Pur vittorioso, il nostro Paese uscì drammaticamente provato da tre anni di conflitto: i reduci di quella terribile esperienza ed in particolare gli Alpini, temprati dai combattimenti in montagna e uniti dal loro granitico spirito di corpo, decisero di unirsi e fare qualcosa di concreto per aiutare le famiglie dei commilitoni e per non disperdere il patrimonio di solidarietà e valori umani che si
era creato sulle creste e nelle trincee. Fondamentale fu il ruolo di Arturo Andreoletti (1884-1977) alpinista, ufficiale pluridecorato, appassionato e intelligente: sotto la sua spinta e quella di altri fondatori l’8 luglio del 1919 si costituì l’Associazione Nazionale Alpini. L’idea prese forma a Milano, dove, nella Birreria Spatenbräu di Angelo Colombo, pure lui tra i fondatori, si riunivano i reduci. L’Ana è un’associazione apartitica e si propone di: tenere vive e tramandare le tradizioni degli Alpini, difenderne le caratteristiche, illustrarne le glorie e le gesta; rafforzare tra gli Alpini di qualsiasi grado e condizione i vincoli di fratellanza nati dall’adempimento del comune dovere verso la Patria e curarne, entro i limiti di competenza, gli interessi e l’assistenza; favorire i rapporti con i Reparti e con gli Alpini in armi; promuovere e favorire lo studio dei problemi della montagna e del rispetto dell’ambiente naturale, anche ai fini della formazione spirituale e intellettuale delle nuove generazioni; promuovere e concorrere in attività di volontariato e Protezione Civile, con possibilità di impiego in Italia e all’estero, nel rispetto prioritario dell’identità associativa e della autonomia decisionale. L’Associazione Nazionale Alpini a inizio 2021 registrava oltre 330mila soci, con 80 Sezioni in Italia, 30 nelle varie nazioni del mondo, più 8 gruppi autonomi: cinque in Canada (Calgary, Sudbury, Thunder Bay, Vaughan e Winnipeg), in Colombia, Slovacchia e a Vienna. Le Sezioni si articolano in circa 4.400 Gruppi. Ai circa 250mila soci ordinari si aggiungono circa 80mila Aggregati.