Cisl Bergamo

Cisl Bergamo La Cisl è una confederazione di sindacati di categoria che organizza e tutela lavoratori dipendenti pensionati e disoccupati.

La Cisl è un grande sindacato confederale fondato, il 30 Aprile 1950, su principi di libertà, giustizia, partecipazione, responsabilità, autonomia, fedele ai valori del cattolicesimo democratico e del riformismo laico. La Cisl aderisce alla Confederazione Europea e Internazionale dei Sindacati Liberi. L'iscritto è la risorsa fondamentale del nostro sindacato, la sua azione attinge energia e fondam

ento dai seguenti principi:

•L'AUTONOMIA: La Cisl è nata come sindacato libero e autonomo. Il suo statuto sancisce l'incompatibilità fra cariche politiche e sindacali. Ognuno può iscriversi alla Cisl indipendentemente dal proprio orientamento politico.

•LA SOLIDARIETA': I diversi bisogni ed interessi presenti nella società trovano rappresentanza nella Cisl, le cui politiche sono ispirate alla realizzazione di un sistema sociale equo e solidale.

•L'UGUAGLIANZA: Nella Cisl la diversità è valorizzata come risorsa. In questo senso la Cisl si batte affinchè a diverse esigenze corrispondano diverse opportunità. L'insieme di questi valori sono affermati attraverso la partecipazione democratica degli iscritti alla vita organizzativa e tramite i diversi livelli di contrattazione.

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05/06/2026

🟢 BENVENUTI IN CASA CISL - XXIII PUNTATA
Nuova puntata online, ecco di cosa parliamo 👇

La XXIII puntata di "Benvenuti in casa Cisl" è dedicata al diritto al reinserimento lavorativo delle persone con condizioni di vulnerabilità o con la salute compromessa. Lunedì 25 maggio, alla Sala Alabastro del Centro Congressi di Bergamo, la CISL Bergamo ha ospitato un seminario sull’argomento arricchito dalla presentazione dei risultati di un progetto di ricerca nazionale. Introdotto da Luca Nieri, Segretario Cisl Bergamo, l’appuntamento ha dato spazio a esperti di diritto e medicina del lavoro, rappresentanti di INAIL, IAL e dei Centri per l'Impiego provinciali. Insieme si sono confrontati su diritti, tutele e strumenti concreti per trasformare una norma che riconosce le fragilità in una reale pratica di inclusione. Seguiamo insieme, con le domande della giornalista Eleonora Capelli, le riflessioni salienti del seminario.

La XXIII puntata di "Benvenuti in casa Cisl" è dedicata al diritto ...

🎥Pensionati Informa - Giugno 2026https://youtu.be/f8BX3YaxOEgSOMMARIO:-----------------------------RSA sempre più care--...
03/06/2026

🎥Pensionati Informa - Giugno 2026
https://youtu.be/f8BX3YaxOEg

SOMMARIO:
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RSA sempre più care
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TFS: il calvario dei pensionati pubblici
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Costa Volpino nella storia

RSA sempre più careCresce il numero delle RSA e delle strutture pe...

𝐈𝐍𝐓𝐈𝐓𝐎𝐋𝐀𝐓𝐎 𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐄𝐌𝐎𝐑𝐈𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐈𝐍𝐃𝐀𝐂𝐀𝐋𝐈𝐒𝐓𝐀 𝐓𝐈𝐍𝐀 𝐀𝐍𝐒𝐄𝐋𝐌𝐈 𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐑𝐓𝐈𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐁𝐈𝐁𝐋𝐈𝐎𝐓𝐄𝐂𝐀 𝐂𝐀𝐕𝐄𝐑𝐒𝐀𝐙𝐙𝐈l cortile della biblioteca...
03/06/2026

𝐈𝐍𝐓𝐈𝐓𝐎𝐋𝐀𝐓𝐎 𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐄𝐌𝐎𝐑𝐈𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐈𝐍𝐃𝐀𝐂𝐀𝐋𝐈𝐒𝐓𝐀 𝐓𝐈𝐍𝐀 𝐀𝐍𝐒𝐄𝐋𝐌𝐈 𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐑𝐓𝐈𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐁𝐈𝐁𝐋𝐈𝐎𝐓𝐄𝐂𝐀 𝐂𝐀𝐕𝐄𝐑𝐒𝐀𝐙𝐙𝐈

l cortile della biblioteca Caversazzi di via Tasso è stato intitolato questa mattina 3 giugno alla memoria di Tina Anselmi (1927–2016), partigiana, sindacalista della Cisl, prima donna ministro della Repubblica italiana e figura centrale della storia democratica del Paese. L’iniziativa è stata inserita nel programma cittadino delle celebrazioni per l’80° anniversario del Referendum istituzionale del 2 giugno 1946, momento fondativo della Repubblica italiana e data storica nella quale le donne votarono per la prima volta a livello nazionale. L’intitolazione a Tina Anselmi rappresenta per l’Amministrazione di Bergamo “una scelta dal forte valore civile e istituzionale per rendere doverosa memoria a una donna che ha segnato la storia democratica del nostro Paese attraverso l’impegno nella Resistenza, nelle istituzioni e nella costruzione dei diritti sociali.

Allo svelamento della targa commemorativa era presente anche Francesco Corna, Segretario generale della Cisl di Bergamo. Con lui la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, l’assessore ai Servizi demografici Giacomo Angeloni, la Presidente del Consiglio comunale Romina Russo, il senatore Gilberto Bonalumi che Anselmi conobbe personalmente e Viviana Milesi, Presidente del Consiglio delle Donne.

“Ringraziamo l’Amministrazione – ha precisato Corna – per avere scelto di dedicare questo luogo di cultura a Tina Anselmi, una donna cattolica, impegnata prima come partigiana, poi come sindacalista e poi in politica. Fu dirigente del sindacato dei tessili dal 1945 al 1948 e del sindacato degli insegnanti elementari dal 1948 al 1955. Nel novembre del 1951 si laureò in Lettere, mentre era insegnante elementare nei paesini dell’Alta Castellana. L’iniziale impegno nel sindacato si è declinato nel tutela dei diritti delle lavoratrici contro ogni discriminazione. Si è, poi, battuta per il riconoscimento delle malattie professionali, per i diritti delle donne che lavoravano all’interno degli istituti di ricovero o di assistenza, contro l’obbligo del nubilato per mantenere un posto di lavoro. Una donna di grande integrità e di grande coerenza. Battaglie che ha sostenuto anche nell’impegno politico nella veste di ministro del Lavoro nel 76 (prima donna ministro). Nel 78, come ministro della Sanità istituì il servizio sanitario nazionale.”

Buona Festa della Repubblica
02/06/2026

Buona Festa della Repubblica

🟢 BENVENUTI IN CASA CISL - XXII PUNTATANuova puntata online, ecco di cosa parliamo 👇La XXII puntata di "Benvenuti in cas...
29/05/2026

🟢 BENVENUTI IN CASA CISL - XXII PUNTATA
Nuova puntata online, ecco di cosa parliamo 👇

La XXII puntata di "Benvenuti in casa Cisl" è dedicata alla ricerca di una “via bergamasca” di uscita dalla crisi energetica da attuarsi attraverso nuove strategie di sviluppo. Si tratta di un tema di primaria importanza nella nostra realtà produttiva caratterizzata da una manifattura avanzata che si interroga sulla sua sostenibilità energetica. Il dibattito che la CISL di Bergamo ha voluto facilitare (attraverso contributi politici o tecnici) parte dall’assunto che non c’è sviluppo senza energia e che si deve decidere di quale energia e di quale mix energetico abbiamo bisogno. Il tutto senza trascurare la situazione delle famiglie le quali devono essere sostenute nel loro diritto ad abitare una casa adeguata dal punto di vista dell’efficientamento energetico. Il convegno, organizzato allo Spazio Eventi Daste lo scorso 22 maggio, ha voluto essere un momento di confronto tra sindacato, istituzioni, imprese nella consapevolezza che le grandi transizioni si governano solo se si ha il coraggio di parlarne insieme. Ascoltiamo le riflessioni dei protagonisti sollecitati dalle domande della giornalista Eleonora Capelli.

La XXII puntata di "Benvenuti in casa Cisl" è dedicata alla ricerca di una “via bergamasca” di uscita dalla crisi energetica da attuarsi attraverso nuove str...

𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥𝐚 𝐅𝐮𝐦𝐚𝐫𝐨𝐥𝐚 – 𝟓𝟐° 𝐚𝐧𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐠𝐞 𝐝𝐢 𝐏𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐨𝐠𝐠𝐢𝐚A nome di Cgil Cisl Uil — Brescia, ...
29/05/2026

𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥𝐚 𝐅𝐮𝐦𝐚𝐫𝐨𝐥𝐚 – 𝟓𝟐° 𝐚𝐧𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐠𝐞 𝐝𝐢 𝐏𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐨𝐠𝐠𝐢𝐚
A nome di Cgil Cisl Uil — Brescia, 28 maggio 2026

Cinquantadue anni fa, in questa piazza, Brescia scelse di non avere paura.

Di non chiudersi nel silenzio davanti alle aggressioni, agli attentati, alle intimidazioni neofasciste che da settimane colpivano la città.

Scelse di reagire pubblicamente, civilmente, democraticamente.

Per questo, la mattina del 28 maggio 1974, qui in Piazza della Loggia c’erano migliaia di persone.

Lavoratrici e lavoratori. Studenti. Pensionati. Donne e uomini di orientamenti diversi, uniti però da una convinzione comune: la democrazia andava difesa. E andava difesa insieme.

Quella manifestazione era stata promossa dai sindacati, dalla Cgil, dalla Cisl, dalla Uil.

Sul palco, mentre la pioggia continuava a cadere e la piazza ascoltava sotto gli ombrelli, stava parlando Franco Castrezzati, bresciano, indimenticato dirigente della Cisl.

Come fa un sindacalista, quel giorno non stava pronunciando un discorso astratto. Stava parlando della vita democratica del Paese. Della necessità di dare alla democrazia un volto concreto. Di renderla più giusta, più vicina alle persone, più capace di garantire dignità, partecipazione, libertà vera.

Poi, alle 10.12, l’esplosione.

Una bomba nascosta in un cestino sotto i portici.

Otto persone uccise. Oltre cento feriti.

Uno squarcio che non ha mai smesso di attraversare la coscienza di Brescia e dell’Italia intera.

Oggi ricordiamo Giulietta Banzi Bazoli, Livia Bottardi Milani, Clementina Calzari Trebeschi, Alberto Trebeschi, Euplo Natali, Luigi Pinto, Bartolomeo Talenti, Vittorio Zambarda.

Ricordiamo le loro vite spezzate. Il dolore delle loro famiglie. Il trauma di una città colpita nel cuore della propria vita civile.

Il tempo passa, ma alcune ferite si portano dentro, in qualche modo si tramandano. Lo sanno bene i familiari delle vittime, che non hanno mai smesso di battersi per la verità, superando ostacoli su ostacoli, resistendo alle delusioni di processi lunghi e tormentati, portando avanti con una dignità ammirevole una battaglia che è di tutta la comunità nazionale. A loro va oggi la nostra gratitudine e il nostro abbraccio.

Ma oggi ricordiamo, dobbiamo ricordare, anche il significato di quella strage.

Un attentato politico. Contro una manifestazione antifascista e sindacale. Contro cittadini che erano scesi in piazza per respingere la paura e la violenza eversiva.

La bomba esplose mentre si parlava di libertà, di giustizia sociale, di partecipazione democratica. Ed è difficile immaginare un simbolo più chiaro di questo.

Colpire quella piazza significava tentare di colpire l’idea stessa di una democrazia partecipata e popolare. Una democrazia nella quale il lavoro organizzato, i corpi intermedi, le associazioni, le istituzioni locali, i cittadini potessero continuare a essere protagonisti della vita pubblica.

In quegli anni l’Italia viveva una stagione durissima. Le stragi, il terrorismo, i tentativi di destabilizzazione, le violenze degli opposti estremismi cercavano di trascinare il Paese dentro una spirale di paura permanente.

Non bisogna dimenticare il clima di allora. Le tensioni sociali erano profondissime. Le piazze erano attraversate da rabbia, inquietudine, conflitti spesso aspri. Molti pensavano che la democrazia italiana non avrebbe retto.

In quel momento storico il sindacato non fu soltanto una forza di rappresentanza sociale. Fu anche un presidio democratico. Un argine. Nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro, nei territori, il sindacato contribuì a tenere milioni di persone dentro il perimetro costituzionale e democratico.

Seppe difendere i diritti dei lavoratori e dare voce al disagio sociale senza consegnarlo alla violenza. Seppe rappresentare conflitti anche durissimi senza trasformarli in odio distruttivo.

È anche grazie a questa tenuta democratica diffusa che la Repubblica riuscì a resistere.

La strategia della tensione puntava a dividere il Paese, a esasperare le paure, a spezzare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Puntava a convincere gli italiani che la democrazia fosse troppo fragile per affrontare quei conflitti. Ma quel disegno fallì.

Fallì perché la società italiana, in quel tempo così duro e lacerato, trovò dentro di sé energie democratiche più forti della violenza. Fallì perché il Paese seppe reagire, stringendosi attorno ai valori costituzionali.

Brescia fu uno dei luoghi in cui questa risposta civile si fece sentire con maggiore forza e dignità. Quel giorno di cinquantadue anni fa, anche attraverso la voce e la figura di Franco Castrezzati.

Una figura che oggi sentiamo ancora più vicina, perché ci ha lasciati pochi mesi fa, lo scorso ottobre.

La sua biografia attraversa gran parte della storia democratica italiana. Partigiano giovanissimo durante la Resistenza. Sindacalista della Fim-Cisl per vent’anni. Uomo che aveva conosciuto il fascismo, la clandestinità, la repressione.

Pochi giorni prima della strage era stato lui stesso a trovare alcuni candelotti di tritolo davanti alla sede della Cisl di Brescia. Anche questo racconta il livello di tensione e di minaccia che si respirava in città.

Eppure, quel 28 maggio, le sue parole non erano parole di odio. Non erano parole di vendetta. Non alimentavano altre contrapposizioni.

Stava parlando dell’importanza di dare «un volto più preciso a questa nostra democrazia… il volto della libertà, di una libertà sostanziale e non solo formale; della libertà dal bisogno… il volto della partecipazione, di un governo nel quale il popolo si vede, si specchia e si sente rappresentato… in coerenza con i valori di dignità della persona umana».

La bomba interruppe quella voce. Ma non riuscì a cancellarne il significato profondo.

E forse è proprio questa la consegna morale che Piazza della Loggia continua ad affidarci.

La democrazia non vive soltanto nelle regole. Vive nella qualità dei rapporti sociali. Nella partecipazione. Nel rispetto reciproco. Nella capacità di una comunità nazionale di restare unita quando attraversa passaggi difficili.

Anche oggi viviamo un tempo inquieto. Un tempo segnato da guerre, tensioni internazionali, paure sociali, polarizzazioni crescenti. Naturalmente la storia non si ripete mai nelle stesse forme. Ma ogni epoca conosce il rischio della lacerazione, della chiusura, della delegittimazione reciproca.

È proprio in momenti come questi che la memoria di Piazza della Loggia torna a parlarci con forza. Ci ricorda che una democrazia si indebolisce quando prevalgono l’odio, il rancore, la logica del nemico. Si rafforza, invece, quando una società riesce a sentirsi parte di un destino comune anche dentro le differenze, dentro i conflitti.

Questa idea di corresponsabilità democratica è stata una delle grandi risorse dell’Italia nei momenti più drammatici della storia repubblicana. Ed è una lezione che riguarda ancora oggi tutti noi: le istituzioni, la politica, le forze sociali, il sindacato.

Il sindacato confederale, nella sua storia migliore, ha sempre cercato di tenere insieme libertà e solidarietà, diritti e responsabilità, rappresentanza e coesione sociale. Ha sempre saputo che non c’è vera democrazia dove il lavoro perde dignità, dove le persone vengono lasciate sole e il disagio sociale si trasforma in abbandono e rabbia.

Per questo essere qui, oggi, non significa soltanto commemorare una tragedia del passato. Significa assumersi una responsabilità nel presente.

Difendere la memoria di Piazza della Loggia vuol dire continuare a difendere la qualità democratica della nostra convivenza civile. Vuol dire custodire il valore della partecipazione, della libertà, della giustizia sociale. Vuol dire non smarrire mai il senso di ciò che tiene unita una comunità nazionale nei momenti più difficili.

Noi, questa mattina, raccogliamo idealmente le parole che Franco Castrezzati non riuscì a terminare. Perché quella voce interrotta continua ancora oggi a chiedere all’Italia una democrazia più umana, più giusta, più capace di riconoscere la dignità di ogni persona.

E continua a ricordarci che la libertà democratica non si difende da soli, ma riconoscendosi parte di una stessa comunità civile e nazionale.

È questa la lezione che Brescia consegna ancora oggi al Paese. Ed è questa la responsabilità che abbiamo il dovere di custodire insieme.

𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐍𝐕𝐄𝐆𝐍𝐎 𝐂𝐈𝐒𝐋 𝐁𝐄𝐑𝐆𝐀𝐌𝐎 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐑𝐄𝐕𝐈𝐃𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐏𝐋𝐄𝐌𝐄𝐍𝐓𝐀𝐑𝐄La previdenza complementare rappresenta il secondo pilastro del s...
29/05/2026

𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐍𝐕𝐄𝐆𝐍𝐎 𝐂𝐈𝐒𝐋 𝐁𝐄𝐑𝐆𝐀𝐌𝐎 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐑𝐄𝐕𝐈𝐃𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐏𝐋𝐄𝐌𝐄𝐍𝐓𝐀𝐑𝐄
La previdenza complementare rappresenta il secondo pilastro del sistema pensionistico il cui scopo è quello di integrare la previdenza di base obbligatoria. Essa ha come obiettivo quello di concorrere ad assicurare al lavoratore, per il futuro, un livello adeguato di tutela pensionistica, insieme alle prestazioni garantite dal sistema pubblico di base.

𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐃𝐞 𝐂𝐫𝐢𝐬𝐭𝐨𝐟𝐚𝐫𝐨, 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐀𝐝𝐢𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞Il professor Giovanni De Cristofaro è il nuovo Presidente...
28/05/2026

𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐃𝐞 𝐂𝐫𝐢𝐬𝐭𝐨𝐟𝐚𝐫𝐨, 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐀𝐝𝐢𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞

Il professor Giovanni De Cristofaro è il nuovo Presidente Nazionale di Adiconsum. Profondo conoscitore del diritto dei consumatori, è Professore Ordinario di Diritto Privato presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara. Nato a Brescia il 7 settembre 1971, si è laureato con 110 e lode nel 1995 discutendo una tesi sulle condizioni generali di contratto alla luce della direttiva europea 93/13/CEE.

Carriera accademica di alto livello: ricercatore (1999), professore associato (2001), straordinario (2006) e ordinario dal 2009. È stato Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza di Ferrara (2012-2018), coordinatore del Dottorato in Diritto dell’Unione europea e ordinamenti nazionali e componente di comitati scientifici di prestigiose riviste (“Le nuove leggi civili commentate”, “Rivista di diritto civile”, ecc.). Autore di numerose monografie, commentari e saggi sul diritto dei consumatori, le pratiche commerciali scorrette, i contratti e l’armonizzazione europea. Esperto di diritto privato europeo, è uno dei massimi studiosi italiani del Codice del Consumo.

De Cristofaro guiderà l’Associazione nella tutela dei diritti dei cittadini in un contesto economico e tecnologico in rapida evoluzione. A completamento della nuova squadra di vertice, sono stati nominati i nuovi componenti dell’Ufficio di Presidenza Ewa Blasik e Paolo Acciai. Adiconsum ringrazia il Presidente uscente Carlo De Masi, e la precedente Segreteria con Pierpaola Pietrantozzi e Andrea Di Palma, per l’impegno profuso negli anni e augura alla nuova squadra un proficuo lavoro al servizio dei consumatori italiani.

“Un grazie a Carlo De Masi, capace, in questi anni complessi, di mantenere salda l’unità dell’Associazione, rafforzandone il radicamento territoriale e consolidandone autorevolezza e capacità progettuale“, queste le parole della Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola, che con il Segretario Confederale, Giorgio Graziani, ha partecipato a questa giornata importante per l’Associazione dei Consumatori.

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28/05/2026

🌊 𝐄𝐒𝐓𝐀𝐓𝐄 𝟐𝟎𝟐𝟔: 𝐒𝐕𝐄𝐆𝐋𝐈𝐀𝐓𝐈 𝐂𝐎𝐍 𝐈𝐋 𝐌𝐀𝐑𝐄 𝐕𝐈𝐂𝐈𝐍𝐎!

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🔴 Nota per gli iscritti CISL Bergamo: Ricorda che tariffe speciali e priorità di prenotazione (Quota A) sono riservate a te!

📞 Come Prenotare? I nostri uffici sono aperti dalle 09:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:00.
📍 Sede: Via Carnovali 88, Bergamo 📞 Telefono: 035.3882517 📧 Email: [email protected]
🌐 Sito web: www.oasibergamo.it

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📊 𝐏𝐫𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞: 𝐚 𝐁𝐞𝐫𝐠𝐚𝐦𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐢𝐥 𝟑𝟓% 𝐝𝐞𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐡𝐚 𝐮𝐧 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞Costruire oggi il proprio domani no...
28/05/2026

📊 𝐏𝐫𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞: 𝐚 𝐁𝐞𝐫𝐠𝐚𝐦𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐢𝐥 𝟑𝟓% 𝐝𝐞𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐡𝐚 𝐮𝐧 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞

Costruire oggi il proprio domani non è più un'opzione, ma una necessità. Eppure i numeri raccontano un ritardo importante: meno di 4 lavoratori dipendenti su 10 nella nostra provincia hanno aderito a un piano pensione.

🔎 Cosa dicono i dati del CAF CISL Bergamo:
✅ Cometa (metalmeccanici): 26.410 iscritti, oltre il 40% del settore
✅ Prevedi (edilizia): 16.000 associati
✅ Fon.Te (commercio e terziario): 11.101 iscritti
✅ GommaPlastica: 4.528 iscritti

⚠️ Artigiani: solo 300 posizioni aperte su oltre 31.000 lavoratori
Restano indietro soprattutto i giovani – che vedono la pensione come un orizzonte lontano – e le donne, che rappresentano solo il 38,2% degli iscritti, con una contribuzione media inferiore del 20% rispetto agli uomini.

💬 «Parlare di previdenza significa parlare di lavoro, di dignità, di futuro. Aderire il prima possibile permette di massimizzare i benefici del tempo, trasformando la longevità da fonte di ansia a opportunità di vita protetta e pianificata» – Luca Nieri, segretario CISL Bergamo.

📅 Venerdì 29 maggio, ore 9-12
📍 Salone Riformisti – sede CISL di via Carnovali, Bergamo
🎙️ Convegno "Le sfide per il sindacato nella nuova stagione della previdenza complementare"

Con Luca Nieri, Maurizio Agazzi (già direttore del Fondo Cometa) e Francesco Corna (segretario generale CISL orobica).
Il momento per iniziare a disegnare il proprio futuro è adesso. 💪

Indirizzo

Via Giovanni Carnovali, 88/a
Bergamo
24126

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 12:30
14:30 - 18:30
Martedì 08:30 - 12:30
14:30 - 18:30
Mercoledì 08:30 - 12:30
14:30 - 18:30
Giovedì 08:30 - 12:30
14:30 - 18:30
Venerdì 08:30 - 12:30
14:30 - 18:30
Sabato 09:00 - 12:00

Telefono

035 324 111

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