12/06/2026
CIGNO REALE TROVATO IN CONDIZIONI DRAMMATICHE: NON CE L’HA FATTA
Un cigno reale è stato recuperato in condizioni gravissime, completamente immobilizzato da una robusta lenza da pesca, compatibile con quelle comunemente utilizzate per la pesca alla carpa.
Le due zampe erano strettamente attorcigliate dal filo fino a provocare profonde lesioni nella carne, mentre anche le ali risultavano avvolte, impedendo all’animale qualsiasi movimento. Una situazione terribile, che gli ha causato sofferenze enormi.
Trasportato d’urgenza al Centro Recupero Animali Selvatici WWF di Valpredina, purtroppo il cigno non è sopravvissuto ed è deceduto poco dopo.
Questo rende la vicenda ancora più amara: lo stesso cigno era già stato recuperato e curato dal CRAS due anni fa, riuscendo allora a tornare in libertà. Dopo essere stato salvato una prima volta, oggi la sua storia si conclude nel modo più triste.
Non conosciamo con certezza chi sia il responsabile di quanto accaduto e saranno eventuali accertamenti a fare chiarezza. Tuttavia, il tipo di lenza utilizzata e le modalità del ritrovamento sollevano più di un interrogativo; non sembra affatto una semplice fatalità.
È noto che i cigni possano creare disagio ad alcuni pescatori di carpe, attraversando le lenze o interferendo con l’attività di pesca. Ma nessun fastidio può giustificare la sofferenza inflitta a un animale selvatico, né tantomeno la sua morte.
Oggi non piangiamo soltanto un cigno. Piangiamo l’ennesima vittima dell’inciviltà e della mancanza di rispetto verso la fauna selvatica.
Ci auguriamo che venga fatta piena luce su quanto accaduto e che episodi simili non debbano più ripetersi. Perché ogni animale selvatico merita rispetto, e perché una società si misura anche da come tratta gli esseri più indifesi.