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DOMUS OROBICA è uno spazio sociale polifunzionale apartitico che si occupa di promuovere iniziative a carattere culturale, ludico, sportivo e socio-politico.

MORTE DI MUʿAMMAR GHEDDAFI – 20 ottobre 2011. Asserragliato nell'abitato di  Sirte, assediato dalle forze ribelli e batt...
20/10/2026

MORTE DI MUʿAMMAR GHEDDAFI – 20 ottobre 2011. Asserragliato nell'abitato di Sirte, assediato dalle forze ribelli e battuto dai continui raid NATO, dopo aver rifiutato le proposte negoziali dei nemici il colonnello tenta la una sortita in forze verso i deserti dall'entroterra. Intercettato da caccia francesi che bombardano la colonna, Muammar Muhammad Abu Minyar al-Gheddafi, della tribù degli Qadhādhfa (gruppo beduino di origine berbera arabizzata originario della Tripolitania), gravemente ferito, trova rifugio con i fedelissimi in un condotto di scolo da cui viene estratto a forza dalle milizie di Misurata. Brutalizzato e linciato sul posto dalla folla dei ribelli accorsi sul posto, il dittatore muore poco dopo a causa delle lesioni o di un colpo alla testa sparato a bruciapelo. Riportiamo quanto già ricordato altrove in un onesto epitaffio: "Ebbe, accidentalmente, cura dei nostri interessi laggiù, nell'Oltremare. Non fu certamente l'uomo più onesto o il più caritatevole della Terra e per certo fu uno dei peggio vestiti. Sovente si prestava, su commissione, a eseguire il lavoro sporco per gente cui mancavano il fegato o la destrezza necessarie a simili imprese e ciò diede al suo nome una meritata sinistra fama. Aveva un carattere bizzoso e tiranneggiava sui litorali della Barberia, seguendo i costumi di quelle terre; tuttavia, fece la fortuna del suo popolo ed era indubbiamente un valoroso. Si circondò di belle donne e visse nel lusso di fasti barbarici. Eppure, chiamato a rispondere delle sue colpe, nell'ora della morte non mercanteggiò, non si spogliò del diadema o delle insegne del potere per fuggire come un ladro nella notte, bensì offrì al mondo uno spettacolo raro, avanzando contro i suoi nemici e cadendo sotto i loro colpi assieme a due dei suoi figli. La suburra tribale fece bestiale scempio delle sue spoglie, trascinandone i resti per le strade con gli uncini del beccaio, mentre altri capi banda, di minor valore, si spartivano gli avanzi del suo regno. Grossomodo, la sua storia è tutta qua. Credo si possa dire, questo sì, che avesse coraggio"

IMPRESA DI MANAMA - 19 ottobre 1940. Nelle prime ore della notte  la Regia Aeronautica italiana compie una delle più aud...
19/10/2026

IMPRESA DI MANAMA - 19 ottobre 1940. Nelle prime ore della notte la Regia Aeronautica italiana compie una delle più audaci missioni aeree a lungo raggio del conflitto, attaccando gli impianti petroliferi di Manama, capitale del Bahrein, allora protettorato britannico e importante centro della produzione petrolifera nel Golfo Persico. L'operazione, nata dalla volontà del governo italiano di colpire gli interessi economici e strategici del Regno Unito anche nelle regioni più lontane dai principali fronti di guerra, mira in particolare alle infrastrutture che contribuiscono ad alimentare le forze navali britanniche e il sistema imperiale in Medio Oriente. Il Bahrein, dove la Bahrain Petroleum Company gestisce una imponente impianto di raffinazione, costituisce un obiettivo significativo proprio per la sua importanza produttiva e per la relativa lontananza dalle basi italiane. Il compito viene affidato a una formazione di quattro Savoia-Marchetti S.M.82 (detti "marsupiali"), grandi velivoli concepiti principalmente per il trasporto logistico, appositamente riadattati e predisposti con carburante supplementare e ordigni di piccolo calibro. A guidare la spedizione è il tenente colonnello Ettore Muti, figura di primo piano del regime e allora segretario del Partito Nazionale Fascista, affiancato da equipaggi selezionati per affrontare un'impresa che presenta notevoli difficoltà tecniche e operative. Gli aerei, sovraccarichi di carburante e ordigni esplosivi, decollano a fatica dalla pista dell'aeroporto di Gadurrà, sull'isola di Rodi, nel tardo pomeriggio del giorno precedente e si dirigono verso sud-est, attraversando il Mediterraneo orientale e sorvolando la Siria, l'Iraq e la pen*sola arabica, in un lungo volo notturno. Volando a bassa quota,allo scopo di evitare le perturbazioni temporalesche incontrate, dopo aver percorso 3000 kilometri in quasi 9 ore di viaggio, i velivoli raggiungono il Bahrein nel pieno della notte e identificano l'obbiettivo grazie ai "Torcioni" di gas (le raffinerie dell'epoca bruciano costantemente i gas residui della lavorazione del greggio attraverso alte ciminiere chiamate in gergo flare stacks) che creano un bagliore artificiale permanente nel cielo notturno, chiaramente identificabile dall'alto anche in condizioni di parziale foschia ma, soprattutto, all'illuminazione del complesso petrolifero giacché il comando britannico e i dirigenti della Bapco considerano il Bahrein totalmente aldilà dalla portata dei velivoli dell'Asse. 3 mezzi della squadriglia riescono a sganciare le bombe contro gli impianti petroliferi di Manama, mentre il quarto, separatosi dalla formazione a causa del maltempo, perde il contatto il resto della formazione e bombarda, senza far danni, la zona di Dhahran in Arabia Saudita. Anche se l'impatto dell'operazione è dibattuto (i piloti riferiscono di "vasti incendi" mentre la stampa inglese parla di "danni minimi e marginali") è certo che l'incursione coglie completamente di sorpresa le autorità britanniche e la popolazione locale, poiché le difese aeree della regione non sono preparate a fronteggiare un attacco proveniente da una distanza tanto considerevole. Il risultato più rilevante e duraturo è pertanto di natura strategica e psicologica, svelando come gli interessi britannici nel Golfo Persico possano essere raggiunti anche da velivoli provenienti da basi lontane, inducendo le autorità alleate ad adottare misure difensive più rigorose, tra cui l'oscuramento notturno, la predisposizione di rifugi antiaerei e il rafforzamento dell'arma aerea in zona a scapito di altri teatri operativi. Dopo l'incursione, i quattro S.M.82 proseguono verso l'Africa Orientale Italiana e atterrano a Zula, nell'attuale Eritrea, completando una missione di straordinaria estensione senza essere intercettati e riportare danni. Riforniti di carburante e munizioni, l'unità decolla nel pomeriggio del 23 ottobre per rientrare in patria risalendo verso nord lungo il Mar Rosso e bombardando le installazioni portuali britanniche di Port Sudan prima di proseguire la navigazione notturna verso nord-ovest, tagliando in diagonale sopra l'Egitto e le tempeste di sabbia del deserto libico per raggiungere Bengasi. Qui, dopo uno scalo tecnico, riparte alla volta di Roma dove atterra a Ciampino nel pomeriggio del 24. Ettore Muti, comandante dell'operazione è decorato per l'organizzazione e la guida della rischiosa incursione notturna (andando ad arricchire il già vastissimo palmarès del "più bel petto d'Italia") mentre ai i restanti membri degli equipaggi sono concesse medaglie a seconda del ruolo svolto e della precisione dimostrata.

INCENDIO DEL PALAZZO D'ESTATE - 18 ottobre del 1860. Come ritorsione per l'arresto di emissari europei durante le convul...
18/10/2026

INCENDIO DEL PALAZZO D'ESTATE - 18 ottobre del 1860. Come ritorsione per l'arresto di emissari europei durante le convulse trattative armistiziali, l'alto commissario britannico in Cina ordina la distruzione del Palazzo d'Estate. I reggimenti occidentali lavorano alla demolizione sistematica del complesso per giorni interi, saccheggiato, deturpando, dando alle fiamme ogni edificio presente nell'area e bruciando vivi 300 eunuchi che avevano trovato rifugio nelle stanze segrete del palazzo. Il triste evento, ricordato con rammarico anche nei diari di un giovane ufficiale come Charles G. Gordon (poi Gordon Pascià), è l'atto conclusivo di una contesa internazionale sul commercio di sostanze stupefacenti che, tra alti e bassi, dura da più di due decenni e che viene consegnata ai manuali scolastici come il periodo delle Guerre dell'Oppio.

TRATTATO DI CAMPOFORMIO - 17 ottobre 1797. Con un rapido tratto d'inchiostrio Napoleone, in qualità di comandante dell'A...
17/10/2026

TRATTATO DI CAMPOFORMIO - 17 ottobre 1797. Con un rapido tratto d'inchiostrio Napoleone, in qualità di comandante dell'Armata d'Italia, appone la sua firma al documento che sancisce la caduta della Repubblica di San Marco, la divisione delle sue spoglie e la fine formale del Regno d'Italia in seno al Sacro Romano Impero. Il Corso, incurante dei tardivi lamenti di Foscolo, rientra a Parigi accolto da ali di folla festante seguito dall'interminabile corteo dalle opere d'arte depredate nel corso della vittoriosa campagna (per saperne di più https://youtu.be/fMrB8FP_FNI?si=w8yT9apyzLyLDM0A ).

NASSIRIYAH. Iraq, governatorato di Dhi Qar. Il 12 novembre 2003 alle 10:40 del mattino (ore locale), un camion cisterna ...
16/10/2026

NASSIRIYAH. Iraq, governatorato di Dhi Qar. Il 12 novembre 2003 alle 10:40 del mattino (ore locale), un camion cisterna lanciato a tutta velocità esplode davanti all’ingresso della base militare Maestrale, sede della MSU italiana dei Carabinieri. L’attentato, rinominato subito dai mass media Strage di Nassiriyah provoca 28 morti, 19 italiani e 9 iracheni: l’esplosione è così violenta da distruggere completamente la base Maestrale riducendola a un rudere di cemento. Anche il complesso Libeccio, distante qualche centinaio di metri, viene investito. A vent’anni dalla tragedia, il generale Carmelo Burgio racconta la verità sull’attentato. Proprio in quei giorni fatali l’autore assumeva il comando della missione al posto del suo predecessore che terminava il mandato. Nassiriyah ricostruisce l’attacco terroristico del 12 novembre, i mesi immediatamente successivi dedicati alla ricostruzione del reparto e la lunga vicenda giudiziaria, volta a individuare le responsabilità penali e civili dei comandanti sul terreno. Una testimonianza diretta e personale di un evento drammatico che ha segnato la storia dell’Italia e dell’Arma dei Carabinieri (qui il link al video https://www.youtube.com/watch?v=s9psKETQHDU&t=2946s )

COMPLETAMENTO DEL DUOMO DI COLONIA – 15 OTTOBRE 1880. Dopo oltre sei secoli di lavori e numerose interruzioni, il 15 ott...
15/10/2026

COMPLETAMENTO DEL DUOMO DI COLONIA – 15 OTTOBRE 1880. Dopo oltre sei secoli di lavori e numerose interruzioni, il 15 ottobre 1880 viene celebrato il completamento del Duomo di Colonia, una delle più imponenti cattedrali della cristianità e uno dei massimi capolavori dell'architettura gotica europea. La sua storia è strettamente legata all'arrivo in città delle reliquie tradizionalmente attribuite ai Re Magi: il 23 luglio 1164, l'arcivescovo di Colonia e arcicancelliere imperiale Rainaldo di Dassel, di ritorno da Milano al seguito dell'imperatore Federico Barbarossa, porta con sé le sacre spoglie, trasferite in Germania come bottino della conquista della città lombarda. Per custodirle degnamente viene commissionato il Santuario dei Re Magi, uno dei più straordinari e sofisticati capolavori dell'oreficeria medievale, realizzato nel corso dei decenni successivi e destinato a essere collocato al centro della cattedrale carolingia, tradizionalmente associata al vescovo Ildeboldo. La presenza delle reliquie trasforma rapidamente Colonia in una delle principali mete di pellegrinaggio dell'Europa medievale, accrescendo il prestigio religioso e politico della sua arcidiocesi e rendendo necessaria la costruzione di un edificio più vasto e monumentale, capace di accogliere i fedeli e di valorizzare il prezioso tesoro sacro. Il 15 agosto 1248 l'arcivescovo Corrado di Hochstaden posa la prima pietra della nuova cattedrale, concepita secondo i più ambiziosi modelli del gotico francese, con richiami alle grandi chiese di Amiens e alla Sainte-Chapelle di Parigi; la vecchia cattedrale viene progressivamente demolita per fare spazio alla nuova costruzione, ma un incendio divampato durante le operazioni distrugge gran parte dell'edificio preesistente, mentre il santuario dei Re Magi riesce a essere salvato e trasferito nella nuova sede. Il progetto prevede una struttura grandiosa, caratterizzata da un coro slanciato, un transetto imponente, cinque navate e due altissime torri sulla facciata occidentale, mentre archi a sesto acuto, volte a crociera costolonate, pilastri articolati e archi rampanti permettono di distribuire il peso della costruzione e di aprire le pareti a grandi superfici vetrate, attraverso le quali la luce colora l'interno e contribuisce a creare un'atmosfera di intensa spiritualità. Il coro viene consacrato nel 1322, ma nei secoli successivi il cantiere procede sempre più lentamente, fino a interrompersi nel XVI secolo, in un periodo segnato da difficoltà economiche, mutamenti politici e dalla rivoluzione protestante, lasciando incompleta gran parte dell'edificio e soprattutto la facciata occidentale. Per quasi tre secoli i lavori rimangono sostanzialmente fermi, sebbene il coro già completato continui a dominare il panorama cittadino, mentre una grande gru lignea, installata sul moncone della torre meridionale e visibile da lontano, diventa il simbolo di una cattedrale incompiuta e della lunga sospensione del cantiere. Nel XIX secolo, il rinnovato interesse per il Medioevo e per il patrimonio storico tedesco favorisce la ripresa dei lavori, avviati nel 1842 sotto la direzione dell'architetto Ernst Friedrich Zwirner, che si basa sui disegni medievali superstiti per portare a termine il progetto originario. Il completamento del 1880, celebrato durante l'Impero tedesco, restituisce finalmente alla cattedrale la sua celebre silhouette, con due torri gemelle alte circa 157 metri, che ne fanno per alcuni anni l'edificio più alto del mondo. Il suo patrimonio artistico è dominato dal Santuario dei Re Magi, realizzato tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo con il contributo della bottega dell'orafo Nicola di Verdun: rivestito d'oro e d'argento dorato e ornato di smalti, gemme, cammei e figure bibliche, costituisce uno dei massimi esempi dell'oreficeria medievale e custodisce, secondo la tradizione, le reliquie dei Magi. Tra le altre opere di eccezionale valore spicca il Crocifisso di Gero, risalente alla fine del X secolo e considerato una delle più antiche e importanti rappresentazioni monumentali del Cristo crocifisso nell'arte occidentale, mentre la pala dei Patroni della città, dipinta da Stephan Lochner intorno al 1445, testimonia la raffinatezza della pittura tardogotica renana. Vetrate medievali, stalli lignei del coro, sculture e preziosi oggetti liturgici completano un patrimonio che documenta secoli di fede e di produzione artistica. Sopravvissuto ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, pur riportando danni che richiedono lunghi interventi di restauro, il Duomo viene riconosciuto nel 1996 come patrimonio mondiale dell'UNESCO e continua ancora oggi a dominare il panorama della metropoli renana.

LE INCREDIBILI AVVENTURE DI VON NIEDERMAYER. Oskar von Niedermayer nasce l'8 novembre 1885 in una famiglia di funzionari...
14/10/2026

LE INCREDIBILI AVVENTURE DI VON NIEDERMAYER. Oskar von Niedermayer nasce l'8 novembre 1885 in una famiglia di funzionari e commercianti di Ratisbona e, dopo aver intrapreso la carriera militare nell'esercito bavarese, si distingue come ufficiale, esploratore e studioso di geografia, diventando celebre soprattutto per la missione politico-militare che, nel corso della prima guerra mondiale, lo conduce fino in Afghanistan nel tentativo di aprire un nuovo fronte contro le potenze dell'Intesa. Assegnato dallo Stato maggiore a un periodo di studi presso l'Università di Erlangen, qui, sotto la guida di Georg Jacob, apprende il turco, il russo e il persiano, sviluppando un interesse particolare per l'Asia centrale e il Medio Oriente, regioni che assumono un'importanza crescente nella competizione tra gli imperi europei. Nel 1912 ottiene un congedo temporaneo e intraprende un lungo viaggio di esplorazione in Persia e in India, durante il quale mappa ampie porzioni delle coste del Mar Caspio e dell'altopiano iranico, affinando le proprie conoscenze geografiche e politiche della regione, che raccoglie poi in un dettagliato memorandum destinato al servizio di intelligence tedesco nella primavera del 1913. Tornato in Europa poco prima dello scoppio della Grande Guerra, viene incaricato da Berlino di studiare la possibilità di sfruttare le tensioni presenti nei territori dominati dai propri avversari, dal momento che l'Impero britannico teme soprattutto una rivolta in India, il gioiello più brillante della Corona, mentre la Russia zarista intende preservare la propria influenza sulle recenti conquiste in Asia centrale. L'Afghanistan, situato a cavallo delle due sfere d'influenza, rappresenta quindi un possibile alleato strategico, capace di minacciare il confine nord-occidentale indiano e costringere il governo di Londra a distogliere truppe dal fronte occidentale europeo, offrendo alla Germania l'opportunità di colpire indirettamente la potenza britannica in una delle regioni più sensibili del suo impero. In questo contesto nasce la missione tedesca affidata al tenente Niedermayer, affiancato dal diplomatico Werner Otto von Hentig, alla quale partecipano anche numerosi collaboratori locali e che riceve il sostegno dell'Impero ottomano, alleato di Berlino e interessato a estendere la propria influenza nel mondo musulmano. La spedizione parte nel 1915 e attraversa in incognito territori ostili, affrontando deserti, montagne, scarsità di rifornimenti e la costante sorveglianza delle autorità nemiche, in un viaggio che costituisce già di per sé un'impresa logistica notevole e richiede ai partecipanti di superare enormi difficoltà per raggiungere la corte dell'emiro Habibullah Khan. L'obiettivo è convincere il sovrano afghano a schierarsi con gli Imperi centrali, dichiarando guerra alla Gran Bretagna e favorendo successivamente un'insurrezione nell'India britannica, mentre la missione mira contemporaneamente a promuovere la collaborazione tra il mondo musulmano e la Germania, facendo leva sull'autorità religiosa del califfato ottomano e sull'appello alla guerra santa proclamata dal sultano. Niedermayer e von Hentig raggiungono Kabul il 2 ottobre 1915, dove la missione viene accolta con un salaam dalla comunità turca locale e con una guardia d'onore delle truppe afghane, equipaggiate con uniformi di foggia turca, ma l'accoglienza non basta a superare la prudenza dell'emiro, deciso a preservare l'indipendenza del proprio paese senza provocare una guerra contro la potente vicina britannica. Habibullah mantiene infatti una posizione di neutralità, valutando i rischi di un intervento e le possibili conseguenze per la stabilità interna dell'Afghanistan, e nonostante i negoziati, le promesse di assistenza militare e le prospettive di sostegno economico, gli inviati tedeschi non riescono a ottenere l'adesione afghana alla guerra. La missione si conclude pertanto senza raggiungere il suo obiettivo fondamentale e i partecipanti sono costretti a lasciare il paese, mentre la situazione militare internazionale diventa sempre più difficile, ma l'impresa testimonia comunque l'ambizione strategica della Germania, disposta a organizzare operazioni diplomatiche e clandestine a migliaia di chilometri dai principali fronti europei pur di indebolire i propri avversari. Rientrato in patria nel 1916 dopo altre avventure, Niedermayer prosegue la carriera militare e accademica, approfondendo gli studi di geografia e pianificazione strategica, e con la caduta della Germania guglielmina presta servizio nei Corpi franchi, continuando parallelamente la propria attività scientifica fino ad assumere una cattedra di geografia all'Università Friedrich Wilhelm di Berlino. Allo scoppio della seconda guerra mondiale rientra pienamente in servizio nell'esercito tedesco e partecipa alle attività connesse al reclutamento di uomini provenienti dai territori sovietici occupati nelle cosiddette Ostlegionen, formazioni impiegate contro l'Unione Sovietica, inserendo così le proprie competenze nelle strutture militari del Terzo Reich senza che la sua figura possa essere ricondotta a una semplice etichetta ideologica. Nello stato maggiore della 162ª Divisione, composta in larga parte da volontari provenienti dai territori sovietici, opera prima in Ucraina, poi in Jugoslavia e infine in Italia, dove prosegue il servizio durante le fasi più difficili del conflitto; promosso generale, dopo l'attentato a Hi**er del 20 luglio 1944 viene sospettato di appartenere alla resistenza militare tedesca, arrestato e incarcerato a Torgau, dove rimane fino alla fine della guerra. Malato di tubercolosi, dopo la sconfitta tedesca viene nuovamente arrestato, questa volta dalle autorità sovietiche, e deportato in URSS, dove muore il 25 settembre 1948 nell'infermeria del carcere di Vladimir.

LO SCUDO DI ACHILLE – L’ASSE STRATEGICO TRA ISRAELE E MONDO GRECO. Nel Mediterraneo orientale, la cooperazione tra Cipro...
13/10/2026

LO SCUDO DI ACHILLE – L’ASSE STRATEGICO TRA ISRAELE E MONDO GRECO. Nel Mediterraneo orientale, la cooperazione tra Cipro, Israele e Grecia rappresenta uno dei principali tentativi di costruire un sistema di sicurezza condiviso in una regione caratterizzata da rivalità geopolitiche, competizione per le risorse energetiche e tensioni militari. I tre Paesi sviluppano da anni rapporti privilegiati attraverso esercitazioni congiunte, collaborazione nel settore della difesa, scambi d’intelligence e progetti energetici. La cooperazione mira a proteggere le infrastrutture strategiche, garantire la sicurezza delle rotte marittime e rafforzare la capacità di deterrenza nei confronti delle minacce regionali. In questo quadro si inserisce la denominazione «Scudo di Achille», evocativa di una protezione comune ispirata alla tradizione mitologica greca, di cui parleremo in dettaglio questa sera ( https://www.youtube.com/live/WZ6v0jXkS9c?is=p4v79gSdnrWIzmJR) .

NASSIRIYAH: La ricerca della verità - Carmelo Burgio in attesa della prossima pubblicazione del video, eccovi alcuni sca...
12/10/2026

NASSIRIYAH: La ricerca della verità - Carmelo Burgio in attesa della prossima pubblicazione del video, eccovi alcuni scatti della serata di venerdì

CAMBRAI 1917 - L'alba dei Tank con Marco Cimmino. "D'un tratto, i soldati iniziarono a gridare: 'I carri armati! Arrivan...
11/10/2026

CAMBRAI 1917 - L'alba dei Tank con Marco Cimmino. "D'un tratto, i soldati iniziarono a gridare: 'I carri armati! Arrivano i carri armati!'. Uno sguardo oltre il parapetto mi mostrò tre giganteschi mostri neri che avanzavano lentamente, ma inesorabilmente, sulla cresta della collina attraverso la nebbia del mattino. Erano enormi macchine d'acciaio che sputavano fuoco da ogni lato, impassibili davanti alle nostre mitragliatrici, le cui pallottole rimbalzavano sulle loro corazze come chicchi di grandine. Vederli calpestare con facilità geometrica i reticolati di filo spinato che a noi erano costati mesi di fatiche, e vederli schiacciare le trincee seppellendo gli uomini vivi, scatenò un panico indescrivibile. La fanteria si sentì impotente davanti a quella fredda espressione della forza meccanica".

Indirizzo

Via Coghetti 28
Bergamo
24100

Orario di apertura

Martedì 21:00 - 23:00
Venerdì 21:00 - 23:00

Telefono

+393497172032

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