01/09/2026
In giorni come questo ogni parola appare superflua.
Il fuoco brucia, distrugge, uccide. Non chiede permesso, entra prepotentemente e può spazzare via in pochi istanti coltivazioni, boschi, case, animali. E, come questa tragedia ci ricorda nel modo più doloroso, può spezzare una vita.
Ci uniamo al dolore della famiglia di Salvatore Giglia, dei suoi amici e dell’intera comunità di Ciminna.
La Pro Loco Baucina è un’associazione composta in gran parte da giovani. Non tutti noi conoscevamo personalmente Salvatore, ma forse proprio la vicinanza anagrafica rende ancora più difficile accettare quanto accaduto. Poteva essere un nostro amico, un nostro compagno di scuola, una persona incontrata a una festa o in una piazza dei nostri paesi. Uno di noi.
Per questa ragione, in segno di rispetto, abbiamo deciso di annullare i consueti festeggiamenti che avrebbero dovuto seguire la conclusione della Sagra del Grano.
Ma crediamo anche che il cordoglio, da solo, non possa essere sufficiente.
Come associazione che vive per il territorio e che prova ogni giorno a valorizzarlo, sentiamo che sia arrivato il momento di una rivoluzione culturale nel modo in cui le nostre comunità affrontano il problema degli incendi. Non possiamo affidare soltanto alla repressione e alla ricerca dei responsabili la lotta contro i roghi. È indispensabile interve**re prima: con la prevenzione, con l’informazione, con la responsabilizzazione e soprattutto con un cambiamento profondo della mentalità collettiva.
Dobbiamo arrivare al punto in cui appiccare un fuoco nelle nostre campagne venga inteso come un gesto inaccettabile contro l’intera comunità.
Per questo la Pro Loco Baucina intende promuovere un forum aperto alle associazioni, alle istituzioni e alle forze sociali del territorio, per costruire insieme nuove iniziative di informazione e sensibilizzazione contro gli incendi e avviare un percorso che coinvolga sempre di più le nostre comunità.
Perché quanto accaduto non venga dimenticato quando il dolore di questi giorni sarà meno forte.
E perché la morte di un ragazzo di 26 anni non rimanga soltanto una tragedia da piangere, ma diventi anche un monito capace di cambiare qualcosa.