UIL Puglia

UIL Puglia Il sindacato delle persone della Puglia

Oggi siamo presenti alla tavola rotonda sulla “Puglia che cresce” nell’ambito della Festa dell’Unità organizzata dal PD ...
03/09/2026

Oggi siamo presenti alla tavola rotonda sulla “Puglia che cresce” nell’ambito della Festa dell’Unità organizzata dal PD Puglia a Martina Franca.

La Puglia cresce, ma manca una vera visione a lungo raggio. La domanda “che Puglia vogliamo costruire da qui ai prossimi 10 anni?” per noi resta ancora senza risposte concrete e proposte credibili.

Ci dicono che l’occupazione cresce, in particolare in settori come il turismo. Ecco, il turismo rappresenta indubbiamente una componente fondamentale dell’economia pugliese. Ma dietro questi numeri positivi resta una domanda centrale: quanto di questa ricchezza viene realmente redistribuita a lavoratrici e lavoratori?

L’identikit del lavoratore del turismo è precario, spesso a nero, con contratti poveri o in dumping. È una condizione che contribuisce al fenomeno dell’emigrazione di tanti giovani pugliesi, donne e uomini, che scelgono di lasciare la nostra regione perché non trovano condizioni adeguate per costruire il proprio futuro.

Per questo la destagionalizzazione del turismo deve essere accompagnata da politiche che condizionino gli investimenti pubblici alla qualità del lavoro, alla corretta applicazione dei contratti siglati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, alla stabilità occupazionale e al contrasto dei contratti pirata.

A proposito di contratti e contrattazione: sul salario minimo ribadiamo che per noi il salario minimo è quello determinato dal contratti nazionali sottoscritti da Cgil Cisl Uil. Perché non è solo una questione economica, ma di tutele e istituti che solo il percorso di contrattazione può garantire. E in questo senso auspichiamo un confronto più continuo con la Regione e le istituzioni locali in generale.

Un altro tema decisivo è quello delle infrastrutture e del trasporto pubblico. Una regione che vuole creare occupazione e sviluppo deve garantire alle lavoratrici e ai lavoratori la possibilità di raggiungere i luoghi di lavoro attraverso una rete di trasporti efficiente. Anche questa è una risposta concreta al caro carburanti e, più in generale, al costo della vita. Ma può essere anche, insieme a filiere produttive di qualità, una leva di contrasto a fenomeni come il caporalato e in generale le infiltrazioni malavitose nel mondo del lavoro.

Non ci tiriamo indietro sulle transizioni industriali, in particolare sulle grandi vertenze nei territori di Brindisi e Taranto. Il caso Versalis a Brindisi dimostra che attraverso il confronto e la contrattazione è possibile accompagnare una trasformazione industriale senza abbandonare il territorio. L’investimento annunciato da Eni, vicino al miliardo di euro, dimostra che la transizione può significare anche nuova industria e nuove opportunità occupazionali.

Proprio per questo, resta incomprensibile il mancato completamento dell’iter con la firma della Regione sull’accordo relativo a Brindisi, soprattutto alla luce della collaborazione registrata negli incontri con il Ministero.

A Taranto la situazione è diversa e ancora più complessa. Le sentenze vanno rispettate, ma una vicenda di questa portata non può essere affrontata esclusivamente a livello territoriale, ma serve una regia nazionale. Anche qui manca una strategia condivisa, considerando la natura industriale, portuale e strategica del territorio, che può e deve crescere con visioni alternative a quelle dell’ex Ilva investendo, e bene, sulle proprie potenzialità.

In questo quadro occorre utilizzare concretamente anche le risorse disponibili, a partire dal Just Transition Fund, che mette a disposizione quasi 900 milioni di euro, e non disperdere ulteriori opportunità.

La Regione può e deve svolgere un ruolo più incisivo: condizionare gli investimenti pubblici alla qualità dei contratti, alla permanenza delle aziende sul territorio, alla tutela dell’occupazione e alla realizzazione di infrastrutture adeguate, per costruire le condizioni affinché chi nasce in Puglia possa scegliere di restare, lavorare e costruire qui il proprio futuro.

Serve un confronto sulla programmazione dell'anno scolastico, alla luce degli evidenti cambiamenti climatici che rendono...
02/09/2026

Serve un confronto sulla programmazione dell'anno scolastico, alla luce degli evidenti cambiamenti climatici che rendono impossibile svolgere le lezioni con queste temperature.

Ma è altrettanto importante un confronto sulla qualità e l'efficienza degli investimenti in edilizia scolastica, a cominciare da quelli finanziati con il Pnrr. Il cambiamento climatico è ormai strutturale, non si può navigare a vista o con soluzioni tampone.

Leggi le dichiarazioni del segretario generale Uil Puglia Stefano Frontini e del segretario generale della Uil Scuola Puglia Gianni V***a.

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Nel Mezzogiorno continuiamo a registrare un dato sulle retribuzioni più basso rispetto alle altre regioni e questo resta...
31/08/2026

Nel Mezzogiorno continuiamo a registrare un dato sulle retribuzioni più basso rispetto alle altre regioni e questo resta uno dei grandi temi. C'è poi certamente una questione legata alle infrastrutture. Prima della pausa estiva, durante il nostro esecutivo, ragionavamo anche su quanto cambierebbe il costo delle abitazioni se ci fossero linee ferroviarie capaci di garantire tempi di percorrenza ragionevoli.

Il punto è che non possiamo continuare a ragionare soltanto per singoli interventi. Il vero tema riguarda complessivamente la capacità della Puglia di muoversi e di collegare i propri territori. Bisogna affrontarlo con una programmazione infrastrutturale seria.

Per noi resta centrale il tema dei bassi salari. Bisogna incentivare la contrattazione di secondo livello e su questo, per esempio, anche la Regione può fare la propria parte, condizionando le proprie risorse alle aziende che applicano contratti in grado di offrire garanzie adeguate ai lavoratori. Bisogna individuare elementi che consentano di capire quali siano i contratti che garantiscono maggiormente i lavoratori. Per noi sono quelli sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative, a partire da Cgil, Cisl e Uil. È una battaglia che si può fare tutti insieme, perché se l'obiettivo è dare maggiori tutele e maggiori risorse al lavoro e ai lavoratori, stiamo parlando anche di chi permette alle aziende di andare avanti.

Alcune delle dichiarazioni del segretario generale Stefano Frontini al Nuovo Quotidiano di Puglia in edicola oggi.

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO NEI COMMENTI 👇

18/08/2026
Gli uffici della UIL Puglia e del centro servizi ITAL UIL Puglia e CAF UIL Puglia di corso A. De Gasperi 270 (Bari) rest...
07/08/2026

Gli uffici della UIL Puglia e del centro servizi ITAL UIL Puglia e CAF UIL Puglia di corso A. De Gasperi 270 (Bari) resteranno chiusi al pubblico dal 10 agosto al 23 agosto e riapriranno dal 24 agosto (fino al 28 agosto dalle ore 9 alle ore 13).

29/07/2026
29/07/2026
Con la riunione del coordinamento UIL di Bari, si conclude questa prima fase di ascolto e di confronto con i territori s...
28/07/2026

Con la riunione del coordinamento UIL di Bari, si conclude questa prima fase di ascolto e di confronto con i territori sulle principali priorità che accompagneranno l'azione sindacale nei prossimi mesi.

Anche oggi è emersa con forza la necessità di rilanciare il confronto con la Regione Puglia e gli Enti locali, a cominciare dalla Città Metropolitana di Bari. Da settembre intensificheremo le iniziative su temi strategici per il futuro del territorio: tassazione locale, sanità, infrastrutture, sviluppo economico e qualità dei servizi. Questioni sulle quali non abbiamo ancora ottenuto risposte convincenti e concrete. Temi che richiedono un confronto strutturato e continuo con le istituzioni, capace di andare oltre la gestione emergenziale e di costruire una visione condivisa della Puglia dei prossimi dieci anni.

Ma per fare ciò bisogna ripartire da modalità condivise di relazioni sindacali, che devono tornare a essere per la politica e le istituzioni, regionali e comunali, uno strumento vero di partecipazione e di governo dei processi di sviluppo, non mere convocazioni di facciata. Così come, da parte nostra, possono rappresentare l’occasione di trasformare le rivendicazioni delle singole categorie in una piattaforma in grado di guardare al futuro, di proporre una nuova prospettiva, di anticipare e governare il cambiamento, anche in Puglia, in pieno spirito confederale.

Tra le nostre proposte c’è anche il rilancio della contrattazione di secondo livello, che rappresenta una leva fondamentale per accrescere produttività, innovazione, competitività e qualità dell'occupazione. Perché questo modello possa produrre risultati concreti è però necessario riconoscere, anche a livello territoriale, il valore dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, contrastando il dumping contrattuale e la proliferazione dei contratti pirata che impoveriscono il lavoro e alterano la concorrenza tra le imprese, seguendo un percorso ormai segnato a livello nazionale. Farlo partendo dal territorio di Bari, ovvero quello trainante sul fronte regionale, può rappresentare un volano importante per migliorare le condizioni di migliaia di lavoratrici e di lavoratori.

Sulla scia delle linee tracciate dalla UIL nazionale, anche in Puglia ci proponiamo come interlocutore credibile non solo per il mondo istituzionale, ma anche per quello datoriale, con l’intento di guardare al merito delle questioni sul tavolo, di interpretare le esigenze reali delle lavoratrici e dei lavoratori pugliesi e di richiamare ognuno alle proprie responsabilità.

Continua il processo di ascolto e confronto con i territori, oggi a Taranto con il coordinamento territoriale della UIL ...
24/07/2026

Continua il processo di ascolto e confronto con i territori, oggi a Taranto con il coordinamento territoriale della UIL Taranto convocato alla presenza del segretario generale Stefano Frontini e del segretario organizzativo Gianni Librando.

E’ stata l’occasione per fare il punto sulle principali vertenze che interessano la provincia ionica, un territorio che da troppo tempo vive una condizione di emergenza occupazionale, segnato da crisi industriali lunghe, complesse e ancora prive di risposte definitive.

Taranto è diventata il simbolo di vertenze che si trascinano da anni, con migliaia di lavoratrici e lavoratori costretti a convivere con un'incertezza che non può più essere considerata normale. Abbiamo ribadito con forza che la nostra missione resta quella di tutelare ogni singolo posto di lavoro, ma senza alimentare illusioni o rincorrere annunci privi di concretezza.

A partire dalla vicenda dell'ex Ilva, ma non solo, le crisi industriali si affrontano con la verità, con il confronto e con piani industriali seri, lungimiranti, innovativi, sostenibili sotto il profilo economico, produttivo e ambientale, dotati di obiettivi chiari, tempi certi e risultati misurabili. Non servono voli pindarici, slogan o soluzioni costruite per conquistare qualche titolo sui giornali. Non siamo più disponibili a partecipare a dibattiti sterili che continuano a scaricare il peso delle incertezze sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori.

Il coordinamento ha inoltre richiamato l'attenzione sulla drammatica situazione della sicurezza nei luoghi di lavoro, considerato che la provincia di Taranto registra oggi il dato più allarmante della Puglia, con un incremento del 250% degli infortuni mortali rispetto allo scorso anno, in una regione che continua a essere classificata tra quelle a più alto rischio.

Oggi più che mai occorre affrontare la questione sicurezza con compattezza territoriale e spirito confederale. E’ necessaria una visione ampia, regionale affinché nessun lavoratore sia costretto a scegliere tra il diritto al lavoro e il diritto alla vita.

Ecco perché abbiamo chiesto alla Regione Puglia di mettere in campo un Piano regionale straordinario per la salute e la sicurezza sul lavoro, condiviso e monitorato con le parti sociali, che metta le istituzioni dinanzi alle proprie responsabilità. Un esempio è quello delle lavoratrici e dei lavoratori delle opere propedeutiche ai Giochi del Mediterraneo, donne e uomini che in queste settimane, con senso del dovere, stanno permettendo a questa terra di vivere una stagione da protagonista: ebbene, le tutele stabilite dall’ordinanza regionale per i lavori ad elevate temperature siano garantiti anche a loro, per scongiurare l’ennesima tragedia sul lavoro.

Non vogliamo più libri dei sogni, ma un percorso concreto legato a risorse certe, al quale chiediamo a Taranto e a tutti i territori di fornire il proprio contributo in termini di idee e proposte.

Indirizzo

Corso A. De Gasperi, 226
Bari
70125

Orario di apertura

Lunedì 14:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00

Telefono

080 502 5676

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