28/08/2026
Foggia e Bari e diritto allo studio per le persone disabili: tutti i disservizi della privatizzazione dei servizi pubblici.
Il ritorno tra i banchi di scuola si avvicina, ma per gli studenti con disabilità di Bari e Foggia la campanella rischia di suonare a metà o, peggio, di non suonare affatto. L'avvio del servizio di assistenza specialistica e dei trasporti sconta ritardi cronici e una pericolosa disomogeneità territoriale, trasformando un diritto costituzionale in un percorso a ostacoli per famiglie già provate.
A Bari la situazione è al collasso dopo il fallimento delle gare di appalto per il servizio navetta dedicato agli studenti disabili, andate completamente deserte. Ora si attende l'espletamento di una nuova procedura, i cui tempi tecnici spingono l'orizzonte di una possibile normalizzazione direttamente a ottobre. Nel frattempo, la Città Metropolitana non fornisce informazioni molto chiare su come ottemperare in maniera sistemica alle esigenze di mobilità degli alunni.
La misura tampone del rimborso chilometrico si scontra con una realtà insormontabile: come faranno le famiglie che non possiedono un'auto o che non possono conciliare i tempi lavorativi con gli spostamenti? Si ipotizza il ricorso ai taxi, ma regna la confusione più assoluta su dove reperire la modulistica e quale iter burocratico seguire per ottenerli.
Il risultato di questa inerzia amministrativa non è un semplice disagio logistico, ma un allarme concreto, già lanciato da molte famiglie: il rischio tangibile dell'abbandono scolastico. Siamo di fronte all'ennesima dimostrazione di un sistema di privatizzazione dei servizi pubblici che mostra vistose crepe, scaricando sistematicamente i propri buchi organizzativi e gestionali sulle spalle dell'utenza più fragile.
Sul fronte di Foggia, il quadro non è meno preoccupante. Le istituzioni locali non hanno ancora ufficializzato la data di avvio dell'assistenza specialistica, rendendo certo che il servizio non partirà in concomitanza con la riapertura delle scuole prevista per il 7 settembre. Un ritardo annunciato ma evitabile, se solo la Provincia avesse dato ascolto alle istanze del territorio: l'ente provinciale ha infatti ignorato la richiesta di incontro avanzata dalle parti sociali e dalle famiglie ben due mesi fa, uno spazio di dialogo pensato proprio per prevenire e superare per tempo i disservizi.
In questo scenario di caos istituzionale, va rimarcato un punto fermo a tutela dei lavoratori: educatrici ed educatori dovranno comunque essere retribuiti regolarmente per l'intero periodo di blocco, come previsto e sancito dai loro contratti individuali di lavoro. Non è tollerabile che l'inefficienza della macchina amministrativa si ripercuota né sulla continuità didattica degli studenti, né sulla dignità economica di chi ogni giorno garantisce un servizio essenziale.
Come sindacato ci mettiamo a disposizione per raccogliere le istanze delle famiglie che oggi si trovano ad affrontare i gravi disagi sopra descritti e lanciare iniziative tutti e tutte assieme.
USB Puglia - Coordinamento Educatori ed Educatrici