06/02/2026
🔴 È IL MOMENTO DI DISOBBEDIRE
Il 5 febbraio 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto sicurezza, un provvedimento che introduce una serie di misure destinate a restringere in modo significativo il diritto al dissenso in Italia: dal fermo preventivo fino a 12 ore prima di cortei e manifestazioni allo scudo penale per le forze di polizia, fino all’estensione del DASPO urbano anche a persone prive di condanna. Il decreto prevede inoltre nuove disposizioni che inaspriscono le pene per le persone migranti nei CPR e facilitano gli sgomberi degli spazi occupati. Si tratta di una deriva autoritaria senza precedenti: un decreto che regolarizza la violazione sistematica del diritto costituzionale a manifestare liberamente il proprio pensiero ed espone chiunque all’arbitrio delle forze dell’ordine, sotto indirizzo del governo.
Tra le principali novità del decreto vi è l’introduzione del fermo preventivo, che rende legale l’accompagnamento e il trattenimento in Questura fino a 12 ore di persone con precedenti denunce o “segnalazioni di polizia” per reati contro il patrimonio o contro la persona prima di cortei e manifestazioni. Non è necessario essere stati processati o condannati: è sufficiente l’esistenza di precedenti denunce, anche se archiviate o ritenute infondate dalla magistratura. Tali denunce spesso sono originate dalle stesse forze di polizia, talvolta in modo strumentale per criminalizzare chi protesta e costruire un profilo “criminale”. In questo modo la polizia, sotto indirizzo del governo, diventa l’organo che formula le accuse e che, senza l’intermediazione della magistratura, può poi utilizzare quelle stesse accuse per prelevare le persone dirette a una protesta. Si tratta di un gravissimo attacco alle libertà di movimento e di manifestazione, che di fatto regolarizza prassi illegittime già diffuse nelle Questure di tutta Italia.
Il decreto rende legittime pratiche che la polizia italiana attua sempre più spesso negli ultimi anni. Condotte simili sono infatti già state applicate in passato con Extinction Rebellion in diverse città, tra cui Roma, Bologna, Brescia, Padova e Venezia. Ciò che accade una volta in Questura è a sua volta una prassi illegittima: perquisizioni corporali abusive e immotivate, rilievi fotografici, prelievo di oggetti personali — compresi farmaci e telefoni — e impossibilità di comunicare con avvocati e familiari. I fermi si concludono spesso con denunce pretestuose che vengono regolarmente archiviate dalla magistratura, ma usate per giustificare di fogli di via fino a quattro anni o altre misure restrittive.
Negli ultimi anni Extinction Rebellion ha presentato e vinto ricorsi e ha denunciato le Questure di Bologna, Brescia e Roma per sequestro di persona, abuso d’ufficio e trattamenti degradanti. Perché la democrazia si difende proprio contestando le leggi ingiuste: un fermo illegittimo, una denuncia pretestuosa, un foglio di via immotivato alla volta. Questo decreto non ha niente a che fare con la "sicurezza"; l'unico obiettivo del governo è garantirsi la certezza di essere incontestabile.
Quando l'ingiustizia diventa legge, ribellarsi diventa un dovere. ✊