secondo quella singolare tariffa richiedevano un sovrapprezzo.

Ho discusso. Non per la somma in sé e neppure per strappare uno sconto, ma perché trovavo semplicemente assurda e ingiustificabile quella differenza. Alla fine mi è stata restituita una parte del denaro: forse il mio ragionamento è stato compreso, o forse è apparso più semplice arrendersi.

Salendo in ascensore ho pensato che, dopo due giornate dedicate proprio a questi temi, la realtà avesse voluto offrirmi una piccola esercitazione pratica. Non richiesta, ma certamente efficace.

Perché le discriminazioni non si presentano sempre con il volto più evidente e brutale. A volte si nascondono nelle consuetudini, nei listini, nelle abitudini mai messe in discussione, in quei piccoli sovrapprezzi e in quelle differenze di trattamento che finiscono per sembrare normali.

Non lo sono.

Questa volta il “sovrapprezzo di genere” è rimasto alla lavanderia. Ma quante altre piccole e grandi ingiustizie continuano a passare inosservate?

Non si smette mai di stupirsi. E, soprattutto, non smetteremo mai di contrastare stereotipi e discriminazioni: nelle grandi battaglie e, se necessario, anche una camicia alla volta.

Indirizzo

Via F. Lli Rosselli 47/b Biella/Corso Fiume 85 Vercelli
Biella
13900

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