01/06/2026
Quando si parla di cinema come di "settima arte", quasi nessuno sa che questa definizione nasce dalla mente di un pugliese. Ricciotto Canudo nacque a Gioia del Colle (BA) il 2 gennaio 1877 e fu uno dei più importanti teorici della cultura europea del primo Novecento.
In un'epoca in cui il cinema era ancora considerato da molti una semplice attrazione popolare, Canudo comprese per primo il suo enorme potenziale artistico. Trasferitosi a Parigi, entrò in contatto con i principali esponenti delle avanguardie culturali dell'epoca e iniziò a sviluppare una riflessione innovativa sul nuovo mezzo cinematografico. Nel 1911 pubblicò "La nascita della sesta arte", testo destinato a influenzare profondamente il dibattito culturale europeo. Qualche anno più tardi, aggiungendo la danza alle arti tradizionali, arrivò alla formula che lo avrebbe reso celebre: il cinema come "settima arte".
Per Canudo il cinema non era soltanto intrattenimento. Era la sintesi di architettura, scultura, pittura, musica, poesia e danza, una forma espressiva capace di unire spazio e tempo in un'unica esperienza artistica. Una visione rivoluzionaria per l'epoca, quando il linguaggio cinematografico era ancora agli inizi.
Morì a Parigi il 10 novembre 1923, a soli 46 anni, senza poter assistere alla straordinaria evoluzione del cinema nel corso del XX secolo. Eppure la sua eredità è ancora viva. Ogni volta che leggiamo, ascoltiamo o pronunciamo l'espressione "settima arte", stiamo utilizzando un concetto ideato oltre un secolo fa da un uomo nato a Gioia del Colle. Un pugliese che ha lasciato un segno permanente nella storia della cultura mondiale.