05/02/2026
Cosa ne pensate?
" 'Lo faccio per risvegliarti.' No. Spesso lo fai per sentirti sveglio tu.
Quasi sempre questa giustificazione -piuttosto diffusa- arriva dopo un giudizio espresso con assoluta sicurezza, spacciato per intuizione superiore. Ma se davvero l’obiettivo è il risveglio, questa è una delle modalità meno efficaci che esistano.
Da psicologo, posso dirlo chiaramente: la consapevolezza non si impone, ma si accompagna. La presa di consapevolezza è un processo delicato. È come svegliare una persona che dorme: puoi farlo con rispetto e gentilezza, permettendole di orientarsi, oppure puoi prenderla a padellate dicendole che lo fai per il suo bene. Nel secondo caso, non ottieni consapevolezza. Ottieni disorientamento. Oppure obbedienza.
Quando una persona arriva a vedere qualcosa con i propri tempi -anche attraversando resistenze e difese, che non sono nemici ma protezioni- allora ciò che scopre diventa parte di lei. La rende più autonoma, più stabile, più libera anche quando ha chiesto aiuto a qualcuno, perché il suo ruolo è stato fondamentale.
Quando invece qualcuno le consegna “la verità”, spesso succede altro: si crea dipendenza, si crea inferiorità. Si rimane legati a qualcuno che ti dice come stanno realmente le cose (ammesso che lo sappia veramente). Non è risveglio. È delega. Magari a parole è d’accordo, ma questo non significa reale integrazione. Spesso non significa neanche maggiore consapevolezza.
E vale la pena dirlo: atteggiamenti del genere raccontano spesso molto più dell’insegnante che dell’allievo. Possono nascondere aggressività non riconosciuta, bisogno di sentirsi speciali, difficoltà a tollerare la complessità o a rispettare i confini degli altri. Quello che oggi viene elegantemente chiamato “ego spirituale”. Naturalmente non è sempre così. Ma succede abbastanza spesso da meritare attenzione.
Se qualcuno si giustifica dicendo che ti sta risvegliando… forse sta facendo tutt’altro. La reale consapevolezza porta con sé maggiore autonomia e potere. Non maggiore dipendenza da chi dice di vedere più lontano.
Buon “risveglio”, graduale e nel rispetto dei tuoi tempi.
O anche buon addormentamento: anche questo a volte serve.'
Dott. Luca Bertoni