20/07/2026
Ieri sera eravamo in un bene confiscato alla mafia, nei campi di Semi di Vita a Valenzano,insieme al circolo arci di Valenzano Arcipelago e il CSV san Nicola, per “A 20 anni – Cronache di inizio millennio dal G8 di Genova”, con Alessio Di Modica e le musiche di Massimo Zamboni. Uno spazio strappato al crimine per restituirlo alla comunità — il posto giusto per raccontare cosa succede quando è lo Stato, invece, a fare male.
Perché ieri, a Bologna, Abderrahim Fakir è morto ammanettato durante un fermo di polizia. “Omicidio di stato”, ha scritto la famiglia sullo striscione al presidio del Pilastro. Venticinque anni dopo Genova, la violenza su chi non ha potere né voce continua a chiedere giustizia — e a non trovarla quasi mai.
Lo spettacolo si è aperto con l’immagine del “lampadiere” di Tom Benetollo: chi cammina davanti con la luce rivolta indietro, per illuminare il passo di chi segue, non il proprio. Lo stesso impegno che ci tiene in piazza, ieri per Genova, oggi per Bologna, sempre nello stesso posto: dalla parte di chi la violenza la subisce.
Verità e giustizia non sono un dettaglio. Sono l’unica memoria che conta.