La regione Puglia è da sempre stata un territorio interessato da fenomeni migratori. Secondo dati ISTAT, gli immigrati registrati il 1 gennaio 2013 sono stati 96.131 di cui 32.226 nella sola città di Bari. Spesso l’opinione pubblica tende a generalizzare fatti di cronaca o episodi di cui sono protagonisti i cittadini immigrati, omologando esperienze di vita, progetti e singole speranze, in un’unic
a categoria definita, il più delle volte, pericolosa e nociva. L’organizzazione non governativa CTM (Cooperazione nei Territori del Mondo) e l’associazione INUIT con il progetto “UNO SCATTO VERSO L’INTEGRAZIONE” finanziato dalla Regione Puglia – Area Politiche per lo Sviluppo Economico, il Lavoro e l’Innovazione – Servizio Politiche Giovanili e Cittadinanza Sociale - intendono invertire questa tendenza e offrire agli immigrati la possibilità di diventare attori protagonisti di azioni di riqualificazione urbana. A partire da Gennaio 2015 verrà organizzato un laboratorio di italiano con approccio autobiografico e un corso di fotografia sociale per immigrati e baresi in condizioni di disagio. L’obiettivo è conoscersi e riscoprirsi attraverso l’uso della scrittura e dell’immagine, come esseri unici e irripetibili, portatori di storie e di valori. Partendo dal vissuto dei partecipanti ai corsi, si produrranno fotografie che verranno affisse sotto i portici di Corso Italia, che mostrerà un volto del tutto nuovo, divenendo simbolo di scambio e di integrazione, piuttosto che di degrado e segregazione. L’affissione delle foto sarà preceduta da un’opera di riqualificazione portata avanti da un gruppo rappresentativo di cittadini italiani e stranieri interessati all’area. Il percorso di inclusione “terminerà” con eventi di sensibilizzazione in cui verranno presentati tutti i prodotti del progetto, con l’auspicio di aprire nuove strade per l’integrazione partendo dalla conoscenza reciproca, dal rispetto e dalla cura dei luoghi comuni. Affinché l’integrazione abbia un senso è indispensabile avviare un cambio di prospettiva: non si può rispettare l’altro se prima non lo si conosce.