Osservatorio Delta Index

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Osservatorio Delta Index Con l'Osservatorio Delta Index aiutiamo le imprese ad avvicinarsi alla Generazione Z con dati, ricerche e strumenti di A.I. www.deltaindex.it

Scopri il tuo livello di attrattività e impara a parlare ai talenti di oggi. Delta Index è il percorso che ti aiuterà a misurare la distanza tra il tuo modo di fare business e la percezione delle nuove generazioni. L'obiettivo è diffondere tra le aziende il concetto di attrattività, offrendo uno strumento che rende possibile la sua misurazione dal punto di vista scientifico.

Il Servizio Civile e la Leva Civica sono “un anno che vale”. Vale per chi lo vive e per le organizzazioni che sanno rico...
15/10/2026

Il Servizio Civile e la Leva Civica sono “un anno che vale”. Vale per chi lo vive e per le organizzazioni che sanno riconoscerne il valore.
Il 18 novembre l’Osservatorio Delta Index è partner del seminario “Un anno che vale - Servizio Civile e Leva Civica, Gen Z e culture del lavoro”, promosso con Associazione Mosaico Ente di Servizio Civile in collaborazione con la Provincia di Bergamo.

Porteremo il nostro sguardo sulla Gen Z. Bruno Bonassi presenterà il profilo occupazionale della Gen Z lombarda: chi sono i giovani che oggi entrano nel mondo del lavoro, cosa cercano e cosa chiedono alle organizzazioni.

Con noi istituzioni, mondo HR e ricerca, per una domanda concreta: come trasformare l’esperienza del Servizio Civile in un riconoscimento culturale e professionale?

📅 Mercoledì 18 novembre 2026, ore 17:00
📍 Sala Viterbi, Provincia di Bergamo, via T. Tasso 8, Bergamo

Ti aspettiamo 👇
Il programma completo è nella locandina.

Renato Brunetta, presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), lo ripete da mesi. A maggio, a Tr...
15/10/2026

Renato Brunetta, presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), lo ripete da mesi. A maggio, a Trento, ha partecipato a un incontro dal titolo «Parlare con i giovani, non dei giovani». La sua diagnosi è stata secca: «Dei giovani non si occupa nessuno».

A settembre il Cnel ha fatto quello che predica: ha ascoltato 1.803 giovani italiani che lavorano all’estero.
Le paghe basse restano al primo posto, ma subito dopo vengono:
▪️ la cultura del lavoro arretrata, per l’80,7%
▪️ le competenze poco valorizzate, per il 74,6%
E per tornare? Il 79% chiede più merito.

«I nostri expat ci indicano un’agenda chiara, fatta di retribuzioni adeguate e riconoscimento del merito», commenta Brunetta.

Ecco il punto per chi guida un’impresa: due delle tre ragioni per cui un giovane se ne va non sono voci di bilancio. Sono scelte organizzative. Riguardano chi riceve responsabilità, ogni quanto riceve un riscontro e su quale base può crescere.

Ascoltare i giovani non è un tema da convegno. È una decisione che ogni azienda può prendere domani mattina. Eppure, nella maggior parte delle imprese, la domanda «che cosa ti manca?» non è mai stata posta in forma strutturata.

📍 L’Osservatorio Delta Index misura proprio questo: quanto un’azienda è attrattiva per la Gen Z su quattro pilastri, cioè attrarre, selezionare, formare e trattenere.
Il primo passo è gratuito: il Delta Navigator. Scrivi a [email protected]

📰 Ne parliamo ogni domenica in «Ciclone Z in azienda» su L’Eco di Bergamo, La Provincia di Como, Lecco e Sondrio, Il Cittadino di Lodi.

14/10/2026

COME CERCATE I VOSTRI CANDIDATI JUNIOR? ATTRAVERSO QUALI CANALI ARRIVANO I GIOVANI ALLA VOSTRA PORTA?

Se cerchiamo sempre negli stessi luoghi, rischiamo di trovare sempre gli stessi profili.

Il modo in cui un’azienda cerca i candidati racconta molto della sua capacità di aprirsi a competenze, percorsi e prospettive differenti.

Federica Romagna (Top Voice LinkedIn) affronta questo tema nella nuova pillola della serie realizzata con il nostro Osservatorio: come arrivano davvero i giovani alla porta dell’azienda?

La selezione non comincia dal colloquio. Comincia dal modo in cui decidiamo dove cercare.

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𝘓’𝘢𝘵𝘵𝘳𝘢𝘵𝘵𝘪𝘷𝘪𝘵à 𝘷𝘦𝘳𝘴𝘰 𝘭𝘢 𝘎𝘦𝘯 𝘡 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘪 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘶𝘮𝘦: 𝘴𝘪 𝘰𝘴𝘴𝘦𝘳𝘷𝘢, 𝘴𝘪 𝘮𝘪𝘴𝘶𝘳𝘢, 𝘴𝘪 𝘱𝘶ò 𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘰𝘳𝘢𝘳𝘦.
𝘝𝘶𝘰𝘪 𝘤𝘢𝘱𝘪𝘳𝘦 𝘥𝘢 𝘥𝘰𝘷𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘭𝘢 𝘵𝘶𝘢 𝘪𝘮𝘱𝘳𝘦𝘴𝘢 𝘦 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘵𝘰 è 𝘢𝘵𝘵𝘳𝘢𝘵𝘵𝘪𝘷𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘦 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘦 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪?

👉🏻 Delta Navigator ti permette di fare una prima autovalutazione della tua attrattività e individuare le aree su cui concentrare l’attenzione. Scopri di più su www.deltaindex.it

In Lombardia quattro assunzioni previste su dieci sono lavori green: 424.410, più che in qualsiasi altra regione italian...
13/10/2026

In Lombardia quattro assunzioni previste su dieci sono lavori green: 424.410, più che in qualsiasi altra regione italiana.

E non è solo Milano. In testa ci sono Lodi, Bergamo, Mantova e Lecco, territori di capannoni e cantieri.

Il problema è trovare le persone. Per i lavori green le imprese faticano a coprire più di un posto su due (53,4%), contro il 43,7% delle altre professioni.

Per le aziende tre strade:
→ formare in casa i giovani con una base tecnica
→ entrare nei percorsi ITS, dove i tecnici si formano
→ raccontare il lavoro per quello che è: un installatore non m***a solo pannelli, lavora alla transizione energetica

L’analisi completa sul Delta Index Journal, link in bio.



GLI STUDI RENDONO DI PIU', MA HANNO SEMPRE MENO RICAMBIO DI GIOVANI
12/10/2026

GLI STUDI RENDONO DI PIU', MA HANNO SEMPRE MENO RICAMBIO DI GIOVANI

09/10/2026

ANGHILERI: «I GIOVANI SONO LE NOSTRE VERE TERRE RARE»

Per anni il copione è stato lo stesso. Le imprese chiedono allo Stato di rendere l’Italia più attrattiva, mentre migliaia di ragazzi, soprattutto laureati, fanno le valigie. Maria Anghileri, presidente nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria e direttore operativo del Gruppo Eusider, sposta lo sguardo dall’altra parte del tavolo: sulle aziende.

«Anche le aziende devono fare autocritica», dice nell’intervista concessa a Ciclone Z in azienda, la rubrica dell’Osservatorio Delta Index. «Devono capire come poter essere più attrattive verso i giovani e quindi offrire percorsi di crescita, offrire un senso».

Senso è la parola che pesa di più. Perché il ventenne che oggi si presenta a un colloquio non chiede solo quanto guadagnerà. «Chiede anche che impatto l’azienda può avere sul territorio, sul Paese», spiega Anghileri. «Hanno una mentalità molto diversa da quella che avevamo noi». E lo dice includendosi: anche lei appartiene a una generazione diversa da quella di un ventenne di oggi.

È lo stesso filo che attraversa tutta la conversazione. I giovani che cercano lavoro e quelli che il lavoro lo creano, sostiene la presidente, sono più vicini di quanto si pensi. Eppure il mercato vive un paradosso: le imprese non trovano competenze, i ragazzi non trovano opportunità di qualità. Per trattenere un giovane non basta più un posto. Serve un percorso.

I numeri le danno ragione. Il turnover della Generazione Z supera il 45%. Per Anghileri c’è una parte fisiologica, legata alla voglia di sperimentare a vent’anni, ma il dato deve far riflettere le imprese: un giovane non separa più la vita dal lavoro. E i microdati Istat (Istituto nazionale di statistica) elaborati dall’Osservatorio Delta Index mostrano che oltre metà delle assunzioni under 30 passa ancora da una relazione diretta o da una presentazione, non da un annuncio. Non è un male in sé, risponde la presidente, purché le reti si allarghino a università e Its (Istituti tecnologici superiori). «La relazione non deve diventare un recinto».

L’autocritica, però, ha una condizione. «Le imprese devono essere anche messe in condizioni di operare ad armi pari rispetto ai competitor», avverte Anghileri. L’elenco è noto: un costo dell’energia più alto rispetto all’Europa, un cuneo fiscale e contributivo tra i più alti del continente, una tassazione tra le più pesanti. «E questo poi non ci permette di dare un salario competitivo ai giovani».

Il punto è tutto qui. Crescita, senso e impatto sono richieste che un’azienda può soddisfare da sola, cambiando il modo in cui seleziona, forma e accompagna chi entra. Lo stipendio no, o non del tutto. Ma aspettare che il contesto cambi non è una strategia. Per questo Anghileri consegna agli imprenditori una domanda semplice, quasi scomoda, da farsi prima di ogni assunzione: se avessi vent’anni, sceglierei la mia azienda?

07/10/2026

𝐒𝐮 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢 𝐥𝐚 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐚 è 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐚𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢?

Essere presenti online non significa necessariamente essere visibili ai giovani.

Per un’azienda che vuole attrarre nuove generazioni, la domanda non è solo “su quali canali comunichiamo?”, ma soprattutto: “siamo nei luoghi in cui i giovani ci cercano?”

Ne parliamo con Federica Romagna (Career coach e Top Voice LinkedIn) nella prima video-pillola della serie dedicata all’attrattività, nata dalla collaborazione con il nostro Osservatorio.

Perché attrarre significa prima di tutto imparare a farsi conoscere nel modo e nel luogo giusto.

E tu, sai quanto è attrattiva oggi la tua azienda per la Gen Z?



𝘓’𝘢𝘵𝘵𝘳𝘢𝘵𝘵𝘪𝘷𝘪𝘵à 𝘷𝘦𝘳𝘴𝘰 𝘭𝘢 𝘎𝘦𝘯 𝘡 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘪 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘶𝘮𝘦: 𝘴𝘪 𝘰𝘴𝘴𝘦𝘳𝘷𝘢, 𝘴𝘪 𝘮𝘪𝘴𝘶𝘳𝘢, 𝘴𝘪 𝘱𝘶ò 𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘰𝘳𝘢𝘳𝘦.
𝘝𝘶𝘰𝘪 𝘤𝘢𝘱𝘪𝘳𝘦 𝘥𝘢 𝘥𝘰𝘷𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘭𝘢 𝘵𝘶𝘢 𝘪𝘮𝘱𝘳𝘦𝘴𝘢 𝘦 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘵𝘰 è 𝘢𝘵𝘵𝘳𝘢𝘵𝘵𝘪𝘷𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘦 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘦 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪?

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05/10/2026

Anghileri: imprenditori e lavoratori più vicini di quanto si pensi

Siedono ai lati opposti del tavolo del colloquio. Da una parte chi assume, dall’altra chi cerca lavoro. Stessa età, ruoli rovesciati. Viene spontaneo pensare che vogliano cose diverse, se non opposte. Maria Anghileri la vede in un altro modo. È la presidente nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria, il movimento che riunisce gli imprenditori under 40 del sistema confindustriale: giovani, quindi, ma anche datori di lavoro. Ed è la protagonista della nuova serie di videotip di Delta Index Tv, brevi interventi registrati per l’Osservatorio Delta Index, che misura il rapporto tra le aziende e le nuove generazioni. La prima pillola parte proprio da qui: giovani imprenditori e giovani in cerca di occupazione sono la stessa generazione o hanno interessi diversi? La risposta non lascia margini. Secondo Anghileri chi cerca lavoro e chi fa impresa sono «più vicini di quanto si possa pensare»: condividono «le stesse aspettative, gli stessi desideri», cioè «creare un futuro in Italia».

Il paradosso
La vicinanza, però, non basta a farli incontrare. Anghileri lo definisce un paradosso: «Da una parte le aziende non trovano le competenze di cui hanno bisogno e dall’altra i giovani molto spesso non trovano opportunità di qualità». Due ricerche parallele che non si toccano. Le imprese lamentano posizioni scoperte, i ragazzi offerte che non valgono la scelta.

Anghileri: imprenditori e lavoratori più vicini di quanto si pensi
Maria Anghileri, presidente nazionale di Confindustria Giovani
Il posto non basta più
Il primo passo, per la presidente, tocca alle imprese. E il punto è il verbo che usa: non attrarre, ma trattenere. «Per trattenere un giovane non possiamo offrire solo un posto di lavoro, ma dobbiamo anche offrire un percorso»: crescita, formazione e un salario competitivo.

È un cambio di prospettiva che molte aziende faticano ancora a fare. Per la Generazione Z un contratto non è un traguardo, è un punto di partenza: conta capire dove porta. Se l’azienda non lo dice, o non lo sa, il giovane lo va a cercare altrove. Nel modello dell’Osservatorio Delta Index è il pilastro Trattenere, l’ultimo dei quattro dopo Attrarre, Selezionare e Formare. Ed è significativo che a indicarlo come responsabilità delle imprese sia chi le rappresenta.

La parte del Paese
Le aziende, però, non possono farcela da sole. Anghileri chiede al Paese «di fare la sua parte» e di mettere le imprese italiane nelle condizioni di competere con quelle europee, che pagano meno tasse sul lavoro. Il nodo è il cuneo fiscale contributivo, cioè la distanza tra quanto un’azienda spende per un dipendente e quanto quel dipendente trova in busta paga.

Secondo l’ultimo rapporto Taxing Wages dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, in Italia il cuneo per un lavoratore single con retribuzione media pesa il 45,8% del costo del lavoro. La media dei 38 Paesi membri è del 35,1%: oltre dieci punti di distanza. Tradotto: a parità di costo per l’impresa, al giovane arriva meno. E un salario competitivo diventa più difficile da offrire.

La leva fiscale è nelle mani dello Stato. Il percorso, invece, si decide dentro l’azienda. Ed è da lì che, secondo la presidente dei Giovani Imprenditori, bisogna cominciare.

Intervista di Bruno Bonassi
Immagini di Gian Vittorio Frau

𝗜𝗟 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗧𝗔 𝗡𝗔𝗩𝗜𝗚𝗔𝗧𝗢𝗥 𝗚𝗥𝗔𝗧𝗨𝗜𝗧𝗢Un'azienda meccanica era sicura: il problema dei giovani è la formazione. Il Delta Navi...
05/10/2026

𝗜𝗟 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗧𝗔 𝗡𝗔𝗩𝗜𝗚𝗔𝗧𝗢𝗥 𝗚𝗥𝗔𝗧𝗨𝗜𝗧𝗢

Un'azienda meccanica era sicura: il problema dei giovani è la formazione. Il Delta Navigator le ha detto altro. Il punto debole era la selezione.

Forse non serve insegnare di più. Serve scegliere meglio.

Il Delta Navigator è il nuovo strumento gratuito dell'Osservatorio Delta Index: in circa dieci minuti mostra dove si inceppa il rapporto tra la tua impresa e la Generazione Z. Il consiglio è compilarlo in due, l'imprenditore insieme a chi affianca i ragazzi ogni giorno. Se le risposte non combaciano, è già un'informazione.

📩 Richiedilo a [email protected] (link in bio)
🎥 Ogni settimana Federica Romagna racconta qui una domanda del questionario

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05/10/2026

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Un'azienda meccanica era sicura: il problema dei giovani è la formazione. Il Delta Navigator le ha detto altro. Il punto debole era la selezione.

Forse non serve insegnare di più. Serve scegliere meglio.

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