05/10/2025
Un milione in piazza. Una marea che non si vedeva da vent’anni. Grazie Flotilla!
A Roma una mobilitazione straripante, per chiedere la fine del genocidio, per la giustizia, per la libertà e l’autodeterminazione del popolo palestinese.
In piazza c’era un popolo intero, un popolo di tutte le età e provenienze che si è raccolto sotto una miriade di bandiere palestinesi. Per dire stop al genocidio, ma anche per invertire il corso della storia a favore della democrazia.
È l’onda lunga di mesi di mobilitazioni sempre più diffuse e partecipate, che la Flottilla ha ingigantito favorendo una straordinaria convergenza di scioperi, blocchi, occupazioni, fino al grande sciopero generale e sociale del 22 settembre. Un’ondata che è poi esondata nel “weekend lungo”, destinato a essere ricordato come la più imponente sollevazione di massa contro un genocidio: 48 ore di impressionante partecipazione, con le mobilitazioni di giovedì, lo sciopero del venerdì — due milioni di persone in oltre 100 piazze italiane — e il milione di manifestanti in piazza a Roma, ieri.
Il Governo, dopo due anni di complicità, è in enorme difficoltà e sta facendo delle timide mosse per tentare di sottrarsi al giudizio della Storia. Come il primo – piccolo ma concreto – stop alle armi verso Israele, con la revoca di una licenza di esportazione precedente al 7 ottobre.
Servirebbe ben altro ed è quello che sta chiedendo il popolo italiano.
Ora dobbiamo continuare a tenere alta l’attenzione. Nella notte, l’esercito israeliano ha ucciso altre 67 persone. Il numero totale delle vittime dal 7 ottobre 2023 è salito a 67.074.
Restiamo in mobilitazione per Gaza, per la Palestina, e contro il sistema di genocidio, guerra, riarmo, autoritarismo che opprime l’umanità intera. E dobbiamo riportare immediatamente a casa le persone della Flotilla ancora detenute in Israele in condizioni inaccettabili.
Continuiamo a resistere e mobilitarci. E sopratutto, rimaniamo uniti.