24/08/2026
𝗕𝗥𝗔𝗖𝗖𝗜𝗔𝗡𝗧𝗘 𝗧𝗥𝗢𝗩𝗔𝗧𝗢 𝗦𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗩𝗜𝗧𝗔 𝗔 𝗕𝗢𝗥𝗚𝗢 𝗠𝗘𝗭𝗭𝗔𝗡𝗢𝗡𝗘, 𝗖𝗚𝗜𝗟: 𝗚𝗛𝗘𝗧𝗧𝗜 𝗦𝗙𝗥𝗘𝗚𝗜𝗢 𝗤𝗨𝗢𝗧𝗜𝗗𝗜𝗔𝗡𝗢 𝗔 𝗗𝗜𝗚𝗡𝗜𝗧𝗔̀ 𝗗𝗘𝗠𝗢𝗖𝗥𝗔𝗧𝗜𝗖𝗔. 𝗟𝗢 𝗦𝗧𝗔𝗧𝗢 𝗚𝗜𝗥𝗔 𝗟𝗔 𝗧𝗘𝗦𝗧𝗔 𝗗𝗔𝗟𝗟’𝗔𝗟𝗧𝗥𝗔 𝗣𝗔𝗥𝗧𝗘 𝗘 𝗙𝗔𝗩𝗢𝗥𝗜𝗦𝗖𝗘 𝗖𝗔𝗣𝗢𝗥𝗔𝗟𝗜 𝗘 𝗜𝗠𝗣𝗥𝗘𝗡𝗗𝗜𝗧𝗢𝗥𝗜 𝗦𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗦𝗖𝗥𝗨𝗣𝗢𝗟𝗜
“Sadam Houssain, 32enne con permesso di soggiorno e da 5 anni residente nel foggiano, è morto in quel luogo concentrazionario e malsano che è il ghetto di Borgo Mezzanone, approdo obbligato per chi lavora nei campi della Capitanata in estate, che lo Stato e questo Governo fingono di non vedere. Lì dove migliaia di esseri umani sono costretti a trovare un riparo di fortuna, tra lamiere e case in tufo tirate su alla bene e meglio, dove non c’è allaccio alle fogne, alla rete elettrica, dove l’acqua potabile arriva in container. Non il primo morto di un cosiddetto villaggio informale dove la dignità affonda tra cumuli di rifiuti, temperature al suolo che arrivano in questo periodo a 60 gradi, fango e freddo in inverno”. È quanto denuncia la segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci, nel commentare la probabile morte violenta del bracciante pakistano scomparso il 4 agosto e ritrovato nel bagagliaio della sua auto a ridosso del ghetto che ricade nel Comune di Manfredonia e dista 10 km dal comune capoluogo di Foggia.
“Tocca ripetere cose già dette fino a seccarci la gola – sottolinea Bucci - come i 200 milioni persi per affrontare l’emergenza ghetti nel Paese, e 54 di questi erano destinati proprio a Borgo Mezzanone. O che se si vuole affrontare seriamente il tema dell’accoglienza e del superamento di questi insediamenti bisogna partire da una rivoluzione nelle politiche di gestione dei flussi, garantendo cittadinanza a chi è sul territorio da anni e che senza diritti è preda di caporali e padroni senza scrupoli. Ma questi essere umani che contribuiscono alla ricchezza del settore primario pugliese e italiano, sono carne da macello, buoni per la propaganda securitaria delle destre che fingono di non sapere che in agricoltura, come nella logistica, nell’edilizia, nel terziario, dal Sud al Nord, la manodopera immigrata è parte fondamentale. Ma si ritiene giusto lasciarli nel limbo dei senza diritti, invisibili, in modo da poter essere sfruttati per mettere a valore il profitto”.
“Delegazioni di parlamentari italiani e dell’Europa sono scesi a Borgo Mezzanone per osservare da vicino e comprendere l’estrema condizione di chi non ha altri strumenti per vivere in questo territorio, dove spesso anche la stessa presenza nel ghetto è imposta come condizione di accesso al lavoro dai caporali, perché fungibile al circuito economico di questi insediamenti, tra posti letto e a tutti i servizi annessi – spesso anche minimi - che sono garantiti al suo interno. Borgo Mezzanone è uno sfregio quotidiano alla dignità democratica di questo Paese. I ghetti esistono quando arretra lo Stato, la difesa dei diritti costituzionali, quando si accettano logiche criminali e di sfruttamento che impoveriscono non solo lavoratori e lavoratrici ma tutta la collettività in termini di evasione fiscale e contributiva. Lo ripetiamo al ministro del Made in Italy – così come al ministro dell’Interno e alla Presidente del Consiglio -: c’è poco da vantarsi dei nostri straordinari prodotti della terra, perché molti di loro sono sporchi del sangue dei tanti Sadam Houssain morti o sfruttati che siano”.