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USB BERGAMO – EDUCATRICI ED EDUCATORI DEL SERVIZIO SCOLASTICOCOOPERATIVE SOCIALI PROGETTO A E PROGETTO PERSONA – COMUNE ...
03/06/2026

USB BERGAMO – EDUCATRICI ED EDUCATORI DEL SERVIZIO SCOLASTICO
COOPERATIVE SOCIALI PROGETTO A E PROGETTO PERSONA – COMUNE DI DALMINE

LUNEDÌ 8 GIUGNO – ORE 14.00
PRESIDIO DAVANTI AL COMUNE DI DALMINE

Le educatrici e gli educatori scolastici che lavorano nelle scuole del Comune di Dalmine per conto delle cooperative sociali Progetto A e Progetto Persona continuano la mobilitazione insieme a USB.

Il presidio è stato organizzato in riferimento all’incontro previsto nella stessa giornata, alle ore 14.30, con l’Amministrazione comunale di Dalmine e con le cooperative interessate.

Saremo davanti al Comune a partire dalle ore 14.00 per dare forza alla vertenza che, subito dopo, andremo a discutere al tavolo con il Comune e con le cooperative.

Abbiamo chiesto l’incontro con il Comune di Dalmine perché il Comune è il committente del servizio educativo scolastico. Per questo motivo, oltre alle cooperative che gestiscono l’appalto, anche l’Amministrazione comunale è chiamata a esprimersi, assumersi le proprie responsabilità e prendere decisioni concrete in merito alle condizioni di lavoro di educatrici ed educatori.

Ogni giorno queste lavoratrici e questi lavoratori operano nelle scuole accanto ad alunni con disabilità e fragilità. Supportano autonomia, comunicazione, relazioni, inclusione e gestiscono le difficoltà quotidiane. Non sono figure accessorie: sono parte essenziale del percorso educativo e dell’inclusione scolastica.

Eppure continuano a subire condizioni lavorative inaccettabili: salari bassi, precarietà, assenze degli alunni non retribuite, mancata continuità salariale, assenza di tutele adeguate nei mesi estivi, problemi legati al pasto durante il servizio mensa e mancato pieno riconoscimento delle competenze e delle responsabilità professionali.

EDUCATRICI ED EDUCATORI IN LOTTA PER DIRITTI, SALARIO E DIGNITÀ

Nel settore educativo troppo spesso viene imposto un ricatto morale: si pretende disponibilità totale facendo leva sulla cura, sulla responsabilità e sul rapporto costruito con i ragazzi seguiti. Ma chi si occupa delle fragilità non può essere lasciato senza diritti.

Difendere le condizioni di chi lavora significa difendere anche la qualità dell’inclusione scolastica e dei servizi rivolti ai minori con disabilità e alle loro famiglie.

Per questo invitiamo la cittadinanza di Dalmine a partecipare al presidio e a sostenere le lavoratrici e i lavoratori in lotta.

PARTECIPA AL PRESIDIO
LUNEDÌ 8 GIUGNO – ORE 14.00
DAVANTI AL COMUNE DI DALMINE

ALLE ORE 14.30 INCONTRO CON AMMINISTRAZIONE COMUNALE E COOPERATIVE

USB BERGAMO

24/05/2026
20/05/2026
18/05/2026

DALMINE, LE EDUCATRICI E GLI EDUCATORI NON SI FERMANO

Questa mattina eravamo fuori dal Comune di Dalmine con un presidio che, grazie alla partecipazione di tante lavoratrici e lavoratori, si è trasformato in un corteo arrivato fino agli uffici dei Servizi Sociali.

Abbiamo portato in piazza con forza le rivendicazioni delle educatrici e degli educatori scolastici che ogni giorno lavorano nelle classi con alunni con disabilità e fragilità. Supportiamo autonomia, comunicazione, relazioni, inclusione e gestione delle difficoltà quotidiane. Non siamo figure accessorie: siamo parte essenziale del percorso educativo e dell’inclusione scolastica.

Eppure il servizio, gestito in appalto dal Comune, continua a funzionare con regole che lasciano lavoratrici e lavoratori in condizioni di precarietà, bassi salari e assenza di tutele fondamentali.

Chiediamo:

Stop alle assenze non retribuite: se l’alunno è assente per malattia, ricovero o terapie, educatrici ed educatori non possono rimanere senza stipendio.

Educatore di plesso: una figura già attiva in molti Comuni, che permetterebbe di restare a scuola anche in caso di assenza dell’alunno, garantendo continuità lavorativa e supporto alla classe e alla scuola.

Pasto garantito durante il servizio: assistiamo alunni con disabilità in mensa, ma siamo tra le poche figure presenti a scuola a non avere diritto al pasto.

Tutele per i mesi estivi: d’estate il lavoro si interrompe, la retribuzione viene meno e gli ammortizzatori sociali sono insufficienti.

Riconoscimento dell’inquadramento D2: laurea, formazione specifica e responsabilità educative devono essere riconosciute anche economicamente, in linea con i nuovi contratti da gennaio 2026.

Nei giorni scorsi avevamo chiesto un incontro con il Sindaco e con l’Assessora ai Servizi Sociali. L’incontro è stato finalmente fissato per lunedì 8 giugno alle ore 14.30.

Per questo, in assemblea, abbiamo deciso che l’8 giugno saremo di nuovo in presidio fuori dal Comune di Dalmine.

La giornata di mobilitazione però continua anche contro l’economia di guerra, che sottrae risorse ai servizi pubblici, al welfare, alla scuola e alla possibilità di internalizzare lavoratrici e lavoratori oggi lasciati negli appalti e nella precarietà.

Per questo oggi alle ore 17.30 ci ritroviamo davanti alla Prefettura di Bergamo, in via Tasso 8, dentro lo sciopero generale lanciato in solidarietà alla Flottiglia e al popolo palestinese.

La mobilitazione continua.
Le educatrici e gli educatori non chiedono privilegi, ma diritti, dignità e riconoscimento per un lavoro essenziale.

NON COLPEVOLI DI INDIFFERENZA AL GENOCIDIOQuesto titolo lo rivendichiamo con forza: se oggi qualcuno prova a trasformare...
15/05/2026

NON COLPEVOLI DI INDIFFERENZA AL GENOCIDIO

Questo titolo lo rivendichiamo con forza: se oggi qualcuno prova a trasformare la solidarietà, la mobilitazione e la denuncia politica in un problema di ordine pubblico, noi diciamo chiaramente che l’unica colpa che non vogliamo avere è quella dell’indifferenza.

Non siamo rimasti in silenzio davanti al genocidio in Palestina, davanti alla complicità dei governi, davanti all’economia di guerra e alla repressione di chi si organizza. E continueremo a non farlo.

Nei giorni scorsi 22 compagni e compagne di Bergamo sono stati contattati dalla Questura per il ritiro delle iscrizioni alle indagini relative a diverse iniziative di mobilitazione. Tra le persone coinvolte ci sono anche diversi compagni e compagne di USB.

Ma non si tratta di un fatto isolato: la repressione sta colpendo in tutta Italia chi manifesta contro la guerra e contro il genocidio, come dimostrano anche i gravissimi provvedimenti arrivati nei giorni scorsi a Milano.

A Bergamo, ad alcune persone vengono contestati presunti reati avvenuti nella giornata del 25 aprile 2025, quando ci siamo opposti alla presenza dell’associazione Italia-Israele nel corteo.

Ad altre vengono contestati fatti relativi al 3 ottobre 2025, quando, durante lo sciopero generale, abbiamo dimostrato che uniti possiamo bloccare tutto.

Ad altre ancora vengono contestati fatti relativi al corteo dell’8 ottobre 2025, quando siamo scesi in piazza per gridare la nostra rabbia nei confronti di un’amministrazione comunale che non spende nemmeno una parola contro il genocidio in Palestina.

La nostra solidarietà politica e sindacale va a tutte e tutti coloro che in questi giorni sono stati raggiunti da procedimenti penali ed amministrativi: a chi ha partecipato alle mobilitazioni, a chi ha preso parola, a chi ha scelto di non restare in silenzio davanti al genocidio e alle sue complicità istituzionali.

Queste denunce non arrivano nel vuoto. Si inseriscono in un clima sempre più pesante, dovuto anche ai nuovi pacchetti sicurezza, in cui chi sciopera, manifesta e prende parola contro la guerra, contro il genocidio, contro lo sfruttamento e contro le complicità delle istituzioni viene trattato come un problema di ordine pubblico.

Si prova a colpire chi organizza dissenso, chi costruisce mobilitazione, chi porta nelle piazze la rabbia e la dignità di lavoratori, studenti, precari, migranti e solidali.

È evidente la volontà di intimidire, isolare e scoraggiare chi in questi anni non è rimasto in silenzio. Ma la solidarietà con il popolo palestinese, la lotta contro l’economia di guerra, la difesa del diritto di sciopero e di manifestazione non sono reati: sono pratiche necessarie, oggi più che mai.

Come USB Bergamo diciamo con chiarezza che nessuna denuncia fermerà la nostra lotta.

Non saranno questi tentativi repressivi a farci arretrare. Al contrario, saranno un motivo in più per continuare a organizzarci, per rafforzare i legami tra compagni e compagne, per tornare in piazza più determinati e più forti di prima.

La risposta migliore alla repressione è la mobilitazione collettiva.

Per questo la giornata di sciopero generale del 18 maggio assume per noi un valore ancora più importante. Sarà una giornata di sciopero contro la guerra, contro il genocidio, contro l’economia di guerra e contro ogni tentativo di reprimere chi sceglie di organizzarsi e lottare.

Il 18 maggio saremo in presidio alle ore 17.30 davanti alla Prefettura di Bergamo, in via Tasso 8, per gridare con forza che non sposteremo un chiodo per guerre e genocidio.

Quella sarà anche l’occasione per denunciare pubblicamente quanto sta accadendo, per portare solidarietà ai compagni e alle compagne coinvolte e per ribadire che chi lotta non si lascia intimidire.

18 MAGGIO – SCIOPERO GENERALE USBNemmeno un chiodo per guerre e genocidioLunedì 18 maggio USB proclama sciopero generale...
14/05/2026

18 MAGGIO – SCIOPERO GENERALE USB
Nemmeno un chiodo per guerre e genocidio

Lunedì 18 maggio USB proclama sciopero generale per l’intera giornata.
A Bergamo ci vediamo alle ore 17:30 davanti alla Prefettura, in via Tasso 8.

Scioperiamo contro la guerra, contro il genocidio in Palestina, contro l’occupazione e contro l’aumento delle spese militari. Mentre vengono tagliati salari, servizi pubblici, scuola, sanità e diritti sociali, governi e istituzioni continuano a destinare risorse enormi alla guerra, al riarmo e alla complicità con chi devasta interi popoli.

Noi diciamo basta.
Il lavoro non può essere messo al servizio dell’economia di guerra. Le fabbriche, la logistica, i trasporti, la scuola, l’università, la ricerca, i porti e tutti i settori produttivi devono prendere posizione: nessuna collaborazione con guerre, occupazioni e genocidi.

Scioperiamo per la fine dell’occupazione in Palestina, per il diritto al ritorno del popolo palestinese, per la libertà e l’autodeterminazione dei popoli. Scioperiamo anche a sostegno della Global Sumud Flotilla, iniziativa internazionale di solidarietà concreta contro l’assedio e il massacro del popolo palestinese.

Il 18 maggio fermiamoci.
Perché non vogliamo essere complici.
Perché la pace non si costruisce con le armi.
Perché salari, diritti, servizi pubblici e giustizia sociale devono ve**re prima della guerra.

SCIOPERO GENERALE USB – 18 MAGGIO
Contro guerra, genocidio e riarmo.

USB BERGAMO – EDUCATRICI ED EDUCATORI DEL SERVIZIO SCOLASTICO - COOPERATIVE SOCIALI PROGETTO A E PROGETTO PERSONA – COMU...
12/05/2026

USB BERGAMO – EDUCATRICI ED EDUCATORI DEL SERVIZIO SCOLASTICO - COOPERATIVE SOCIALI PROGETTO A E PROGETTO PERSONA – COMUNE DI DALMINE

LUNEDì 18 MAGGIO – ORE 10.00 PRESIDIO DAVANTI AL COMUNE DI DALMINE
Le educatrici e gli educatori scolastici che lavorano nelle scuole del Comune di Dalmine per conto delle cooperative sociali Progetto A e Progetto Persona scendono in sciopero insieme a USB. Ogni giorno lavoriamo nelle classi accanto ad alunni con disabilità e fragilità. Supportiamo autonomia, comunicazione, relazioni, inclusione e gestiamo le difficoltà quotidiane. Non siamo figure accessorie: siamo parte essenziale del percorso educativo e dell’inclusione scolastica. Eppure continuiamo a subire condizioni lavorative inaccettabili.

Il servizio è gestito in appalto dal Comune e funziona con regole che lasciano lavoratrici e lavoratori in una condizione di precarietà, bassi salari e assenza di tutele di base. Nel settore educativo troppo spesso viene imposto un ricatto morale: si pretende disponibilità totale facendo leva sulla cura, sulla responsabilità e sul rapporto costruito con i ragazzi seguiti. Ma chi si occupa delle fragilità non può essere lasciato senza diritti.

SCIOPERIAMO PERCHÉ NON VOGLIAMO PIÙ ESSERE INVISIBILI
Scioperiamo perché il nostro lavoro continua a essere trattato come accessorio, anche se ogni giorno siamo accanto ad alunni con disabilità e fragilità nei momenti più delicati della vita scolastica. Non è accettabile lavorare con salari bassi, precarietà, carichi sempre più pesanti, assenze degli alunni non retribuite, senza pasto durante la mensa e senza pause adeguate. Non è accettabile essere chiamati per sostituzioni improvvise, spesso senza passaggio di consegne, né restare senza retribuzione nei mesi estivi. Scioperiamo perché formazione, competenze e responsabilità devono essere riconosciute. Chi garantisce inclusione, cura educativa e continuità deve avere diritti, salario e dignità.

COSA CHIEDIAMO A PROGETTO A, PROGETTO PERSONA E COMUNE DI DALMINE:
1. STOP ALLE ASSENZE NON RETRIBUITE se il bambino è assente per malattia, ricovero o terapie, noi non veniamo pagate. Questa condizione è inaccettabile: il diritto alla continuità salariale deve essere garantito.
2. VOGLIAMO L'EDUCATORE DI PLESSO figura già attiva in molti Comuni. Permette di restare a scuola anche se l’alunno è assente, garantendo continuità lavorativa e supporto a tutta la classe e alla scuola.
3. PASTO GARANTITO DURANTE IL SERVIZIO Vogliamo che il pasto sia garantito a chi svolge servizio educativo durante il tempo mensa. Assistiamo alunni con disabilità in mensa, ma siamo gli unici in tutta la scuola a non avere diritto al pasto.
4. TUTELE PER I MESI ESTIVI d’estate il lavoro si interrompe. Nessuna retribuzione, ammortizzatori insufficienti.
5. RICONOSCIMENTO INQUADRAMENTO D2 Laurea, formazione specifica, competenze, esperienza e responsabilità devono essere riconosciute anche economicamente. Chiediamo il corretto inquadramento D2, in linea con i nuovi contratti da gennaio 2026.

QUALI SONO LE NOSTRE RIVENDICAZIONI A LIVELLO NAZIONALE:
- INTERNALIZZAZIONE DEI SERVIZI EDUCATIVI, il sistema degli appalti scarica precarietà e frammentazione su lavoratrici, lavoratori, alunni e famiglie. Chiediamo l’internalizzazione dei servizi educativi, per garantire diritti, continuità e qualità del servizio. Difendere le condizioni di chi lavora significa difendere anche la qualità dell’inclusione scolastica e dei servizi rivolti ai minori con disabilità e alle loro famiglie
- CONTINUITA' RETRIBUTIVA, per garantire che educatrici ed educatori non perdano salario nei periodi di sospensione del servizio, nelle pause scolastiche e in caso di assenza degli alunni. Il diritto alla retribuzione non può dipendere dalla presenza o meno dell’utente: il lavoro educativo va riconosciuto come servizio stabile, necessario e continuativo.

Difendere le condizioni di chi lavora significa difendere anche la qualità dell’inclusione scolastica e dei servizi rivolti ai minori con disabilità e alle loro famiglie.

PARTECIPA AL PRESIDIO LUNEDÌ 18 MAGGIO – ORE 10.00 DAVANTI AL COMUNE DI DALMINE

📢 ASSEMBLEA PUBBLICA EDUCATRICI ED EDUCATORI – COOPERATIVE SOCIALI📅 Sabato 9 Maggio🕒 Ore 15.00📍 Sede USB Bergamo – Via L...
08/05/2026

📢 ASSEMBLEA PUBBLICA EDUCATRICI ED EDUCATORI – COOPERATIVE SOCIALI

📅 Sabato 9 Maggio
🕒 Ore 15.00
📍 Sede USB Bergamo – Via Longo 20

Il lavoro educativo è uno dei pilastri fondamentali del welfare territoriale: scuole, servizi per la disabilità, inclusione sociale e supporto alle persone più fragili si reggono ogni giorno sul lavoro di educatrici ed educatori.

Eppure continuiamo a vedere:
❌ salari troppo bassi
❌ precarietà e assenza di continuità salariale
❌ banca ore usata come strumento di ricatto
❌ carichi di lavoro sempre più pesanti

Non è più accettabile che servizi essenziali vengano garantiti attraverso appalti al massimo ribasso e sulle spalle di lavoratrici e lavoratori sottopagati.

Per questo vogliamo costruire un momento di confronto, organizzazione e mobilitazione collettiva.

Rivendichiamo:
✊ internalizzazione dei servizi
✊ abolizione della banca ore
✊ continuità salariale
✊ più diritti, tutele e dignità per chi lavora nel sociale

Invitiamo tutte le educatrici, gli educatori e le lavoratrici e i lavoratori del settore a partecipare.
È il momento di farci sentire.

📢 OGGI A BERGAMO IN PIAZZA PER LA SCUOLA PUBBLICA 📢Questa mattina Bergamo è stata una delle oltre 60 piazze mobilitate i...
07/05/2026

📢 OGGI A BERGAMO IN PIAZZA PER LA SCUOLA PUBBLICA 📢

Questa mattina Bergamo è stata una delle oltre 60 piazze mobilitate in tutta Italia in occasione dello sciopero nazionale della scuola. Il presidio sotto la Prefettura, costruito a Bergamo da USB Scuola insieme agli studenti e alle studentesse di OSA e alla Rete Nazionale degli Istituti Tecnici, ha visto scendere in piazza lavoratori, lavoratrici, studenti e studentesse contro lo smantellamento della scuola pubblica.

Un presidio partecipato e determinato, che ha portato direttamente davanti alle istituzioni le rivendicazioni di chi ogni giorno vive la scuola pubblica e ne subisce tagli, precarietà e impoverimento.

Durante la mobilitazione una delegazione è stata ricevuta in Prefettura, dove sono state consegnate e discusse le rivendicazioni emerse dalla piazza e dallo sciopero:
❌ Basta salari insufficienti e condizioni di lavoro sempre più pesanti per docenti e personale ATA
❌ No alla riforma degli Istituti Tecnici, che aumenta le disuguaglianze e riduce la qualità della formazione
❌ No ai tagli alla scuola pubblica causati dalle politiche di austerità e dall’aumento delle spese militari
❌ No alla militarizzazione della scuola, no alla leva militare e al riarmo: fuori la guerra dalle scuole

✊ Una giornata di lotta costruita insieme da studenti e lavoratori, uniti nella difesa della scuola pubblica contro precarizzazione, aziendalizzazione e militarizzazione.

La mobilitazione contro la distruzione della scuola pubblica continua!

Iniziato il presidio in prefettura per lo sciopero della scuola!Occorrono investimenti: in organici, con la stabilizzazi...
07/05/2026

Iniziato il presidio in prefettura per lo sciopero della scuola!

Occorrono investimenti: in organici, con la stabilizzazione dei precari e la riduzione del numero di alunni nelle classi; in edilizia, con la ristrutturazione degli edifici cadenti e la costruzione di nuovi edifici adeguati; in stipendi per un personale sempre più maltrattato; in cultura, con il ritiro delle linee guida nazionaliste e indirizzate alle competenze e alla mansuetudine del futuro lavoratore sfruttato e non allo sviluppo armonioso e consapevole della persona.

Indirizzo

Via Longo 20
Bergamo
24124

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 18:00
Martedì 10:00 - 18:00
Mercoledì 10:00 - 18:00
Giovedì 10:00 - 18:00
Venerdì 10:00 - 18:00

Telefono

+393516063287

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