Fillea CGIL Puglia

Fillea CGIL Puglia Il sindacato dei lavoratori e delle lavoratrici delle costruzioni e del legno in Puglia

Il Governo viene a Bari per festeggiare. Noi chiediamo risposte sul futuro del lavoro e dell’economia pugliese.Le costru...
04/09/2026

Il Governo viene a Bari per festeggiare. Noi chiediamo risposte sul futuro del lavoro e dell’economia pugliese.

Le costruzioni hanno sostenuto la crescita della Puglia negli ultimi anni grazie agli incentivi e agli investimenti del Pnrr. Nel 2025 il valore aggiunto del settore è cresciuto del 3,4%, ma i segnali di rallentamento sono già evidenti: secondo Ance gli investimenti sono scesi dello 0,4% e le ore lavorate dello 0,7%.

Occorrerebbe ora una politica per il dopo Pnrr. La direttiva europea Case Green può diventare una grande occasione per riqualificare il patrimonio pubblico e privato, ridurre consumi e bollette e garantire continuità occupazionale. Ma l’Italia non l’ha recepita nei tempi ed è già sotto procedura d’infrazione.

E mentre resta forte la preoccupazione per l’attuazione del Pnrr in Puglia, sul fronte industriale la vertenza Natuzzi continua a dimostrare l’assenza di una vera politica nazionale: centinaia di lavoratori coinvolti e un intero distretto a rischio. Per questo continuiamo a chiedere anche un ingresso pubblico nel capitale, a partire da Invitalia.

Infine la sicurezza: il caldo estremo è ormai un rischio strutturale nei cantieri. Non bastano ordinanze temporanee, serve una legge nazionale che garantisca salute, salario, controlli e sanzioni.

La qualità di un Governo non si misura sui giorni trascorsi a Palazzo Chigi, ma su quanti cantieri continueranno a lavorare, quante case saranno riqualificate, quante fabbriche resteranno nei territori e quanti lavoratori potranno tornare a casa sani e sicuri.

🟥 A Bari il Governo festeggia. Ma edilizia, industria e lavoro aspettano ancora risposte.Domani Giorgia Meloni sarà a Ba...
03/09/2026

🟥 A Bari il Governo festeggia. Ma edilizia, industria e lavoro aspettano ancora risposte.

Domani Giorgia Meloni sarà a Bari. Per noi è il momento di fare un bilancio sui problemi concreti della Puglia.

Le costruzioni hanno sostenuto l’economia regionale grazie a opere pubbliche e Pnrr, ma i primi segnali di rallentamento sono già visibili. Dopo Bonus 110 e Pnrr manca ancora una strategia per il futuro del settore, mentre l’Italia non ha recepito nei tempi la direttiva europea Case Green ed è stata raggiunta da una procedura d’infrazione.

Preoccupa anche l’attuazione del Pnrr in Puglia e il rischio di perdere un’occasione irripetibile per ridurre i divari infrastrutturali del Mezzogiorno.

Sul fronte industriale, Natuzzi è il simbolo di ciò che accade quando manca una vera politica nazionale: centinaia di lavoratori coinvolti, produzioni e territori a rischio. Per questo continuiamo a chiedere anche un intervento pubblico nel capitale, a partire da Invitalia.

E sulla sicurezza nei cantieri il caldo estremo non può più essere affrontato con provvedimenti temporanei: serve una legge nazionale che tuteli salute, salario e sicurezza dei lavoratori.

«Un Governo si misura su quanti cantieri resteranno aperti, quante case saranno riqualificate, quante fabbriche resteranno nei nostri territori e quanti lavoratori potranno tornare a casa sani e sicuri».

Leggi le dichiarazioni del segretario generale Ignazio Savino oggi su Corriere del Mezzogiorno Puglia e Gazzetta del Mezzogiorno.

📰 La dignità delle lavoratrici, dei lavoratori e delle rappresentanze sindacali non si insulta.Durante l’incontro convoc...
24/07/2026

📰 La dignità delle lavoratrici, dei lavoratori e delle rappresentanze sindacali non si insulta.

Durante l’incontro convocato da Natuzzi presso Confindustria Bari-Bat, il dirigente aziendale Domenico Ricchiuti ha risposto alle osservazioni di RSU e RSA con un linguaggio ingiurioso e frasi gravemente offensive.
Un comportamento inaccettabile, avvenuto mentre il sindacato partecipava con serietà e senso di responsabilità a un confronto delicatissimo sulla reindustrializzazione del sito di Ginosa, sull’organizzazione del lavoro e sul futuro occupazionale del gruppo.
Di fronte a parole che hanno leso la dignità delle rappresentanze e di tutte le lavoratrici e i lavoratori, l’incontro è stato interrotto.
Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil hanno quindi deciso l’immediata sospensione delle relazioni sindacali.
Il confronto non può essere fondato sull’offesa e sulla delegittimazione di chi rappresenta il lavoro. Natuzzi si assuma la responsabilità di quanto accaduto.

Leggi la rassegna stampa di oggi su Gazzetta del Mezzogiorno, Corriere del Mezzogiorno Puglia e Nuovo Quotidiano di Puglia, dedicata alla nota unitaria di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil 👇

📰 Natuzzi, comportamento gravissimo contro le prerogative sindacali.Nello stabilimento di Laterza, la direzione aziendal...
09/07/2026

📰 Natuzzi, comportamento gravissimo contro le prerogative sindacali.

Nello stabilimento di Laterza, la direzione aziendale ha convocato un’assemblea con le lavoratrici e i lavoratori senza alcun coinvolgimento preventivo delle organizzazioni sindacali.

Per Fillea Cgil Puglia, Fillea Cgil Bari Bat e Fillea Cgil Taranto si tratta di un fatto inaccettabile, lesivo del sistema di relazioni industriali, tanto più in una fase delicatissima della vertenza Natuzzi.

Le assemblee non possono essere usate per aggirare la rappresentanza sindacale, dividere il fronte dei lavoratori o gestire unilateralmente una crisi che riguarda stabilimenti, occupazione e futuro del distretto del mobile imbottito.

L’ufficio legale della Cgil sta valutando la presentazione di un ricorso per violazione dell’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori, relativo alla condotta antisindacale.

La Fillea Cgil continuerà a presidiare la vertenza e a tutelare in ogni sede i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori Natuzzi.

Leggi l’uscita stampa su Corriere del Mezzogiorno Puglia con le dichiarazioni di Ignazio Marcello Savino, segretario generale Fillea Cgil Puglia 👇

📰 Natuzzi, servono ingresso pubblico e atti concreti.La mobilitazione promossa dalla Cgil Puglia a Brindisi, in occasion...
07/07/2026

📰 Natuzzi, servono ingresso pubblico e atti concreti.

La mobilitazione promossa dalla Cgil Puglia a Brindisi, in occasione della presenza del ministro Urso, ha mandato un messaggio chiaro: le crisi industriali pugliesi non possono essere affrontate con passerelle, ma con politiche industriali, investimenti e responsabilità istituzionale.

Per la Fillea Cgil Puglia, la vertenza Natuzzi è oggi uno dei punti più critici. Il piano dell’azienda rischia di dimezzare la capacità produttiva del più grande polo del mobile imbottito, con chiusure, sospensioni produttive e ulteriore spostamento di produzioni verso la Romania.

“A Natuzzi va chiesto di ritirare il piano, fermare le chiusure, bloccare le delocalizzazioni e tornare al tavolo con garanzie vere su stabilimenti, occupazione e produzioni”, dichiara Ignazio Savino, segretario generale Fillea Cgil Puglia.

L’ingresso pubblico nell’azienda, a partire da un ruolo di Invitalia, rappresenta oggi l’alternativa concreta alle chiusure e alla riduzione del perimetro produttivo.

Difendere Natuzzi significa difendere il futuro industriale della Murgia e della Puglia, un intero distretto, migliaia di lavoratori diretti e dell’indotto, competenze e comunità che non possono essere abbandonate.

Leggi l’uscita stampa su Quotidiano di Puglia con le dichiarazioni di Ignazio Marcello Savino 👇

🟥 Natuzzi, servono impegni concreti dalle Istituzioni.Il presidio organizzato oggi a Brindisi dalla Cgil Puglia, in occa...
06/07/2026

🟥 Natuzzi, servono impegni concreti dalle Istituzioni.

Il presidio organizzato oggi a Brindisi dalla Cgil Puglia, in occasione della presenza del Ministro delle Imprese e del Made In Italy Adolfo Urso, ha riportato al centro le tante vertenze industriali che attraversano la Puglia e mettono a rischio migliaia di posti di lavoro.

Tra queste, la vertenza Natuzzi rappresenta una questione decisiva per il nostro territorio, per il distretto del mobile imbottito e per tante lavoratrici e lavoratori che da troppo tempo vivono nell’incertezza.

Serve un vero piano industriale, capace di difendere il lavoro, mantenere le produzioni nei territori, tutelare il made in Italy e dare prospettive concrete all’intero comparto. Il distretto del salotto di Puglia e Basilicata rappresenta la metà dell’intero settore nazionale: serve riaprire subito la trattativa per ri-aprire gli stabilimenti ed evitare le delocalizzazioni.

Fillea Cgil

25/06/2026

Natuzzi. 'No a chiusura stabilimenti, confermiamo impegno unitario al confronto'

"Dopo il lungo confronto presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, conclusosi nella tarda notte di ieri, non è stato possibile raggiungere la sottoscrizione del Protocollo che avrebbe dovuto inserirsi nell’apertura della fase di composizione negoziata della crisi del Gruppo Natuzzi. Noi abbiamo lavorato con responsabilità per migliorare il testo proposto, introducendo modifiche finalizzate a rafforzare le tutele per le lavoratrici e i lavoratori e il ruolo di verifica delle istituzioni". Lo dichiarano le segreterie nazionali dei sindacati FenealUil Nazionale, Filca Cisl nazionalel, Fillea Cgil e Filcams Cgil Nazionale, Fisascat Cisl, Uiltucs.

"Nonostante i significativi passi avanti compiuti durante il confronto non si sono create le condizioni per una condivisione del Protocollo, anche in ragione del permanere di elementi ritenuti non condivisibili, quali la chiusura di ulteriori stabilimenti, seppur dichiarata dall’azienda, temporanea e il trasferimento di produzioni all’estero. Resta la consapevolezza che il confronto svolto al Ministero ha consentito di costruire un testo profondamente diverso da quello iniziale ma che ha mantenuto quegli elementi di distanza sopra citati che non ha permesso la sottoscrizione del testo".

leggi comunicato 👉 www.filleacgil.net

🟥 Natuzzi, nessun protocollo senza stop a chiusure e delocalizzazioni.All’uscita dal tavolo al Ministero delle Imprese e...
12/06/2026

🟥 Natuzzi, nessun protocollo senza stop a chiusure e delocalizzazioni.

All’uscita dal tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy la nostra valutazione è netta. La discussione non ci ha soddisfatti e, finché restano sul piatto chiusure di stabilimenti e trasferimenti produttivi fuori dall’Italia, nessun protocollo potrà essere condiviso.

Non basta parlare di risanamento economico-finanziario. Serve un vero piano industriale, capace di rilanciare l’azienda, difendere il lavoro, rendere competitivo il prodotto e tutelare il made in Italy, quello fatto nei nostri territori e non delocalizzato altrove.

Per questo riteniamo necessario valutare anche l’ingresso di Invitalia nel capitale, come strumento decisivo per dare garanzie occupazionali e prospettive industriali al gruppo e all’intero distretto del mobile imbottito.

Il prossimo appuntamento del 24 giugno dovrà chiarire se l’azienda intende davvero aprire un confronto vero e trasparente sul futuro di Natuzzi.

Leggi le dichiarazioni su Nuovo Quotidiano di Puglia di Ignazio Marcello Savino, segretario generale Fillea Cgil Puglia 👇

Nell’incontro tenuto il 4 giugno 2026 presso il Consiglio Regionale della Puglia, Natuzzi Spa ha comunicato la chiusura ...
06/06/2026

Nell’incontro tenuto il 4 giugno 2026 presso il Consiglio Regionale della Puglia, Natuzzi Spa ha comunicato la chiusura immediata di tre stabilimenti, compresi Graviscella e PS, con un fermo produttivo previsto per 12 mesi, e il trasferimento di ulteriori volumi produttivi in Romania. Una scelta che disattende l’impegno assunto in occasione della modifica della Cigs, espressamente legata alla sola causale di calo dei volumi e al mantenimento del lavoro in Italia.

Ancora più grave, per le organizzazioni sindacali, è che decisioni di questa portata non siano state oggetto di un reale confronto con le rappresentanze sindacali, ma vengano presentate come già assunte e dichiarate “immodificabili” dalla direzione aziendale, mettendo a rischio la trattativa e indebolendo ulteriormente il perimetro industriale sul territorio.

“L’azienda - afferma il segretario generale della Fillea Cgil Puglia Ignazio Marcello Savino - pur avendo beneficiato nel tempo di sostegni pubblici e della disponibilità al confronto da parte delle istituzioni nazionali e locali e del sindacato, continui a procedere con scelte unilaterali che tradiscono gli impegni e producono effetti pesantissimi su lavoratrici, lavoratori e comunità locali. La prospettiva di arrivare a chiudere tre stabilimenti su cinque, in un contesto già segnato da processi di deindustrializzazione, avrebbe un impatto socioeconomico rilevante sull’occupazione e sulla tenuta del tessuto produttivo, mentre Puglia e Basilicata discutono del rilancio e della vocazione produttiva del distretto del mobile imbottito.

Alla luce di questo ulteriore aggravamento della vertenza, intensificheremo le iniziative di mobilitazione a difesa del perimetro industriale degli stabilimenti, dei livelli occupazionali e dei volumi produttivi realizzati in Italia, chiedendo l’immediato intervento di tutte le istituzioni competenti.

In vista dell’incontro convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per l’11 giugno 2026 avvieremo da subito con le altre sigle la consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori per organizzare un presidio e sostenere con forza la richiesta di un confronto vero, di impegni verificabili e di scelte industriali coerenti con la tutela dell’occupazione e del territorio» conclude Savino.

Il 2 giugno 1946 l’Italia scelse la Repubblica. Per la prima volta votarono anche le donne, aprendo una nuova stagione d...
02/06/2026

Il 2 giugno 1946 l’Italia scelse la Repubblica. Per la prima volta votarono anche le donne, aprendo una nuova stagione di democrazia e partecipazione.

Da quella conquista sono nati diritti e libertà che oggi consideriamo fondamentali. Difenderli e ampliarli è una responsabilità collettiva e il cammino è ancora lungo.

Buona Festa della Repubblica a tuttə

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70123

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