Cisl Bergamo

Cisl Bergamo La Cisl è una confederazione di sindacati di categoria che organizza e tutela lavoratori dipendenti pensionati e disoccupati.

La Cisl è un grande sindacato confederale fondato, il 30 Aprile 1950, su principi di libertà, giustizia, partecipazione, responsabilità, autonomia, fedele ai valori del cattolicesimo democratico e del riformismo laico. La Cisl aderisce alla Confederazione Europea e Internazionale dei Sindacati Liberi. L'iscritto è la risorsa fondamentale del nostro sindacato, la sua azione attinge energia e fondam

ento dai seguenti principi:

•L'AUTONOMIA: La Cisl è nata come sindacato libero e autonomo. Il suo statuto sancisce l'incompatibilità fra cariche politiche e sindacali. Ognuno può iscriversi alla Cisl indipendentemente dal proprio orientamento politico.

•LA SOLIDARIETA': I diversi bisogni ed interessi presenti nella società trovano rappresentanza nella Cisl, le cui politiche sono ispirate alla realizzazione di un sistema sociale equo e solidale.

•L'UGUAGLIANZA: Nella Cisl la diversità è valorizzata come risorsa. In questo senso la Cisl si batte affinchè a diverse esigenze corrispondano diverse opportunità. L'insieme di questi valori sono affermati attraverso la partecipazione democratica degli iscritti alla vita organizzativa e tramite i diversi livelli di contrattazione.

20/08/2026

Le riflessioni di Candida Sonzogni (Segretaria Cisl Bergamo) sul caro-vacanze che in Bergamasca obbliga una famiglia su tre a rinunciare anche a una sola settimana via da casa.

SAVE THE DATE!
20/08/2026

SAVE THE DATE!

Domani 20 agosto su QN (Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione) intervista alla leader Cisl, DanielaFumarola, sulle...
19/08/2026

Domani 20 agosto su QN (Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione) intervista alla leader Cisl, DanielaFumarola, sulle priorità della Confederazione di via Po in vista della Legge di Bilancio, fisco, salari, pensioni, contrattazione e rappresentanza nell’ambito del confronto tra i sindacati e le associazioni datoriali.

«L’8 agosto 1956, nella miniera del Bois du Cazier, in Belgio, morirono 262 lavoratori, 136 dei quali italiani. Erano pa...
08/08/2026

«L’8 agosto 1956, nella miniera del Bois du Cazier, in Belgio, morirono 262 lavoratori, 136 dei quali italiani. Erano partiti in gran parte dal Mezzogiorno sulla base del protocollo italo-belga del 1946, che scambiava manodopera con carbone: un accordo che trattava il lavoro come merce». Così la Segretaria Generale della , , ricorda oggi su Avvenire la terribile catastrofe avvenuta 70 anni fa nella cittadina mineraria di Marcinelle.

«L’accertamento delle responsabilità durò cinque anni e si chiuse con una sola, lieve condanna in appello, dopo le assoluzioni di primo grado. Un esito segnato anche dal razzismo, che dice qualcosa del presente: quando la catena delle decisioni è lunga e frammentata, stabilire chi doveva prevedere e correggere diventa difficile, e la sanzione arriva quando ha perso ogni funzione dissuasiva».

Leggi l’articolo completo 👉 https://cisl.it/?p=224614

Le chiusure di agosto della sede Cisl Bergamo
07/08/2026

Le chiusure di agosto della sede Cisl Bergamo

𝐈 𝐍𝐔𝐎𝐕𝐈 𝐎𝐑𝐈𝐙𝐙𝐎𝐍𝐓𝐈 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐀𝐁𝐈𝐓𝐀𝐑𝐄 𝐈𝐍 𝐁𝐄𝐑𝐆𝐀𝐌𝐀𝐒𝐂𝐀La provincia di Bergamo sta affrontando una delle sfide demografiche più sil...
06/08/2026

𝐈 𝐍𝐔𝐎𝐕𝐈 𝐎𝐑𝐈𝐙𝐙𝐎𝐍𝐓𝐈 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐀𝐁𝐈𝐓𝐀𝐑𝐄 𝐈𝐍 𝐁𝐄𝐑𝐆𝐀𝐌𝐀𝐒𝐂𝐀

La provincia di Bergamo sta affrontando una delle sfide demografiche più silenziose e profonde del nostro tempo: l’invecchiamento della popolazione unito alla frammentazione dei nuclei familiari. Secondo le stime ISTAT elaborate dal Dipartimento welfare della CISL di Bergamo , la popolazione over 65 a Bergamo e provincia, entro il 2050, vedrà un incremento del 50%, mentre la fascia di età 0-64 anni diminuirà del 18%, confermando così un indirizzo demografico che accentua l’inverno demografico in atto già da anni. Sempre più anziani si ritrovano a vivere soli in case spesso troppo grandi, isolate o inadatte alle barriere architettoniche che il tempo impone.

Per cercare risposte ai bisogni di una popolazione sempre più anziana, FNP CISL Bergamo ha voluto realizzare il “Piano anziani 25/50”, con l’obiettivo di promuovere invecchiamento attivo e sano, favorire autonomia e domiciliarità, rafforzare servizi socio-sanitari territoriali, ridurre isolamento e solitudine, sostenere reddito e inclusione sociale, integrare tecnologia e innovazione e migliorare governance e finanziamenti. Il sindacato dei pensionati CISL orobico ha già messo in campo alcune iniziative: la prima, contribuendo con un finanziamento cospicuo alla realizzazione, con CISL e Caritas del Fondo di Sostegno Solidale che aiuti le famiglie con figli e gli over 67 in stato di disagio economico. Poi, l’attivazione del “Fondo Long Term Care” con Zurich.

E uno dei passi più importanti riguarda l’abitazione. Il territorio bergamasco, storicamente caratterizzato da una forte vocazione alla solidarietà e alla cooperazione, sta sperimentando risposte trasformando la necessità in laboratori di innovazione sociale con l’obiettivo di sostituire il concetto di “assistenza” passiva con quello di autonomia condivisa.

“Per decenni – spiega Giacomo Meloni, segretario generale FNP Bergamo – le opzioni per la terza età sono state polarizzate: rimanere nella propria abitazione a ogni costo anche a prezzo dell’isolamento o il ricovero in una Residenza Sanitaria Assistenziale. Oggi la provincia sta tracciando una terza via basata su modelli flessibili, capaci di garantire privacy, sicurezza e relazioni umane”.

I nuovi modelli si impegnano principalmente su tre direttrici:

1) il Co-housing solidale, con piccole comunità dove gli anziani mantengono il proprio spazio privato (una camera, piccoli monolocali) ma condividono aree comuni come la cucina, il soggiorno e il giardino, supportati da figure educative o assistenziali di prossimità;

2) l’Abitare Intergenerazionale, ovvero progetti che mettono in contatto generazioni distanti, creando un patto di mutuo aiuto tra anziani e giovani (spesso studenti universitari);

3) Alloggi Protetti e Housing Sociale, con soluzioni abitative pubbliche o gestite dal terzo settore dotate di sistemi di domotica, assenza di barriere e servizi integrati a richiesta.

La transizione verso un abitare a misura di anziano non è solo teorica, ma trova già radici concrete sia in città che nei comuni della provincia. Nel capoluogo, in via San Bernardino, è stata recentemente inaugurata la Corte Gentile. Finanziato con fondi PNRR, questo progetto rappresenta l’essenza dell’housing sociale sperimentale. Non si tratta di una struttura sanitaria, ma di una casa vera e propria. Ospita piccoli gruppi di over 65 (oltre a spazi dedicati alle fragilità) in appartamenti autonomi. Qui la quotidianità si condivide per scelta: si combatte la solitudine mantenendo intatta l’autonomia, con la sicurezza di un monitoraggio e di attività co-progettate con il territorio.

Università di Bergamo e comuni dell’hinterland hanno dato vita al progetto “Abitare Insieme”, una risposta brillante che unisce due bisogni opposti: la solitudine dell’anziano con una stanza vuota e la ricerca di alloggi accessibili da parte degli studenti fuori sede. Sviluppato in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo (e attivo anche in comuni della cintura urbana come Mozzo), il progetto prevede che lo studente riceva ospitalità a costi ridotti (spese di vitto e utenze) in cambio di alcune ore della propria giornata dedicate alla compagnia e a piccoli aiuti domestici, senza alcuna mansione di tipo medico o infermieristico.

Alcune realtà storiche del terzo settore bergamasco (Fondazione Casa Amica, Cooperativa AEPER, Cooperativa Namasté) gestiscono appartamenti o condomini e comunità alloggio protette in cui gli anziani autosufficienti, o con parziali fragilità, possono vivere sotto lo stesso tetto o dentro lo stesso immobile condividendo il concetto di comunità e di solidarietà. La rete sociale garantisce che nessuno sia lasciato a se stesso, inserendo la casa all’interno dei servizi del quartiere e dei paesi.

“Il principio chiave – aggiunge Meloni – è uno spazio diventa casa, non per i muri che lo delimitano, ma per la rete di relazioni che riesce a generare. L’autonomia dell’anziano si difende offrendogli la libertà di scegliere come e con chi condividere il proprio tempo. Se i progetti pilota dimostrano che il cambio di paradigma è possibile, nei prossimi anni la vera sfida per la provincia di Bergamo, e per i protagonisti del patto sociale che FNP ha proposto a istituzioni, politica e forze sociali, sarà portare queste soluzioni fuori dai centri principali e applicarle con capillarità anche nelle valli (Val Seriana, Val Brembana, Valle Imagna) e nella pianura, dove l’indice di vecchiaia è altrettanto marcato e i trasporti sono più complessi. Abbiamo messo in programma nove assemblee sul territorio, invitando Sindaci e Presidenti di Ambito per presentare e condividere il Piano Anziani, azione che richiede un importante cambio culturale per i bergamaschi, in particolare anziani, una casa per ogni stagione della vita e in una dimensione “allargata” nella terza età, una maggiore attenzione alla nuova conformazione della popolazione, ai nuovi bisogni da parte degli amministratori e delle istituzioni, una nuova visione per l’abitare con investimenti pubblici dedicati senza escludere quelli privati che si caratterizzino per sensibilità sociale lontani da tentazioni di lucro e per interventi riservati ai più abbienti. Abitare in nuove comunità integrate ove lo stare insieme aiuta, i servizi di assistenza ti sono vicini e la vita prosegue nella normalità”.

“Abitare “a misura di anziano” – conclude Meloni – non significa isolare la terza età in un’oasi protetta, ma integrare i nostri anziani nel tessuto vivo delle comunità bergamasche, restituendo loro il ruolo di custodi della memoria e attori della vita di quartiere o di paese”.

𝐑𝐈𝐍𝐍𝐎𝐕𝐀𝐓𝐎 𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐀𝐓𝐓𝐎 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐆𝐑𝐀𝐓𝐈𝐕𝐎 𝐀𝐙𝐈𝐄𝐍𝐃𝐀𝐋𝐄 𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐂𝐀𝐅𝐅𝐈𝐓𝐀𝐋𝐘 𝐃𝐈 𝐂𝐀𝐏𝐑𝐈𝐀𝐓𝐄 𝐒𝐀𝐍 𝐆𝐄𝐑𝐕𝐀𝐒𝐈𝐎E’ stato approvata dalle assemblee d...
04/08/2026

𝐑𝐈𝐍𝐍𝐎𝐕𝐀𝐓𝐎 𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐀𝐓𝐓𝐎 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐆𝐑𝐀𝐓𝐈𝐕𝐎 𝐀𝐙𝐈𝐄𝐍𝐃𝐀𝐋𝐄 𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐂𝐀𝐅𝐅𝐈𝐓𝐀𝐋𝐘 𝐃𝐈 𝐂𝐀𝐏𝐑𝐈𝐀𝐓𝐄 𝐒𝐀𝐍 𝐆𝐄𝐑𝐕𝐀𝐒𝐈𝐎

E’ stato approvata dalle assemblee dei lavoratori di Caffitaly di Capriate San Gervasio il nuovo contratto integrativo aziendale valido per il quadriennio 2026-2029, azienda specializzata nella produzione di capsule di caffè e bevande calde e che conta sul sito di Capriate circa 180 dipendenti. Il contratto è stato rinnovato a seguito di 5 mesi di trattative tra la Direzione Aziendale e le Organizzazioni sindacali Flai Cgil – Fai Cisl – Uila Uil e la RSU.

Con il nuovo contratto aumenterà il valore del buono pasto da 8 a 10 euro al giorno. Anche il Premio di Risultato variabile avrà un graduale incremento fino a raggiungere a regime il valore massimo raggiungibile di 2.000 euro. Nella parte normativa si sono ottenuti maggiori diritti nell’ambito della conciliazione tempo vita-lavoro, soprattutto nell’ambito della tutela della salute, incrementando i permessi per le visite per sé e per l’assistenza ai familiari, nonché il raddoppio delle ore previste dalla nuova legge 106, in tema di disabilità, a carico aziendale.

Dal punto di vista del contenimento dell’occupazione precaria verrà limitata la percentuale massima di utilizzo dei contratti in somministrazione e quelli a tempo determinato considerando nel computo anche i lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati come invece previsto dalle normative vigenti.

Il nuovo contratto migliora anche le possibilità di anticipazione del TFR e i diritti di informazione preventiva sul tema degli appalti. Importante infine l’impegno a introdurre a partire dal 2027 un sistema di valorizzazione della professionalità il cui confronto proseguirà nei prossimi mesi, anche in attesa di una revisione dell’attuale sistema classificatorio previsto dal CCNL industria alimentare.

”Il nuovo contratto integrativo si inserisce nel percorso di rilancio di Caffitaly che, dopo aver attraversato anni particolarmente complessi caratterizzati da una forte instabilità, sta iniziando l’attuazione del nuovo piano industriale avviato alla fine dello scorso anno – dichiarano Fabrizio Boggio di Fai Cisl, Mauro Rossi di Flai Cgil e Rossella Valente di Uila Uil -. L’accordo rappresenta un ulteriore passo nella valorizzazione del personale del sito di Capriate, che ha sempre dimostrato impegno e professionalità e forte attaccamento all’azienda in un mercato del lavoro la cui offerta oggi è particolarmente dinamica, offrendo un contributo determinante anche nei momenti più difficili attraversati dall’azienda. Riteniamo questo momento un punto di partenza dal quale costruire un percorso in cui alla crescita aziendale corrisponda innovazione anche dal punto di vista sociale e delle relazioni sindacali“.

𝐀𝐋𝐋𝐄 𝐂𝐋𝐈𝐍𝐈𝐂𝐇𝐄 𝐏𝐑𝐈𝐕𝐀𝐓𝐄 𝐍𝐔𝐎𝐕𝐈 𝐅𝐎𝐍𝐃𝐈 𝐌𝐄𝐍𝐓𝐑𝐄 𝐀𝐈 𝐋𝐀𝐕𝐎𝐑𝐀𝐓𝐎𝐑𝐈 𝐍𝐄𝐒𝐒𝐔𝐍 𝐍𝐔𝐎𝐕𝐎 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐀𝐓𝐓𝐎Il gap salariale tra un infermiere che lavo...
29/07/2026

𝐀𝐋𝐋𝐄 𝐂𝐋𝐈𝐍𝐈𝐂𝐇𝐄 𝐏𝐑𝐈𝐕𝐀𝐓𝐄 𝐍𝐔𝐎𝐕𝐈 𝐅𝐎𝐍𝐃𝐈 𝐌𝐄𝐍𝐓𝐑𝐄 𝐀𝐈 𝐋𝐀𝐕𝐎𝐑𝐀𝐓𝐎𝐑𝐈 𝐍𝐄𝐒𝐒𝐔𝐍 𝐍𝐔𝐎𝐕𝐎 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐀𝐓𝐓𝐎

Il gap salariale tra un infermiere che lavora nel pubblico e uno che lavora nel privato è di 500 euro mensili. Tale squilibrio è dovuto soprattutto al pluriennale mancato rinnovo del contratto (dal 2020 nella sanità pubblica il contratto è stato rinnovato 3 volte). È la prima immagine che si apre quando si guarda al sistema della sanità privata, che in provincia di Bergamo interessa oltre 4.000 lavoratori (300.000 a livello nazionale) che, da 8 anni nelle strutture ospedaliere e da 14 anni nelle RSA e nei centri di riabilitazione, attendono il rinnovo contrattuale.

Così, dopo l’ennesima dimostrazione che i sindacati del settore hanno organizzato con la manifestazione nazionale a Roma del 24 luglio scorso, alla presenza della segretaria generale della CISL, Daniela Fumarola, i Segretari nazionali delle Funzioni Pubbliche di CGIL, CISL e UIL sono stati informati che, nel prossimo Decreto P.A., il Governo si appresta a stanziare 1,3 miliardi di euro in favore delle strutture della Sanità Privata, senza prevedere alcun vincolo legato al rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro per i dipendenti.

“Anche le numerose strutture private bergamasche ricevono regolarmente finanziamenti pubblici e continuano imperterrite a negare salari adeguati e diritti a chi si prende cura delle persone fragili e bisognose di cure – dice Katia Dezio, segretaria provinciale di CISL FP –. Recentemente le stesse lavoratrici e gli stessi lavoratori sono stati esclusi e ulteriormente penalizzati anche dalle nuove disposizione di legge che prevedono un’indennità di vacanza contrattuale: un’esclusione molto discriminante ed ingiusta. Invece, il Governo decide di staccare un assegno in bianco ai privati che già macinano utili da capogiro, componendo ulteriormente un quadro sconcertante e del tutto inaccettabile, quasi offensivo per gli stessi lavoratori. I dati diffusi da Area Studi Mediobanca ci raccontano che il settore cresce e che nel 2024 ha raggiunto 13,4 miliardi di euro di ricavi, pari al +22% rispetto al 2019. Guadagni facili comprimendo il costo del lavoro e non riconoscendo il valore delle professioni sanitarie. Si legge altresì, un completo e grave disinteressamento del Governo e del Parlamento alle condizioni di lavoro del personale e della qualità delle cure offerte ai cittadini. Si continua a speculare e a fare profitti sulla pelle dei lavoratori e sul diritto alla salute e si continua a non voler ascoltare le loro legittime richieste. Dopo il periodo estivo si metteranno in campo ulteriori iniziative per far sentire la voce delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata che, giorno dopo giorno continuano a garantire cure e assistenza ai cittadini”.

𝑁𝘶𝑜𝘷𝑎 𝑜𝘯𝑑𝘢𝑡𝘢 𝘥𝑖 𝑐𝘢𝑙𝘥𝑜𝐍𝐄𝐈 𝐂𝐀𝐍𝐓𝐈𝐄𝐑𝐈 𝐍𝐎𝐍 𝐒𝐈 𝐒𝐎𝐓𝐓𝐎𝐕𝐀𝐋𝐔𝐓𝐈𝐍𝐎 𝐈 𝐑𝐈𝐒𝐂𝐇𝐈 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐀𝐋𝐔𝐓𝐄La nuova ondata di caldo “africano” attesa p...
28/07/2026

𝑁𝘶𝑜𝘷𝑎 𝑜𝘯𝑑𝘢𝑡𝘢 𝘥𝑖 𝑐𝘢𝑙𝘥𝑜
𝐍𝐄𝐈 𝐂𝐀𝐍𝐓𝐈𝐄𝐑𝐈 𝐍𝐎𝐍 𝐒𝐈 𝐒𝐎𝐓𝐓𝐎𝐕𝐀𝐋𝐔𝐓𝐈𝐍𝐎 𝐈 𝐑𝐈𝐒𝐂𝐇𝐈 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐀𝐋𝐔𝐓𝐄

La nuova ondata di caldo “africano” attesa per questa settimana in provincia di Bergamo preoccupa i segretari di FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL. I sindacati delle costruzioni, infatti, chiedono di aumentare l’attenzione su un rischio spesso sottovalutato: il caldo in cantiere può provocare malori, colpi di calore, cali di lucidità e incidenti durante le lavorazioni.

In Lombardia è già in vigore da giugno l’ordinanza regionale che limita le attività nei cantieri edili all’aperto e nelle cave con esposizione prolungata al sole. Il divieto per contrastare il lavoro al caldo nei cantieri riguarda la fascia oraria dalle 12.30 alle 16.00 nei giorni in cui la mappa Worklimate (www.worklimate.it/) segnala un livello di rischio alto per i lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa.

Alle imprese viene chiesto di organizzare le attività nelle ore meno calde, prevedere pause, acqua a disposizione, zone d’ombra e una valutazione puntuale del rischio in base alle condizioni meteo e al tipo di lavoro svolto. Ai lavoratori viene raccomandato di bere spesso, proteggersi dal sole e segnalare subito sintomi come crampi, vertigini, mal di testa, nausea, stanchezza improvvisa o confusione.

Le categorie edili di CGIL CISL UIL bergamasche ora chiedono che anche nella nuova ondata non venga abbassata la guardia, si pensi a turni di lavoro che occupino le ore più fresche e non vengano dimenticate le regole basilari per contrastare i gravi problemi che il caldo eccessivo previsto per questi giorni potrebbe causare. “Chiediamo che i controlli vengano effettuati con puntualità e rigore e che all’interno dei cantieri vengano predisposte aree raffrescate, fornita la quantità adeguata di acqua e garantita la necessaria attenzione a eventuali casi di malessere. Sarà opportuno che i comuni, anche con delibere specifiche arrivino a una rimodulazione degli orari in cui si può lavorare, anticipando il più possibile l’orario di inizio”.

La FIM CISL nazionale ha presentato questa mattina a Roma, i dati del 3° Report sulla condizione femminile nel settore, ...
28/07/2026

La FIM CISL nazionale ha presentato questa mattina a Roma, i dati del 3° Report sulla condizione femminile nel settore, un’analisi approfondita su occupazione, divario salariale, formazione e welfare. Lo studio delinea un quadro caratterizzato da forti disparità strutturali, ma indica nella contrattazione collettiva lo strumento centrale per abbattere i divari e rimodellare i tempi di vita e di lavoro. I dati sono relativi al biennio 2024-2025. L’indagine riguarda un campione di 1.104 aziende e 387.621 addetti del settore metalmeccanico.

I dettagli: ⬇️⬇️⬇️

L’analisi evidenzia una retribuzione annua inferiore del 13,44% per le donne e un divario pensionistico che secondo i dati INPS sale al 30%. Nuove tutele e strumenti di conciliazione inseriti nel CCNL Federmeccanica-Assistal e nella contrattazione aziendale

Indirizzo

Via Giovanni Carnovali, 88/a
Bergamo
24126

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 12:30
14:30 - 18:30
Martedì 08:30 - 12:30
14:30 - 18:30
Mercoledì 08:30 - 12:30
14:30 - 18:30
Giovedì 08:30 - 12:30
14:30 - 18:30
Venerdì 08:30 - 12:30
14:30 - 18:30
Sabato 09:00 - 12:00

Telefono

035 324 111

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