Bread&Roses spazio di mutuo soccorso

Bread&Roses spazio di mutuo soccorso Bread&Roses è uno spazio di mutuo soccorso. Nato a Bari il 24marzo 2016da un atto di riappropriazione Questo vuole essere BREAD&ROSES - spazio di mutuo soccorso.

Nasce a Bari, il 24 marzo 2016, da un atto di riappropriazione. Un luogo pubblico abbandonato è stato liberato e restituito alla città.

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A Bari nasce Bread&Roses - Spazio di Mutuo Soccorso

Pane e rose, il corpo e l’anima, bisogni materiali e immateriali, desiderio di cibo e di bellezza. Questa mattina abbiamo aperto il cancello di uno spazio abbandonato e da lungo tempo in disuso come tanti

nella nostra città. La nostra volontà è quella di far rivivere il giardino di Villa Capriati insieme alla sua cascina adiacente per avviare un percorso di autorecupero di un bene comune, come atto di bellezza da restituire alla città. Siamo precari e precarie, studenti e studentesse, soggetti lgbtq e semplici cittadin* con la voglia di attivare uno spazio di mutuo soccorso che ci sottragga alla marginalità e ci faccia sentire protagonist* della nostra vita e non più fantasmi in una società sempre più minacciosa ed invivibile. Tutto questo è emerso durante la campagna RifacciamoLa, che ci ha impegnat* in diversi incontri seminariali nell’Università di Bari e successivamente in un’assemblea pubblica tra singoli e singole, associazioni, collettivi ed organizzazioni politiche cittadine, dove è emersa l’urgenza di riappropriarsi di spazi in città che potessero dare voce ai nostri bisogni e concretezza alle nostre necessità quotidiane. Uno spazio dover poter costruire un laboratorio politico e sociale eterogeneo e conflittuale e allo stesso tempo rispondere ai bisogni immanenti delle soggettività più emarginate, aperto all’incontro di esperienze di cooperazione, di rivendicazione e di lotta per i propri diritti. Bread&Roses sarà uno spazio dove progetti e pratiche di autogestione produttiva e di trasformazione sociale già presenti in città possano incontrarsi, riprodursi e sostenersi reciprocamente creando reti solidali attive sul territorio. Uno spazio meticcio dove le alterità di genere, di colore della pelle e di orientamento sessuale siano valorizzate e non schiacciate, libere di esprimersi e non represse. Bread&Roses è un sogno, la riappropriazione di uno spazio comune come mezzo necessario per costruire embrioni di una società realmente democratica ed orizzontale, dove si possa essere attori partecipi dei processi decisionali, attraverso la condivisione e l’autogestione collettiva.

Il Bread&Roses è spazio di produzioni e diffusione di cultura e musica dal basso, fuori dalle regole del profitto e dell...
09/09/2026

Il Bread&Roses è spazio di produzioni e diffusione di cultura e musica dal basso, fuori dalle regole del profitto e della competizione. Il diritto e il libero accesso avviene grazie al supporto mutualistico dei prodotti della rete agroalimentare fuorimercato che vanno ad approvvigionare il bar e la cucina. Bere e mangiare al B&Rs è sinonimo di bevande e cibo di qualità, buono e accessibile. Dopo il successo del Manine di Lucertolone festival nel cuore dell'estate, venerdì e sabato arriva il Sunny dust path.

Melodie blueseggianti, atmosfere desertiche, distorsioni e ritmiche taglienti e alternative, arricchite da attitudine e voglia di dire no: un minestrone di sonorità e progetti carichi di sorprese. Un viaggio di due giorni da intraprendere collettivamente lungo il Sunny Dust Path 🌞.

DAY 1 - 11 SETTEMBRE, START ORE 20:00

🚬 BOB CILLO & MAFIA TRUNK
Quattro compagni perdutamente innamorati di blues e irrimediabilmente intossicati di garage rock'n'roll. Bob Cillo & Mafia Trunk infondono nuova linfa vitale nel genere che amano creando un sound di sicuro impatto creativo e freschezza espressiva.

🌈 RAINBOW BRIDGE
I Rainbow Bridge nascono nel 2006 ispirati dalle sonorità della Jimi Hendrix Experience dando un tocco personale con una forte attitudine blues pesante e arricchito da jam psichedeliche.

🌳 THE APULIAN BLUES FOUNDATION
L'idea alla base de The Apulian Blues Foundation nasce tra le dune di Maspalomas, nell'isola di Gran Canaria. Un sound monolitico delle terre desertiche e aride pugliesi, dando vita a un sound Delta-Stoner e Bluesy Doom.

DAY 2 - 12 SETTEMBRE, START ORE 21:00

🌒 COMMA
Un gruppo alternative-rock pugliese che dà vita a un universo musicale ricco di molteplici
sfumature. Un suono ricco di strutture armoniche complesse tipiche math rock: una musica che si muove su traiettorie inaspettate e intrise di distorsioni.

🔪 SUTURA (Roma)
Strappare, tagliare e ricucire e di nuovo lacerare: questo è per le Sutura la musica.
Tre musiciste che danno vita ad una band Riot Grrl, con sonorità malinconiche, dark e rabbiose.

📍 Bread & Roses - Via Giovanni Amendola, 189/A

Grafiche:

Rami Massad, coordinatore del Popular Art Centre مــركز الفـــــن الشــــــعبي, su Jacobin Italia racconta l'assedio imp...
07/09/2026

Rami Massad, coordinatore del Popular Art Centre مــركز الفـــــن الشــــــعبي, su Jacobin Italia racconta l'assedio imposto ai palestinesi in Cisgiordania e le azioni per resistere, dal basso e con la solidarietà internazionale.

A fine luglio il Popular art centre (Pac), organizzazione sociale, economica e culturale radicata in Cisgiordania, presente anche a Gaza, ha fatto circolare un appello internazionale indirizzato ai popoli liberi del mondo che in Italia è stato diffuso da varie organizzazioni solidali.

Partendo proprio dai temi di questo appello abbiamo intervistato Rami Massad, coordinatore di Pac.

👉 Leggi l’intervista di Gianni De Giglio e Lucy a Rami Massad sul sito https://jacobinitalia.it/con-le-comunita-contro-il-blocco/

𝙄𝙚𝙧𝙞 𝙖 𝙂𝙧𝙤𝙩𝙩𝙖𝙜𝙡𝙞𝙚 𝙖 La Notte dei Briganti, 𝙥𝙚𝙧 𝙡𝙖 𝙨𝙚𝙘𝙤𝙣𝙙𝙖 𝙖𝙨𝙨𝙚𝙢𝙗𝙡𝙚𝙖 𝙫𝙚𝙧𝙨𝙤 𝙡𝙖 𝙢𝙖𝙣𝙞𝙛𝙚𝙨𝙩𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 '𝙏𝙖𝙧𝙖𝙣𝙩𝙤 𝙇𝙞𝙗𝙚𝙧𝙖' 𝙙𝙞 𝙤𝙩𝙩𝙤𝙗𝙧𝙚....
30/08/2026

𝙄𝙚𝙧𝙞 𝙖 𝙂𝙧𝙤𝙩𝙩𝙖𝙜𝙡𝙞𝙚 𝙖 La Notte dei Briganti, 𝙥𝙚𝙧 𝙡𝙖 𝙨𝙚𝙘𝙤𝙣𝙙𝙖 𝙖𝙨𝙨𝙚𝙢𝙗𝙡𝙚𝙖 𝙫𝙚𝙧𝙨𝙤 𝙡𝙖 𝙢𝙖𝙣𝙞𝙛𝙚𝙨𝙩𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 '𝙏𝙖𝙧𝙖𝙣𝙩𝙤 𝙇𝙞𝙗𝙚𝙧𝙖' 𝙙𝙞 𝙤𝙩𝙩𝙤𝙗𝙧𝙚. È stata un'altra occasione per ascoltare il racconto di una lotta di classe che rompe retaggi economici e politici ormai incompatibili con la voglia di giustizia. Una lotta di classe che fa uso della sentenza del tribunale di Milano non per affermare la priorità della strada giudiziaria, bensì per afferrare quel che resta ancora del diritto alla giustizia. Del diritto a vivere e lavorare dignitosamente, a rimettere al centro la cura, la riproduzione sociale, la salubrità delle vite. Vite non più conciliabili con la continuità produttiva dell'ex-Ilva, che sia essa declinata con la decarbonizzazione o con i forni elettrici o con impianti all'idrogeno. Policy, così le chiamano, sbandierate non solo da governi e imprenditori, ma purtroppo anche da forze sindacali (confederali e alcuni di base) sempre più ambigue con la loro ormai spruzzata tossica di greenwashing.

Non si sa se si arriverà fino in fondo, ma la mobilitazione è ormai in corso, 𝙪𝙣'𝙖𝙩𝙩𝙞𝙫𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙘𝙤𝙡𝙡𝙚𝙩𝙩𝙞𝙫𝙖 𝙙𝙖𝙡 𝙗𝙖𝙨𝙨𝙤, 𝙘𝙝𝙚 𝙥𝙚𝙣𝙨𝙖 𝙚 𝙥𝙧𝙤𝙜𝙚𝙩𝙩𝙖 𝙪𝙣𝙖 𝙏𝙖𝙧𝙖𝙣𝙩𝙤 𝙘𝙤𝙣 𝙪𝙣 𝙛𝙪𝙩𝙪𝙧𝙤 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙤 𝙙𝙖 𝙘𝙤𝙨𝙩𝙧𝙪𝙞𝙧𝙚, 𝙚𝙘𝙤𝙨𝙤𝙨𝙩𝙚𝙣𝙞𝙗𝙞𝙡𝙚, 𝙘𝙤𝙣𝙫𝙚𝙧𝙜𝙚𝙣𝙙𝙤 𝙨𝙪 𝙥𝙧𝙤𝙜𝙚𝙩𝙩𝙞 𝙛𝙖𝙩𝙩𝙞𝙫𝙞 𝙙𝙞 𝙨𝙫𝙞𝙡𝙪𝙥𝙥𝙤 𝙖𝙡𝙩𝙚𝙧𝙣𝙖𝙩𝙞𝙫𝙤. Una Taranto che non chiede, ma pretende un risarcimento, partendo dallo smantellamento degli impianti, dalle sue bonifiche grazie alle quali è realizzabile anche la tutela dei redditi e della salute della comunità operaia tutta, dal riconoscimento delle malattie per amianto. Questa è la giusta declinazione della parola sicurezza: di reddito, sanitaria, ambientale. Questo è un Piano Taranto socialmente integrato al territorio, per godersi le bellezze della città e di tutto il suo territorio attorno.

𝘿𝙖 𝘽𝙖𝙧𝙞 𝙞𝙣 𝙖𝙨𝙘𝙤𝙡𝙩𝙤, 𝙢𝙖 𝙖𝙣𝙘𝙝𝙚 𝙥𝙚𝙧 𝙧𝙖𝙘𝙘𝙤𝙣𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙥𝙧𝙖𝙩𝙞𝙘𝙝𝙚 𝙢𝙪𝙩𝙪𝙖𝙡𝙞𝙨𝙩𝙞𝙘𝙝𝙚 come forme per condividere e scambiare conoscenze, saperi, esperienze di lavoro, di reddito. Per riaffermare il nostro supporto alla lotta per la difesa del fiume Tara, contro la discarica al quartiere Paolo VI. È in queste attivazioni che si possono creare le condizioni di nuove comunità, fondate sul reciproco riconoscimento, il mutuo sostegno, il rispetto del proprio territorio, della Terra tutta. Embrioni di nuove formazioni sociali attraverso cui realizzare convivenza che permettano di attrezzarsi per far fronte all'avanzare del collasso climatico con tutti i suoi effetti devastanti.

Dopo la raccolta dei pomodori e la trasformazione, anche quest'anno i vasetti della salsa SfruttaZero arrivano al B&Rs n...
28/08/2026

Dopo la raccolta dei pomodori e la trasformazione, anche quest'anno i vasetti della salsa SfruttaZero arrivano al B&Rs nel magazzino dell'Emporio Fuorimercato al Bread&Roses, pronti per spedizioni, consegne e solidarietà con la Palestina. Qui dall'ANSA-BARI, 25 AGO.

"Nel pieno della raccolta a dei pomodori per la salsa Sfruttazero, abbiamo ricevuto da Popular art centre dalla Palestina un appello indirizzato a tutti i popoli liberi del mondo". Lo fanno sapere i componenti della Comunità agricola che nei terreni di Japigia, quartiere a sud di Bari, da quasi un decennio coltivano pomodori e producono la salsa Sfruttazero di Solidaria, la rete che a Bari promuove una agricoltura sostenibile e solidale.
"Dall'estate del 2023 costruiamo una relazione diretta con Popular Art Centre مــركز الفـــــن الشــــــعبي, - spiegano - una rete presente sia a Gaza che in Cisgiordania fondata sulla costruzione di comunità artistico teatrale e agricole, a protezione della terra come fonte di patrimonio, identità e resistenza nella lotta contro l'occupazione di Israele.

Lo facciamo in varie forme: dallo scambio di tecniche agroecologiche e di semi autoctoni, all'utilizzo della Cassa di Mutuo Soccorso di Sfruttazero per sostenere le cooperative agricole affiliate a Pac. Lo facciamo con l'etichetta sulla salsa che mostra il pomodoro avvolto nei colori della bandiera palestinese".
Nei campi baresi di Ortogentile sono anche piantati semi palestinesi, melanzane, pomodoro, grano. E mentre la raccolta dei pomodori è in corso, da Gaza arriva in Puglia l'appello "ad agire". "Le case vengono incendiate, gli uliveti e i terreni agricoli distrutti, il bestiame rubato, le strade bloccate e intere comunità sono vittime di intimidazioni e violenze - si legge nell'appello - . La vita quotidiana è diventata una lotta costante" e "a Gaza la catastrofe umanitaria prosegue senza tregua". "Per favore, non fermatevi. Continuate a dare voce ai palestinesi. - conclude l'appello - Continuate a sollecitare i vostri governi, i parlamenti, l'Unione Europea e le istituzioni internazionali ad andare oltre le dichiarazioni di preoccupazione e ad adottare misure concrete a livello politico, diplomatico ed economico per proteggere i civili palestinesi"

𝗩𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗹𝗮 𝗰𝗿𝗶𝘀𝗶 𝗶𝗱𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗴𝗹𝗼𝗯𝗮𝗹𝗲. 𝗡𝗲𝗹 𝗺𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗿𝗶𝘀𝗶 𝗮𝗴𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮. 𝗘𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮. - Le cinque ondate di calore...
27/08/2026

𝗩𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗹𝗮 𝗰𝗿𝗶𝘀𝗶 𝗶𝗱𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗴𝗹𝗼𝗯𝗮𝗹𝗲. 𝗡𝗲𝗹 𝗺𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗿𝗶𝘀𝗶 𝗮𝗴𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮. 𝗘𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮.

- Le cinque ondate di calore si accumulano in termini di crisi idrica. [...]. Una estate che ha bruciato record negativi su tutti i principali bacini europei

- Complessivamente 439 miliardi e 5,8 milioni di posti di lavoro andati persi negli ultimi 4 anni a causa della siccità.

- Nel tempo l'agroindustria, le monocolture, gli allevamenti intensivi hanno intensificato la pressione sull'utilizzo delle risorse naturali. [...]. Un modello agricolo al tempo stesso causa e vittima della siccità.

- La FAO stima che da giugno ad oggi il prezzo dei cereali è aumentato del 3,4%, quello del grano del 5,8%. Siccità, caldo estremo, crisi agricole che generano speculazione e inflazione. E da qui il ciclo produttivo riparte per generare altra devastazione ambientale.

- È un meccanismo perverso e criminale, da fermare con ogni mezzo possibile, a partire dallo sciopero per il clima del prossimo 16 ottobre.

- Noi, qui ed oggi ci stiamo provando con lotte per la riappropriazione delle terre, praticando sistemi democratici di gestione delle acque e di guardiania contro gli incendi, fattorie senza padroni, alleanze per organizzare l’accessibilità per tutt3 alle produzioni agroecologiche, senza sfruttamento del lavoro e fuori dalla grande distribuzione organizzata, costruendo dal basso quella flotilla nell' economia che levi ogni alibi a chi sta in alto: si può fare tutto diversamente.

con Contadinazioni, Convergenza EcoSociale, Fridays For Future Italia, Insorgiamo con i lavoratori GKN, Mondeggi Bene Comune

Stadio Iacovone, inaugurazione Giochi del Mediterraneo, da Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti   senza verità non s...
21/08/2026

Stadio Iacovone, inaugurazione Giochi del Mediterraneo, da Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti

senza verità non sarà mai libera ❤️💙




"Chi vuole la decarbonizzazione non vuole salvare Taranto, non vuole tutelare i lavoratori, non vuole salvaguardare la s...
20/08/2026

"Chi vuole la decarbonizzazione non vuole salvare Taranto, non vuole tutelare i lavoratori, non vuole salvaguardare la salute, la vita delle persone, dentro e fuori la fabbrica"

Una fabbrica ormai morta, obsoleta, assassina che sopravvive solo per il ricatto occupazionale. Siamo a in assemblea dove si discute come costruire insieme proposte concrete su ciò che questo territorio vuole diventare.

Si sta leggendo e discutendo il Piano per Taranto elaborato da Lavoratori Metalmeccanici organizzati, che affronta uno dei nodi centrali della trasformazione: garantire diritti, lavoro e reddito ai lavoratori. Il Piano prevede la tutela occupazionale per quanti vorranno essere impiegati nelle attività di smantellamento degli impianti, decontaminazione e bonifica, insieme alla tutela dei redditi e a strumenti di accompagnamento all’uscita dalla fabbrica attraverso la Legge sull’Amianto, il riconoscimento dei lavori usuranti, prepensionamenti, ammortizzatori sociali e risarcimento del danno subito.

La tutela dei lavoratori deve procedere insieme alla costruzione di economie alternative, di un'altra idea e pratica di salute pubblica, di ricerca e formazione, università, attività produttive diversificate.

Non si parte da una pagina bianca: in questi anni associazioni, comitati, lavoratori, cittadini e diverse realtà del territorio hanno costruito esperienze, approfondito problemi, elaborato studi, idee e proposte.

Si discute anche del percorso di mobilitazione che potrà condurre, indicativamente alla metà di ottobre, a una grande manifestazione, capace di unire cittadini, lavoratori, associazioni, comitati e realtà sociali non soltanto nel rifiuto di un modello che Taranto ha già pagato troppo a lungo, ma soprattutto nella pretesa di un futuro diverso e nella capacità di avanzare le proprie proposte.

con LMO Lavoratori Metalmeccanici Organizzati - Taranto Associazione "Genitori tarantini" Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti e con tante altre realtà

Da Bari, ci saremo! “UNITI PER IL FUTURO DI TARANTO” OGGI ASSEMBLEA CITTADINA    Questa sera, giovedi 20 agosto, le asso...
20/08/2026

Da Bari, ci saremo!
“UNITI PER IL FUTURO DI TARANTO” OGGI ASSEMBLEA CITTADINA

Questa sera, giovedi 20 agosto, le associazioni ci ricordano che a partire dalle ore 19.00, nel Parco Massimo Battista (già Parco delle Mura Greche), si terrà l’assemblea cittadina promossa dal gruppo Onda del Futuro, composto da: Associazione "Genitori tarantini", Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, Terra Jonica, Tracce, Coordinamento Cittadino di Lido Azzurro, LMO Lavoratori Metalmeccanici Organizzati - Taranto

L’incontro nasce con un obiettivo preciso: andare oltre ciò che Taranto non vuole più e cominciare a costruire insieme proposte concrete su ciò che questo territorio vuole diventare.

Tra i contributi dai quali partirà il confronto ci sarà il elaborato da Lmo, che affronta uno dei nodi centrali della trasformazione: garantire diritti, lavoro e reddito ai lavoratori. Il Piano prevede, tra le diverse misure, la tutela occupazionale per quanti vorranno essere impiegati nelle attività di smantellamento degli impianti, decontaminazione e bonifica, insieme alla tutela dei redditi e a strumenti di accompagnamento all’uscita dalla fabbrica attraverso la Legge sull’Amianto, il riconoscimento dei lavori usuranti, prepensionamenti, ammortizzatori sociali e risarcimento del danno subito.

Ma la tutela dei lavoratori deve procedere insieme alla costruzione delle alternative, per questo il confronto si allargherà al futuro complessivo del territorio: quale lavoro vogliamo costruire?
Quali economie?
Quale rapporto vogliamo recuperare con il mare, l’ambiente e le aree da bonificare?
Quali opportunità vogliamo creare per i giovani?
Quale sistema sanitario deve essere garantito a una città che ha pagato per decenni un prezzo altissimo in termini di salute?
Quale ruolo possono avere università, ricerca e formazione?
Quale spazio vogliamo restituire alla cultura, allo sport, ai bambini, ai giovani e agli anziani?

Non sarà questo il luogo in cui discutere di decarbonizzazione o di altri progetti industriali malsani ed impattanti. Si parlerà, invece, di lavoro sostenibile, salute, ricerca e formazione, università, attività produttive diversificate, turismo, cultura, sport, rigenerazione del territorio e valorizzazione delle competenze presenti nella città.

Anche i Giochi del Mediterraneo rappresentano un’occasione per ragionare su come investimenti, sport, servizi, accoglienza e valorizzazione del patrimonio storico, culturale e paesaggistico possano generare opportunità capaci di andare oltre la durata dell’evento.

Non si parte da una pagina bianca: in questi anni associazioni, comitati, lavoratori, cittadini e diverse realtà del territorio hanno costruito esperienze, approfondito problemi, elaborato studi, idee e proposte. È arrivato il momento di mettere in relazione questo patrimonio di conoscenze e competenze, arricchirlo con nuovi contributi e, attraverso la costituzione di gruppi di lavoro, trasformarlo in una proposta concreta e condivisa per il futuro di Taranto. Siamo pronti.

Si discuterà, inoltre, del percorso di mobilitazione che potrà condurre, indicativamente alla metà di ottobre, a una grande manifestazione, capace di unire cittadini, lavoratori, associazioni, comitati e realtà sociali non soltanto nel rifiuto di un modello che Taranto ha già pagato troppo a lungo, ma soprattutto nella pretesa di un futuro diverso e nella capacità di avanzare le proprie proposte.

Perché non basta più indignarsi o aspettare che qualcuno decida dall’alto.

Taranto deve poter scegliere il proprio futuro. E per farlo ha bisogno delle esperienze, delle competenze e della partecipazione di tutti.

L’appuntamento è per domani, 20 agosto, dalle ore 19.00 al Parco Massimo Battista.

Associazioni, comitati, lavoratori, cittadini e tutte le realtà interessate sono invitati a partecipare.

𝗱𝗮 𝗧𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗼 𝘂𝗻𝗮 “𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗮𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮” 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗲 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗶𝗮𝗺𝗼EX ILVA: UNITI PER IL FUTURO DEL NOSTRO TERRIT...
14/08/2026

𝗱𝗮 𝗧𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗼 𝘂𝗻𝗮 “𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗮𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮” 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗲 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗶𝗮𝗺𝗼

EX ILVA: UNITI PER IL FUTURO DEL NOSTRO TERRITORIO

La vicenda dell’ex Ilva non può più essere affrontata continuando a indicare nella continuità produttiva l’unico orizzonte possibile, senza misurarsi con la gravità della situazione ambientale, sanitaria, sociale e giudiziaria che riguarda lo stabilimento e l’intero territorio.

Quella dell’ex Ilva, però, non è soltanto una vertenza industriale e non riguarda esclusivamente il destino degli impianti e dei lavoratori. Riguarda il futuro di Taranto, una città che per decenni ha pagato un prezzo altissimo in termini di salute, ambiente, opportunità economiche e possibilità di scegliere autonomamente il proprio modello di sviluppo.

Per questo è arrivato il momento che associazioni, comitati, LMO, lavoratori e lavoratrici, realtà sociali e cittadini si ritrovino insieme.

RITROVIAMOCI IN ASSEMBLEA IL 20 AGOSTO. Parco delle Mura Greche “Massimo Battista” – Taranto. Incontro ore 19 | Inizio assemblea ore 19:30

Un’assemblea pubblica e aperta a tutti, nella quale far convergere esperienze, competenze, bisogni e proposte. Non possiamo più accettare che salute, ambiente e lavoro vengano messi gli uni contro gli altri. E non possiamo continuare a pensare il futuro di Taranto esclusivamente attraverso il destino della grande industria.

Deve diventare un percorso collettivo della città e dell’intero territorio.

L’assemblea del 20 agosto vuole essere 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗶𝗮𝘁𝘁𝗮𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲 𝘀𝘂 𝘀𝗺𝗮𝗻𝘁𝗲𝗹𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼, 𝗯𝗼𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗵𝗲, 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶, 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗲 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗧𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗼, da portare al confronto con il Governo e con tutte le istituzioni competenti.

Da questa proposta dovrà nascere anche una mobilitazione ampia, unitaria e consapevole, capace di rappresentare la città e sostenerne concretamente le richieste. Perché Taranto non può limitarsi a dire ciò che non vuole più. Taranto deve poter decidere ciò che vuole diventare

Qui l'appello completo
https://www.facebook.com/share/p/18UWSJqUbL/

LMO Lavoratori Metalmeccanici Organizzati - Taranto
Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti
Associazione "Genitori tarantini"
Fridays For Future Bari
Chiosco Mimmo Bucci
Resilienza

Abbiamo bisogno di incontrarci e organizzarci nella vita reale, e per questo abbiamo bisogno di spazi. Spazi accoglienti...
12/08/2026

Abbiamo bisogno di incontrarci e organizzarci nella vita reale, e per questo abbiamo bisogno di spazi. Spazi accoglienti, discreti ma accessibili, ai quali rivolgersi. Abbiamo bisogno di luoghi di rifugio, di cura e protezione, luoghi per trovare un po' di riposo e "ricaricare le batterie". E di altri spazi ancora, che si occupino di lavoro cooperativo, di sussistenza quotidiana e della formazione, spazi per stare insieme, vivere in convivialità. Molti di questi spazi esistono già, uno di questi è Ortogentile, una terra bene comune da preservare. 𝗟𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗢𝗿𝘁𝗼𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶𝗹𝗲 𝗵𝗮 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝘂𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼. 𝗘 𝗻𝗼𝗶 𝗰𝗶 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗮𝗽𝗽𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲 di spazi in connessione, come un processo in costruzione di un vicinato planetario: una mujawara, come ci insegnano le comunità resistenti libanesi.

Diffondiamo e invitiamo tuttə a divulgare il comunicato della Comunità di Ortogentile.

ORTOGENTILE e PARCO COSTA SUD. 𝙎𝙞 𝙥𝙧𝙚𝙨𝙚𝙧𝙫𝙚𝙧𝙖̀ 𝙡'𝙪𝙨𝙤 𝙤𝙧𝙩𝙞𝙘𝙤𝙡𝙤 𝙤 𝙨𝙖𝙧𝙖̀ 𝙪𝙣'𝙤𝙥𝙚𝙧𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙞 𝙜𝙧𝙚𝙚𝙣𝙬𝙖𝙨𝙝𝙞𝙣𝙜?

Da qualche settimana sono partiti i lavori a Ortogentile (Bari-Japigia) nell'ambito del lotto 4 del progetto Costa sud. Siamo preoccupatə perché le comunicazioni che riceviamo dagli addetti ai lavori (direttore dei lavori) non corrispondono alla planimetria ufficiale e definitiva concordata con il Comune di Bari nell'aprile 2024.

Continua a leggere
https://www.facebook.com/share/p/1DcaNnxgof/

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Bari

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