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28/10/2025

La Giunta regionale della Puglia ha dichiarato lo stato di crisi regionale per rischio da deficit idrico, approvando contestualmente il Piano di emergenza per il superamento della crisi idrica 2025-2026 nel comparto potabile, redatto da Acquedotto Pugliese.

La decisione è arrivata dopo la constatazione di una situazione definita “emergenziale conclamata”, che minaccia la capacità di garantire l’approvvigionamento potabile in tutto il territorio regionale.

Il provvedimento nasce da dati allarmanti: le sorgenti e gli invasi che alimentano la rete gestita da AQP si trovano a meno del 50% della media degli ultimi dieci anni. Si tratta di un livello che non assicura il fabbisogno idrico della popolazione pugliese nei prossimi mesi. La gravità della crisi è stata certificata dall’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici (OPUI) del Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale, che nella riunione del 23 settembre 2025 ha classificato il livello di severità idrica del comparto potabile come “elevato”.

Secondo le stime riportate nel documento istruttorio, nel periodo ottobre-dicembre 2025 la disponibilità idrica complessiva degli invasi subirà una riduzione del 62,6% rispetto ai valori medi storici, mentre le portate del gruppo sorgentizio Sele-Calore risulteranno inferiori del 27,9%. A partire da ottobre, AQP ha già adottato misure di contenimento delle pressioni di rete per limitare le perdite e ottimizzare la distribuzione della risorsa.

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Iniziati i lavori della terza giornata della avvocatura a Bari. Emergenza abitativa.Presente la delegata provinciale di ...
24/10/2025

Iniziati i lavori della terza giornata della avvocatura a Bari.

Emergenza abitativa.

Presente la delegata provinciale di Bari, dott.ssa Antonia De Lucia.

Ringraziamo dell'invito la associazione Futuro Forense

Per i pugliesi l'ennesima beffa nonostante l'aumento dei costi in bolletta.
24/10/2025

Per i pugliesi l'ennesima beffa nonostante l'aumento dei costi in bolletta.

La Giunta regionale della Puglia ha dichiarato lo stato di crisi regionale per rischio da deficit idrico, approvando contestualmente il Piano di emergenza per il superamento della crisi idrica 2025-2026 nel comparto potabile, redatto da Acquedotto Pugliese.

La decisione è arrivata dopo la constatazione di una situazione definita “emergenziale conclamata”, che minaccia la capacità di garantire l’approvvigionamento potabile in tutto il territorio regionale.

Il provvedimento nasce da dati allarmanti: le sorgenti e gli invasi che alimentano la rete gestita da AQP si trovano a meno del 50% della media degli ultimi dieci anni. Si tratta di un livello che non assicura il fabbisogno idrico della popolazione pugliese nei prossimi mesi. La gravità della crisi è stata certificata dall’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici (OPUI) del Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale, che nella riunione del 23 settembre 2025 ha classificato il livello di severità idrica del comparto potabile come “elevato”.

Secondo le stime riportate nel documento istruttorio, nel periodo ottobre-dicembre 2025 la disponibilità idrica complessiva degli invasi subirà una riduzione del 62,6% rispetto ai valori medi storici, mentre le portate del gruppo sorgentizio Sele-Calore risulteranno inferiori del 27,9%. A partire da ottobre, AQP ha già adottato misure di contenimento delle pressioni di rete per limitare le perdite e ottimizzare la distribuzione della risorsa.

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È paradossale che, mentre si pensa di escludere la prima casa dall’ISEE, si vada invece a tassare pesantemente la second...
23/10/2025

È paradossale che, mentre si pensa di escludere la prima casa dall’ISEE, si vada invece a tassare pesantemente la seconda casa, che nell’oltre 30% dei casi è frutto di un’eredità situata in località dove i proprietari non hanno interesse a investire, ma che cercano comunque di mantenere e valorizzare.

L’incremento di 5punti percentuali dal 21 al 26% rappresenta un’innalzamento dell’imposta del 23,8% rispetto al 21% attu...
23/10/2025

L’incremento di 5punti percentuali dal 21 al 26% rappresenta un’innalzamento dell’imposta del 23,8% rispetto al 21% attuale (5punti in più/21 punti di partenza) avrà un effetto drammatico, perché nel lungo periodo rischia di avere un impatto enorme sui redditi delle famiglie, sulla loro capacità di muoversi, di viaggiare e di affittare case nelle destinazioni italiane.

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