17/06/2026
Cari amici, il 23 giugno, a Salerno (Arco Catalano, via Mercanti, 67), ore 20,30, abbiamo la fortuna di avere una presenza straordinaria nelle celebrazioni per il Trentennale di Casa della poesia (1996-2026): Ismaël Diadié Haïdara, uno dei più grandi rappresentanti della poesia e della cultura africana. Il poeta maliano, che vive esule in Spagna, ripercorrendo a ritroso la strada dei suoi antenati, presenterà e leggerà poesie del suo primo libro italiano "Tebrae", magistralmente tradotto di Rossella Nicolò e Giancarlo Cavallo (Multimedia Edizioni, 2026) che introdurranno al poeta e al libro.
È davvero un appuntamento imperdibile.
Ringraziamo la Provincia di Salerno, il Presidente dott. Giuseppe Parente e la Dirigente Settore Reti e Sistemi Culturali Ing. Gioita Caiazzo.
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Vi invitiamo ad essere con noi e ad aiutarci a coinvolgere amici e appassionati.
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Ismaël Diadié Haïdara è l’ultimo discendente di Alí ben Ziyad Al-Quti, cittadino di Toledo espulso dalla città nel 1468 e emigrato a Timbuctù. Scrittore, storico, filosofo maliano poliglotta, ha raggiunto altissimi livelli poetici con i suoi versi. Nella tradizione più antica una tebría è un’unità poetica composta da una struttura breve (uno o due versi), un genere minore della letteratura del Sahara meridionale, di solito praticato dalle donne del deserto per esprimere il loro sguardo sull’amore. Ismaël ha ripreso e arricchito questo genere poetico, rinnovandolo. Ha fondato una biblioteca che conserva antichi manoscritti (Fondo Kati, 12.714 manoscritti di eredità andalusa). Vive in esilio in Spagna dopo la ribellione tuareg del 2012 e la conquista di Timbuctù da parte dei jihadisti. Haidara, poeta che ha vissuto l'esilio e la guerra, utilizza la poesia come strumento per lottare per la libertà e la speranza. I suoi reading sono potenti testimonianze di come l'arte e la cultura possano sostenere lo spirito umano in tempi difficili.