12/01/2026
La ragazza in foto si chiamava Rubina Aminian, aveva 23 anni, era curda e sognava di lavorare nella moda, di vivere una vita libera. Studiava design tessile a Teheran e partecipava alle manifestazioni contro il regime iraniano.
Rubina è la prima vittima riconosciuta della violenta repressione in Iran.
E’ stata uccisa con un colpo alla testa, sparato alle spalle. Un’altra giovane vita spezzata dalla repressione. Anche alla sua famiglia è stato negato il diritto al lutto.
Le immagini la mostrano sorridente, con e senza velo. Perché libertà significa anche poter scegliere.
Il suo nome è diventato un simbolo.
Il numero totale di morti a causa della repressione del regime iraniano, secondo Human rights activists agency è attualmente di 648, ma secondo Iran Human Rights potrebbero essere oltre 6mila.
Bene che oggi la Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola abbia vietato a tutto il personale diplomatico e a qualsiasi altro rappresentante della Repubblica islamica dell’Iran l’accesso a tutti i locali del Parlamento europeo.
Continuiamo a sostenere fortemente le proteste del popolo iraniano e la sua aspirazione alla libertà. Dalla parte di “Donna, vita, libertà”.