26/06/2026
SCIOPERO GENERALE REGIONALE
(“eh, ma per l’Italia non manifestate mai”, cit.)
APPUNTAMENTI:
🗓️ 30 Giugno ore 17.30 – Presidio ed assemblea aperta di lancio
📍Piazza Ferrarese (Bari)
🗓️ 10 Luglio ore 10:00 – SCIOPERO REGIONALE e corteo
📍Piazza Prefettura
Contro l’aumento Irpef su stipendi e pensioni. Per una sanità pubblica di qualità, politiche sociali e salari dignitosi per lavoratori e lavoratrici.
Rivendichiamo:
- Un audit pubblico e popolare che possa verificare le spese e le condizioni del sistema sanitario regionale;
- La cessazione della prassi parassitaria dell’intramoenia;
- Il No all’aumento delle spese militari e alla conversione bellica dell’economia, corresponsabile dello stato di guerra permanente e del genocidio del popolo Palestinese;
- Investimenti su sanità, politiche sociali e istruzione;
- Introduzione di una tassa patrimoniale che tragga risorse dai redditi milionari;
- Cancellazione degli aumenti Irpef, il deficit lo paghi chi ha fatto profitti sulla nostra salute!
Per questo facciamo appello a tutte le realtà politiche, sindacali, sociali e alla cittadinanza per l’organizzazione di uno sciopero generale regionale e di una relativa manifestazione da tenersi il 10 luglio 2026 che sia l’inizio di una mobilitazione per una Sanità realmente pubblica e di qualità.
SCIOPERO GENERALE REGIONALE
10 luglio
Contro l’aumento Irpef su stipendi e pensioni. Per una sanità pubblica di qualità, politiche sociali e salari dignitosi per lavoratori e lavoratrici.
Il Presidente della Regione Puglia ha deciso di ridurre il deficit della sanità regionale con l’aumento della tassazione Irpef sulle pensioni e sui salari di lavoratori e lavoratrici dipendenti.
Una decisione presa in maniera unilaterale, imposta dall'alto senza consultare le parti sociali.
Sicuramente è vero che la sanità pugliese soffre, come altre Regioni, dei tagli verticali iniziati dai governi precedenti con l’attacco al Sistema Sanitario Nazionale (e la regionalizzazione dello stesso, che ha comportato gravi diseguaglianze territoriali) e intensificati dall’attuale Governo, grazie soprattutto alla f***e scelta di portare al 5% del Pil le spese militari.
Tuttavia questo non basta a giustificare una decisione che fa dei lavoratori e delle lavoratrici il capro espiatorio di una gestione della sanità che da decenni favorisce solo i profitti del capitale privato.
L’aumento Irpef non viene infatti introdotto in un’ottica di rilancio del sistema sanitario regionale, ma per coprire parzialmente un buco di bilancio e mantenendo uno status quo fatto di liste di attesa infinite, viaggi della speranza nelle Regioni settentrionali e strutture ospedaliere che restano chiuse o sottoutilizzate; lo spreco dell'ospedale Covid alla Fiera, abbandonato dopo milioni di investimenti, ne è la prova evidente.
È una decisione che sa tanto di beffa, che attacca i salari e le pensioni di lavoratori e lavoratrici già messi e messe in difficoltà da contratti collettivi indecenti, aumenti dei canoni d’affitto anche legati al processo di turistificazione selvaggia del nostro territorio e dalla totale assenza di politiche sociali.
Un disastro causato dalle amministrazioni regionali e dal Governo Meloni che viene, ancora una volta, scaricato sulle spalle di chi lavora e fruisce di servizi pubblici sempre meno efficienti.
Sottolineiamo che la soluzione non può certamente essere quella suggerita dal centrodestra di acquisire le risorse necessarie tagliando i finanziamenti al comparto del trasporto pubblico locale, che sarebbe un modo come un altro per togliere diritti e servizi alla cittadinanza non intervenendo alla radice del problema.
Rivendichiamo invece:
- Un audit pubblico e popolare che possa verificare le spese e le condizioni del sistema sanitario regionale;
- La cessazione della prassi parassitaria dell’intramoenia;
- Il No all’aumento delle spese militari e alla conversione bellica dell’economia, corresponsabile dello stato di guerra permanente e del genocidio del popolo Palestinese;
- Investimenti su sanità, politiche sociali e istruzione;
- Introduzione di una tassa patrimoniale che tragga risorse dai redditi milionari;
- Cancellazione degli aumenti Irpef, il deficit lo paghi chi ha fatto profitti sulla nostra salute!
Per questo facciamo appello a tutte le realtà politiche, sindacali, sociali e alla cittadinanza per l’organizzazione di uno sciopero generale regionale e di una relativa manifestazione da tenersi il 10 luglio 2026 che sia l’inizio di una mobilitazione per una Sanità realmente pubblica e di qualità.
APPUNTAMENTI:
30 Giugno – Presidio ed assemblea aperta di lancio, ore 17.30, Piazza Ferrarese (Bari)
10 Luglio – SCIOPERO REGIONALE e corteo (Concentramento Piazza Prefettura ore 10)
Primi firmatari:
Unione Sindacale di Base - Puglia
Partito di Alternativa Comunista
Spazio 17 - Bari
Global Sumud Puglia
Casa del Popolo Silvia Picci - Lecce
Potere al Popolo
Osa
Cambiare Rotta
Fronte di Lotta No Austerity
Associazione culturale Welcome to the World - Bari