14/10/2026
LE INCREDIBILI AVVENTURE DI VON NIEDERMAYER. Oskar von Niedermayer nasce l'8 novembre 1885 in una famiglia di funzionari e commercianti di Ratisbona e, dopo aver intrapreso la carriera militare nell'esercito bavarese, si distingue come ufficiale, esploratore e studioso di geografia, diventando celebre soprattutto per la missione politico-militare che, nel corso della prima guerra mondiale, lo conduce fino in Afghanistan nel tentativo di aprire un nuovo fronte contro le potenze dell'Intesa. Assegnato dallo Stato maggiore a un periodo di studi presso l'Università di Erlangen, qui, sotto la guida di Georg Jacob, apprende il turco, il russo e il persiano, sviluppando un interesse particolare per l'Asia centrale e il Medio Oriente, regioni che assumono un'importanza crescente nella competizione tra gli imperi europei. Nel 1912 ottiene un congedo temporaneo e intraprende un lungo viaggio di esplorazione in Persia e in India, durante il quale mappa ampie porzioni delle coste del Mar Caspio e dell'altopiano iranico, affinando le proprie conoscenze geografiche e politiche della regione, che raccoglie poi in un dettagliato memorandum destinato al servizio di intelligence tedesco nella primavera del 1913. Tornato in Europa poco prima dello scoppio della Grande Guerra, viene incaricato da Berlino di studiare la possibilità di sfruttare le tensioni presenti nei territori dominati dai propri avversari, dal momento che l'Impero britannico teme soprattutto una rivolta in India, il gioiello più brillante della Corona, mentre la Russia zarista intende preservare la propria influenza sulle recenti conquiste in Asia centrale. L'Afghanistan, situato a cavallo delle due sfere d'influenza, rappresenta quindi un possibile alleato strategico, capace di minacciare il confine nord-occidentale indiano e costringere il governo di Londra a distogliere truppe dal fronte occidentale europeo, offrendo alla Germania l'opportunità di colpire indirettamente la potenza britannica in una delle regioni più sensibili del suo impero. In questo contesto nasce la missione tedesca affidata al tenente Niedermayer, affiancato dal diplomatico Werner Otto von Hentig, alla quale partecipano anche numerosi collaboratori locali e che riceve il sostegno dell'Impero ottomano, alleato di Berlino e interessato a estendere la propria influenza nel mondo musulmano. La spedizione parte nel 1915 e attraversa in incognito territori ostili, affrontando deserti, montagne, scarsità di rifornimenti e la costante sorveglianza delle autorità nemiche, in un viaggio che costituisce già di per sé un'impresa logistica notevole e richiede ai partecipanti di superare enormi difficoltà per raggiungere la corte dell'emiro Habibullah Khan. L'obiettivo è convincere il sovrano afghano a schierarsi con gli Imperi centrali, dichiarando guerra alla Gran Bretagna e favorendo successivamente un'insurrezione nell'India britannica, mentre la missione mira contemporaneamente a promuovere la collaborazione tra il mondo musulmano e la Germania, facendo leva sull'autorità religiosa del califfato ottomano e sull'appello alla guerra santa proclamata dal sultano. Niedermayer e von Hentig raggiungono Kabul il 2 ottobre 1915, dove la missione viene accolta con un salaam dalla comunità turca locale e con una guardia d'onore delle truppe afghane, equipaggiate con uniformi di foggia turca, ma l'accoglienza non basta a superare la prudenza dell'emiro, deciso a preservare l'indipendenza del proprio paese senza provocare una guerra contro la potente vicina britannica. Habibullah mantiene infatti una posizione di neutralità, valutando i rischi di un intervento e le possibili conseguenze per la stabilità interna dell'Afghanistan, e nonostante i negoziati, le promesse di assistenza militare e le prospettive di sostegno economico, gli inviati tedeschi non riescono a ottenere l'adesione afghana alla guerra. La missione si conclude pertanto senza raggiungere il suo obiettivo fondamentale e i partecipanti sono costretti a lasciare il paese, mentre la situazione militare internazionale diventa sempre più difficile, ma l'impresa testimonia comunque l'ambizione strategica della Germania, disposta a organizzare operazioni diplomatiche e clandestine a migliaia di chilometri dai principali fronti europei pur di indebolire i propri avversari. Rientrato in patria nel 1916 dopo altre avventure, Niedermayer prosegue la carriera militare e accademica, approfondendo gli studi di geografia e pianificazione strategica, e con la caduta della Germania guglielmina presta servizio nei Corpi franchi, continuando parallelamente la propria attività scientifica fino ad assumere una cattedra di geografia all'Università Friedrich Wilhelm di Berlino. Allo scoppio della seconda guerra mondiale rientra pienamente in servizio nell'esercito tedesco e partecipa alle attività connesse al reclutamento di uomini provenienti dai territori sovietici occupati nelle cosiddette Ostlegionen, formazioni impiegate contro l'Unione Sovietica, inserendo così le proprie competenze nelle strutture militari del Terzo Reich senza che la sua figura possa essere ricondotta a una semplice etichetta ideologica. Nello stato maggiore della 162ª Divisione, composta in larga parte da volontari provenienti dai territori sovietici, opera prima in Ucraina, poi in Jugoslavia e infine in Italia, dove prosegue il servizio durante le fasi più difficili del conflitto; promosso generale, dopo l'attentato a Hi**er del 20 luglio 1944 viene sospettato di appartenere alla resistenza militare tedesca, arrestato e incarcerato a Torgau, dove rimane fino alla fine della guerra. Malato di tubercolosi, dopo la sconfitta tedesca viene nuovamente arrestato, questa volta dalle autorità sovietiche, e deportato in URSS, dove muore il 25 settembre 1948 nell'infermeria del carcere di Vladimir.