28/03/2026
Ci spiace constatare come Cronache Maceratesi non si sia accorta dei tanti cittadini e delle Associazioni che si sono mobilitate per impedire l'estremo scempio che potrebbe essere arrecato all'Appennino dalla installazione di decine di gigantesche pale eoliche che poco gioverebbero all'approvvigionamento energetico quanto invece a soddisfare gli appetiti speculativi di varie multinazionali.
Accettare simili progetti significherebbe, non solo distruggere per sempre un paesaggio unico e ricco di biodiversità, ma dissipare immani risorse economiche del PNRR che potrebbero, anzi, dovrebbero invece essere destinate ad una vera rivoluzione energetica a beneficio dei cittadini e delle imprese del territorio senza ulteriore consumo di suolo!
Il punto non è "eolico sì o eolico no" in senso assoluto, ma quale eolico e su quali basi scientifiche si decide di impegnare le risorse pubbliche del PNRR e il futuro del nostro paesaggio.
La "concretezza" che taluni invocano rispetto alla astratta inconcludenza di cui siamo accusati noi e tanti cittadini passa necessariamente per il rigore dei dati.
Ecco i fatti che ci spingono a una posizione di estrema cautela:
• Dati obsoleti: la quasi totalità dei progetti presentati dalle multinazionali per il nostro Appennino non contiene indagini anemometriche recenti della durata di un anno (standard minimo per l'affidabilità). Molte imprese richiamano dati di rilevazione della Politecnica delle Marche risalenti al 2010, basati su indagini (tipo Enel, Edison, etc..) ancora precedenti.
• Mutamento climatico: utilizzare dati di oltre 15 anni fa è tecnicamente azzardato. Le variazioni climatiche dell'ultimo decennio hanno modificato i regimi dei venti; basare investimenti milionari su statistiche pre-2010 non garantisce alcuna certezza sulla reale capacità di produzione energetica.
• Efficienza vs Speculazione: senza indagini anemometriche attuali e in situ (non stime su larga scala), il rischio è di costruire "cattedrali nel deserto" con pale gigantesche che devastano la biodiversità senza produrre l'energia promessa. Questo non è beneficio per i cittadini, ma dissipazione di risorse pubbliche a favore di profitti privati garantiti dagli incentivi.
La vera rivoluzione energetica per noi significa fare ricorso ad un mix di energia diffusa e di prossimità come suggerito da ISPRA E CNR (fotovoltaico sui tetti, efficientamento edilizio, geotermico, riorganizzazione ed efficientamento dell’idroelettrico dove esistente con rigenerazione dei bacini artificiali e dei poveri fiumi da decenni abbandonati nel degrado) che non consuma suolo vergine, non distrugge l'ecosistema montano e abbatte i costi direttamente in bolletta per le famiglie, anziché centralizzare la produzione in mano a pochi grandi player.
Detto questo, non abbiamo nessuna intenzione di alimentare ulteriori sterili contrapposizioni da social.
Siamo tutti cittadini e subiremo tutti gli stessi effetti di scelte politico-amministrative sbagliate!
Pertanto invitiamo tutti a riflettere sul fatto se sia più o meno "concreto" autorizzare scempi permanenti basandosi su carte vecchie di tre lustri, o se invece non sia più serio pretendere progetti trasparenti e aggiornati anche alle nuove tecnologie prima di toccare un solo metro di crinale a spese nostre!🦉
GAGLIOLE - I vertici nazionali e regionali di Legambiente contro il diniego della Regione al progetto che prevedeva la realizzazione di nove pale da 180 metri di altezza: «Narrazione che vuole terrorizzare circa l'invasione di questi impianti: ma a distruggere la natura non saranno loro, ma il camb...