08/09/2026
L’ultimo appuntamento della giornata è sempre con me.
In questo periodo le giornate sono diventate ancora più intense.
Nuovi impegni nell’insegnamento delle Scienze Motorie, il lavoro in studio, gli atleti da seguire, programmi da costruire, persone da accompagnare verso i propri obiettivi.
Poi arriva la sera.
E, quando tutto sembra finito, rimane ancora un appuntamento.
Il mio.
Metto le scarpe, esco e torno nel luogo in cui ritrovo me stessa: il movimento, il respiro, la fatica, quella sensazione meravigliosa di sentire il corpo vivo.
Perché più cresce il mio lavoro, più sento una responsabilità:
non limitarmi a parlare di attività fisica.
Viverla.
Non posso chiedere agli altri di trovare tempo per la propria salute se sono la prima a dimenticarmi della mia.
Non è una questione di perfezione.
È una questione di coerenza.
Studio il movimento.
Lo insegno.
Lo utilizzo ogni giorno nel mio lavoro.
Ma continuo anche a praticarlo, ad allenarmi, a sperimentarlo sul mio corpo.
Perché credo che il modo più potente di trasmettere qualcosa sia essere, per primi, ciò in cui crediamo.
E così, dopo essermi occupata per tutta la giornata degli obiettivi degli altri, arriva finalmente il mio.
Allenarmi non è il tempo che rimane.
È il tempo che proteggo.
Perché prendermi cura di me è anche ciò che mi permette, ogni giorno, di prendermi cura meglio degli altri. ❤️