CIA-Agricoltori Italiani Puglia

CIA-Agricoltori Italiani Puglia Cia Agricoltori Italiani Puglia, associazione sindacale degli agricoltori

16/06/2026

A Bari centinaia di agricoltori al flash-mob della CIA

𝗚𝗥𝗔𝗡𝗢, 𝗟𝗔 𝗕𝗔𝗧𝗧𝗔𝗚𝗟𝗜𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗜𝗡𝗨𝗔. 𝗔 𝗕𝗔𝗥𝗜 𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘 𝗟𝗘 𝗩𝗢𝗖𝗜 𝗗𝗜 𝗟𝗔𝗭𝗜𝗢, 𝗠𝗔𝗥𝗖𝗛𝗘, 𝗕𝗔𝗦𝗜𝗟𝗜𝗖𝗔𝗧𝗔 𝗘 𝗠𝗢𝗟𝗜𝗦𝗘.Dalla Puglia, per la Puglia e p...
15/06/2026

𝗚𝗥𝗔𝗡𝗢, 𝗟𝗔 𝗕𝗔𝗧𝗧𝗔𝗚𝗟𝗜𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗜𝗡𝗨𝗔. 𝗔 𝗕𝗔𝗥𝗜 𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘 𝗟𝗘 𝗩𝗢𝗖𝗜 𝗗𝗜 𝗟𝗔𝗭𝗜𝗢, 𝗠𝗔𝗥𝗖𝗛𝗘, 𝗕𝗔𝗦𝗜𝗟𝗜𝗖𝗔𝗧𝗔 𝗘 𝗠𝗢𝗟𝗜𝗦𝗘.
Dalla Puglia, per la Puglia e per tutta l’Italia della cerealicoltura: con il flash-mob al porto di Bari, CIA Agricoltori Italiani ha rimesso al centro dell’agenda politica la questione del grano duro. Al Varco della Vittoria del porto di Bari, dove arrivano tonnellate di grano importato da ogni parte del mondo, gli imprenditori agricoli hanno denunciato come siano proprio le massicce importazioni (cresciute di oltre il 30% negli ultimi tre anni) il principale fattore di deprezzamento del grano italiano, con un meccanismo speculativo che sta causando danni enormi ai cerealicoltori italiani.

Al produttore, nel 2023, venivano corrisposti 50 euro al quintale; oggi quasi la metà, un prezzo inferiore a quello di 40 anni fa. Continuare a produrre in perdita non è possibile, tanto che la superficie coltivata a grano è diminuita del 40% negli ultimi 20 anni”.

𝗟𝗘 𝗩𝗢𝗖𝗜 𝗗𝗜 𝗟𝗔𝗭𝗜𝗢, 𝗠𝗔𝗥𝗖𝗛𝗘, 𝗕𝗔𝗦𝗜𝗟𝗜𝗖𝗔𝗧𝗔 𝗘 𝗠𝗢𝗟𝗜𝗦𝗘. Al flash-mob di Bari hanno partecipato delegazioni di tutte le regioni del Centro Sud. Sergio Del Gelsomino, presidente CIA Lazio: “Bisogna difendere la dignità e il reddito del settore agricolo. Il grano non può avere un prezzo al produttore uguale a quello degli anni ’80, mentre la pasta e il pane hanno decuplicato il loro prezzo. Noi difendiamo anche i consumatori, perché i nostri prodotti sono garantiti da leggi e standard che ne tutelano e controllano la salubrità, la sicurezza alimentare e la qualità”. Per Alessandro Taddei, presidente di CIA Marche: “Occorre partire da un prezzo minimo che garantisca di coprire le spese di produzione, perché oggi il prezzo del grano è insufficiente. Ed è insufficiente, secondo grande problema, perché nei nostri porti, ad Ancona come a Bari, arrivano cereali da tutto il mondo”. Sabina Pesci, CIA Pesaro: “Quando un agricoltore vende il grano sotto i costi di produzione – ha sottolineato – non stiamo parlando di mercato, ma di perdita di dignità economica. La CUN rischia di limitarsi a fotografare il mercato anziché correggerne gli squilibri. E se il mercato è squilibrato, quella fotografia diventa una condanna”. Sulla stessa lunghezza d’onda Leonardo Moscaritolo, presidente CIA Basilicata: “Il prezzo al produttore continua a scendere, mentre i prezzi di pane e pasta sono schizzati verso l’alto. C’è un problema di distribuzione del valore lungo la filiera, con uno squilibrio a tutto svantaggio dei cerealicoltori”. Vincenzo D’Alessandro, presidente CIA Molise, torna su una sacrosanta richiesta dei cerealicoltori: “La CUN, Commissione Unica sul grano duro, nella elaborazione del prezzo al produttore deve partire dai costi di produzione certificati da ISMEA”.

𝗧𝗨𝗧𝗘𝗟𝗔 𝗘 𝗥𝗜𝗟𝗔𝗡𝗖𝗜𝗢. A Bari, la CIA ha chiesto il blocco delle importazioni per tutta la campagna cerealicola in corso e fino a dicembre. Per il rilancio del comparto l’organizzazione ha fatto altre proposte precise: la piena attuazione della legge sulle pratiche sleali, che vieta prezzi al produttore inferiori ai costi di produzione; il divieto per la CUN Commissione Unica sul grano duro di quotare prezzi inferiori ai costi di produzione; una nuova legge che preveda la contrattazione interprofessionale a partire dai costi di produzione e dal giusto reddito per i cerealicoltori; una svolta nei controlli portuali, dove tutte le navi che scaricano grano duro devono essere controllate da NAS, Guardia di Finanza, Sanità Marittima e Osservatorio Fitosanitario regionale; il rispetto rigoroso degli standard sanitari, ambientali e merceologici del grano duro importato e della pasta da esso ottenuta. La CIA, inoltre, chiede la corretta applicazione della pratica del “perfezionamento attivo”, vale a dire l’esenzione della tassa doganale agevolata sul grano duro importato.

14/06/2026

TRM / Bari, agricoltori contro le importazioni di grano. La manifestazione, organizzata da CIA Agricoltori Italiani, nel servizio andato in onda su Trmtv.it

Cia - Agricoltori Italiani
Cia Agricoltori Italiani Lazio
CIA Agricoltori Lucani
Cia - Agricoltori italiani - Ascoli Piceno, Fermo e Macerata
Cia - Agricoltori Italiani di Ancona
Cia Agricoltori Molise

14/06/2026

TELEBARI / “Chiediamo che già dai prossimi giorni siano bloccate le importazioni fino a dicembre 2026, visto l’approssimarsi della raccolta del grano duro, perché le scorte presenti nei magazzini dell’industria molitoria sono più che sufficienti”. Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente pugliese di CIA agricoltori italiani, riassume le motivazioni del flashmob organizzato stamattina al varco della Vittoria del porto di Bari, al quale hanno preso parte centinaia di addetti al settore. Per la categoria, “ulteriori importazioni prima della prossima raccolta e nei sei mesi successivi costituiscono un’azione predatoria nei confronti del grano duro italiano”.
Gli agricoltori chiedono “una svolta immediata nei controlli dei porti”, con “un sistema di verifiche strutturato, generalizzato e permanente di tutte le navi con carico di grano duro che veda il pieno coinvolgimento coordinato e contestuale di carabinieri dei Nas, guardia di finanza, Sanità marittima, Osservatorio fitopatologico regionale”. La richiesta ai ministri dell’Agricoltura e della Sanità, così come all’assessore regionale all’Agricoltura, è che “tutte le navi con carichi di grano duro siano controllate nei porti pugliesi e italiani”.
“Nel 2023 – denunciano – le importazioni sono aumentate del 40% rispetto al 2022 e del 30% rispetto al 2021. Un ulteriore crescita si è avuta nel 2024, 2025 2026, soprattutto da Paesi extra Ue. Questo meccanismo crea un eccesso artificiale di offerta, indebolisce il potere contrattuale degli agricoltori e favorisce dinamiche speculative”. Le stime dell’Ismea dicono che gli agricoltori sono costretti a vendere in perdita: a fronte di un costo medio di 1170 euro per ettaro, l’industria riconosce 500-600 euro per ettaro. Per CIA “non è più rinviabile una nuova legge che istituisca la pasta made in Italy con cento per cento grano duro italiano da filiera certificata e l’obbligo dell’indicazione dei Paesi di origine del grano duro su ogni confezione di pasta”.

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14/06/2026

TGNORBA 24 / Un flash-mob a difesa del grano duro italiano da parte degli agricoltori CIA riuniti al “Varco della Vittoria” del porto di Bari. Al centro la battaglia su aumento dei costi di produzione, crescita delle importazioni dall’estero e decremento delle superfici coltivate a grano.
La questione al centro dell’iniziativa è la battaglia che la CIA sta conducendo ormai da anni, con una mobilitazione che si è ulteriormente intensificata dal 2023, un anno che ha segnato uno spartiacque per il comparto cerealicolo, affossato dal crollo dei prezzi al produttore e da una crisi inarrestabile caratterizzata da alcune costanti: aumento dei costi di produzione, crescita delle importazioni dall’estero, decremento in Puglia e nelle altre principali regioni cerealicole delle superfici coltivate a grano, fortissima e negativa incidenza delle conseguenze inerenti ai cambiamenti climatici.

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12/06/2026

TELESVEVA/ Le immagini dal porto di Bari: agricoltori in protesta e il flashmob di Cia. Dalla Puglia alle Marche, il Centro-Sud in protesta a difesa del grano duro

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12/06/2026

ANTENNA SUD / Le interviste e le riprese dal porto di . Nel servizio tg il grido di Cia per ribadire l’allarme e le priorità a difesa del settore 👨🏻‍🌾💪🏻🚜
Tra flashmob e azioni istituzionali non si ferma la lunga battaglia della Confederazione a tutela dei cerealicoltori: no sottocosto e no ad importazioni senza controlli

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12/06/2026

TGR Puglia / Il servizio Rai andato in onda durante il tg pomeridiano. Al Varco della Vittoria del porto di Bari, dove arrivano tonnellate di grano importato da ogni parte del mondo, gli imprenditori agricoli hanno denunciato come siano proprio le massicce importazioni il principale fattore di deprezzamento del grano italiano, con gravi speculazioni a danno del sistema produttivo locale

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Centinaia di agricoltori hanno partecipato stamattina al flash-mob di CIA Agricoltori Italiani per denunciare la situazi...
12/06/2026

Centinaia di agricoltori hanno partecipato stamattina al flash-mob di CIA Agricoltori Italiani per denunciare la situazione di grave crisi della cerealicoltura italiana.

Al Varco della Vittoria del porto di Bari, dove arrivano tonnellate di grano importato da ogni parte del mondo, gli imprenditori agricoli hanno denunciato come siano proprio le massicce importazioni il principale fattore di deprezzamento del grano italiano, con gravi speculazioni.

“Chiediamo che già dai prossimi giorni siano bloccate le importazioni fino a dicembre 2026, visto l’approssimarsi della raccolta del grano duro, perché le scorte presenti nei magazzini dell’industria molitoria sono più che sufficienti”, ha dichiarato Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani. “Ulteriori importazioni prima della prossima raccolta e nei 6 mesi successivi costituiscono esclusivamente un’azione predatoria nei confronti del grano duro italiano. Occorre anche una svolta immediata nei controlli dei porti. Non sono più accettabili i controlli attuali, a campione e spesso non randomizzati e discrezionali, totalmente insufficienti per garantire la sicurezza alimentare. Chiediamo un sistema di controlli strutturato, generalizzato e permanente di tutte le navi con carico di grano duro che veda il pieno coinvolgimento coordinato e contestuale di Carabinieri dei NAS, Guardia di Finanza, Sanità marittima, Osservatorio fitopatologico regionale”, ha aggiunto Sicolo.

La Cia Puglia chiede al Ministro dell’Agricoltura, al Ministro della Sanità e all’Assessore regionale all’Agricoltura della Puglia che TUTTE le navi con carichi di grano duro siano controllate nei porti pugliesi e italiani. I controlli devono riguardare le eventuali violazioni delle norme doganali e il rispetto degli standard sanitari, ambientali e merceologici (presenza di micotossine, residui di pesticidi, eventuale radioattività, effettività della destinazione per l’alimentazione umana del grano duro importato) e della reciprocità sociale. “Negli ultimi anni abbiamo avuto una crescita abnorme: nel 2023 le importazioni sono aumentate di un +40% rispetto al 2022 e +30% rispetto al 2021. Un ulteriore crescita si è avuta nel 2024, 2025 2026, soprattutto da Paesi extra UE. Questo meccanismo crea un eccesso artificiale di offerta, indebolisce il potere contrattuale degli agricoltori e favorisce dinamiche speculative. Il risultato è una filiera squilibrata dove chi produce perde e chi trasforma ottiene enormi extraprofitti”. Particolare attenzione va fatta rispetto al facile utilizzo, spesso in modo fraudolento, della pratica del perfezionamento attivo (applicazione di una tassa doganale agevolata).

È necessario che il Ministero dell’Agricoltura, unitamente alle organizzazioni professionali agricole, svolga il preventivo esame delle condizioni economiche per evitare di danneggiare gli interessi dei produttori italiani. Il prezzo del grano duro è passato da oltre 50 euro al quintale del 2023 agli attuali 19/25 euro, un prezzo addirittura inferiore a quello di 40 anni fa. Se consideriamo l’andamento produttivo degli ultimi 30 anni, registriamo in Italia una riduzione netta della superficie coltivata a grano duro che si aggira intorno al 40%, a causa esclusivamente dei prezzi vili pagati ai cerealicoltori dall’industria molitoria italiana.
Le stime dell’Ismea ci dicono che gli agricoltori sono costretti a vendere in perdita. Infatti a fronte di un costo medio di 1170 euro per ettaro, l’industria riconosce appena 500/600 euro per ettaro. Costringere gli agricoltori a vendere sotto costo è illegale! Non è più rinviabile una nuova legge che istituisca la pasta Made in Italy con 100% grano duro italiano da filiera certificata e preveda anche l’obbligo dell’indicazione dei Paesi di origine del grano duro su ogni confezione di pasta”.

12/06/2026

Indirizzo

Bari
70132

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