21/05/2026
Un anno fa ci lasciava Padre Felice. Un anno di smarrimento per noi figli sparsi per il mondo. Un anno in cui abbiamo cercato di capire come un piccolo missionario di Bari abbia trovato il modo di farsi conoscere in capi opposti del pianeta al solo scopo di aiutare tutti : malati, prigionieri, bambini, orfani, disoccupati, donne sole, anime p***e. Perché se la volontà che lo contraddistingueva poteva ve**re da Dio, trovare i mezzi per attuarla era merito dell'uomo. Un uomo grandissimo che ha lasciato un'eredità meravigliosa.
Stringiamoci nella preghiera, che possa lenire il dolore. Dall'Uganda all'Italia, un coro unanime nel ringraziare Chi ce lo ha inviato sulla terra, fiore raro che ancora emana profumo...
Oggi pomeriggio Padre Felice ci ha lasciati per tornare alla casa del Padre. Il paradiso gioirà per questo arrivo che lo arricchisce, noi, invece, siamo tutti più poveri. Siamo poveri perché Padre Felice era una di quelle rare persone che segna la vita di chi ha la fortuna di incontrarle, anche solo per una volta. Chi lo ha visto all'opera, chi ha constatato le sue opere concrete, chi ha ascoltato una sua omelia, ha avuto da subito la percezione della sua rarità, dell'amore che lo pervadeva e dettava ogni sua azione.
Morire servendo i più piccoli è l'ideale per essere discepoli degni, ci ha detto nella sua ultima lettera pasquale. E lui ha servito i più piccoli per tutta una vita : i piccoli delle mamme prigioniere del carcere di Luzira, i piccoli dell'orfanotrofio, che grazie al suo aiuto sono diventati grandi, i malati senza speranza di cure adeguate, i senza lavoro, i senza acqua. Lascia il segno in ognuno di loro come sulla terra ugandese, per le innumerevoli opere costruite e sistemate (l'ospedale, la maternità, la scuola, la chiesa, la fattoria, la missione), per la comunità che ha creato e servito.
Per chi ha avuto la grande fortuna di conoscerlo dal vivo, di parlarci, di osservarlo resta l'enorme eredità di intenti. Perché lui era uno strenuo difensore dei diritti dell'essere umano dimenticati dalla società, un difensore spesso arrabbiato, arrabbiato perché voleva fare di più, incitare gli altri a fare sempre di più. Ci resterà il ricordo di un padre dolcissimo a cui brillavano sempre gli occhi ogni qual volta si parlava dei suoi bambini in Uganda, ma anche di una persona capace e esperta, di chi ha studiato i problemi per affrontarli al meglio.
Un predicatore infaticabile che girava dal sud al nord l'Italia creando comunità di amici ovunque si fermasse... è emblematico che oggi in tanti piangeranno la sua scomparsa in Italia e nella sua amata Uganda, il suo grande amore ha creato un ponte che lega un capo all'altro della terra e questo ponte è il suo testamento spirituale, che possa aiutarci a superare la tristezza di questo momento e a gioire per la fine delle sue sofferenze terrene.