USB Bergamo

USB Bergamo La pagina dell'Unione Sindacale di Base, federazione di Bergamo

GRAVE INCIDENTE IN TENARIS DALMINE, VOGLIAMO LA SICUREZZA PRIMA DEL PROFITTO Sabato 13 giugno, presso lo stabilimento Te...
16/06/2026

GRAVE INCIDENTE IN TENARIS DALMINE, VOGLIAMO LA SICUREZZA PRIMA DEL PROFITTO

Sabato 13 giugno, presso lo stabilimento Tenaris di Dalmine, un lavoratore dipendente di una ditta esterna è rimasto gravemente ferito al volto durante un intervento all’interno dell’acciaieria.

Da quanto si apprende, l’incidente sarebbe stato causato dal violento “effetto fionda” provocato dall’incastro momentaneo dello spintore del forno. Il rilascio improvviso della tensione avrebbe fatto partire il bozzello della gru, utilizzata abitualmente per questo tipo di lavorazioni, colpendo in pieno volto l’operaio.

Dopo le prime medicazioni sul posto, il lavoratore è stato trasportato con l’elisoccorso a Brescia in codice rosso. Non sarebbe in pericolo di vita, ma risulta tuttora mantenuto in coma farmacologico indotto.

L’impianto resterà sotto sequestro per tutto il tempo necessario al sopralluogo delle autorità competenti, che dovranno accertare la dinamica dell’accaduto e verificare eventuali violazioni delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Come lavoratrici e lavoratori della Dalmine, troppe volte ci siamo detti che “qualche santo ci ha protetti” di fronte a incidenti, mancati incidenti e situazioni pericolose che non hanno prodotto vittime solo per caso. Pochissimo tempo fa, sempre nello stabilimento, si era già verificato un grave episodio con l’incendio di uno dei forni di riscaldo.

Ma la sicurezza sul lavoro non può dipendere dalla fortuna, dai santi o dal caso.

La sicurezza si costruisce ogni giorno, nei reparti, durante la produzione e durante le manutenzioni. Si costruisce con tempi adeguati, personale formato, procedure realmente applicate, controlli effettivi e pieno coinvolgimento dei lavoratori. Non si costruisce con gli slogan, con i tabelloni pubblicitari o con i corsi fatti solo per adempiere agli obblighi formali.

Per USB il punto centrale è chiaro: quando si spinge sempre al massimo per ridurre i tempi di fermo, quando si scelgono appalti al ribasso, quando si pretende velocità invece di sicurezza, quando i lavoratori vengono messi sotto pressione per chiudere prima gli interventi, il rischio aumenta. E a pagarne il prezzo sono sempre lavoratrici e lavoratori, spesso quelli delle ditte esterne, più ricattabili, più esposti e meno tutelati.

La sicurezza non può essere subordinata alla produzione, ai tempi aziendali o ai costi. Nessun capo, responsabile o preposto deve permettersi di fare fretta quando sono in gioco la salute e la vita delle persone. Ogni attività pericolosa deve poter essere fermata, ogni procedura deve essere verificata sul campo, ogni lavoratore deve essere messo nelle condizioni reali di lavorare senza rischiare la propria vita.

Come Unione Sindacale di Base diciamo che non bastano le parole. Servono investimenti veri in prevenzione, manutenzione, organici, formazione e controlli. Serve il pieno coinvolgimento dei lavoratori, degli RLS e delle organizzazioni sindacali. Serve mettere fine alla logica degli appalti al ribasso, perché quando si risparmia sulla sicurezza si mette direttamente a rischio la vita di chi lavora.

Il Collettivo Lavoratori Dalmine e l'USB, di fronte a questo gravissimo infortunio, indice uno sciopero di 8 ore dell’intera fabbrica. Le modalità saranno comunicate successivamente al dissequestro dell’impianto.

Siamo vicini al lavoratore infortunato, alla sua famiglia e ai suoi colleghi. A lui va il nostro augurio di una pronta e completa guarigione.

Ma non basta la solidarietà dopo gli incidenti. Serve cambiare subito il modo in cui si lavora.

La salute e la vita dei lavoratori devono ve**re prima della produzione, prima dei profitti e prima di qualsiasi esigenza aziendale.

CONTRO LA REMIGRAZIONE, PER LA REGOLARIZZAZIONE DI TUTTE LE LAVORATRICI E TUTTI I LAVORATORI STRANIERISabato 13 giugno s...
15/06/2026

CONTRO LA REMIGRAZIONE, PER LA REGOLARIZZAZIONE DI TUTTE LE LAVORATRICI E TUTTI I LAVORATORI STRANIERI

Sabato 13 giugno siamo scesi in piazza anche a Bergamo per dire con forza NO alla remigrazione, NO al razzismo istituzionale, NO a ogni politica che divide lavoratori, migranti e cittadini.
La “remigrazione” è un progetto razzista e pericoloso: vuole rendere normale l’esclusione e la deportazione di chi vive, lavora, studia e contribuisce ogni giorno alla vita di questo Paese.
Siamo scesi in piazza anche per dire che Bergamo non ha bisogno di più repressione, controlli e propaganda sulla sicurezza. Anche nella nostra città, le politiche portate avanti dal centrosinistra vanno nella direzione sbagliata: si parla troppo di decoro e ordine pubblico, troppo poco dei bisogni reali delle persone.
I cittadini hanno bisogno di più servizi, più case popolari, affitti accessibili, meno B&B e meno speculazione, più integrazione, per costruire una città davvero solidale e inclusiva.
Al presidio erano presenti anche tanti studenti e studentesse: proprio loro, che meritano un futuro migliore, libero dal razzismo, dalla precarietà e dalla paura.
La sicurezza vera non nasce dalla criminalizzazione dei migranti e dei poveri, ma dal diritto alla casa, al lavoro, alla scuola, alla salute, al permesso di soggiorno e alla dignità.
Per questo continueremo a lottare per la regolarizzazione di tutte e tutti e per una Bergamo antirazzista, antifascista, solidale e inclusiva.

BERGAMO ANTIRAZZISTA E ANTIFASCISTA SCENDE IN PIAZZAIl 24 maggio, a Roma, decine di lavoratrici e lavoratori migranti e ...
09/06/2026

BERGAMO ANTIRAZZISTA E ANTIFASCISTA SCENDE IN PIAZZA

Il 24 maggio, a Roma, decine di lavoratrici e lavoratori migranti e rappresentanti delle comunità straniere presenti in Italia si sono riuniti in un'assemblea nazionale per costruire una risposta collettiva all'offensiva razzista e fascista che attraversa il Paese.

Da quell'assemblea è nata una giornata nazionale di mobilitazione contro la cosiddetta "remigrazione", parola d'ordine dell'estrema destra che punta a rendere accettabili esclusione, discriminazione e deportazione. Una risposta necessaria anche in vista del corteo fascista convocato a Roma il 13 giugno per sostenere questa proposta razzista e riportare nel dibattito pubblico idee incompatibili con i principi di uguaglianza, dignità e solidarietà.

Anche Bergamo raccoglie questo appello e scende in piazza.
Perché mentre cresce la propaganda dell'odio, migliaia di lavoratrici e lavoratori migranti continuano a subire ogni giorno il peso del razzismo istituzionale: permessi bloccati, diritti negati, attese infinite, precarietà e ricattabilità.

Eppure sono loro a mandare avanti interi settori del Paese. Lavorano nei campi, nelle fabbriche, nei magazzini, nei cantieri, nei servizi e nella cura delle persone. Producono ricchezza, pagano tasse e contributi, costruiscono ogni giorno la nostra società.

✊ Contro la remigrazione. ✊ Contro il razzismo istituzionale. ✊ Contro ogni forma di fascismo.

📍 Sabato 13 giugno 🕓 Ore 16.00 🏛️ Presidio davanti al Comune di Bergamo
Per la regolarizzazione di tutte e tutti. Per i diritti, la dignità e l'uguaglianza. Per una società fondata sulla solidarietà, non sulla discriminazione.

USB BERGAMO – EDUCATRICI ED EDUCATORI DEL SERVIZIO SCOLASTICOCOOPERATIVE SOCIALI PROGETTO A E PROGETTO PERSONA – COMUNE ...
03/06/2026

USB BERGAMO – EDUCATRICI ED EDUCATORI DEL SERVIZIO SCOLASTICO
COOPERATIVE SOCIALI PROGETTO A E PROGETTO PERSONA – COMUNE DI DALMINE

LUNEDÌ 8 GIUGNO – ORE 14.00
PRESIDIO DAVANTI AL COMUNE DI DALMINE

Le educatrici e gli educatori scolastici che lavorano nelle scuole del Comune di Dalmine per conto delle cooperative sociali Progetto A e Progetto Persona continuano la mobilitazione insieme a USB.

Il presidio è stato organizzato in riferimento all’incontro previsto nella stessa giornata, alle ore 14.30, con l’Amministrazione comunale di Dalmine e con le cooperative interessate.

Saremo davanti al Comune a partire dalle ore 14.00 per dare forza alla vertenza che, subito dopo, andremo a discutere al tavolo con il Comune e con le cooperative.

Abbiamo chiesto l’incontro con il Comune di Dalmine perché il Comune è il committente del servizio educativo scolastico. Per questo motivo, oltre alle cooperative che gestiscono l’appalto, anche l’Amministrazione comunale è chiamata a esprimersi, assumersi le proprie responsabilità e prendere decisioni concrete in merito alle condizioni di lavoro di educatrici ed educatori.

Ogni giorno queste lavoratrici e questi lavoratori operano nelle scuole accanto ad alunni con disabilità e fragilità. Supportano autonomia, comunicazione, relazioni, inclusione e gestiscono le difficoltà quotidiane. Non sono figure accessorie: sono parte essenziale del percorso educativo e dell’inclusione scolastica.

Eppure continuano a subire condizioni lavorative inaccettabili: salari bassi, precarietà, assenze degli alunni non retribuite, mancata continuità salariale, assenza di tutele adeguate nei mesi estivi, problemi legati al pasto durante il servizio mensa e mancato pieno riconoscimento delle competenze e delle responsabilità professionali.

EDUCATRICI ED EDUCATORI IN LOTTA PER DIRITTI, SALARIO E DIGNITÀ

Nel settore educativo troppo spesso viene imposto un ricatto morale: si pretende disponibilità totale facendo leva sulla cura, sulla responsabilità e sul rapporto costruito con i ragazzi seguiti. Ma chi si occupa delle fragilità non può essere lasciato senza diritti.

Difendere le condizioni di chi lavora significa difendere anche la qualità dell’inclusione scolastica e dei servizi rivolti ai minori con disabilità e alle loro famiglie.

Per questo invitiamo la cittadinanza di Dalmine a partecipare al presidio e a sostenere le lavoratrici e i lavoratori in lotta.

PARTECIPA AL PRESIDIO
LUNEDÌ 8 GIUGNO – ORE 14.00
DAVANTI AL COMUNE DI DALMINE

ALLE ORE 14.30 INCONTRO CON AMMINISTRAZIONE COMUNALE E COOPERATIVE

USB BERGAMO

24/05/2026
20/05/2026
18/05/2026

DALMINE, LE EDUCATRICI E GLI EDUCATORI NON SI FERMANO

Questa mattina eravamo fuori dal Comune di Dalmine con un presidio che, grazie alla partecipazione di tante lavoratrici e lavoratori, si è trasformato in un corteo arrivato fino agli uffici dei Servizi Sociali.

Abbiamo portato in piazza con forza le rivendicazioni delle educatrici e degli educatori scolastici che ogni giorno lavorano nelle classi con alunni con disabilità e fragilità. Supportiamo autonomia, comunicazione, relazioni, inclusione e gestione delle difficoltà quotidiane. Non siamo figure accessorie: siamo parte essenziale del percorso educativo e dell’inclusione scolastica.

Eppure il servizio, gestito in appalto dal Comune, continua a funzionare con regole che lasciano lavoratrici e lavoratori in condizioni di precarietà, bassi salari e assenza di tutele fondamentali.

Chiediamo:

Stop alle assenze non retribuite: se l’alunno è assente per malattia, ricovero o terapie, educatrici ed educatori non possono rimanere senza stipendio.

Educatore di plesso: una figura già attiva in molti Comuni, che permetterebbe di restare a scuola anche in caso di assenza dell’alunno, garantendo continuità lavorativa e supporto alla classe e alla scuola.

Pasto garantito durante il servizio: assistiamo alunni con disabilità in mensa, ma siamo tra le poche figure presenti a scuola a non avere diritto al pasto.

Tutele per i mesi estivi: d’estate il lavoro si interrompe, la retribuzione viene meno e gli ammortizzatori sociali sono insufficienti.

Riconoscimento dell’inquadramento D2: laurea, formazione specifica e responsabilità educative devono essere riconosciute anche economicamente, in linea con i nuovi contratti da gennaio 2026.

Nei giorni scorsi avevamo chiesto un incontro con il Sindaco e con l’Assessora ai Servizi Sociali. L’incontro è stato finalmente fissato per lunedì 8 giugno alle ore 14.30.

Per questo, in assemblea, abbiamo deciso che l’8 giugno saremo di nuovo in presidio fuori dal Comune di Dalmine.

La giornata di mobilitazione però continua anche contro l’economia di guerra, che sottrae risorse ai servizi pubblici, al welfare, alla scuola e alla possibilità di internalizzare lavoratrici e lavoratori oggi lasciati negli appalti e nella precarietà.

Per questo oggi alle ore 17.30 ci ritroviamo davanti alla Prefettura di Bergamo, in via Tasso 8, dentro lo sciopero generale lanciato in solidarietà alla Flottiglia e al popolo palestinese.

La mobilitazione continua.
Le educatrici e gli educatori non chiedono privilegi, ma diritti, dignità e riconoscimento per un lavoro essenziale.

NON COLPEVOLI DI INDIFFERENZA AL GENOCIDIOQuesto titolo lo rivendichiamo con forza: se oggi qualcuno prova a trasformare...
15/05/2026

NON COLPEVOLI DI INDIFFERENZA AL GENOCIDIO

Questo titolo lo rivendichiamo con forza: se oggi qualcuno prova a trasformare la solidarietà, la mobilitazione e la denuncia politica in un problema di ordine pubblico, noi diciamo chiaramente che l’unica colpa che non vogliamo avere è quella dell’indifferenza.

Non siamo rimasti in silenzio davanti al genocidio in Palestina, davanti alla complicità dei governi, davanti all’economia di guerra e alla repressione di chi si organizza. E continueremo a non farlo.

Nei giorni scorsi 22 compagni e compagne di Bergamo sono stati contattati dalla Questura per il ritiro delle iscrizioni alle indagini relative a diverse iniziative di mobilitazione. Tra le persone coinvolte ci sono anche diversi compagni e compagne di USB.

Ma non si tratta di un fatto isolato: la repressione sta colpendo in tutta Italia chi manifesta contro la guerra e contro il genocidio, come dimostrano anche i gravissimi provvedimenti arrivati nei giorni scorsi a Milano.

A Bergamo, ad alcune persone vengono contestati presunti reati avvenuti nella giornata del 25 aprile 2025, quando ci siamo opposti alla presenza dell’associazione Italia-Israele nel corteo.

Ad altre vengono contestati fatti relativi al 3 ottobre 2025, quando, durante lo sciopero generale, abbiamo dimostrato che uniti possiamo bloccare tutto.

Ad altre ancora vengono contestati fatti relativi al corteo dell’8 ottobre 2025, quando siamo scesi in piazza per gridare la nostra rabbia nei confronti di un’amministrazione comunale che non spende nemmeno una parola contro il genocidio in Palestina.

La nostra solidarietà politica e sindacale va a tutte e tutti coloro che in questi giorni sono stati raggiunti da procedimenti penali ed amministrativi: a chi ha partecipato alle mobilitazioni, a chi ha preso parola, a chi ha scelto di non restare in silenzio davanti al genocidio e alle sue complicità istituzionali.

Queste denunce non arrivano nel vuoto. Si inseriscono in un clima sempre più pesante, dovuto anche ai nuovi pacchetti sicurezza, in cui chi sciopera, manifesta e prende parola contro la guerra, contro il genocidio, contro lo sfruttamento e contro le complicità delle istituzioni viene trattato come un problema di ordine pubblico.

Si prova a colpire chi organizza dissenso, chi costruisce mobilitazione, chi porta nelle piazze la rabbia e la dignità di lavoratori, studenti, precari, migranti e solidali.

È evidente la volontà di intimidire, isolare e scoraggiare chi in questi anni non è rimasto in silenzio. Ma la solidarietà con il popolo palestinese, la lotta contro l’economia di guerra, la difesa del diritto di sciopero e di manifestazione non sono reati: sono pratiche necessarie, oggi più che mai.

Come USB Bergamo diciamo con chiarezza che nessuna denuncia fermerà la nostra lotta.

Non saranno questi tentativi repressivi a farci arretrare. Al contrario, saranno un motivo in più per continuare a organizzarci, per rafforzare i legami tra compagni e compagne, per tornare in piazza più determinati e più forti di prima.

La risposta migliore alla repressione è la mobilitazione collettiva.

Per questo la giornata di sciopero generale del 18 maggio assume per noi un valore ancora più importante. Sarà una giornata di sciopero contro la guerra, contro il genocidio, contro l’economia di guerra e contro ogni tentativo di reprimere chi sceglie di organizzarsi e lottare.

Il 18 maggio saremo in presidio alle ore 17.30 davanti alla Prefettura di Bergamo, in via Tasso 8, per gridare con forza che non sposteremo un chiodo per guerre e genocidio.

Quella sarà anche l’occasione per denunciare pubblicamente quanto sta accadendo, per portare solidarietà ai compagni e alle compagne coinvolte e per ribadire che chi lotta non si lascia intimidire.

18 MAGGIO – SCIOPERO GENERALE USBNemmeno un chiodo per guerre e genocidioLunedì 18 maggio USB proclama sciopero generale...
14/05/2026

18 MAGGIO – SCIOPERO GENERALE USB
Nemmeno un chiodo per guerre e genocidio

Lunedì 18 maggio USB proclama sciopero generale per l’intera giornata.
A Bergamo ci vediamo alle ore 17:30 davanti alla Prefettura, in via Tasso 8.

Scioperiamo contro la guerra, contro il genocidio in Palestina, contro l’occupazione e contro l’aumento delle spese militari. Mentre vengono tagliati salari, servizi pubblici, scuola, sanità e diritti sociali, governi e istituzioni continuano a destinare risorse enormi alla guerra, al riarmo e alla complicità con chi devasta interi popoli.

Noi diciamo basta.
Il lavoro non può essere messo al servizio dell’economia di guerra. Le fabbriche, la logistica, i trasporti, la scuola, l’università, la ricerca, i porti e tutti i settori produttivi devono prendere posizione: nessuna collaborazione con guerre, occupazioni e genocidi.

Scioperiamo per la fine dell’occupazione in Palestina, per il diritto al ritorno del popolo palestinese, per la libertà e l’autodeterminazione dei popoli. Scioperiamo anche a sostegno della Global Sumud Flotilla, iniziativa internazionale di solidarietà concreta contro l’assedio e il massacro del popolo palestinese.

Il 18 maggio fermiamoci.
Perché non vogliamo essere complici.
Perché la pace non si costruisce con le armi.
Perché salari, diritti, servizi pubblici e giustizia sociale devono ve**re prima della guerra.

SCIOPERO GENERALE USB – 18 MAGGIO
Contro guerra, genocidio e riarmo.

USB BERGAMO – EDUCATRICI ED EDUCATORI DEL SERVIZIO SCOLASTICO - COOPERATIVE SOCIALI PROGETTO A E PROGETTO PERSONA – COMU...
12/05/2026

USB BERGAMO – EDUCATRICI ED EDUCATORI DEL SERVIZIO SCOLASTICO - COOPERATIVE SOCIALI PROGETTO A E PROGETTO PERSONA – COMUNE DI DALMINE

LUNEDì 18 MAGGIO – ORE 10.00 PRESIDIO DAVANTI AL COMUNE DI DALMINE
Le educatrici e gli educatori scolastici che lavorano nelle scuole del Comune di Dalmine per conto delle cooperative sociali Progetto A e Progetto Persona scendono in sciopero insieme a USB. Ogni giorno lavoriamo nelle classi accanto ad alunni con disabilità e fragilità. Supportiamo autonomia, comunicazione, relazioni, inclusione e gestiamo le difficoltà quotidiane. Non siamo figure accessorie: siamo parte essenziale del percorso educativo e dell’inclusione scolastica. Eppure continuiamo a subire condizioni lavorative inaccettabili.

Il servizio è gestito in appalto dal Comune e funziona con regole che lasciano lavoratrici e lavoratori in una condizione di precarietà, bassi salari e assenza di tutele di base. Nel settore educativo troppo spesso viene imposto un ricatto morale: si pretende disponibilità totale facendo leva sulla cura, sulla responsabilità e sul rapporto costruito con i ragazzi seguiti. Ma chi si occupa delle fragilità non può essere lasciato senza diritti.

SCIOPERIAMO PERCHÉ NON VOGLIAMO PIÙ ESSERE INVISIBILI
Scioperiamo perché il nostro lavoro continua a essere trattato come accessorio, anche se ogni giorno siamo accanto ad alunni con disabilità e fragilità nei momenti più delicati della vita scolastica. Non è accettabile lavorare con salari bassi, precarietà, carichi sempre più pesanti, assenze degli alunni non retribuite, senza pasto durante la mensa e senza pause adeguate. Non è accettabile essere chiamati per sostituzioni improvvise, spesso senza passaggio di consegne, né restare senza retribuzione nei mesi estivi. Scioperiamo perché formazione, competenze e responsabilità devono essere riconosciute. Chi garantisce inclusione, cura educativa e continuità deve avere diritti, salario e dignità.

COSA CHIEDIAMO A PROGETTO A, PROGETTO PERSONA E COMUNE DI DALMINE:
1. STOP ALLE ASSENZE NON RETRIBUITE se il bambino è assente per malattia, ricovero o terapie, noi non veniamo pagate. Questa condizione è inaccettabile: il diritto alla continuità salariale deve essere garantito.
2. VOGLIAMO L'EDUCATORE DI PLESSO figura già attiva in molti Comuni. Permette di restare a scuola anche se l’alunno è assente, garantendo continuità lavorativa e supporto a tutta la classe e alla scuola.
3. PASTO GARANTITO DURANTE IL SERVIZIO Vogliamo che il pasto sia garantito a chi svolge servizio educativo durante il tempo mensa. Assistiamo alunni con disabilità in mensa, ma siamo gli unici in tutta la scuola a non avere diritto al pasto.
4. TUTELE PER I MESI ESTIVI d’estate il lavoro si interrompe. Nessuna retribuzione, ammortizzatori insufficienti.
5. RICONOSCIMENTO INQUADRAMENTO D2 Laurea, formazione specifica, competenze, esperienza e responsabilità devono essere riconosciute anche economicamente. Chiediamo il corretto inquadramento D2, in linea con i nuovi contratti da gennaio 2026.

QUALI SONO LE NOSTRE RIVENDICAZIONI A LIVELLO NAZIONALE:
- INTERNALIZZAZIONE DEI SERVIZI EDUCATIVI, il sistema degli appalti scarica precarietà e frammentazione su lavoratrici, lavoratori, alunni e famiglie. Chiediamo l’internalizzazione dei servizi educativi, per garantire diritti, continuità e qualità del servizio. Difendere le condizioni di chi lavora significa difendere anche la qualità dell’inclusione scolastica e dei servizi rivolti ai minori con disabilità e alle loro famiglie
- CONTINUITA' RETRIBUTIVA, per garantire che educatrici ed educatori non perdano salario nei periodi di sospensione del servizio, nelle pause scolastiche e in caso di assenza degli alunni. Il diritto alla retribuzione non può dipendere dalla presenza o meno dell’utente: il lavoro educativo va riconosciuto come servizio stabile, necessario e continuativo.

Difendere le condizioni di chi lavora significa difendere anche la qualità dell’inclusione scolastica e dei servizi rivolti ai minori con disabilità e alle loro famiglie.

PARTECIPA AL PRESIDIO LUNEDÌ 18 MAGGIO – ORE 10.00 DAVANTI AL COMUNE DI DALMINE

Indirizzo

Via Longo 20
Bergamo
24124

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 18:00
Martedì 10:00 - 18:00
Mercoledì 10:00 - 18:00
Giovedì 10:00 - 18:00
Venerdì 10:00 - 18:00

Telefono

+393516063287

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