04/09/2026
Il Governo viene a Bari per festeggiare. Noi chiediamo risposte sul futuro del lavoro e dell’economia pugliese.
Le costruzioni hanno sostenuto la crescita della Puglia negli ultimi anni grazie agli incentivi e agli investimenti del Pnrr. Nel 2025 il valore aggiunto del settore è cresciuto del 3,4%, ma i segnali di rallentamento sono già evidenti: secondo Ance gli investimenti sono scesi dello 0,4% e le ore lavorate dello 0,7%.
Occorrerebbe ora una politica per il dopo Pnrr. La direttiva europea Case Green può diventare una grande occasione per riqualificare il patrimonio pubblico e privato, ridurre consumi e bollette e garantire continuità occupazionale. Ma l’Italia non l’ha recepita nei tempi ed è già sotto procedura d’infrazione.
E mentre resta forte la preoccupazione per l’attuazione del Pnrr in Puglia, sul fronte industriale la vertenza Natuzzi continua a dimostrare l’assenza di una vera politica nazionale: centinaia di lavoratori coinvolti e un intero distretto a rischio. Per questo continuiamo a chiedere anche un ingresso pubblico nel capitale, a partire da Invitalia.
Infine la sicurezza: il caldo estremo è ormai un rischio strutturale nei cantieri. Non bastano ordinanze temporanee, serve una legge nazionale che garantisca salute, salario, controlli e sanzioni.
La qualità di un Governo non si misura sui giorni trascorsi a Palazzo Chigi, ma su quanti cantieri continueranno a lavorare, quante case saranno riqualificate, quante fabbriche resteranno nei territori e quanti lavoratori potranno tornare a casa sani e sicuri.