10/10/2026
PIÙ PESO ALLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE
lo scorso luglio la Provincia ha concesso una deroga agli obblighi di rilascio del Deflusso Ecologico (DE) alla Associazione Irrigazione Ovest Sesia e al Consorzio di Bonifica della baraggia Biellese e Vercellese. In pratica sono stati autorizzati, causa severità idrica, minori rilasci in alveo e limitate le portate massime di prelievo nel periodo irriguo per tutte le derivazioni dei due consorzi in territorio biellese. Questa deroga può essere fruita a condizione che sia presentato un piano di riparto fra le utenze irrigue e svolto un monitoraggio ambientale ex post che dimostri che questi minori rilasci non hanno pregiudicato il perseguimento degli obiettivi del Piano di Gestione Po, il raggiungimento dello stato ecologico buono per i corpi idrici dove si effettua la derivazione.
Il Circolo Biellese di Pro Natura Tavo Burat, la maggiore associazione ambientalista biellese con il Comitato Tutela Fiumi, ha fatto notare come non fossero state per nulla coinvolte a livello di informazione, consultazione e partecipazione preventiva le associazioni ambientaliste che pure sono portatrici di competenze in tema di tutela delle acque a avrebbero potuto fornire il loro contributo. Nel merito hanno osservato che non sono stati disposte verifiche sui piani di riparto (piena discrezionalità dei consorzi nelle alimentazioni di soccorso extraterritoriali) e controlli in tempo reale delle portate in alveo e delle portate rilasciate, ancorchè nessun controllo della stato ecologico dei corsi d’acqua interessati, già fortemente sotto stress, ma solo un report finale al 30 novembre. La mancanza di un monitoraggio puntuale può però compromettere in modo irreversibile l’ecosistema fluviale a causa della riduzione della portata e del conseguente innalzamento della temperatura e diminuzione dell’ossigeno disciolto con inevitabile moria dell’ittiofauna. Il monitoraggio dovrebbe inoltre illustrare, laddove si verifichino secche, la severità della interruzione nella continuità fluviale e, conseguentemente, l’inadeguatezza dei rilasci autorizzati.
Il M5S ritiene che le associazioni ambientaliste locali a partire da Pro Natura dovrebbero essere sempre consultate preventivamente e considerate preziose risorse per le competenze di cui sono portatrici. D’altra parte sono la Costituzione con il nuovo art. 9 e il D.Lgs. 152/2006 “testo unico ambiente” oltre alla Convenzione di Aarhus, a riconoscere il ruolo delle associazioni ambientaliste. Ricordiamo che a livello europeo con un esposto alla Corte di Giustizia dell’UE era stata proprio una associazione ambientalista ad ottenere che gli Stati membri potessero negare l'autorizzazione a progetti o atti che potessero causare il deterioramento dello stato di un corso d’acqua.
Condizioni di deterioramento che però possono essere valutate solo con un monitoraggio puntuale e non a posteriori. In sostanza partendo da questa situazione richiediamo che, diversamente da quanto avvenuto finora a livello provinciale, le associazioni ambientaliste siano considerate preziosi interlocutori della società civile e in quanto tali regolarmente sentiti in modo preventivo in tutti casi in cui siano attivate procedure di rilevanza ambientale.
Un organismo esiste in provincia ed è la Consulta Ambientale proposta dal M5S che crede fortemente in questo organismo di partecipazione delle associazioni ambientaliste. Ma il funzionamento della consulta è stato finora molto deficitario. Dopo la riunione di insediamento di aprile sono passati 6 mesi prima che fosse di nuovo convocata.
Affinché possano essere fatte proposte ma anche esaminate pratiche come quella citata sui corsi d'acqua occorrerebbe ben altra periodicità e una maggiore attenzione istituzionale alle istanze, osservazioni e proposte di questi stakeholder. Ed è quanto chiediamo alla provincia.