ArcheoClub "Italo Rizzi" Bari

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ArcheoClub "Italo Rizzi" Bari Archeoclub Bari - APS “ Italo Rizzi “
opera nella terra di Bari una intensa programmazione culturale P. S.

L’Associazione, che ha avuto tra i propri soci insigni cultori delle discipline archeologiche, come ad esempio il compianto prof Raffaele Ruta, nonché promettenti giovani studiosi come Andrea Montanaro o Andrea Romanazzi, ha voluto ricordare uno dei suoi più illustri fondatori e sostenitori, profondo conoscitore del territorio ed esperto speleologo, intitolando il club alla Sua memoria. Archeoclub Bari - APS “ Italo Rizzi “ opera sul territorio con una intensa programmazione culturale, che si esplica con conferenze, incontri di studio, seminari, ecc, cui si associa la programmazione di escursioni e visite guidate su siti regionali, nazionali ed esteri. Le iniziative sono finalizzate a far conoscere il nostro patrimonio storico, artistico, archeologico e monumentale, garantendo anche una fruizione specialistica in grado di soddisfare una molteplicità di interessi, individuali e collettivi. L’Archeoclub Bari “ Italo Rizzi ” è attualmente affiliato alla F.I.T.E.L., per agevolare e consolidare il riconoscimento di “ Associazione di Promozione Sociale “ attraverso l’iscrizione all’Albo Nazionale delle A. ottenuto con Decreto n° 34 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Tale iscrizione nell’Albo Nazionale delle APS assicura il riconoscimento istituzionale e garantisce spazi operativi a carattere sovra comunale ed interregionale. La struttura operativa di Archeoclub Bari, che ha Sede in Bari in C.so Benedetto Croce, 217, comprende il Consiglio Direttivo, l’Assemblea dei Soci, il Consiglio dei Revisori dei conti, il Collegio dei probiviri. Tale configurazione dell’Associazione consente un’ampia e condivisa partecipazione degli iscritti ed assicura una organizzazione democraticamente eletta secondo i principi statutari sottoposti a controllo della Federazione Italiana del Tempo Libero. Tutte le programmazioni, le iniziative culturali e le attività sociali che connotano la vita associativa sono rivolte a favore di ciascun socio cui sono assicurate tutte le forme di partecipazione e controllo democratico.

Cari amici  per la rubrica "Forse non tutti i   sanno che" dove oggi scorre l'imponente ed alberato Viale Papa Giovanni ...
09/10/2026

Cari amici per la rubrica "Forse non tutti i sanno che"

dove oggi scorre l'imponente ed alberato Viale Papa Giovanni XXIII, ai piedi della "Francesco Rucci"di tra il 1925 ed il 1967 (anno della demolizione per pubblica utilità) vi fu il Campo degli Sport.

Primo vero stadio di della città, era situato fra le importanti Via Vaccarella (l'attuale Via Giulio Petroni) e Via Carbonara (ora Corso Benedetto Croce) e adiacente al carcere.

Su iniziativa del F.C. Liberty (alcuni giornali lo chiamarono infatti "Campo sportivo del FC Liberty") giacché la Piazza d'Armi, meglio conosciuta come "Campo San " di proprietà , non riusciva più a soddisfare le esigenze crescenti dello stesso e dell'Ideale (entrambe militanti nel massimo campionato dell'epoca, la Prima Divisione).

Soprattutto per il largo seguito di pubblico che si andava sviluppando ma anche per dotare la città di Bari (che allora contava 120 000 abitanti) di un campo sportivo proprio (l'amministrazione comunale aveva mostrato poca disponibilità a sovvenzionare una simile opera).

Dal 1925 fu utilizzato per gli incontri di casa delle squadre calcistiche , fino al 1934 della prima squadra A.S. BARI e per i vari tornei a carattere amichevole. L'ultimo incontro ufficiale della prima squadra del , il 25 novembre 1934, fu Bari-Venezia (2-0).

Nel secondo dopoguerra fu impiegato anche per manifestazioni sportive diverse dal Calcio, vi si tennero anche gare , e , coevo all' della Vittoria fu infine demolito a scopo di pubblica utilità viaria.

Quando fu costruito era uno dei migliori e maggiormente attrezzati stadi del Sud . Nei suoi primi dieci anni di servizio ha ospitato per quattro stagioni incontri di massimo livello calcistico.

Cari , vogliamo condividere con voi questo meraviglioso   in via De Giosa a   tratto compreso via Cardassi / via Imbrian...
15/09/2026

Cari ,

vogliamo condividere con voi questo meraviglioso in via De Giosa a tratto compreso via Cardassi / via Imbriani.

Una integra, con tanto di resti umani e lastra, al netto del materiale di riporto e manto stradale (30/40 cm) ci troviamo a circa 140/130 cm sotto il campagna, che come insegna il nostro buon Prof. Nino Greco ci porta a 1400/1300 anni fa ovvero 626 / 726 d.C.

VII - VIII secolo periodo di enormi cambiamenti nel mondo, l'Italia era divisa tra ed d'Oriente (chiamato anche Impero ).

È l'epoca della nascita e della rapidissima espansione dell' , mentre cominciava a crescere il potere dei , che qualche decennio più tardi, con Carlo Magno nell'anno 800 d.C., avrebbero fondato il Sacro Romano Impero.

Quei poveri resti mortali, da secoli sotto i nostri piedi, appartengono a qualcuno che ha vissuto un mondo lontano e molto molto diverso dal nostro.

Nel tondo l'area di ritrovamento sul più antico aerofotogrammetrico disponibile della città di BARI risalente al 1874
la freccia indica approssimativamente il punto di ritrovamento

Che fantastica storia è la

Cari nel 2026 viviamo nell'era  , un periodo storico in cui la     e le reti stanno cambiando ogni aspetto della nostra ...
10/09/2026

Cari
nel 2026 viviamo nell'era , un periodo storico in cui la e le reti stanno cambiando ogni aspetto della nostra vita quotidiana.

Le si trovano in pochi secondi da qualsiasi dispositivo ed in qualsiasi angolo del mondo, nascono professioni che prima non esistevano ed è possibile parlare e collaborare con persone distanti migliaia di km in tempo reale.

Eppure spesso siamo , veniamo sopraffatti da un senso di di un passato più e meno connesso, che probabilmente proprio a causa della sua lentezza, ci sottoponeva ad un minor flusso di informazioni , sebbene le cose brutte, siano sempre successe.

Ma noi che siamo cerchiamo di cogliere la meraviglia di questo secolo , godendoci queste tre fantastiche digitalizzazioni in , del famoso incrocio di Corso con corso a nella sua evoluzione.

Le origini del di BARI risalgono ad un ambizioso piano urbanistico di inizio Novecento, volto a modernizzare la costa barese e a consolidare l'identità della città come importante centro marittimo, una "Porta d'Oriente".

La costruzione prese slancio negli anni Venti e Trenta del 900 ed il tratto di fu inaugurato ufficialmente nel 1927. Divenne un simbolo dell'importanza di Bari durante il Ventennio fascista, riflettendo un più ampio programma politico di opere pubbliche.

Negli anni Ottanta, il lungomare fu ufficialmente intitolato ad Araldo di Crollalanza, che fu Podestà di Bari e in seguito Ministro dei Lavori Pubblici, figura chiave per la sua realizzazione e a lui si deve anche il merito di aver sventato, nel 1930, la proposta di demolizione di Bari Vecchia, garantendo così la conservazione del centro storico.

Lungomare Araldo di Crollalanza fu progettato in stile , la versione italiana dell'Art Nouveau, con elementi di architettura razionalista dell'architetto Saverio , che partecipò alla progettazione degli edifici monumentali che si affacciano sul mare, introducendo per primo l'uso di materiali come il ferro e il cemento armato.

Oggi il lungomare è un vivace centro di attività, luogo preferito per la tradizionale " " durante la quale ci si gode la brezza marina ed una bella birra fresca.

Situata a circa sette chilometri da  , la frazione di  , ospitava un piccolo centro agricolo la cui costruzione più impo...
04/09/2026

Situata a circa sette chilometri da , la frazione di , ospitava un piccolo centro agricolo la cui costruzione più importante sono i resti dell’abbazia di Sant’ .

Sorta, insieme all’abbazia di San d’Altoselice, nel con l’affermarsi degli ordini monastici e , oggi ne restano solo poche tracce.

La badia di Sant’Angelo è delimitata ad est da una fabbrica in pietra struttura tra il XIV e XV secolo.

Elemento caratteristico e degno di nota è il d’ingresso attraverso il quale si accedeva ad un cortile antistante la badia, luogo di e dei ; qui si trova la chiesa, secondo il rito basiliano rivolta ad occidente.

La chiesa di Sant’Angelo doveva essere a doppia croce greca, con archi poggianti su due colonne centrali, ancora visibili in parte, un’abside e il coro monastico.

Adiacente alla chiesa vi era il , il tutto circondato da mura, utilizzato come masseria e a ricovero di ovini e bovini ma ormai tutto il complesso versa in uno stato di profondo .

Nel 2003 è stato siglato un accordo tra il comune di Bari e l'allora AUSL bari/4 finalizzato al recupero dell'area ma ancora nulla è stato fatto e per questo motivo un comitato spontaneo di cittadini ha deciso di denunciare la situazione segnalando l’abbazia all’ultima edizione del censimento I Luoghi del Cuore.

Importanti ritrovamenti sono avvenuti negli scorsi giorni su via de Candia, in occasione di scavi dell



ARTICOLO COMPLETI SU:
https://quotidianodibari.it/la-zona-dellabbazia-santangelo-e-un-vero-tesoro-archeologico-ma-troppo-trascurato/

Per la rubrica "forse non tutti i   sanno" ci sono storie lontane nel   ma non nello spazio, il cui eco ancora vagheggia...
03/09/2026

Per la rubrica "forse non tutti i sanno"

ci sono storie lontane nel ma non nello spazio, il cui eco ancora vagheggia nelle strade di , tramite antiche ed ignorate lapidi commemorative

La notte tra il 2 ed il 3 settembre di 111 anni fa ( #1915), quando la prima stava appena accadendo, a causa di un violento nubifragio, i torrenti e strariparono, riversando un'ondata di fango e acqua sul centro di Bari (in particolare nel quartiere ) il tutto aggravato dall'impatto dell'urbanizzazione "selvaggia". La configurazione urbanistica del borgo nuovo, costruita per volere di a partire dal 1813, ben poco ha tenuto conto delle caratteristiche della zona,

La violenza del fenomeno colpì di una bari dormiente, causando 23 morti, oltre 50 feriti, ingenti danni e gravi crolli di edifici specialmente in via , via e via , arrivando persino a impedire la stampa del quotidiano locale Il fino al 5 settembre.

A nulla è servita la costruzione di un canale di deflusso nei pressi di via Crisanzio e via Trevisani, non completata in tempo, in seguito all’alluvione che aveva colpito Bari nel febbraio 1905.

Quella del 1915, NON fu la prima alluvione della storia della Terra di Bari, da sempre afflitta da questo fenomeno, Il più antico episodio di cui siamo a conoscenza risale al 1567, quando il canale realizzato dalla duchessa Isabella d’Aragona si rivelò per nulla efficace, ed il pantano creatosi dopo l’inondazione prese, per l’appunto, il nome con cui ancora oggi i baresi chiamano quella zona .

L'acqua invase le strade arrivando fino al molo Pizzoli, dove parte della banchina fu fatta saltare con la per favorire il deflusso verso il mare.

I soccorsi videro l'intervento attivo dei pochi non partiti al fronte e della Guardia di Finanza per spalare il e trarre in salvo i cittadini.

https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/la-macchina-del-tempo/1532703/settembre-del-1915-alluvione-su-bari.html

  anno 1910Caserma "Domenico Picca" e   di Sant'  Piazza Luigi di SavoiaLa storia inizia con l'edificazione della   nel ...
04/08/2026

anno 1910
Caserma "Domenico Picca" e di Sant' Piazza Luigi di Savoia

La storia inizia con l'edificazione della nel lontano 1873 dopo che il terreno su cui fu costruito fu tolto al vicino convento di .

Cambia nome tre volte: “Sant’Antonio”, “Puglie” e infine “Domenico Picca”, in onore del omonimo che ha dato la sua vita durante la Prima .

L’edificio in stile neoclassico con quattro colonne sulla facciata d’ingresso, opera è dell’ingegnere barese Michele Lofoco, è sottoposta al dalla per il suo valore architettonico.

Il complesso è a pianta rettangolare con tre piani e due corpi di fabbrica, con quattro cortili di cui uno coperto per far posto al cineteatro, purtroppo non visitabile. E' sede del Comando Militare Esercito .

Per la rubrica "forse non tutti i sanno" le strutture di S.Antonio e della Caserma Picca non sono parallele come potrebbe sembrare dall'attuale prospetto, ma tra i due assi incorre un angolo di 45°

il motivo ricade nell'antecedenza della chiesa di S.Antonio alla Caserma, e nel fatto che il prospetto dell'edificio sacro fosse costruito perpendicolarmente all'antico asse viario per Taranto, ovvero la attuale Via Lattanzio

I Minori Riformati, costruirono il e la chiesa (dedicata a San Bernardino da Siena) poi consacrata il 17 ottobre 1627.

La chiesa crollò il 5 dicembre 1834 per il terremoto del 1831 e fu Riedificata ed ampliata tra il 1836 e il 1839 e dedicata a Sant’Antonio da Padova, riconsacrata a maggio 1839.

In un meraviglioso del 1874 vediamo l'antico asse viario per Taranto, ovvero la attuale Via Lattanzio che incrocia "extra-mura" via Amendola

Interessante anche la presenza di una antica detta "Torre Nera", ormai un antico ricordo, dove oggi ammiriamo la ruota panoramica su Largo Giannella.

fu la visione del fascista, con la ricerca delle geometriche, a disporre che il nuovo prospetto con relativo sagrato, a valle della riedificazione ed ampliamento del 1836/39, fossero paralleli a quello della caserma .

Quando entrerete a S.Antonio per o per , alzate la testa e godetevi la curiosità della nostra meravigliosa città.

Cari amici     in questo secolo di estrema  , dove non si studia più la   perché "non mette il pane a tavola", portandoc...
30/07/2026

Cari amici

in questo secolo di estrema , dove non si studia più la perché "non mette il pane a tavola", portandoci a pensare che le brutture, gli scempi e le cose stupide siano solo le persone della nostre generazioni a farle, avendo del tutto perso il lume della ragione ...

vogliamo mostrarvi questa affascinante foto pubblicata nel 1980 sul volume "Bari d'altri tempi di Alfredo Giovine"

siamo a precisamente in via Manzoni angolo via Dante, 1916, ANTICO PONTICELLO sul fiume PICONE, durante l'alluvione del 1916.
Sulla destra indicata con una freccia verde, il segno lasciato dal fango alluvionale.

I lavori di espansione della città portarono al riempimento e successivo tombamento del letto del Picone che sfociava in prossimità del Castello e piazza Massari, la c.d. Ansa di

23/06/2026

Mercoledì 4 ore 18,30 Sede Archeoclub – Via Giuseppe Pellegrini, 53 – Bari“Il teatro del grottesco“La strategia del pote...
03/02/2026

Mercoledì 4 ore 18,30
Sede Archeoclub – Via Giuseppe Pellegrini, 53 – Bari

“Il teatro del grottesco“

La strategia del potere: mai più le mollette di una volta
di Teodosio Saluzzi

conduce
Gianni Maragno – autore e regista
conclusioni
Mara Venuto – poetessa e drammaturg

Il rasoio di Occam - novacula OccamiUno sguardo filosofico in tempi di crisiCari    Mercoledì 28 gennaio 2026 - ore 18,3...
27/01/2026

Il rasoio di Occam - novacula Occami
Uno sguardo filosofico in tempi di crisi

Cari Mercoledì 28 gennaio 2026 - ore 18,30

Il Prof. Michele MEA presenta "novacula Occami"
conosciuto anche come principio di , o principio di , è un principio metodologico che indica di scegliere la soluzione più semplice tra più soluzioni egualmente valide di un problema.

Venne formulato nel dal e frate francescano Guglielmo di ed è uno dei criteri ritenuti alla base del pensiero scientifico moderno.

La sua validità riguarda l'alternativa fra teorie che abbiano lo stesso potere esplicativo, accordando la a quella col minor numero di presupposti

Indirizzo

Via Giuseppe Pellegrini, 53
Bari
70125

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 20:30
Giovedì 09:00 - 20:30

Telefono

+390809147119

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