Il complesso territoriale, stupendo quanto delicato, che si estende tra Bergotto, Corchia, Belforte, il passo della Cisa e il monte Molinatico è una delle ricchezze che fanno del territorio Bercetese e Borgotarese una fonte di energia per gli abitanti e per chi viene anche soltanto periodicamente a rigenerarsi. È un complesso in cui ciascuno dei cinque territori citati ha una ricchezza da offrire
che è tanto unica quanto, oggi, in pericolo. Negli anni in questo territorio si è spesa molta energia da parte degli abitanti e delle amministrazioni che via via l’hanno governato e che hanno affrontato la scelta della valorizzazione del grande patrimonio che lo compone. Un’energia fatta anche di gravosi investimenti economici che negli anni hanno portato i loro frutti. Questi sono andati a finanziare progetti di riscoperta dei percorsi, dei borghi, dei boschi e del paesaggio. Una sequela di progetti di valorizzazione che finalmente tra l’anno 2015 e oggi hanno ormai trovato una solida direzione imboccata grazie allo slancio iniziale. In particolare il complesso di Belforte e Corchia è da anni meta del turismo di passaggio e nuovo luogo di residenza per i sempre più numerosi abitanti della montagna. Negli anni esso si è reso attrattivo grazie alla particolare caratterizzazione dei due borghi medievali che ancora custodiscono un patrimonio materiale unico. La valorizzazione dei percorsi di trekking (come il sentiero delle miniere, il sentiero dei saggi, il sentiero delle carbonaie solo per citarne alcuni), il turismo e-bike che si muove sui percorsi aperti grazie all’ormai rodata attività di Berceto By Bike, la caratteristica attrazione del settore gastronomico (come la produzione della farina di castagne e della particolarissima pizza cotta nei testi conosciuta ovunque), la presenza di caratteristici caseggiati storici e i numerosi tipici essiccatoi che si incastrano meravigliosamente nell’intera struttura dei borghi in arenaria. Tutto questo costituisce un’attrattiva senza precedenti che mai si era registrata tanto alta nelle frazioni, cosiddette luoghi minori, negli ultimi vent’anni. Fanno da potente attrattore le importanti attività del Consorzio del Fungo così come le organizzate squadre di caccia che, insieme alle aziende biologiche di successo presenti nella zona, hanno portato la conoscenza delle tipicità del luogo tra i frequentatori soprattutto del Nord Italia.
È questo insomma un piccolo mondo che si trova in un delicato equilibrio ma che offre quella famosa e possibile via d'uscita dalla crisi delle città metropolitane e che sta oggi ormai evidentemente andando a rispondere al sempre maggiore bisogno di montagna che da qualche anno gli osservatori registrano sul piano nazionale.