Manteniamo vive Cerimonie, insegnamenti di Ruota di Medicina e tradizioni locali per ritrovare armonia con noi stessi, con la Terra e con i nostri Antenati. ALLE SORELLE ED AI FRATELLI DEL CERCHIO SENZA NOME
Non sono un indiano, e non ricordo affatto di esserlo stato in altre eventuali vite: e da piccolo, al cinema, non ho mai parteggiato a favore dei Pellerossa in modo particolare. E nemmeno so
come e per qual motivo io sia venuto in contatto, ormai vent’anni fa, con i vari aspetti di questa realtà e come sia successo che gli insegnamenti della Ruota di Medicina mi abbiano teso un agguato in modo tale da coinvolgermi del tutto. Nemmeno questo io so: conosco solo ciò che percepisco, ciò che sento riguardo alla “Bellezza” di questo Sentiero. Ma il percepire, il sentire, non sono di certo sufficienti. Qualsiasi percezione, pur soffusa di bellezza, se resa immobile, può lentamente venir ricoperta della polvere del quotidiano e allontanarsi sempre più fino a scomparire all’orizzonte. Oppure questo “sentire” diventa qualcosa, un atto, una reazione. Il Verbo deve diventare Carne, dentro e fuori di noi. “Walk your talk”, fa camminare le tue parole, è un messaggio chiaro. E allora queste righe saranno per tutti coloro che vogliono far qualcosa, che vogliono operare con l’intento della guarigione per Madre Terra e per ogni altra Vita, dalla roccia che soffre in silenzio, all’albero ingrigito, al falco accecato, alla gente incurvata sotto un fardello troppo pesante, al Piccolo Popolo che si sta allontanando da quei luoghi dai quali la bellezza è stata cacciata. La fatica di essere individui che cercano la buona relazione con il Tutto, che cercano il sorriso dentro e fuori di sé. Non serve granché costruire monumenti “più duraturi del bronzo”. Serve piuttosto comprendere che per muoversi sulla strada dell’intento, di questo intento, sono necessarie attenzione, costanza e umiltà.
È quindi il caso di non andarsene in giro tanto “giusto quando lo sento”, né tanto meno di ritenere un gesto, una parola “troppo piccoli, insignificanti, inutili”. Questi sono solo piccoli esempi, ma possono raccontarci qualcosa sulla differenza tra lavorare e perdere tempo. Personalmente lavorare bene significa continuare sul sentiero della Ruota di Medicina come percorso sacro personale, collettivo, planetario. Io credo che questo sia solo uno dei diversi sentieri che si possono intraprendere. Una sola condizione ritengo necessaria: al di fuori di coercizioni o dispersioni, la volontà di riportare alla coscienza il significato e la forza del mondo spirituale, ridando consapevolezza e vita all’antico ricordo di quello stesso legame che ci unisce sia all’Uno che allo Spirito della più piccola pianta. Che possiate camminare in Bellezza
Paolo Puma Dorato Orso
Trieste, 1 gennaio 2004 n°1
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I figli sono come gli aquiloni:
Insegnerai a volare ma non voleranno il tuo volo;
Insegnerai a sognare ma non sogneranno il tuo sogno;
Insegnerai a vivere ma non vivranno la tua vita. Ma in ogni volo, in ogni sogno e in ogni vita Rimarrà per sempre l’impronta dell’insegnamento ricevuto. Santa Teresa di Calcutta